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Non c'è pace per il caso Cogne. Come vi avevamo segnalato pochi giorni fa è ripartito il blog Notitia Criminis, che da subito pubblica un interessante intervento che vi invitiamo a leggere.
Riportiamo una parte del post, che potrete trovare qui per intero. La discussione è aperta.
tratto da Notitia Crimis
Commento di: Sauro Claudio
Oggetto: Considerazioni del neurochirurgo Giovanni Migliaccio
Testo: Tratto da www.crime.net pubblico la lettera del Dr. Migliaccio con cui
ravvisava incongruenze scientifiche.
Commento di: Dottor Giovanni Migliaccio, Neurochirurgo
OSPEDALE FATEBENEFRATELLI & OFTALMICO
MILANO
20121 Milano Corso di Porta Nuova, 23
Mi sento in dovere sia come cittadino che come medico,di rendere noto
quanto appunto è venuto a mia conoscenza e le deduzioni conseguenti,
dopo la lettura della perizia necroscopica sul cadavere del bambino
Samuele Lorenzi, per la cui morte, ritenuta da causa violenta, è già
stata condannata in I grado la sua mamma.
Leggendo infatti attentamente la perizia necroscopica e,visionando il
materiale fotografico, non posso non rilevare che in essa vi sono
moltissime contraddizioni ed errori di valutazione che ritengo fondata
la convinzione che il piccolo sia realmente morto per cause naturali,
cioè a seguito di una imponente quanto improvvisa e violenta emorragia
cerebrale,a seguito della rottura di un aneurisma,e/o di una
malformazione vascolare congeniti.
Gli elementi che non convincono sono molti:
1) Si dice che il piccolo sia stato colpito in regione frontale con 17
colpi ad opera di un arnese largo e pesante! Mi chiedo: come è
possibile contare 17 colpi sul capo di un bimbo di tre anni? Il numero
di colpi inferti su un corpo si possono contare sul torace,
sull'addome, ma non sul cranio
2) A una prima ispezione del cadavere, ictu oculi, non si sono
evidenziati lesioni di alcun genere: lo sfondamento del cranio in
regione frontale provoca la frattura della base cranica anteriore che
si esprime esternamente con un'enorme tumefazione del viso e degli
occhi, definita come occhi da procione, patognomonica appunto di
frattura della base cranica anteriore.
3) La regione della base cranica anteriore, in ogni sua parte, (tetto
orbitario, etmoide, sfenoide)risulta perfettamente integra.
4) In nessuna altra parte del corpo, dalle sopracciglia in giù fino ai
piedi, non c'è ombra di una pur minima lesione: è mai possibile che
chiunque l'abbia colpito con violenza e in preda ad uno stato psichico
quanto meno alterato neanche per sbaglio abbia colpito sul torace
sulle spalle sull'addome? E' vero che il prof.Viglino segnala delle
escoriazioni sul 3° e 4° dito della mano destra, diagnosticandole come
effetto del tentativo di difendersi dall'aggressore. Ma ragioniamo un
attimo: istintivamente chi sta per esser colpito al capo tende a
coprirsi, a difendersi con entrambe le mani, non con una sola!
5) Anche l'ipotesi che il piccolo fosse tenuto fermo per poterlo
colpire ripetutamente solo sul capo, non è sostenibile perchè si
sarebbero dovute riscontrare sul corpo i segni delle mani che lo
avrebbero trattenuto
6) Le ferite cutanee sul cuoio capelluto per la maggior parte sono
dell'ordine di pochi centimetri di lunghezza e pochi millimetri di
profondità.Quale arnese mai ha potuto provocare tali lesioni? Esse
sono spiegabili non come l'effetto di un corpo contundente (che ne
avrebbe procurate di ben maggiori dimensioni), ma come l'esito della
trazione che l'osso fratturato,affondandosi, esercita prima sul
periostio, quindi sulla galea, poi sul sottocute e quindi sulla cute(i
tre strati di tessuto molle esistenti fra il cuoio capelluto e l'osso
cranico)
7) L'esame necroscopico ha evidenziato una emorragia intraventricolare
e una emorragia subaracnoidea, senza tracce di ematomi extradurale e/o
sottodurale: questi ultimi generalmente tipici delle lesioni
traumatiche, mentre l'e.s.a.(emorragia sub aracnoidea) è tipica della
rottura di lesioni vascolari. Esiste si una e.s.a. post traumatica, ma
con caratteristiche del tutto diverse.
8. Il piccolo è morto circa due ore dopo l'evento: se avesse ricevuto
tutti quei colpi sul cranio, sarebbe morto all'istante. Non è
possibile sopravvivere oltre pochi minuti dopo aver subito 17 colpi
sul cranio!
9) E ancora: il medico del 118 non avrebbe potuto trasportarlo se ne
avesse constatato la morte
Andate qui per leggere tutti gli altri punti.
<<Non posso sapere cosa sia successo realmente quella notte, chi è realmente il colpevole, le mie sono solo delle ipotesi che non pretendono avere il sigillo della verità>>
La "signora" in questione ha avuto 30 anni dopo la bellezza di tre dibattimenti. Ha avuto a disposizione i migliori avvocati e i migliori tecnici. Nonostante ciò ha pure tentato di depistare le indagini e accusato persone che nulla avevano a che vedere con questo omicidio......e voi avete ancora dei dubbi? Basati su che cosa ?
Deve ancora ringraziare che tra riti abbreviati, sconti di pena e indulto sono arrivati a darle 13 anni.
Sempre a difendere gli assassini e mai le vittime.
Finiamola che è meglio.
Ho notato solo ora che un certo Fantomas è intervenuto nel dibattito il 6 Novembre e mi chiede se sono pagato dalla famiglia Franzoni.
Sarebbe difficile essere pagati quando si postula che le percosse possono essere state date molto prima delle otto (lo ha detto Viglino).
Comunque non sono pagato e neppure conosco la famiglia o i parenti.
Questo caso mi ha semplicemente interessato per le sue stranezze, mi ha interessato per il modo in cui è stata condotta l'indagine e per altre cose.
Lei mi chiede che analisi del cavolo ho fatto?
Quale analisi? Specifichi!
Quella iniziale della morte naturale?
Quella posteriore dell'infanticidio avvenuto ben prima delle otto (è un ipotesi di Viglino, colui che ha condotto l'esame autoptico, l'unico che ha visto quelle ossa fratturate e quei vasi lesi.)
Viglino che inizialmente aveva postulato le percosse alle 8 del mattino, ma poi dormendoci sopra ha ritenuto piuù probabile che le percosse fossero state date dopo l'uscita della guardia medica, alle 6,30 del mattino (e lo ha confermato nel libro di Ilaria Cavo ed in TV a Matrix).
Pertanto io ho fatto soltanto delle ipotesi che si basano sulle considerazioni dell'illustre anatomo patologo.
Non posso sapere cosa sia successo realmente quella notte, chi è realmente il colpevole, le mie sono solo delle ipotesi che non pretendono avere il sigillo della verità
Caro Sauro....sei mica pagato dalla famiglia Franzoni ?
Che analisi del cavolo che hai fatto!
Ed ecco la luminosa sentenza della Cassazione:
LA RICOSTRUZIONE DEL FATTO IN TERMINI DI CERTEZZA TALI DA ESCLUDERE LA PROSPETTABILITA' DI OGNI ALTRA RAGIONEVOLE SOLUZIONE, MA NON ANCHE DI ESCLUDERE LA PIU' ASTRATTA E REMOTA DELLE POSSIBILITA' CHE, IN CONTRASTO CON OGNI E QUALSIVOGLIA VEROSIMIGLIANZA ED IN CONSEGUENZA DI UN IPOTETICO, INUSITATO COMBINARSI DI IMPREVISTI E IMPREVEDIBILI FATTORI, LA REALTA' DELLE COSE SIA STATA DIVERSA DA QUELLA RICOSTRUITA IN BASE AGLI INDIZI DISPONIBILI …
Dopo questo ameno scambio di complimenti fra me e Migliaccio, mi dispiacerebbe che questo Blog fosse abbandonato, se non altro perché vedo che le affluenza delle visite è in costante aumento.
Pertanto cercherò io di riprendere il discorso, e poi cercherò di invitare anche altri ad intervenire.
Io recentemente ho fatto una lunga disquisizione relativamente alla telefonata ed all’omissione da parte della Franzoni delle ferite, sottolineando che la signora intuitivamente ha taciuto le ferite, perché altrimenti la telefonata sarebbe andata per le lunghe, probabilmente il fatto sarebbe stato minimizzato, e l’acuta Callipari anziché inviare l’elicottero, avrebbe inviato l’ambulanza mezzoretta dopo.
Ovviamente non è questa la posizione del PM che sostiene che è stata la Franzoni ad uccidere, e non ha invocato le ferite semplicemente per ritardare l’intervento delle forze dell’ordine.
Questa ipotesi è assai traballante, dal momento che quando una persona chiama con urgenza ed estrema insistenza il pronto soccorso, a meno che non sia *, capisce che subito dopo verrebbero attivate subito le forze dell’ordine.
Ovviamente la Franzoni non aveva l’elicottero pronto per fuggire in Svizzera.
L’obiezione del PM è “ma era in un grave stato emotivo, e voleva ritardare il più possibile l’intervento dei carabinieri”
Ora soffermiamoci su “questo grave stato emotivo” dal momento che è presente pure nella telefonata:
respiro affannoso, tachipnea ecc, tutte cose che si sarebbe autoindotte per attivare nel minor tempo possibile il pronto soccorso.
Ora un quadro del genere già ci allontana dall’ipotesi che sia stata lei l’assassina, un assassina che avrebbe ammazzato brutalmente il suo bambino (in piena lucidità secondo la Cassazione), quindi si sarebbe lavata, cambiata, avrebbe vestito l’altro bambino e sarebbe andata tranquilla al pulmino senza lasciar intravedere all’autista il minimo stato emotivo ( “era normale, come tutte le altre mattine”), ma dopo tornata a casa ha la capacità di indursi uno marcato stato emotivo.
Tutto ciò è strabiliante, e casi del genere non si trovano su nessun libro di psicologia.
Perché indursi uno stato emotivo comporta un auto padronanza che pochi al mondo riescono ad avere.
Un auto padronanza che si ottiene dopo lunghi esercizi yoga, e non lo yoga classico, quello che ti insegna certe posizioni per il rilassamento, ma lo yoga avanzato, quello che investe la sfera emotiva.
Mi direbbe il PM : ma caspita ha visto bene che il bambino era pieno di ferite e quindi deve aver necessariamente immaginato, anche non fosse stata lei che il bambino era stato percosso.
Pertanto avrebbe dovuto dire alla centralinista: “ Deve essere entrato qualcuno in casa, perché mio figlio è pieno di ferite, mio figlio è stato picchiato, vomita sangue, non respira”
Ma perché non ha dato questa versione?
Semplicemente perché in quel breve lasso di tempo in cui è stata fuori, e successivamente è tornata trovando il viso di Samuele pieno di sangue (sangue che nascondeva anche le ferite minori), semplicemente non ha realizzato mentalmente che uno potesse essere entrato ed averlo massacrato di botte.
Completamente all’oscuro di medicina, ha pensato a qualcosa di strano e per lei inaccessibile: solo i medici avrebbero potuto dire cosa era successo in quel breve lasso di tempo.
L’aggressione non era alla sua portata, non vi era motivo, per lei non vi era neppure il tempo che qualcuno avesse potuto entrare e massacrare il suo piccolo.
L’ipotesi che dicesse “ deve essere entrato qualcuno in casa…..” sarebbe stata una macchinazione, un idea che avrebbe potuto elaborare qualora lei avesse compiuto l’omicidio.
Avrebbe potuto pensare che sarebbe andato a suo vantaggio postulare fin dall’inizio l’ingresso di un estraneo.
Invece no, neppure ci ha minimamente pensato, ed ha fatto una telefonata che solo un attore teatrale o del cinema, solo dopo un centinaio di provini, sarebbe riuscito a realizzare con la stessa carica ansiogena.
Dal momento che il respiro affannoso e la tachipnea che si recepisce solo in ceri punti, ma deve essere un motivo fondamentale di tutta la telefonata, non può essere frutto di invenzione, dal momento che uno quando simula, grida, urla, piange, ma non gli passa minimamente per il capo di indursi un respiro affannoso
(e questo da un punto di vista prettamente psicologico)
Pertanto già in questa primissima fase abbiamo la chiave che ci dice che non è stata lei ma è intervenuto un qualcos’altro che ha causato la morte di Samuele.
Del resto il PM avrebbe perlomeno potuto concedergli il beneficio del Raptus.
Io no so perché non l’abbia fatto: il Raptus è comune anche per le persone normali, senza nessuna patologia psichiatrica, è un fattore che si ritrova frequentissimo nel rapporto di coppia, anche se ovviamente non si arriva all’omicidio.
Vi sono comunque molti casi di padri in particolare, che sterminano la famiglia, e poi si sa che era da un certo tempo che erano un po’ depressi, oppure altri casi di sterminio familiare in cui non si intravede nessuna motivazione.
Ho notato, già da molti anni, che sono praticamente solo i padri che sterminano tutta la famiglia.
Ma nel caso della Franzoni, affermare che ha ucciso il suo piccolo in piena lucidità e per un capriccio, mi pare assai azzardato, soprattutto quando subito dopo si afferma che non ha nessuna patologia psichiatrica.
Quando è stata fatta la perizia psichiatrica, quella vera, non la pseudo perizia fatta in Appello tramite interviste rilasciate in Tv od articoli sui giornali, il Prof. Barale ed i suoi assistenti, hanno percorso insime all’imputata quella mattina in lungo ed in largo, e non hanno trovato nessun buco, nessun punto dove si sia tradita, o abbia lasciato trapelare una certa emotività.
Tenete presente che gli psichiatri hanno occhio esperto e colgono subito se ci sono delle falle.
Ma falle non vi erano, non era stata lei ad uccidere.
E neppure possiamo presupporre che l’omicidio sia avvenuto prima, magari da parte del marito, perché anche in questo caso avrebbe lasciato trapelare una grande emotività e sicuramente si sarebbe tradita.
Pertanto dobbiamo supporre l’ipotesi ritenuta dagli inquirenti e dai criminologi più remota, e cioè che in quel breve lasso di tempo qualcuno si sia introdotto in casa ed abbia commesso l’omicidio.
E’ un ipotesi remota ma possibile.
Non potremo mai sapere le motivazioni del perché tale individuo abbia commesso un simile efferato omicidio, certo è che vi sono troppi punti che riportano appunto ad un terzo, persona forse sconosciuta alla famiglia, persona probabilmente che non faceva parte dei vicini, ma che per qualche oscuro motivo ha commesso l’orribile fatto.
Leggevo che il non aver trovato l’arma va a discapito della Franzoni perché se l’omicidia fosse stato trovato all’esterno con l’arma sarebbe stato inevitabilmente smascherato.
Io non so quale mente bacata abbia elaborato una teoria del genere, dal momento che l’arma poteva anche essere una roncola che l’assassino si teneva dentro i pantaloni.
Chiaramente l’assassino sapeva bene, in quei pochi minuti che ha operato, chi c’era intorno, sapeva bene che non vi erano forze dell’ordine, e sapeva bene che nessuno avrebbe visto l’arma dentro i pantaloni, sempre che qualcuno lo abbia visto (nel qual caso avrebbe anche taciuto ; classica omertà dei montanari).
guagliu è trp frisk raffaello o cantante napulitan . nu pensat e strunzat pensat e cantant napulitan come alessio e raffaello rosario miraggio ecc.... apparte che tt e 3 so brav a canta e soprattutto alessio e raffaello so i chiu bell so trp frisk nu pensat e strunzat blea. t amo raffaellooooo si o megl cant trp buon nu bac carnal carnal. ti amo alessio t amo rosario miraggio
Ma avete visto i filmati ? Sin dove arrivavano gli schizzi di sangue ?
Chi asserisce che si tratta di morte naturale, sa dirci in quali altri casi si sono verificati analogie simili e li può documentare ?
Grazie.
Sono d'accordo con Francesca, vorrei poprio che il dottor Migliaccio ci spiegasse come può aver fatto il bambino a rimettersi a letto, con le mani lungo i fianchi, e a coprirsi la faccia dopo aver avuto quella sorta di "aneurisma"...
Piuttosto, ho letto recentemente un libro intitolato "la chiave di Cogne", scritto da due giovani giornaliste (qualche info su http://www.ibs.it/ser/serdsp.asp?redir=no&isbn=9788879070300).Credo sia l'analisi più seria mai uscita sul caso, ricostruisce tutta la vicenda mettendo in evidenza una dopo l'altra tutte le contraddizioni emerse dai racconti di Annamaria Franzoni...è difficile, una volta finita la lettura, avere ancora dei dubbi su come sono andate le cose!!! se qualcun altro di voi l'ha letto mi faccia sapere che ne pensa!
un saluto
Tipico comportamento italico.
Sempre qualcuno a voler correggere il prossimo.
Per quanto mi riguarda il Pof. Viglino è una persona preparata e corretta.
In qualcuno di voi mi pare di vedere solo invidia professionale.
State cercando di mischiare le carte per ottenere non si sa bene che cosa.
Il piccolo Samuele è morto massacrato dalla mamma.
Vergognatevi.
Con il riaffacciarsi mediatico del caso Cogne questa discussione, così come altre, riprenderà per un indeterminato periodo vita, a differenza del soggetto della vicenda.
Solo una cosa vorrei ricordare: ogni opinione è lecita, ogni teoria. Dobbiamo saper accogliere il punto di vista dell'altro così come lui con il nostro. Comprendere le motivazioni dell'altro e le nostre, e convenire in una discussione costruttiva senza avere velleità inconsce di affermare le prorpie tesi.
Cerco di riassumere per esser più chiaro.
A è convinto della tesi della morte naturale, e la argomenta, criticando il lavoro fatto da viglino e dai media tra gli altri.
B risponde confutando alcne tesi, alcuni dati e offrendo scenari diversi.
Intervento costruttivo energia e:
-i media creano informazioni di massa spesso infondate e tendenziose; mi riconosco in questa visione? presto attenzione alle informazioni che ricevo? nutro mai dubbi sulla oggettività o realtà di un fatto?
-le modalità di intervento delle forze dell'ordine sono migliorabili; in che direzione dovrei come cittadino muovermi per contribuire al miglioramento?
-il lavoro di viglino non rappresenta la perfezione, si può intevenire per correggere eventuali errori o approfondire aspetti non valutati a sufficienza? è lecito farlo?
più nello specifico il nucleo centrale dovrebbe essere la falsificazione (vedi popper) dei dati in nostro possesso, e la sistemica dei processi.
Prima fase eliminare dati non veritieri.
Seconda fase procurarsi dati necessari allo scopo, e anche relativi all' "antiscopo".
Terza fase: convenire su ciò che si vuole ottenere.
A è convinto della morte naturale di Samuele? Allora si proponga alla famiglia e indaghi per conto suo, ma questo è stato fatto.
Il problema, duplice, è da un lato che A non si senta ascoltato, e pone l'intelligente problema della parzialità mediatica e di eventuali difficoltà ad accettare alcuni errori ovision, e dall'altro che a B sembra che A conduca tale lavoro per scopi personali, narcisistici o che non voglia vedere la realtà dei fatti, categorizzandolo nella schiera degli "alternativi per forza".
Finora è mancato completamente, se non appena sfiorato in alcuni interventi, il tono collaborativo.
Tono collaborativo soggiace a "lavoriamo insieme perchè ci interessa davvero capire e accertare ciò che è successo".
Non aver ragione o non averla o altro.
Dal registro dei post noto che più di una valida mente si è esposta su questo post ma che le energie sono state disperse in una direzione che non è quella di arrivare alla verità.
Ad A dovrebbero risultare utilissime tutte le confutazioni poichè prorpio su quelle può approfondire, rinfirzare e proporre la sua teoria.
B invece potrebbe cogliere in A il tentativo di accertare una visione che pone scenari parecchio diversi, e quindi corroborare dopo averla messa a dura prova la convinzione personale della colpevolezza o no della sig.a Franzoni.
Cerco di essere produttivo anche io....
Rispondiamo alle ragazze degli ultimi tre post, forniamo risposte libere da interpretazioni.
Facciamo circolare a chi lo richieda foto o ricostruzioni dei processi citati, senza parlare su "voci".
>diamo riferimenti credibili e non opinioni.
Se apro una enciclopedia medica ammalato di influenza posso riconoscere i sintomi di mille malattie più gravi: se sono consapevole delmio agito escluderò ipotesi troppo assurde , ma se mi lascio tentare dall'ipocondria renderò oggettiva e reale la mia morte imminente su false premesse. Tali false premesse risiedono nel metodo, nel processo, nell'analisi, nell'inteprestazione, non nel fatto.
Buona discussione, pensate allo scopo.
@ francesca: concordo con te. Evidentemente il bambino, ormai ridotto in limine vitae, aveva ancora la capacità di compiere gesti finalistici. Pur avendo il cervello spappolato. Insomma, un miracolo mai visto....
X il dott. Migliaccio
vorrei sapere com'è possibile che un bambino di 3 anni, dopo essere caduto dal letto ed essersi spaccato la testa, possa essersi rialzato, aver sbattuto contro spigoli ed essersi rimesso a letto COPRENDOSI PER BENINO CON IL PIUMONE. perchè è così che, si disse all'nizio, era stato ritrovato. vorrei avere notizie di altri casi clinici, almeno uno documentato in letteratura, come quello si samuele.
Voglio rendermi antipatica:
1) Se davvero il povero Samuele Lorenzi si è procurato quelle orripilanti ferite sbattendo il capo contro la testiera del letto (che non presentava spigoli acuminati) o contro il comodino, come mai nessuna delle due superfici dei mobili presentava le ovvie abbondanti macchie di sangue e materia cerebrale - nonché lembi di pelle e capelli - che si sarebbero dovute per forza produrre?
2) Un aneurisma può davvero provocare numerose - e scomposte - "esplosioni" del cranio, con proiezione di sangue e materia cerebrale tutt'attorno?
3) Davvero una patologia grave come un aneurisma si scatena in un lasso di tempo tanto breve (5 minuti) senza che prima il paziente presenti alcun sintomo?
Ora sappiamo che un delitto,si, è stato commesso: è stata uccisa la giustizia!
E non è il primo nè sarà l'ultimo:a Firenze viene assolto perchè IL FATTO NON SUSSISTE il maggior indiziato come mandante per i delitti del Mostro;a Gravina hanno arrestato,messo alla gogna un innocente che avrebbe passato il resto della sua vita in galera se i corpicini dei figli non si fossero mai trovati,a Garlasco non riescono a trovare un colpevole,come a Perugia.
L'assassino della ragazza di Roma di tanti anni fa (Simonetta Cesaroni se non ricordo male) è ancora libero come quello della contessa Filo della Torre.
Fenaroli e Ghiani hanno passato la vita in galera e poi si è scoperto (e riferito dai nostri liberi giornalisti in sordina) che ad uccidere la moglie furono i servizi segreti.
La Franzoni ha ucciso il figlio? Bisognava allora condannarla all'ergastolo.
E' stata invece libera per 6 anni, ha cresciuto due figli, ha condotto una vita normale senza un minimo cedimento, è stata ridotta la pena da 30 a 16 anni senza che il PM facesse una piega, è stata riconosciuta sana di mente e lo ha dimostrato in questi anni (con buona pace dei criminologi e degli psichiatri che avevano predetto la sua confessione nel giro di un mese).
Il bimbo è morto almeno due dopo l'evento, ma si è dato credito all'ora della morte stabilita dal Medico Legale nonostante l'ora del decesso sia stata segnalata in una Struttura Pubblica, l'Ospedale di Aosta.
Le lesioni riscontrate sul cadavere sono compatibili con una devastante emorrragia cerebrale da cause naturali. Il medico legale non ci ha neanche pensato. L'autopsia è stata incompleta e quindi quasi una formalità, dando già per scontato il risultato prima di iniziarla.
Infatti, per esempio, non è stata eseguita alcuna indagine sulle regioni sessuali del piccolo Samuele per ricercare o escludere una violenza sessuale da parte di un ipotetico mostro: non era necessario, era stata la madre perchè...perchè?
Non c'è che dire:la Magistratura in Italia è davvero affidabile!
Caro Claudio,
tutto questo bel discorso che fai, addirittura asserendo di aver fatto una controperizia (anche tu?), lo vuoi capire che non ha alcun senso?
Il bambino è morto alle 10 del mattino.
Se colpito con un corpo contundente non sarebbe vissuto 1 minuto.
I fatti caro Claudio, i fatti...poi è bello fantasticare, ma per un medico in queste cose esiste la competenza, non la fantasia.
Quindi ragiona sull'anatomia, la fisiopatologia del trauma cranico con competenza e non con la realtà romanzata.
Ma ora voglio riportare un colloquio che la giornalista Ilaria Cavo ha avuto con Viglino e che ha riportato nel suo libro “La chiamavano la bimba”.
Se leggete a pagina 147 c’è scritto “ Viglino allarga ulteriormente il campo delle possibilità facendolo iniziare dal momento in cui il medico (guardia medica) lascia l’abitazione di Montroz e finire all’ora in cui Annamaria esce di casa. Precisa “ Si tratta di collocare l’aggressione o in un tempo più vicino all’uscita della Franzoni , o in un tempo più vicino all’uscita della dottoressa Neri”
D’impulso un po’ incredula di fronte ad uno scenario così ampio, indefinito ma al tempo stesso rivoluzionario, gli chiedo per quale delle due ipotesi si sbilancerebbe: “ Ritengo che l’aggressione si debba collocare più vicina al tempo dell’uscita della guardia medica rispetto a quella della Franzoni” ammette a questo punto, dondolandosi un po’ sulla sedia, con quella pacatezza che da forza alle sue parole.
Così a distanza di anni, il professor Viglino sarebbe propenso ad anticipare ancora di più l’ora del delitto, addirittura ai primi momenti della mattina.
Ora questa confessione sconvolgente io ritengo che l’illustre Viglino avrebbe dovuto farla prima al RIS ed agli investigatori piuttosto che ad una giornalista.
Avrebbe capovolto molte cose e avrebbe potuto dar adito a diverse ipotesi.
Per intanto ti saluto Claudio
Riporto un mio intervento fatto su Forum Panorama:
Oltretutto nelle indagini investigative del "caso Cogne" hanno fatto fin dall'inizio un errore madornale, o meglio l'ha fatto l'anatomo patologo che ha eseguito la perizia autoptica del piccolo Samuele.
Aveva inizialmente calcolato che l'ora delle percosse si potesse far risalire alle 8,10 minuti, pensando che dalle lesioni della arteria cerebrale media e della vena cerebrale media si fosse determinata una cospicua emoraggia e che tale emoraggia si fosse esaurita in dieci-quindici minuti causando un edema cerebrale maligno.
Ma quando mai una rapida emoraggia da un edema cerebrale maligno? Non c'è scritto su nessun testo di traumatologia cranica.
Un emoraggia lenta potrebbe dare un edema soltanto in presenza di cospicue lesioni del cranio ma in tempi molto piu lunghi.
Ho consultato anche neurochirurghi e traumatologi craniali: mi hanno detto che ci vuole almeno un ora perchè si sviluppi un edema cerebrale come quello del piccolo Samuele, con fuoriuscita di materia cerebrale da due ferite, la 3 e la 7.
Di questo si è reso conto anche l'anatomo patologo Viglino, che confidandosi un paio di anni dopo con la giornalista Ilaria Cavo, fa risalire l'ora delle percosse a poco dopo che è uscita la guardia medica, cioè alle 5,45.
Pertanto quando sono state date le percosse erano presenti entrambi i genitori, ed è poco probabile che sia stata la Sig.a Franzoni a darle, dal momento che il marito sicuramente con la sua forza sicuramente l'avrebbe fermata.
Pertanto è piu probabile che sia stato il marito ormai esausto perche aveva passato una notte insonne ed era reduce di una crisi di ansia della moglie, che avendo sentito nuovamente piangere Samuele, si sia avventato sul piccolo con il primo oggetto che gli è capitato ed abbia infierito violentemente su di lui sfondandogli metà del frontale e mandandolo in coma.
Forse la moglie ha cercato di fermarlo ed era li vicino, per questo si è sporcata il pigiama di spruzzi sia davanti che di retro.
Gli spruzzi sul retro infatti sono inspiegabili, e mi meraviglio che i periti non ne abbiano preso conto.
Commesso il fattaccio, è probabile che il Sig.Lorenzi si sia reso conto di aver commesso qualcosa di estremamente grave, forse pensavano il bambino gia morto, vedendolo in coma.
Pertanto ha pensato di non chiamare il 118 perchè sarebbe stato incolpato di omicidio, ma abbia istruito per bene la moglie sul da farsi, magari minacciandola anche.
E' probabile gli abbia detto : alle otto quando porterai Davide al pulmino, cerca di rimanere composta, di far finta di nulla, e poi quando torni a casa chiama il 118, ma non menzionare le ferite perchè la polizzia in tal caso potrebbe attivare dei posti di blocco ed io potrei non essere ancora giunto in ditta.
Dopo di chè, ha preso i suoi abiti sporchi di sangue e l'arma del delitto ed ha avuto tutto il tempo di occultarli.
Non serviva invece occultare il pigiama della moglie, perchè poteva trovarsi sul letto mentre un presunto assassino si fosse introdotto in casa.
Ma il suo pigiama si era importante, dal momento che se c'era lui in casa, nessun assassino avrebbe potuto introdursi per uccidere il piccolo Samuele.
Infatti la Sig. Franzoni, per attivare il 118 invocherà il vomito ematico, che non è mai esistito per Samuele, come dimostrerà la perizia autoptica, ed eluderà completamente le ferite che erano la cosa più eclatante se si pensa che da alcune ferite fuoriusciva materia cerebrale.
Inpltre non chiamerà il marito sul suo cellulare, pensandolo ancora in viaggio, ma chiamerà la segretaria della ditta, che riferisse al marito che Samuele era morto.
Per quanto riguarda la perizia autoptica di Viglino, leggettevi la mia controperizia che si trova su Cronaca, "Note critiche alla perizia di Cogne"
In linea
#12 09-03-2008 11:35Utente Registrato: 09-03-2008 Messaggi: 1 E-mail Re: Gravina, Perugia, Garlasco: gli investigatori non sanno più indagare?Gentili amici
faccio parte della Polizia Scientifica e posso raccontarvi davvero tante cose riguardo alla situazione delle indagini tecniche in Italia.
I problemi sono almeno una decina, il primo è quello di fondo comune a tutti gli organi dellla P.A.: mancanza di mezzi e fondi con conseguente insufficiente remunerazione(un operatore di Polizia Scientifica non percepisce alcuna indennità specifica se non 0,52 € al giorno per il rischio da contatto con sostanze nocive).
Non voglio sindacalizzare la questione ma faccio presente che tutta la nostra attività è seguita dalla produzione di relazioni tecniche per le quali abbiamo responsabilità personali ed individuali in dibattimento, incluso il contraddittorio con Pm e avvocati.
Secondo problema: aggiornamento professionale inesistente e demandato alla discrezione individuale.
Terzo problema: nei Gabinetti Provinciali non è prevista la figura dirigenziale, il che equivale ad essere sottomessi a tutti i dirigenti degli altri uffici che spesso fanno uso delle nostre attività in maniera indiscriminata e non proporzionata (vedi servizi fotografici istituzionali).
Quarto problema: quasi totale ignoranza delle nostre tecniche da parte del personale degli altri uffici investigativi.
Quinto problema: a volte l'investigatore è affetto da una sindrome di onnipotenza che va decisamente in contrasto con l'oggettività con cui NOI siamo abituati a ragionare, la Polizia Scientifica lavora per la verità, non per arrestare il primo che capita.
Sesto problema: il cinema e la TV hanno fatto una cassa di risonanza enorme intorno alle nostre tecniche con conseguente aggiornamento delle tecniche criminali da un lato e da un aumento della richiesta del nostro intervento da parte di pattuglie operanti sul territorio dietro insistenze dei cittadini.
Settimo problema: i poliziotti non sono sicuri perchè non sono più tutelati dalla classe dirigente e quindi preferiscono chiamare la scientifica per due foto piuttosto che relazionare e descrivere.
Ottavo problema: la buona parte di noi è del ruolo Agenti mentre la gran parte degli appartenenti agli organi investigativi è del ruolo Ispettori, ciò spesso crea situazioni di preponderanza che vanno a danneggiare l'attività.
Nono problema: assenza di certificazioni di qualità e standard di lavoro, il che significa che si hanno metodologie diverse in base alle diverse realtà.
Decimo: ricorso ai nostri servizi per reati poco significanti (dna per furto di ciclomotore).
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#13 09-03-2008 12:29s.c. Utente Registrato: 17-08-2007 Messaggi: 154 E-mail Re: Gravina, Perugia, Garlasco: gli investigatori non sanno più indagare?Capisco in pieno tutti questi problemi, e capisco in pieno che per il caso di Cogne, che io ho seguito, il RIS non ne ha nessuna colpa.
Come poteva non prendere atto delle considerazioni dell'illustre anatomo patologo Viglino che allora faceva risalire le percosse alle 8,10?
Come poteva in base a queste considerazioni non incolpare la madre Sig. Franzoni, dal momento che in otto minuti di sua assenza era praticamente impossibile che un intruso si fosse introdotto in casa per uccidere il piccolo Samuele.
Pertanto il RIS ha fatto del suo meglio.
Salvo stà che due anni dopo l'illustre anatomo patologo Viglino, confida alla giornalista Ilaria Cavo che è probabile che le percosse siano state date poco dopo l'uscita della guardia medica, intorno alle ore sei del mattino, quando entrambi i coniugi erano presenti.
Perchè l'illustre Viglino non ha fatto queste confidenze ai periti anzichè ad una giornalista?
E' probabile che in questi anni ci abbia dormito sopra e ci abbia ripensato, per spostare l'ora della morte di un ora e più.
Forse la mattina che ha eseguito l'autopsia aveva dormito male, infatti invoca come possibili armi del delitto, barre di ferro a spigoli vivi (che taglierebbero la testa ad un toro), mazze ( che ridurrebbero il cranio in poltiglia), oltra a strumenti di uso domestico come pentole o pentolini.
Ora come si può mettere insieme le mazze ad i pentolini?
Io penso propri avesse dormito male.
Il RIS saggiamente ha ipotizzato delle armi compatibili con le lesioni, come un mestolo di rame o un pentolino di rame.
A questo punto però sarebbe giusto ed onesto che la Cassazione sapesse la verità.
Se accusa un innocente, per un delitto non commesso, dopo tutte queste " rivelazioni" significa che in Italia siamo veramente messi male.
Dott. Sauro Claudio
Appunto Sauro, le perforanti irrorano l'ipotalamo, il tronco ecc.
E' chiaro che se si rompe un arteria o un aneurisma a seconda che subentrino immediatamente o no fenomeni coagulativi si può avere emorragia massima o solo subaracnoidea.
La rottura dei seni venosi porta a morte immediata. Questa è la prova che il bambino non può essere stato colpito con colpi sul cranio perchè sarebbe morto all'istante per rottura sel Seno Sagittale Superiore. Invece è morto circa due ore dopo.
Non si possono fare paragoni tra la rottura di un vaso cerebrale con uno qualsiasi del resto del corpo.
Ciao!
Ti capisco Migliaccio. Io ho voluto riportare queto colloquio fra la giornalista e Viglino per dimostrare tutte le incongruenze di quella perizia.
Viglino prima è passato dalla percosse che dovevano collocarsi alle 8,10, poi ha corretto il tiro ed ha spostato le percosse alle 7,30. Nel colloquio sopra descritto sposta le percosse alle ore sei circa.
Dimmi tu se è una perizia seria?
Comunque dicevi che la rottura di un arteria intracerebrale del calibro di 1 mm causa morte nel giro di un secondo; io ho sempre saputo che questo avviene se un arteria di tal genere si rompe nel bulbo.
Se si rompe invece nel bel mezzo del cervello può dare emorraggia massiva con edema e conseguente grave ictus, talvolta subentra il coma.
Per le arterie lese invece, e per giunta periferiche ( guarda ho proprio sotto mano il testo di taumatologia di M. Barber) è molto difficile stabilire l'entità dell'emorraggia e l'ora della morte perchè come ho sopra detto possono intervenire fenomeni come il collassamento dell'arteria o la trombizzazione.
A meno che M. Barber non si sbagli, ma poichè mi pare un testo abbastanza serio e consistente dubito che incorra in simili errori.
Del resto Viglino stesso ha avuto i suoi dubbi ed ha corretto ripetutamente il tiro.
Claudio
Non ho più voglia di parlarne, Sauro.
Ti dico solo che la vascolarizzazione del cervello bisogna conoscerla e il fatto che le arterie perforanti, per es., che sono del calibro di 1/2 mm, ti possono portare a morte in meno di 1 sec., non vale il paragone con la femorale.
Le vene del cervello si chiamano seni venosi e la loro rottura, soprattutto traumatica, ti porta a morte in 1 min. o poco più e non puoi paragonare la loro lesione con la lesione di una qualsiasi vena del corpo.
Queste cose dille anche alla Pozzi.
Ciao
Volevo dire oltretutto che la medicina si può collocare come scienza, agli antipodi della matematica.
Certo ci sono dei fenomeni che possono collocarsi entro un lasso di tempo abbastanza rigido: ad esempio il trancio netto di una grossa arteria come la femorale mi può dare quasi la certezza che nel arco di dieci minuti l’individuo si dissangua.
Ma nel caso di Samuele si parla di lesioni a carico di arterie e vene minori; dalla lesione di un’arteria non si può quantizzare con precisione il tempo di dissanguamento perché possono subentrare diversi fattori: la possibilità che l’arteria collassi, la possibilità che si formino dei trombi.
Ma ora voglio riportare un colloquio che la giornalista Ilaria Cavo ha avuto con Viglino e che ha riportato nel suo libro “La chiamavano la bimba”.
Se leggete a pagina 147 c’è scritto “ Viglino allarga ulteriormente il campo delle possibilità facendolo iniziare dal momento in cui il medico (guardia medica) lascia l’abitazione di Montroz e finire all’ora in cui Annamaria esce di casa. Precisa “ Si tratta di collocare l’aggressione o in un tempo più vicino all’uscita della Franzoni , o in un tempo più vicino all’uscita della dottoressa Neri”
D’impulso un po’ incredula di fronte ad uno scenario così ampio, indefinito ma al tempo stesso rivoluzionario, gli chiedo per quale delle due ipotesi si sbilancerebbe: “ Ritengo che l’aggressione si debba collocare più vicina al tempo dell’uscita della guardia medica rispetto a quella della Franzoni” ammette a questo punto, dondolandosi un po’ sulla sedia, con quella pacatezza che da forza alle sue parole.
Così a distanza di anni, il professor Viglino sarebbe propenso ad anticipare ancora di più l’ora del delitto, addirittura ai primi momenti della mattina.
Ora questa confessione sconvolgente io ritengo che l’illustre Viglino avrebbe dovuto farla prima al RIS ed agli investigatori piuttosto che ad una giornalista.
Avrebbe capovolto molte cose e avrebbe potuto dar adito a diverse ipotesi.
Per intanto ti saluto Claudio
Chiedo alla Spettabile Redazione che cancelli il mio intervento 153 "NOTE CRITICHE ALLA PERIZIA VIGLINO "
Grazie.
Dott.Sauro Claudio
Sempre per il RIS di Parma.
Certamente avrete capito cosa intendo, tutto è sintetizzato in queste righe, le mie sono pure supposizioni, la verità è solo mia relativa. Tutto è emerso ultimamente da riflessioni, considerazioni, deduzioni.
Pertanto posso anche sbagliarmi.
Certamente voi avrete delle motivazioni molto più valide per sostenere la vostra tesi.
Pertanto cordialmente vi saluto Dott. Claudio Sauro
Lettera indirizzata al RIS di Parma
Preso atto che dopo consultazioni con colleghi neurochirurghi ritengo l’ipotesi dello schiacciamento con scarpone da montagna la più plausibile anche in relazione alla conformazione delle ferite, preso pure atto che Viglino nel descrivere le sue lesioni craniali facendo un po’ di confusione intenda quelle sottostanti alle 17 ferite, vorrei sottolineare che l’ipotesi dell’intruso da me formulata è del tutto gratuita e non corrisponde a quello che veramente penso, pertanto vorrei chiedere scusa a certi personaggi citati in precedenza quali Guichardaz Gino, Robioglio Marco e Ruffier Osvaldo che non ritengo assolutamente responsabili ed ai quali pertanto chiedo scusa, vorrei far presente all’Rispettabile RIS che nell’additare la madre ha trascurato metà dell’indagine.Se solo aveste tenuto conto del parere relativo all’ora delle percosse del Dott. Iannizzi, se solo aveste pensato alle parole del Manzoni relativamente al ritrovamento della Monaca di Monza forse avreste centrato l’obiettivo.A proposito non illudetevi di trovare succhi gastrici nelle goccioline di sangue sui muri, dal momento che se in prima fase possono essere stati espulsi in quantità estremamente modesta, successivamente lo contrazione violenta dello stomaco può aver espulso sotto pressione solo aria.Per quanto riguarda la diversa caratteristica delle lesioni craniali corrispondenti alle fratture, questa è pure spiegabilissima con l’ipotesi dello scarpone: ovviamente dove il peso era massimo corrispondeva una lesione ossea a tipo stella perché era prima di tutto il tavolato esterno che cedeva.Se invece volete accettare l’ipotesi di Viglino, della diversissima volocità espressa all’arma liberi di farlo, ma vi chiedo: essendo solo due o tre ferite degne della “ stella”, come può l’arma aver scagliato ovunque tante gocce? Come può essersi interposto il piumone fra la ferita parieto- occipitale e l’arma del delitto ? Come può il piumone non essersi rotto in corrispondenza della zona di impatto?Arrampicatevi pure sugli specchi.Ma non sapete vedere ciò che è avvenuto anche dopo l’omicidio?Più in la non posso spingermi, sarebbe troppo. Sappiate solo che ho scritto queste righe in rispetto della verità.Dott. Claudio Sauro
Lettera indirizzata al RIS di Parma
Preso atto che dopo consultazioni con colleghi neurochirurghi ritengo l’ipotesi dello schiacciamento con scarpone da montagna la più plausibile anche in relazione alla conformazione delle ferite, preso pure atto che Viglino nel descrivere le sue lesioni craniali facendo un po’ di confusione intenda quelle sottostanti alle 17 ferite, vorrei sottolineare che l’ipotesi dell’intruso da me formulata è del tutto gratuita e non corrisponde a quello che veramente penso, pertanto vorrei chiedere scusa a certi personaggi citati in precedenza quali Guichardaz Gino, Robioglio Marco e Ruffier Osvaldo che non ritengo assolutamente responsabili ed ai quali pertanto chiedo scusa, vorrei far presente all’Rispettabile RIS che nell’additare la madre ha trascurato metà dell’indagine.Se solo aveste tenuto conto del parere relativo all’ora delle percosse del Dott. Iannizzi, se solo aveste pensato alle parole del Manzoni relativamente al ritrovamento della Monaca di Monza forse avreste centrato l’obiettivo.A proposito non illudetevi di trovare succhi gastrici nelle goccioline di sangue sui muri, dal momento che se in prima fase possono essere stati espulsi in quantità estremamente modesta, successivamente lo contrazione violenta dello stomaco può aver espulso sotto pressione solo aria.Per quanto riguarda la diversa caratteristica delle lesioni craniali corrispondenti alle fratture, questa è pure spiegabilissima con l’ipotesi dello scarpone: ovviamente dove il peso era massimo corrispondeva una lesione ossea a tipo stella perché era prima di tutto il tavolato esterno che cedeva.Se invece volete accettare l’ipotesi di Viglino, della diversissima volocità espressa all’arma liberi di farlo, ma vi chiedo: essendo solo due o tre ferite degne della “ stella”, come può l’arma aver scagliato ovunque tante gocce? Come può essersi interposto il piumone fra la ferita parieto- occipitale e l’arma del delitto ? Come può il piumone non essersi rotto in corrispondenza della zona di impatto?Arrampicatevi pure sugli specchi.Ma non sapete vedere ciò che è avvenuto anche dopo l’omicidio?Più in la non posso spingermi, sarebbe troppo. Sappiate solo che ho scritto queste righe in rispetto della verità.Dott. Claudio Sauro
Qualcuno mi potrebbe obiettare che è impossibile che Samuele abbia sporcato le pareti con il vomito a getto dal momento che era coperto dal piumone.
Ora è chiaro che il vomito a getto si manifesta nella prima fase dell’edema cerebrale, durante la quale il bambino può andare incontro anche a delle violente clonie, pertanto se inizialmente, nella fase più acuta del vomito aveva la testa fuori dal piumone, successivamente può essere scivolato in basso ed essere finito sotto il piumone e questo quando gli episodi più eclatanti del vomito erano già cessati e rimanevano soltanto dei deboli rigurgiti ma sufficienti comunque a fare una grande impressione alla madre che lo riferisce subito al 118.
Dott. Sauro Claudio
IL VOMITO A GETTO Dopo questa mia ipotesi, che qualcuno avrebbe potuto essere salito sul letto dove si trovava Samuele, ed aver gravato con tutto il peso (poniamo 70-80 Kg) sulla fronte del piccolo(indossando uno scarpone), causando lo sfondamento di una parte del frontale (che si è plurifessurato) e pure la frattura parieto occipitale a mappamondo e le ferite diversamente conformate, si pone il problema del perché di tante gocce ematiche sulle pareti e sul soffitto.Ora è noto che quando si sviluppa un edema cerebrale maligno, è molto probabile si abbia pure un vomito a getto. Tale vomito, non è un vomito qualunque, ma comporta una violentissima contrazione della muscolatura gastrica e diaframmatica che spinge in alto i succhi gastrici con estrema violenza tanto da scagliarli a 4-6 metri.Ora nel caso di Samuele è probabile che i succhi gastrici abbiano trovato la bocca serrata per il danno neurologico, pertanto sono passati con grande forza attraverso le fessure fra i dentini del piccolo ed hanno trascinato con se tutto il sangue che colava sulla bocca dalle ferite frontali.E’ il modo più logico per spiegare perché vi erano tante gocce anche sul soffitto ed a grande distanza, al di fuori della portata di qualsiasi arma.E’ probabile che tale vomito si sia ripetuto cinque o sei volte, ed è del tutto probabile che all’ultima fase abbia assistito anche la Franzoni che infatti lo riferisce al 118. E’ pur vero che omette le ferite, ma nelle situazioni drammatiche si tende a sottolineare il sintomo più eclatante.Del resto cosa avrebbe potuto dire, sommersa dalle domande della centralinista Nives Callipari, che le ha lasciato ben poco spazio per esprimersi.La Franzoni stessa dirà alla giornalista Ilaria Cavo “ sputava sangue fra i denti”.Pertanto io sospetto che un presunto assassino:- Sia entrato in casa- Abbia schiacciato con lo scarpone la fronte del piccolo- Sia fuggito rapidamente (tempo non più di due-tre minuti)- Non sia stato visto o notato dal momento che non tutti sono sempre li alla finestra che quardano- Abbia compiuto il gesto o perché mentalmente disturbato o per sistemare dei conti con i Lorenzi- E’ probabile tenesse d’occhio la famiglia al fine di accertarsi se il più piccolo sarebbe rimasto a casa in un periodo nel quale è molto facile che i bambini restino a casa o per influenze o per malesseri- Non ritengo la porta di ingresso un problema dal momento che poteva avere delle chiavi pas-par-tu e nei giorni precedenti aver avuto pure il tempo di provarleRiconosco che ciò che ha voluto infliggere ai Lorenzi va al di la di qualsiasi logica normale, ma dal momento che ci sono anche le logiche anormali, ed il mondo ne è pieno non lo ritengo improbabile.Dott. Claudio Sauro
NOTE CRITICHE ALLA PERIZIA VIGLINO I DATI NECROSCOPICI
(pagina 1) L’esame necroscopico sulla salma appartenuta in vita a Lorenzi Samuele ebbe luogo, come anticipato in premessa, in due tempi.
Inizialmente, in data 31.1.2002, si è proceduto all’esame esterno della salma, rilevando quanto qui di seguito riportato:
Giaceva ignudo sul tavolo anatomico cadavere di infante di età apparente pari alla reale (di anni tre circa), normoconformato in ogni sua parte, in assenza di anomalie scheletriche di primo apprezzamento ispettivo.
La cute era pallida nelle zone elevate, mentre nelle zone declivi si rilevava una pressochè assoluta assenza di macchie ipostatiche se si eccettuava un minimo accenno di tinteggiatura rosacea al dorso.
Rigidità cadaverica ovunque valida e tenace.
I globi oculari erano afflosciati, le cornee opacate e le pupille fisse, in media midriasi.
Imbrattamento ematico ormai essiccato al volto, al collo e al capillizio, dilavabile con difficoltà.
Ad un primo apprezzamento ispettivo, ictu oculi, erano apprezzabili multiple soluzioni di continuo cutanee del tipo delle ferite lacero contuse di diverse dimensioni, profondità e caratteristiche, con evidente fuoriuscita di materiale cerebrale.Le multiple si saprà poi che sono solo due, la ferita n.3 e la ferita n. 7
Le lesioni erano situate esclusivamente in regione frontale destra e sinistra, subito al di sopra delle arcate sopracciliari.Si tenga presente questo particolare perché verrà ritrattato
Se ne apprezzavano di diverse dimensioni: le più vaste a livello della bozza frontale destra e dell’arcata sopracciliare sinistra.
Nella vasta lesione situata nella regione frontale destra era infissa paletta ossea-frammento di teca cranica-disposta disposta a sportello e conficcata ortogonalmente nel parenchima cerebrale sottostante.Il fatto che sia presente paletta ossea non deve far credere che è ferita penetrante, ma fessurata; la paletta ossea infatti come un frammento del tavolato esterno che il cervello uscendo ha trascinato con se. Se fosse ferita penetrante avrebbe dovuto specificare “ferita penetrante”
In corrispondenza dell’arcata sopracciliare di sinistra, sul fondo di vasta flc, si apprezzava frattura della lamina ossea con infossamento.In questo caso usa la dicitura di lamina ossea, cioè chiaramente riconducibile al tavolato estero o interno. Se fossero state ferite penetranti anziché fessurate, Viglino avrebbe dovuto dire “ferite penetranti”; un omissione di questo genere sarebbe un omissione grave.
L’armonica conformazione del cranio appariva modificata soprattutto nella sua porzione anteriore a causa dello sfacelo traumatico della porzione frontale del neurocranio: erano presenti aree depresse con perdita di sostanza e fuoriuscita di materiale cerebrale sotto pressione, circondate da aree più estroflesse con presenza di piccole fenditure da cui fuoriusciva sostanza encefalica; scrosci a tipo “sacco di noci” erano apprezzabili palpatoriamente.Anche in questo caso sembra che le ferite da cui esce materia encefalica siano molte, mentre come poi sapremo dalla numerazione sono soltanto due.
Il complesso lesivo interessava il capo nella sua porzione frontale e temporo-parietale bilateralmente.Qui Viglino modifica completamente quello che in precedenza aveva detto, e cioè che le ferite erano situate esclusivamente in regione frontale dx e sx subito al di sopra delle arcate sopraciliari
Successivamente, al fine di meglio apprezzare la morfologia e l’entità delle lesioni cutanee, situate, peraltro, in un’area estremamente ristretta e coperta da folto ed abbondante capillizio, si è deciso di rasare per quanto possibile il cuoio capelluto con rimozione dell’imbrattamento ematico mediante dilavatura di acqua corrente a temperatura ambiente.Attenzione le lesioni sono situate in un area estremamente ristretta, dicitura che qualsiasi anatomo patologo userebbe per una zona non più vasta del polpastrello di un pollice. Inoltre dopo aver detto che le ferite sono situate soltanto sulla fronte taglia i capelli per meglio apprezzare la morfologia e l’entità delle lesioni cutanee. E incredibile, questo bambino ha i capelli che iniziano immediatamente sopra le palpebre
Si dà atto come in corso di tali manovre si è prestata estrema attenzione a raccogliere, per quanto possibile, i piccoli frammenti ossei, ciò nonostante è probabile che piccole schegge siano comunque andate perse nel liquido di lavaggio.
Così messe in evidenza le ferite cutanee, queste venivano numerate sequenzialmente da destra verso sinistra, così come appare nella documentazione fotografica delle lesioni; le ferite stesse sono state catalogate morfologicamente per aspetto e dimensioni secondo lo schema che segue.
Ferita 1: lunghezza 12 mm, disposta verticalmente lungo l’asse maggiore del corpo, anteriormente al trago di destraNon si specifica la profondità
Ferita 2: forma triangolare, misurante mm 3x2x2; profondità 2mm; situata al di sopra dell’inserzione dell’elice di destra
Ferita 3: forma a losanga, con lunghezza di 13mm e fuoriuscita di parenchima cerebraleNon viene descritto il luogo esatto in cui si trova relativamente ad esempio ad un punto di riferimento (occhio, sopracilia ecc)
Ferita 4: lunghezza mm13, e piccola lacerazione superficiale. (fine pagina 1)Non viene descritta la profondità e neppure il luogo
(pagina 2)
Ferita 5: di forma trinagolare, misurante mm 13x13x14, specillabile fino al tavolato osseo
Ferita 6: forma a mandorla, ovalare, con asse maggiore della lunghezza di 16mm (possibile esito di frattura esposta)Possibile esito? Forse si era già cicatrizzata? Inoltre non viene descritto il luogo
Ferita 7: lunghezza 50mm con formazione ovalare, divaricazione dei lembi con frammento osseo nel contesto e fuoriuscita di materiale cerbrale.Non si capisce che ferita sia e dove si trovi di preciso. E’ una ferita penetrante? Certamente no altrimenti avrebbe dovuto scrivere chiaramente “ferita penetrante”. E’ una ferita con infossamento che arriva fino al tavolato osseo, fessurata e da cui usciva materia cerebrale e che aveva un frammento osseo nel contesto? Nel qual caso avrebbe dovuto scrivere: “ampia ferita di forma ovale con asse massimo di 5cm, infossata fino al tavolato osseo nel quale è presente fessurazione da cui esce materia cerebrale nel cui contesto è presente frammento osseo”
Ferita 8: conformata a lembo, della lunghezza 5cm con corda di 34mm; il lembo è ancora all’indietro; sono presenti sul fondo caratteristiche lacinie fibrose.Non si capisce la profondità ed il luogo dove si trova. Il fatto che nel suo contesto siano presenti lacinie fibrose farebbe pensare che che superi il millimetro
Ferita 9: figurata ad “H” e/o semiluna; trasversalmente misura 10mmManca la profondità ed il luogo
Ferita 10: figurata a “T” con branca superiore della lunghezza di 30mm e branca verticale di 28mm che si estende fino al canto palpebrale interno dell’occhio sinistro. Si intravede al di sotto breccia ossea rettilinea sovraorbitaria
Ferita 11: figurata ad “U”rovesciata. Avvicinando i margini assume aspetto a tre branche di tipo triangolare (come la ferita 9), misurante mm 21x20x14.Non è specificata la profondità ed il luogo
Ferita 12: lineare, lunga mm11, interessante nel punto centrale il cuoio capelluto a tutto spessore
Ferita 13: configurazione ad “S” italica, lunga complessivamente 35mm (vedi foto)Non è specificata la profondità ed il luogo
Ferita 14: lineare, con maggior incisura verso il basso, della lunghezza di mm6 (verosimilmente da frattura esposta)Forse non aveva uno specillo per verificare se era esposta o meno. Inoltre non specifica il luogo
Ferita 15: triangolare, con apice rivolto frontalmente, misura mm 6x6x6Non si specifica la profondità ed il luogo
Ferita 17: lineare, leggermente curva a convessità frontale, lunghezza 5mm.Non si specifica la profondità ed il luogo. Inoltre la 16 viene completamente dimenticata
Si fa rilevare come la numerazione sia del tutto casuale e non alluda a distribuzione o sequenza dei colpi inferti.La numerazione è casuale? Ma non le ha contate da dx a sx? Cosa intende dire?
La documentazione fotografica mette, appunto, in evidenza la presenza di brecce ossee in continuità con le lesioni tegumentarie e la fuoriuscita di parenchima cerebrale sotto pressione “a pomata” o a “dentifricio” (segno di importante, verosimile, edema cerebrale).
E’ stata altresì rilevata lesività di tipo contusivo a carico del 2° e 3° raggio della mano sinistra.
Infatti, in corrispondenza dell’articolazione interfalangea prossimale di entrambe le dita si apprezza area contusa ovalare, del diametro maggiore di circa 2cm, profondamente infiltrata. Sulle nocche ed in corrispondenza della prima falange del 3° raggio sono apprezzabili piccole flc triangolare di cui alcune sotto crosta ed altre a margini estroflessi.Piccole ferite lacero contuse di cui alcune sotto crosta? Forse la crosta si era formata prima del decesso. E’ chiaro che una ferita contusa a carico del 3° e 4° raggio della mano sinistra che presenta inoltre delle piccole ferite con crosta , Samuele potrebbe essersele procurate giocando in giardino alcuni giorni prima.
LA SEZIONE CADAVERICA
La sezione cadaverica è stata eseguita con la consueta tecnica del taglio longitudinale mediano per quanto riguarda la sezione degli organi del collo, del tronco e dell’addome.
Per quanto riguarda la sezione del capo si è cercato di conservare, per quanto possibile, l’integrità dello scalpo effettuando la rimozione dello stesso mediante un taglio circolare curando di mantenere indagabili le lesioni tegumentarie al fine di successivamente eseguire pi dettagliate indagini di laboratorio.
Si è provveduto, oltre che al routinario prelievo di frammenti di visceri per accertamenti istologici, al prelievo in toto dell’encefalo per successivo esame TAC dello stesso ed al prelievo della calotta cranica dalla regione sovraorbitaria alla protuberanza occipitale secondo le usuali tecniche settorie. (fine pagina 2)Non si capisce perché sia stato sottoposto l’encefalo a TAC anziché tutto il capo. La TAC è infatti preferenziale per le ossa anziché che per le parti molli; per queste infatti si deve eseguire una Risonanza Magnetica. E’ grave che non sia stata fatta una TAC del cranio in toto che avrebbe potuto rivelarci con precisione l’entità delle fratture esame oltretutto estremamente semplice.
(inizio pagina 3) Alla rimozione del cuoio capelluto si sono evidenziate raccolte ematiche (ematomi) in regione temporo-parietale bilateralmente infiltranti le fasce più profonde della galea.
Il neurocranio presentava profonde alterazioni fratturative dislocate dislocate esclusivamente a livello della volta cranica, che appariva fragile e sottile. La tipologia delle fratture craniche era quanto mai polimorfa ed erano presenti fratture lineari, circolari, che delimitavano aree di depressione del tessuto scheletrico con fratture raggiate all’interno.
A destra, in regione parieto-occipitale, era presente area di depressione fratturativa con fratture lineari disposte a stella con unico epicentro, delimitata da frattura circolare del tipo della lesione a mappamondo.
Tale lesione era l’unica lesione fratturativa non in corrispondenza di una lesione tegumentaria.Pare siano presenti dalla descrizione di Viglino aree fratturative su tutta la volta cranica però sottolinea che la frattura a mappamondo è l’unica priva di lesioni tegumentarie. Qui veramente la confusione è completa dal momento che le ferite, come aveva in precedenza detto sono tutte frontali e sovra orbitarie.
La calotta è stata opportunamente scheletrizzata e ricomposta al fine di meglio apprezzare la tipologia delle fratture.
L’encefalo si presentava normale per dimensione e volume con circonvoluzioni fortemente appiattite per l’intenso edema cerebrale. I solchi apparivano ripieni di materiale ematico per la diffusa emorragia subaracnoidea, vasi piali fortemente congesti.
La sezione del viscere dimostrava congestione, costanze traslucide che mantengono a lungo la fovea digitale.
Perdita di sotanza a carico dei lobi frontali e multiple lacerazioni parenchimali in corrispondanza dell’area prerolandica bilateralmente.La perdita di sostanza a carico dei lobi frontali è spiegabile con la fuoriuscita di materia cerebrale a carico della ferita n.3 e n. 7. Che poi l’encefalo si presenti normale per dimensione e volume con circonvoluzioni appiattite per l’intenso edema cerebrale fa dedurre che in nessun altra parte della volta cranica vi erano aree di infossamento.
Ventricoli cerebrali con presenza di inondamento e plessi corioidei congesti.Viglino parla di innondamento a carico dei ventricoli cerebrali. Non si preoccupa di verificare se si sono rotti aneurismi del circolo di Willis. La grave lesione a livello della arteria cerebrale media avrebbe potuto portare del sangue nei ventricoli in quantità modesta.Altrimenti avrebbe dovuto scrivere “presenza di sangue nei ventricoli.
La scheletrizzazione successiva delle ossa della volta cranica ha messo in evidenza sfacelo fratturativo del neurocranio caratterizzato da perdita di sostanza frontale, da fratture lineari, circolari e stellate, come rammostra la seguente documentazione fotografica.
La documentazione fotografica non giustifica tante omissioni; per le ferite infatti non si può valutare la profondità se non con uno specillo.Inoltre la documentazione scritta deve essere sempre e comunque precisa e rigorosa.
CONSIDERAZIONI MEDICO-LEGALI
Quanto emerso dall’esame necroscopico effettuato sulla salma appartenuta in vita a Lorenzi Samuele, ha permesso, unitamente alle risultanze degli accertamenti strumentali e di laboratorio, di affermare quanto di seguito riportato.
Lorenzi Samuele, come già a suo tempo anticipato all’Ill.mo Sig. P.M., venne a morte per gravissimo trauma cranio-encefalico con sfacelo traumatico del neurocranio, profonde lesioni del parenchima cerebrale, anemia metaemorragica severa conseguente a lesione di grosse ed importanti formazioni vascolari meningee ed encefaliche con relativo shock ipovolemico ed edema crebrale “maligno”.E’ incredibile che Viglino mette in relazione l’anemia metaemorraggica severa con l’edema cerebrale maligno. Ma quando mai? Un anemia severa dà anossia cerebrale, cioè mancanza di ossigeno, ma l’ipovolemia, cioè la mancanza di sangue e di liquidi contrasta l’edema.
Le lesioni che hanno prodotto la morte del piccolo Samuele sono state determinate dall’applicazione di energia contusiva distribuita in più colpi che hanno attinto l’ovoide cranico in regione frontale e temporo-parietale bilateralmente.
In corso di esame sono state rilevate 17 ferite che presentano univocamente le caratteristiche peculiari delle ferite lacero-contuse.Qui Viglino è chiarissimo, non ci sono ferite penetranti ma solo lacero contuse.
Per quanto si evince, poi, dalla morfologia delle lesioni rilevate , sia a acarico dei tegumenti che delle formazioni scheletriche, si è potuto ipotizzare che, con buona probabilità, le stesse sono state prodotte da corpo contundente che presente le seguenti caratteristiche:
facile ed agevole impugnabilità
rigidità
di buona consistenza
dotato di margini acuti, rettilinei e spigoli vivi (fine pagina 4)Si tenga presente la diversa morfologia e profondità delle ferite. L’oggetto ipotizzato da Viglino, che più avanti dirà “potrebbe essere una barra di ferro a spigoli vivi” taglierebbe in due non solo la testa di un bambino ma pure di un adulto
(pagina 5) Ciò detto preliminarmente in modo sintetico, veniamo ora a discutere di alcuni aspetti salienti che l’indagine tecnica ha messo in evidenza.
Innanzitutto le caratteristiche delle lesioni tegumentarie sono incontrovertibilmente quelle proprie delle “ferite lacero-contuse”.
Le stesse presentano, in modo univoco, quegli aspetti scolastici, propri delle ferite lacere, da ricondursi ad un’azione contusiva violenta idonea a vincere la resistenza della cute e del cellulare sottocutaneo.
Tali aspetti delle ferite lacere sono:
-la constusione con schiacciamento e mortificazione dei margini
-l’irregolarità di questi
-lo scollamento dei tegumenti dai piani profondi soprattutto se in corrispondenza di strutture scheletriche rigide
-la retrazione dei margini con presenza di “ponti fibrosi”.
Esperienza medico-legale permette di affermare, poi, che l’aspetto morfologico della ferita lacera solo raramente riproduce in modo attendibile il tipo o il disegno dello strumento contundente.
Ad esempio una barra d’acciaio, dotata o meno di margini acuti, non produce solo lesioni lineari allorchè attinga, ad esempio, il capo, ma può produrre lesioni stellate quali, ad esempio, quelle rilevate sulla persona di Lorenzi Samuele soprattutto se poi il corpo contundente è dotato di diverse morfologie: margini acuti, spigoli vivi (Di Maio e Coll: Forensici Pathology, Second Edition).
Le lacerazioni cutanee si verificano pi comunemente su quelle superfici in cui la cute è fissa a strutture sottostanti rigide come a livello del cuoio capelluto, mentre lacerazioni cutanee sono più rare laddove la cute può essere facilmente plicata o torta.
I ponti fibrosi, visibili sul fondo della ferita, permettono, poi, una perentoria diagnosi differenziale con le ferite da taglio o punta e taglio.
Lo studio medico-legale delle ferite lacero contuse comprende la ricerca di eventuali tracce di materiale estraneo sul sondo delle stesse, al fine di eventualmente poter fornire dati utili ad indirizzare verso l’identificazione del mezzo produttivo della lesione.
Ancora, la tipologia della ferita lacera, ad esempio le ferite cosiddette a lembo, può indirizzare in merito all’orientamento e alla direzione dei colpi.
Nel caso in esame, appunto, la ferita numero 8 situata al vertice del capo che presenta le caratteristiche della lesione a lembo consente di affermare come l a stessa sia dovuta ad un colpo che attinge tangenzialmente il capo al vertice.
La presenza in corrispondenza e sul fondo delle ferite lacere di lesioni viscerali o scheletriche in continuità e contiguità con la lesione cutanea consentono, poi, di ipotizzare fondamentalmente la direzione del colpo.
Nel caso del piccolo Samuele i colpi paiono attingere, quasi tutti, il capo con direzione dall’avanti all’indietro, per lo più ortogonalmente agli assi maggiori, pur con rotazioni possibili verso destra e sinistra di 45-50°, rotazioni passive correlate correlate all’energia impressa dai singoli colpi di volta in volta.
Nel caso in esame alcune ferite lacero-contuse, ancorché di piccole dimensioni, corrispondono ad infossamenti delle ossa della teca o semplicemente del tavolato esterno della stessa con fratture stellari delimitate perifericamente da fratture circolari del tipo della frattura a mappamondo.
Tale condizione consente di rilevare una superficie di impatto del corpo contundente assai ristretta, come, appunto, quella di uno spigolo o di una grossa punta.Altro che mestolo come ipotizzato dal RIS
Suggestiva la presenza, all’esame dello scheletro del neurocranio, di una lesione fratturativi della teca in una regione in cui non è presente corrispondente lesione tegumentaria, sia di tipo lacerativi che contusivo.
Ciò è attendibilmente spiegabile con il fatto che tra il corpo contundente ed il capo si sono frapposte (fine pagina 5) (inizio pagina 6) strutture esterne quali cuscino, piumone, ecc.., che nel corso del meccanismo lesivo hanno evitato l’impatto tra corpo contundente e cute.C’era quindi il piumone fra l’assassino ed il piccolo Samuele; strano che l’assassino non si sia preoccupato di toglierlo
Nel caso di Lorenzi Samuele la scheletrizzazione della calotta cranica mette in evidenza la presenza di fratture di vario tipo: fratture lineari, fratture stellari, depresse e circondate da fratture circolari.
Ora, per una maggior comprensione di tale complesso fratturativi mi sia concesso ricordare che:
le fratture lineari solitamente sono espressione di impatti a bassa velocità con ampia area di contatto fra il capo e l’oggetto.
Le fratture circolari sono invece espressione di aumento della velocità di impatto ed azione della forza su un’area più ristretta, ancorché più prominente; si formano, così, fratture complete ed incomplete che circondano il punto di impatto. Il meccanismo è quello dell’introflessione centrale e del rigonfiamento periferico.
Le fratture stellari sono espressione di una velocità enormemente aumentata e di un punto di impatto notevolmente più ristretto. Sono quasi
sempre presenti insieme alle fratture circolari che ne delimitano l’area depressa. Sono altresì espressione di un punto di applicazione circoscritto, quale, ad esempio, uno spigolo od una grossa punta.Qui Viglino si dilunga sulla velocità di impatto del mezzo che ha prodotto le ferite e tende a sottolineare come sia diversissima la velocità che ha prodotto tali lesioni. Ora vi chiedo onestamente chi potrebbe modulare in modo diversissimo i colpi?Inoltre oltre alle ferite triangolari, ovali, lineari, ad H, a T, ad U rovesciata, ad S italica si aggiungono le fratture craniali che sono lineari, stellari, depresse, circolari che non si sa bene dove si trovino, ma Viglino tende a sottolineare che le fratture lineari sono espressione di impatti a bassa velocità, le fratture circolari sono espressione di una velocità maggiore, le fratture stellari sono espressione di velocità estremamente aumentata.Ora se ipotizziamo, come dice Viglino stesso che l’arma del delitto produce delle ferite di tipo lacero-contuse, dobbiamo suppore che le ferite sovrastanti le fratture (pare in zona parietale) non siano state descritte, dal momento che le uniche descritte sono quelle frontali e sono in numero di 17.Viglino stesso dice chiaramente che la frattura parito occipitale a mappamondo è la sola che è esente da lesioni tegumentarie. E le altre fratture allora che tipo di ferite hanno? A meno che non intenda le lesioni craniali sottostanti le 17 ferite frontali ma non sembra: ad esempio le ferite 3 e 7 dove vi è fuoriuscita di materia cerbrale sono ferite sotto le quali l’osso risulterà plurifessurato e sotto tali zone l’osso non presenta certo delle caratteristiche a stella.Se vi fossero state delle fratture parietali in corrispondenza della lesione stellata dell’osso vi sarebbe certamente anche una frattura con infossamento; ma una volta tolto l’encefalo non risultano infossamenti della sostanza cerebrale.Pertanto qui Viglino è riuscito a creare una grande confusione.L’EDEMA CEREBRALE MALIGNOQuest’aspetto dell’edema cerebrale maligno che è insorto in una manciata di minuti è passato inosservato. Se consultiamo i testi di neurochirurgia fanno insorgere l’edema postraumatico, anche dopo fratture entro tempi molto più lunghi, addirittura ore o giorni. Le uniche situazioni in cui l’edema insorge rapidamente sono:- Grosse ferite penetranti (Viglino parla solo di ferite lacero –contuse)- Il fatto che l’encefalo durante il trauma vada a sbattere violentemente contro le taglienti ali dello sfenoide e contro le rocche petrose (dissonanza neuroassionale diffusa); non è certo il caso di Samuele ma della persona che subisce un incidente con l’auto e senza cintura di sicurezza va a sbattere violentemente contro il vetro dell’auto oppure del motociclista che per incidente viene sbalzato lontano e va a sbattere con la testa sull’asfalto( in tali casi si può avere edema quasi immediato anche senza fratture)- Lo schiacciamento della testa in modo tale che sia anteriormente che posteriormente si abbia una sofferenza encefalica diffusa analoga a quella descritta in precedenzaOra vorrei far presente che sul piumone del letto era presente l’impronta di uno scarpone misconosciuta dal RIS (non so in che modo riescano a spiegarla)Pertanto un individuo adulto che fosse salito con una scarpone sui bordi di legno del letto ed avesse esercitato con il suo peso una forte pressione sul frontale del bambino avrebbe causato uno schiacciamento ed un inizio di edema cerebrale maligno a rapida evoluzione.Questo potrebbe anche giustificare la fessurazione e l’infossamento del frontale e le ferite diversamente conformate perché uno scarpone da montagna potrebbe lacerare anche per sola pressione i tessuti.Inoltre questo giustificherebbe anche la frattura parieto occipitale perché una forte pressione anche se esercitata su un materasso potrebbe comportare per il cranio sottile di un bambino un tale tipo di frattura.Dott. Claudio Sauro
Un ultima cosa potrei dirla? Grazie.
Giusto, non ne vale la pena!
Chi le ha mai detto di voler trattare il caso con competenza,ho affermato esattamente il contrario....mi smentisca se può! Lei vuole farmi cadere nel trabocchetto per poi controbattere che non sono un medico e dunque non ho le competenze per contraddire la sua ipotesi di "morte naturale"! Rilegga bene ciò che ho scritto ...ho solo consigliato(non si può fare neanche questo con un illustre luminare della scienza medica?),consigliato ripeto di attenersi alla disquisizione sul puro piano scientifico,senza inoltrarsi in campi che non le competono...questo per ottenere maggior credibilità non con l'opinione pubblica (gente come me !)ma con le autorità competenti..Lei continua a chiedermi risposte a domande che mi avrebbe posto....io ho risposto per quello che mi compete ,lo ribadisco,e non mi importa come lei mi considera ,sono sopravvissuta fino ad ora senza la sua stima e continuerò a farlo! Ora però basta con questa discussione che è anche [OT]..mi comporterò come tutti quelli che negli altri forum (ne ho visitato qualcuno ed è stato illuminante!) vi lasciano a chiacchierare fra voi ...che scrivete paginate di teorie e di critiche contro stimati professionisti. NESSUNO VI RISPONDE!Perchè continuate a chiedere pareri o contradditori ,perchè sollecitate sempre risposte da chi non vuole darvele ?Perchè poi vi siete accaniti co me? Se date un occhio al blog c'è gente che ci è andata giù anche pesantemente.Leggendo qua e la mi sono resa conto che gira gira siete sempre quei 4 o 5 nomi ,ripetete sempre la stessa canzone ..o quasi ,a volte vi insultate pure fra di voi .Ora basta non accetterò più provocazioni,inutile dunque proseguire con i toni strafottenti ,insinuanti,presuntuosi e offensivi.Punto.
...e comunque non sa rispondere alle domande inerenti il caso che si picca di voler trattare con competenza
.....e giù insulti,offese,illazioni,giudizi,vittimismi....come volevasi dimostrare!
P.S. Nei blog è consuetudine usare pseudonimi o nick se vi piace usare questo termine....scorrete in alto e ne toverete a iosa... siamo in tanti e non ci interessa farci conoscere, non ci guadagnamo nulla ,anzi, amiamo semplicemente scambiare quattro chiacchiere su un forum senza mire di protagonismo ma per il semplice piacere di scambiare opinioni,se questo sistema non vi piace nessuno vi impedisce di andare a confrontarvi sulla pubblica piazza!
"Mi pare che questo sia un sito libero e democratico,ho sentito i pareri e le accuse più disparate anche relativamente ad altri casi.".....Appunto! Siamo liberi di pensarla come vogliamo nel rispetto delle altrui persone....non mi sembra siano state lanciate invettive o formulato epiteti....quindi la reazione che ne è conseguita è inappropriata e mendace! Comincia ad essere lunga questa storia di batti e ribatti e credo non interessi nessuno..quindi sarebbe meglio che chi ha ancora qualcosa da dire sull'argomento del blog vada avanti e si smetta questa sterile e lasciatemelo dire ,puerile polemica.
Caro Sauro,
non devi scusarti di nulla e con nessuno.
Chi dovrebbe invece chedere scusa sono quelli che nascondendosi dietro gli pseudonomi, esprimono sgangheratezze con la presunzione di aver un patrimonio culturale che proprio non c'è.
Lettera aperta a Sabina Marchesi
Gentile Signora le scrivo questa lettera perche mi è stato praticamente imposto di stare zitto, di non occuparmi più di Cogne e questo nell’intervento 141 da parte di una certa Serena.
Nell’intervento 139 sono stato pure accusato di aver offeso con i miei interventi tutti i Periti che si sono occupati di questo caso.
Se questo è vero vorrei scusarmi con loro, dal momento che hanno speso tempo e fatica e non è mia intenzione screditarli; capisco il loro lavoro e pure la loro onestà ma le mie volevano essere delle considerazioni più che delle critiche.
Per tanti anni sono stato Ufficiale Sanitario dell’Ulss 24 (ora 20) ed ho eseguito molte perizie cadaveriche; si trattava soprattutto di suicidi, di incidenti stradali, di incidenti sul lavoro e pure di morti spontanee.
Dovevo descrivere al maresciallo, che era particolarmente pignolo, tutti i più minuti particolari.
Ora se ho mosso una critica alla perizia Viglino non è stato per screditare il personaggio (che forse quella mattina era stanco e gli possono essere sfuggite certe cose), ma mi sono basato semplicemente su dati oggettivi che penso qualsiasi anatomo patologo potrebbe confermare.
Se ho mosso una critica alla perizia Schmitter è semplicemente perché dopo un attenta analisi mi sono convinto che la perizia Brinkmann sia più valida.
Se ho fatto un appello ai giudici della Cassazione ed ai periti del RIS è stato semplicemente perché, visti i dati in mio possesso, mi è sembrato che molte cose ancora non quadrassero e pertanto fosse imprudente esprimere dei giudizi di colpevolezza in base a tali dati.
Se ho mosso delle critiche un po’ sarcastiche relativamente ai giudici della sentenza di Appello è stato semplicemente perché la “Sindrome del nido pieno” mi ha fatto un po’ ridere e poi sull’onda della trasmissione di “Porta a Porta” del 31/10/07 dove si sono dette cose anche peggiori.
Ora benché io abbia sposato l’ipotesi di Migliaccio della morte naturale (mi spieghi qualcuno altrimenti i ventricoli pieni di sangue), ho pure formulato anche l’ipotesi dell’infanticidio; ora vorrei dire a coloro che tale ipotesi sostengono:
- Che è pura presunzione escludere categoricamente che in quattro (o sei minuti) minuti un individuo possa essersi introdotto in casa a compiere l’assassinio( mi pare che la storia della criminologia sia piena di episodi al limite della logica)
- È pura presunzione escludere che non vi potesse essere nessuno interessato a compiere tale atto criminale
- E’ pura presunzione escludere che non vi possa essere nessuno mentalmente disturbato in quel di Cogne
- E’ pura presunzione affermare che solo la madre possa essere l’assassina
- E’ pura presunzione fare delle illazioni sicure di colpevolezza in base alla telefonata al 118
- E’ pura presunzione dedurre la colpevolezza della madre in base a certi comportamenti dopo un evento tanto traumatico
- E’ pura presunzione dedurne la colpevolezza in base a contraddizioni ed a piccole bugie che possono essere emerse durante gli interrogatori
- Ed infine è pura presunzione non tener conto di teorie che escludono il crimine e che si basano su dati oggettivi quali la morte per rottura di aneurisma come sostiene il Dott.Migliaccio
Nessuno mi saprà mai dire perché i ventricoli erano inondati.
Nessuno mi saprà mai dire perché a fronte dello sfondamento del frontale, non vi è stato pure uno sfondamento della base cranica
Nessuno mi saprà mai dire (se esclude il vomito a getto), perché a fronte di lesioni non perforanti, vie erano gocce ematiche ovunque in quella stanza (le gocce sul soffitto e le gocce di retro come le spiegate?)
Il pigiama sporco di retro come lo spiegate?
Le scale pulite al luminol come le spiegate’? e non mi si venga a dire che post raptus ha avuto la lucidità degna di periti di levarsi gli zoccoli.
Mi spiace solo aver nominato certi personaggi, che penso non c’entrino nulla con la vicenda, ma ho solo riportato alcuni brani di Lavorino, libro presente in tutte le librerie e quindi di dominio pubblico
Relativamente al sogno le posso assicurare che è stato veramente un sogno, neppure fatto da me , ma da persona che mi è molto vicina. Io l’ho solo arricchito con il il giudizio di Cesare Lombroso.
Comunquemi scuso anche per questo se avessi offeso qualcuno.
Mi pare che questo sia un sito libero e democratico, ho sentito i pareri e le accuse più disparate anche relativamente ad altri casi.
Ma dal momento che la mia presenza non è gradita intendo togliere il disturbo.
Sauro Claudio
...come volevasi dimostrare.
Prima di dare giudizi e critiche, una persona responsabile, Lei sa cosa deve fare?
Glielo dico io dall'alto della mia "arroganza":
1) Qualificarsi e non nascondersi (non è bello!)
2) documentarsi e chiedere lumi laddove non si capisce
3) dimostrare di essere seri, prima di dubitare della serietà degli altri
e potrei continuare
Con questo, Serena o chiunque Ella sia, La lascio meditare, se ne è capace.
Mi scusi, ma come potrei sostenere quella che secondo me è la causa di morte, senza cercare di dimostrare punto per punto, minuziosamente che chi invece sostiene la causa omicida commette degli errori?
Lei comunque divaga molto sull'argomento facendo trasparire una sorta di "astio" : qual'è <l'accanimento che va oltre la dissertazione tecnica che un medico,un serio professionista ,avrebbe tutto il diritto di fare>?
Dove intravede Lei una scarsa serietà professionale?
Nel contraddittorio si risponde anche alle domande che vengono poste, ma ho l'impressione che Lei cerca di glissarle più o meno abilmente.
Giovanni Migliaccio
Come Lei ben dice io posso parlare e disquisire di Cogne o di altri argomenti di attualità ma mi guardo bene dall'emanare sentenze.Vuoi perchè ,pur essendo una professionista non credo di avere sufficienti competenze sia in campo scientifico sia in quello legislativo,vuoi perchè non mi sembra equilibrato tenere un drastico atteggiamento, esponendomi oltre misura in una causa rivelatasi di così ardua soluzione anche per chi se ne occupa per ruolo istituzionale. Mi appassionano le storie di vita anche quelle più orrende e penose come il caso di cui stiamo discutendo ;da pochissimo tempo ho scoperto l'esistenza di blog come quello che ci ospita ,che all'informazione puntuale unisce la possibilità di confronto.Avevo sentito parlare di Lei e delle sue teorie sulla possibile causa di morte del piccolo Samuele,mi ha incuriosito leggere ancora sull'argomento ma aimè ho purtroppo scoperto che oltre alle teorie puramente scientifiche vi è un accanimento che va oltre la dissertazione tecnica che un medico,un serio professionista ,avrebbe tutto il diritto di fare .
Scopro invece che intorno a queste ipotesi si sciorina tutto un corteo di supposizioni e affermazioni che nulla hanno a che vedere con l'esporre una tesi medico-specialistica e che seguaci accaniti si sperticano nel sostenere tali tesi scrivendo trattati di medicina legale che non finiscono mai e che sono a totale uso e consumo di chi parla lo stesso linguaggio,non certo di chi da profano vorrebbe provare a capirci qualcosa di più!Ho pensato che forse se da Medici, vi foste attenuti alla semplice esposizione della vostra teoria senza accuse di errori a destra e a manca e senza voler fare i detective ad ogni costo ,forse,ripeto avreste trovato più credito in coloro che contano .Mi scuso di nuovo se mi sono permessa di esprimere un parere,non ho criticato le vostre tesi anche perchè non ho i numeri per farlo,e spero di leggere in futuro commenti più sereni e rilassati da parte di tutti. Serena
...e Lei parlando e disquisendo di Cogne in che campo rimane?
Egregio Dottor Migliaccio, benissimo ,allora ,sempre civilmente ,si limiti a rimanere nel campo della Medicina,dove da esperto può esprimere liberamente le sue opinioni e può perfino esporre delle teorie o dei principi. e criticare l'altrui operato.Quando Lei o il Dottor Sauro vi allargate nella applicazione dei vostri dogmi ,diventate subito poco credibili perchè usate ,a mio avviso toni non consoni a professionisti quali certamente siete.Secondo me dovreste limitarvi a fare i medici,punto. Non mi dilungo ancora perchè comunque ,nel rispetto delle vostre persone ,ritengo di aver detto anche troppo ,poi i miei sono semplici consigli dettati da mie personalissime impressioni ,ok? Cordialmente.
Gentile signora Serena,
io personalmente non ho dato dell'incompetente a nessuno (salvo che a una dottoressa). Ribadisco che in casi di interesse medico non è valida l'idea che chiunque può esprimere democraticamente un pensiero: non si tratta di avere idee diverse sull'ordine pubbblico, sulle pensioni, sull'ordinamento politico ecc.. Io posso ritenere per esempio che il lavoratore deve lavorare 35 ore settimanali e Lei ritenere invece che ne debba lavorare 40 o 50. Possiamo discutere con idee diverse, opinabili, modificabili, criticabili quanto vuole, ma non vi sono regole fisse ovvero eventualmente le dobbiamo fissare noi.
In Medicina invece ci sono delle alterazioni che sono tali in base a strutture anatomiche ben precise, si verificano perchè ci sono delle leggi di fisiologia e fisiopatologia insìdiscutibili e immodificabili, per cui nè Lei nè io possiamo dire, per esempio, che un tumore, che per la sua natura biologica non produce metastasi, secondo noi invece le produce perchè siamo liberi di pensare democraticamente così.
Nel caso Cogne ci sono dei dati anatomici, fisiopatologici che per come si sono verificati e riscontrati sono incontrovertibili.
Non si dà dell'incompetente a nessuno, ma si mettono in evidenza degli errori, cui tutti siamo soggetti.
Io ho sempre detto e precisato che posso essermi sbagliato nelle mie valutazioni e considerazioni, ma ancora, a 5 anni di distanza,sto aspettando che qualcuno me lo dimostri.
Se questa è arroganza...
Ricambio i saluti
Mi scusi lei ,Dottore, ma mi sta prendendo in giro? Le sue e quelle del Dottor Migliaccio le sembrano "umili considerazioni "? A quante persone..medici,psichiatri,psicologi,anatomo patologi,giudici,avvocati,periti scientifici,Carabinieri,gente comune avete dato degli incompetenti? Ma non con educazione, con strafottenza...!
"Abbiamo una Perizia Viglino che fa acqua da tutte le parti. Numera 17 ferite ( la 16 la dimentica) per cinque delle quali non specifica la profondità il che rende estremamente difficile risalire all’arma o presunta arma del delitto."
"E’ una ventata di novità per la medicina, formulata da giudici inesperti in medicina, non da psichiatri o da psicologi ."
Come vedi, caro Sauro, di fronte all'evidenza dei fatti, e alle verità incontestabili, i detentori delle fantasiose certezze si tirano indietro e ammutoliscono perchè la loro immaginazione si infrange nella realtà e non sopportano più che le idee che accarezzano evaporino al confronto con quello che è vero!
C'è sempre un modo di fare insinuante ,che da fastidio,almeno ciò è quello che provo io leggendo i vostri commenti...non mi sembrate sereni,ecco state ingaggiando una lotta senza quartiere verso gente che neanche vi prende in considerazione,ma non è certo il mio giudizio che deve farvi desistere,percarità ,siamo in democrazia e tutti hanno il diritto di esprimere le proprie idee ,però è sempre meglio farlo senza presunzioni infondate e senza prevaricazioni eccessive . Non sempre nella vita si viene ascoltati come si vorrebbe,anzi quasi mai , ma non per questo dobbiamo sentirci in diritto di gettare fango sugli altri. La Sindrome del ""nido pieno "" l'ha teorizzata il Dottor Prof.Massimo Picozzi illustre Psichiatra,Criminologo,Docente Universitario..non credo sia un giudice inesperto in medicina,forse dovrebbe documentarsi meglio Dottor Sauro. LA saluto.
Mi scusi Serena, ma chi ho offeso? Non si possono neppure fare delle umili considerazioni?
Sauro
Perchè voi accaniti innocentisti ,medici illustri,persone colte e di un certo livello sociale tenete sempre questo atteggiamento strafottente al limite della sfida,pieno di accuse manifestate anche in maniera irriverente verso rispettabili professionisti che non hanno neanche la possibilità di adoperare il contradditorio? Perdonatemi ,ma questo atteggiamento vi rende antipatici...anche se mi ero posta con tutta la buona volontà per prendere in considerazione le vostre teorie mi sento tagliata fuori...caspita il vostro è un discorso a sei mani...dentro non si entra ..o è come dite voi oppure offendete ...usate un'ironia al limite dell'educazione...scusatemi ancora Dottori ma temo che sia proprio questa vostra arroganza a non farvi progredire...voi vi siete costruita una VOSTRA VERITA' che esula dai fatti puramente scientifici ,che la vostra scienza e professione vi permetterebbe,no...voi vi attaccate anche al resto ...alle innumerevoli tracce indiziarie studiate da fior di periti...questo si chiama accanimento! Una cosa è portare il proprio contributo rimanendo nelle vostre specifiche conoscenze un'altra cosa è offendere tutti coloro che si sono impegnati a diverso titolo in questo difficile caso .Cosi la vostra posizione scade al livello di qualsiasi altro spettatore profano ,che però si è fatto democraticamente un'idea !Scusate di nuovo lo sfogo ,ma sinceramente non capisco tutto il vostro accanimento...mica vi state giocando casa!...Un saluto cordiale.
Inoltre aggiungerei che in base all’ultima sentenza di Appello è emersa una nuova Sindrome: “La sindrome del nido”.
E’ una sindrome della quale dovrebbero soffrire tutte le mamme italiane che hanno bambini piccoli, e per la quale, in base alla gravità dei sintomi e delle reazioni i medici dovrebbero consigliare di non avere figli, pena il costo di ammazzarli se piangono troppo.
E questo dovrebbe essere valido non solo per le mamme che hanno patologie psichiatriche, ma anche per tutte quelle giudicate normali anche dalle valutazioni fatte in diretta dagli psichiatri stessi (Prof.Barale ed equipe), e non mi riferisco alle valutazioni fatte per via indiretta che si sono basate su interviste o altro.
Prima esisteva la Sindrome del Nido Vuoto, ora esiste la Sindrome del Nido Pieno.
E’ una ventata di novità per la medicina, formulata da giudici inesperti in medicina, non da psichiatri o da psicologi .
Comunque ne terremo conto.
Ora vorrei chiedere ai periti del RIS ed ai giudici della Cassazione, viste tutte le lacune che sono emerse, se non sarebbe più onesto e più giusto, non solo per la famiglia Lorenzi, ma anche verso tutta la giustizia e verso tutto il Popolo Italiano, archiviare questo caso.
Abbiamo una Perizia Viglino che fa acqua da tutte le parti. Numera 17 ferite ( la 16 la dimentica) per cinque delle quali non specifica la profondità il che rende estremamente difficile risalire all’arma o presunta arma del delitto.
Solo due ferite sono di un certo rilievo, una in particolare , la N. 7, della quale non si preoccupa nemmeno di dire che per tale ferita c’è stato uno sfondamento della teca ossea.
I periti avranno la documentazione fotografica, ma questa non basta per conoscere la profondità delle ferite minori (soltanto con uno specillo si può valutare).
Ora accanto a ferite lineari abbiamo ferite di ogni forma .
Ora mi chiedo come può essere possibile ipotizzare un assassino che imprime all’arma una forza diversa per ogni ferita, tanto da trovare ferite di 5 mm, di 6 mm, di 12 mm, di 30 mm ecc ecc, per molte delle quali non si saprà mai la profondità.
E’ stato ipotizzato il mestolo o il pentolino di rame, ma in base a quale logica? Come è stato precedentemente detto da me su Medforum, il rame è talmente compatto e talmente elastico che non si lascerebbe mai sfuggire una particella urtando contro una superficie morbida come l’osso. Difficilmente riuscireste contro una superficie di acciaio.
E’ chiaro che quella particella potrebbe essere finita fra i capelli di Samuele durante le operazioni di elisoccorso.
Antonello Asalvai vi ha smontato con molta dovizia la tesi dei pantaloni e della giacca eventualmente indossati; vi ha smontato pure la tesi degli zoccoli (le scale per andare in cucina risultarono prive di sangue al luminol)
Vi resteranno le intercettazioni telefoniche, ma quanto sono probanti dal momento che neppure il PM le ha prese in dovuta considerazione?
Per quanto riguarda la perizia Viglino io ho citato solo una piccola parte per non inveire troppo verso l’anatomo patologo ( è stata trattata nel dettaglio su Medforum)
Mi basti dire che di fronte a ventricoli inondati di sangue non si è neppure preoccupato di ispezionare il circolo di Willis per verificare se si era rotto qualche aneurisma.
E più no dico.
Sauro Claudio
Come vedi, caro Sauro, di fronte all'evidenza dei fatti, e alle verità incontestabili, i detentori delle fantasiose certezze si tirano indietro e ammutoliscono perchè la loro immaginazione si infrange nella realtà e non sopportano più che le idee che accarezzano evaporino al confronto con quello che è vero!
Un saluto affettuoso
Perizia VIGLINO Successivamente, al fine di meglio apprezzare la morfologia e l’entità delle lesioni cutanee, situate, peraltro, in un’area estremamente ristretta (io tale terminologia la userei per una lesione non più grande del polpastrello di un pollice)Le lesioni erano situate esclusivamente in regione frontale destra e sinistra, subito al di sopra delle arcate sopracciliari--- e poco dopo dirà:Il complesso lesivo interessava il capo nella sua porzione frontale e temporo-parietale bilateralmente. (ma scusate a che gioco giochiamo)E successivamente dirà:, al fine di meglio apprezzare la morfologia e l’entità delle lesioni cutanee, situate, peraltro, in un’area estremamente ristretta, si è deciso di rasare per quanto possibile il cuoio capelluto con rimozione dell’imbrattamento ematico mediante dilavatura di acqua corrente a temperatura ambiente.
Ferita 1: lunghezza 12 mm, disposta verticalmente lungo l’asse maggiore del corpo, anteriormente al trago di destra
Ferita 2: forma triangolare, misurante mm 3x2x2; profondità 2mm; situata al di sopra dell’inserzione dell’elice di destra (non si specifica la profondità della lesione)
Ferita 3: forma a losanga, con lunghezza di 13mm e fuoriuscita di parenchima cerebrale
Ferita 4: lunghezza mm13, e piccola lacerazione superficiale.
Ferita 5: di forma trinagolare, misurante mm 13x13x14, specillabile fino al tavolato osseo
Ferita 6: forma a mandorla, ovalare, con asse maggiore della lunghezza di 16mm (possibile esito di frattura esposta) ( possibile esito; ma che vuol dire? Forse si era già cicatrizzata in un cadavere di 24 ore)
Ferita 7: lunghezza 50mm con formazione ovalare, divaricazione dei lembi con frammento osseo nel contesto e fuoriuscita di materiale cerbrale. ( è la ferita maggiore, quella con infossamento del frontale che Viglino non intende specificare; avrebbe dovuto dire: ferita con avvallamento , con divaricazione dei lembi, che arriva fino al tavolato osseo nel quale è presente fessurazione dalla quale fuoriesce materia cerebrale)
Ferita 8: conformata a lembo, della lunghezza 5cm con corda di 34mm; il lembo è ancora all’indietro; sono presenti sul fondo caratteristiche lacinie fibrose.( è chiaramente una ferita lineare , probabilmente abbastanza superficiale di cui Viglino non specifica la profondità
Ferita 9: figurata ad “H” e/o semiluna; trasversalmente misura 10mm ( non specifica la profondità)
Ferita 10: figurata a “T” con branca superiore della lunghezza di 30mm e branca verticale di 28mm che si estende fino al canto palpebrale interno dell’occhio sinistro. Si intravede al di sotto breccia ossea rettilinea sovraorbitaria
Ferita 11: figurata ad “U”rovesciata. Avvicinando i margini assume aspetto a tre branche di tipo triangolare (come la ferita 9), misurante mm 21x20x14.(non specifica la profondità)
Ferita 12: lineare, lunga mm11, interessante nel punto centrale il cuoio capelluto a tutto spessore
Ferita 13: configurazione ad “S” italica, lunga complessivamente 35mm (vedi foto)(non specifica la profondità)
Ferita 14: lineare, con maggior incisura verso il basso, della lunghezza di mm6 (verosimilmente da frattura esposta)( verosimilmente da frattura esposta? Era esposta o non era esposta? Non aveva uno specillo per verificare)
Ferita 15: triangolare, con apice rivolto frontalmente, misura mm 6x6x6 (non specifica la profondità)La ferita 16 pare non esistere
Ferita 17: lineare, leggermente curva a convessità frontale, lunghezza 5mm.(non specifica la profondità)Mi viene il dubbio che le ferite di cui non specifica la profondità siano delle semplici abrasioni, comunque il Dott. Migliaccio penso possa chiarire meglio questo aspetto dal momento che ha studiato le foto nel dettaglio.Ora ditemi voi quale arma avrebbe potuto produrre ferite così diversamente conformate se non lo spigolo di un comodino verso il quale il piccolo ha battuto con diversa violenza a e probabilmente le clonie hanno comportato anche in diversi momenti uno sfregamento, quindi abrasioni.Non è del tutto da escludere che il bambino si sia procurato inizialmente le ferite minori e successivamente la grossa ferita numero 7 con sfondamento dell’osso e quindi con numerose fessurazioni.E’ probabile che la ferita 3 sia semplicemente una ferita lacera che arriva fino al tavolato osseo dove ha trovato una fenditura, o la fenditura si è prodotta dopo con la 7.E’ ovvio che Viglino parli di sfacelo fratturativo, perché una volta scheletrizzato l’osso, il frontale per le numerose fessurazioni gli è rimasto in mano.Ha però il buon senso di dire che l’osso è fragile e sottile.La documentazione fotografica non giustifica le mancanze, dal momento che comunque si deve descrivere tutto nel dettaglio e con correttezza; dalle fotografie inoltre non si può risalire alla profondità.Per altri commenti lascio a Migliaccio.
Sauro
Scusate qualche errore grammaticale, ma scrivo un pò in fretta ed ho il vizio di non correggere.
Sauro
Ma in questo caso è ovvio che è stato solo il frontale ad essere interessato perchè è andato a sbattere contro lo spigolo più vicino; le altre parti del corpo non hanno trovato nessun spigolo contro cui sbattere e non mi si parli della lesività di tipo contusivo a carico del 2° e 3° raggio della mano sinistra che il bambino potrebbe essersi procurato anche il giorno prima giocando in giardino.
Mi spiegono piuttosto i periti perchè c'è una striscia ematica ben diversa dalle gocce presente sul bordo esterno del cuscino verso il basso, buona parte della quale completamente in ombra rispetto a schizzi o ad altro.
Forse l'assassino ha pulito l'arma sul bordo esterno del cuscino?
Sauro
domanda da profana: se si è trattato di un attacco epilettico con contrazioni tonico -cloniche che hanno scosso violentemente il corpo del piccino fino a fargli battere il capo sugli spigoli del comodino provocandogli la frattura dell'osso frontale,sul corpo che è ricaduto sul letto ,composto sotto il piumone ,è possibile che non ci sia alcun segno ,neanche un livido o un'ammaccatura che possa essere stata provocata da tanto trambusto? Ricordo che alcuni anni orsono,trovandomi in una località di villeggiatura conobbi una famiglia con un bimbo epilettico,era pieno di lividi e di piccole escoriazioni sul viso ,sulle braccia ,sulle ginocchia...la mamma mi raccontò che pur essendo in terapia antiepilettica non riuscivano a prevenire completamente gli attacchi e il bambino anche molto vivace si provocava tutti quei traumi. Grazie.
Penso proprio abbia ragione Migliaccio, ad una più attenta analisi si vede una striscia di gocce ematiche che va dalla grande macchia centrale del materasso verso il comodino.
Inoltre risulta sporco di sangue anche il bordo esterno del cuscino.
Scusate ma se il bambino fosse stato colpito dove si trova la grande macchia di sangue, come potrebbe essersi sporcato il bordo esterno del cuscino (e non parlo di gocce)?
Inoltre dalla foto mi pare che il comodino dalla parte di Samuele sia più distanziato dal letto dell'altro comodino e non penso sia casuale.
Potrebbe proprio trattarsi di uno spostamento che il comodino ha subito a causa dello scontro con il frontale del bambino.
Inoltre se si guarda bene il piano superiore oltre ad essere particolarmente sporgente parrebbe anche particolarmente affilato.
A questo punto direi che non è neppure necessario ipotizzare che la ghiacca del pigiama si trovasse interposta fra testa del bambino e materasso.
E' ovvio che poi il grosso del sangue e' fuoriuscito quando il bambino si è ricomposto nel letto.Possibilissima l'ipotesi anche se si era sfondato parte del frontale.
Sauro Claudio
Per corretta informazione, confermo che le mie considerazioni sono stare inviate già ormai oltre 3 anni fa a:
1) Presidente del Tribunale
2) Presidente Tribunale Minori di Roma
3)Famiglia Lorenzi (con cui ho parlato personalmente per tre ore raggiungendoli sull'Appennino bolognese in un freddissimo e nevoso fine novembre, a mie spese)
4)Avv. Taormina
5)Ordine dei Medici della Provincia di Milano
6) Innumerevoli Redazioni di settimanali e quotidiani
7) Canale 5
8) sono stato intervistato da Grand-Hotel, La Prealpina, Leggo e Il Giornale della Val d'Aosta che hanno pubblicato la mia Tesi
9) Sono stato intervistato dal Settimanale OGGI che poi non ha pubblicato nulla, adducendo motivazioni risibili
10) sono stato intervistato dalla giornalista Barbara Palombelli che ha mandato in onda la mini-intervista alle 20.30, orario di maggior ascolto
11) il giorno successivo tutta la Stampa ha ripreso la notizia
12) E' stato pubblicato un Libro con la mia Tesi e non mi si vorrebbe riconoscere il diritto d'Autore
Per buona pace di qualcuno: non ho ricevuto un cent da tutta questa storia, ho addirittura pagato di tasca mia le foto pubblicate su Grand Hotel, ho pagato di tasca mia le spese di viaggio per la presentazione del libro a Torino e Bologna, dove sono stato pregato, anzi implorato, dall'Editore di intervenire.
Infine ho chiesto a molti Colleghi di prendere qualche iniziativa come suggerito da Serena, ma tutti si sono rifiutati, dopo un timido interessamento.
Cara Serena, cosa dovrei fare di più?
Occupare il Tribunale di Torino? Montecitorio? Incatenarmi da qualche parte? Non servirebbe ugualmente e comunque non è il mio stile!
Infine vorrei complimentarmi con asalvai per la perfetta speculazione critica sulla interpretazione delle macchie di sangue e, però, chiedergli:<dopo tale perfetta disamina, non Le viene in mente che l'unica spiegazione possibile è che gli indumenti, lasciati sul letto, si siano sporcati esattamente come tutto il resto nella stanza ad opera del vomito a getto?>.
So che è difficile per molti accettare l'innocenza della Franzoni, ma è drammatico immaginare che le Istituzioni abbiano paura della VERITA'
Spero di essere riuscito a spiegarmi, io non ho parlato "direttamente" con nessuno ne mi riferisco a Lei ma mi sembrava giusto tentare di ricondurre la discussione a corrette metodologie di ascolto seppur rendendomi conto che senza costruttivi interlocutori, ma invero sulla base di offese, insulti e ironie inopportune ben poco si può costruire, per questo sono intervenuto sottolineando che mi ritengo fuori dalla "discussione e da ogni altra eventuale richiesta, domanda, curiosità o appunto venga ulteriormente mosso...
E' stato un piacere, spero lo stesso per Lei, la saluto.
Antonello
Serena, inoltre le ribadisco che io sono serenamente tranquillo, non mi sto azzuffando con alcuno e ne sto sproloquiando come Lei fatastica, sto rispondendoLe con la massima precisione e rispetto possibile, è pacifico però, me lo deve consentire, che il dialogo sereno, libro e rispettoso debba essere, per esistere, almeno ambivalente se non polivalente e proprio perchè non vedo altrettanto desiderio che mi sembra inutile continuare a dover difendere posizioni inventate e a rispondere ad asserzioni gratuite che non ritengo costruttive...e non mi risponda che Lei non centra perchè, a me pare, di non aver fatto ne nomi ne nick...
La ringrazio, Antonello
Intervengo solo per rispondere a Serena, vede io la penso esattamente come Lei arrivati a questo punto, ma arrivati a questo punto la necessità di quanto Lei indica come una eventuale soluzione mi fa pensare a quanto di corretto o meno ci sia nelle procedure giurisprudenziali.
Ricordo che in Italia esiste la figura dell'indiziato, dell'accusato e del sentenziato, il processo è diventato, da poco, accusatorio da inquisitorio com'era e ciò implica che sia il P.M., cioè la Pubblica Accusa, a dimostrare la fondatezza probatoria dell'accusa, atteso ciò ritengo che neanche i Giudici, in sede di dibattimento, siano esenti dal ricercare eventuali diverse verità.
Premesso questo la informo che, a quanto mi constata dalle dichiarazioni su Medforum avanzate dallo stesso Dottore, il Migliaccio ha già inviato dettagliata segnalazione al Giudice di Primo Grado esponendosi in prima persona.
Quanto sopra glielo potrà di certo confermare lo stesso Dr. Migliaccio a cui, per esattezza, andava diretta la domanda.
La segnalazione avanzata dal Dr. Migliaccio ai Giudici di Primo Grado, sempre a quanto mi consta, non avrebbe avuto alcun proseguo, presumo quindi che sia stata archiviata agli atti.
Come vede, se Le parlo è perchè a mia volta mi sono documentato direttamente dalle fonti, a meno di improbabili smentite del Dr. Migliaccio, come vede alcuni esperti si sono esposti con fatti e non solo con le parole, mi spieghi Lei cosa altro diavolo potevano o possono fare, a parer mio di mi sembra arduo ed inopportuno vista anche la non condivisione o il non sposare l'ipotesi da parte della famiglia.
Questo è il tutto significando che, alle volte, prima di criticare e criminalizzare una semplice ipotesi bisognerebbe chiedere, informarsi, capire, documentarsi e magari dopo esprimere il proprio legittimo e opinabile dissenso, ma sempre con il rispetto per chi si è anche esposto in prima persona e mettendosi in discussione.
Con il massimo rispetto.
Antonello
Intervengo solo per rispondere a Serena, vede io la penso esattamente come Lei arrivati a questo punto, ma arrivati a questo punto la necessità di quanto Lei indica come una eventuale soluzione mi fa pensare a quanto di corretto o meno ci sia nelle procedure giurisprudenziali.
Ricordo che in Italia esiste la figura dell'indiziato, dell'accusato e del sentenziato, il processo è diventato, da poco, accusatorio da inquisitorio com'era e ciò implica che sia il P.M., cioè la Pubblica Accusa, a dimostrare la fondatezza probatoria dell'accusa, atteso ciò ritengo che neanche i Giudici, in sede di dibattimento, siano esenti dal ricercare eventuali diverse verità.
Premesso questo la informo che, a quanto mi constata dalle dichiarazioni su Medforum avanzate dallo stesso Dottore, il Migliaccio ha già inviato dettagliata segnalazione al Giudice di Primo Grado esponendosi in prima persona.
Quanto sopra glielo potrà di certo confermare lo stesso Dr. Migliaccio a cui, per esattezza, andava diretta la domanda.
La segnalazione avanzata dal Dr. Migliaccio ai Giudici di Primo Grado, sempre a quanto mi consta, non avrebbe avuto alcun proseguo, presumo quindi che sia stata archiviata agli atti.
Come vede, se Le parlo è perchè a mia volta mi sono documentato direttamente dalle fonti, a meno di improbabili smentite del Dr. Migliaccio, come vede alcuni esperti si sono esposti con fatti e non solo con le parole, mi spieghi Lei cosa altro diavolo potevano o possono fare, a parer mio di mi sembra arduo ed inopportuno vista anche la non condivisione o il non sposare l'ipotesi da parte della famiglia.
Questo è il tutto significando che, alle volte, prima di criticare e criminalizzare una semplice ipotesi bisognerebbe chiedere, informarsi, capire, documentarsi e magari dopo esprimere il proprio legittimo e opinabile dissenso, ma sempre con il rispetto per chi si è anche esposto in prima persona e mettendosi in discussione.
Con il massimo rispetto.
Antonello
Espressi finalmente dei contenuti, a me pare insistenti e rilevanti, e sottoscrivendo gli interrogativi sopra esposti che rimangono, per ora, tuttora fluttuanti nell'aria come foglie d'autunno, letta l'intera discussione e notato il rifiuto di una discussione libera da parte di molti presenti sul sito che addirittura ironizzano sul filo fragilissimo di un'obiettività difesa con le unghie dai servizi mediatici che, a me pare, abbiano bombardato più che aver informato MI RIFIUTO IO di continuare un dialogo che, in partenza, so che non potrà mai essere sereno, costruttivo e rispettoso...so anche che le assenze sono la contentezza di chi odia il libero dialogo che, a me pare invero, arricchisca aldilà dell'argomento e le contraddizioni che è "troppo" impegnativo tentar di affrontare costruttivamente, non importa, ne prendo atto e parlerò di certi temi con chi, documentato, dimostra di averne il desiderio sincero, costruttivo e ripeto...libero...senza schiavitù e pregiudizi...
Con il massimo rispetto.
Salute a tutti.
Antonello
@ Antonello
Ho letto in maniera attenta e scrupolosa il suo post,e valutando la possibilità che in ciò che scrive ci siano effettive verità ,mi chiedo perchè allora tutti i neurochirurghi e numerosissimi medici con stimate e pluridecennali carriere non si mettono insieme scrivono un dettagliato Dossier ,lo firmano e lo consegnano al giudice di Cassazione oppure all'avvocato della Franzoni affinchè venga usato in giudizio per contestare le tesi del Prof.Viglino? Sinceramente trovo che continuare a sproloquiare e ad azzuffarsi sui blog non produca nulla di favorevole,non fa bene a nessuno,anzi crea una forma strana di contradditorio fra gente che continua a lanciarsi accuse gratuite di ignoranza e scarsa professionalità! Con il massimo rispetto penso proprio che muoversi in questa direzione,soprattutto se si dispone di un considerevole numero di consensi ,anche di un certo rilievo professionale ,sia la mossa più giusta e naturale ,anzi, il non farla mi sembrerebbe un comportamento privo di etica morale e di senso civile e vorrei tanto che qualcuno degli interessati mi spiegasse perchè ciò non è mai stato fatto,se ci sono stati impedimenti concreti da parte di personaggi "in alto,"diciamo così ,nelle gerarchie istituzionali. Io credo sia il caso di darsi da fare ,meno parole ,più fatti.
Inoltre vi è un elemento, mica tanto superficiale, emerso dai dialoghi sull'ipotesi di decesso naturale di Samuele e che mi sembra da rilevare e rilevante, il particolare è stato sottolineato da moltissimi medici anche su Medforum e siccome è un particolare prettamente medico, voi fate ciò che ritenete piùpportuno, ma io ascolterei i medici...e cioè:
esiste una contraddizione palese, medica e condivisibile fra la forza che dovrebbe essere stata necessaria ad imprimere gli schizzi sul soffitto ed il fatto che il bimbo non avrebbe avuto, come da perizia del Dr. Viglino, la base cranica lesionata...
Quindi i colpi devono essere stati talmente dinamici e forti da imprimere le lesioni 3 e 7, come riscontrate dal Dr. Viglino, e da imprimere gli schizzi ematici sul soffitto ma non talmente forti da lesionare la base cranica del bimbo...
Io condivido solo e dal punto di vista logico e personale ma il dubbio non è stato avanzato da me povero profano in medicina ma da moltissimi neurochirurghi e medici con stimate e pluridecennali carriere.
Chiedo a tutti se questi medici sono da ritenersi esperti o se esperto rappresenti una concezione astratta di diversa natura.
Con il massimo rispetto.
Antonello
Io personalmente, ad esempio, non sono pienamente convinto dell'innocenza della Sig.ra Franzoni ma cerco di comprendere anche i diversi risvolti giudiziari, le accuse mossegli e le loro basi probatorie...vedo una sostanziale differenza, che è giusto esista, fra l'impiccagione senza giusto processo e una cultura che vuole definirsi giurisprudenzialmente ed umanamente civile...
Ribaditi i concetti che dovrebbero, secondo me, fondare un libero e sereno dialogo su qualsiasi argomento lo si affronti e sottolineando che ho molto rispetto per il lavoro degli investigatori, inquirenti e periti intervenuti sottoporrei a tutti quanto emerge dal contraddittorio peritale fra il Dr. Schmitter ed il Dr. Brinkmann sull'assunto che la casacca ed il pantaloni sarebbero stati indossati durante l'azione omicidiaria, sul fatto (ritenuto prova indiziaria, cd prova indiretta) e su altri eventi a cui non sono state date, a mio umile parere, risposte esaustive e soddisfacenti ai dubbi sotto elencati:
1) La casacca riporta gocce anche nella porzione retrostante che invero dovrebbe essere stata, nella stessa azione ipotizzata, non esposta agli schizzi ematici, l'eventualità se verosimile farebbe pensare a gesti innaturali dell'omicida ipotizzato o ad un arma contundente strutturata in modo particolarmente snodato, sembrerebbe quasi con propaggini.
2) La posizione del responsabile ipotizzato dovrebbe, a logica, sottintendere che nelle porzioni posteriori (cd zone d'ombra) non vi debbano essere tracce ematiche che invero sarebbero state ritrovate.
3) La zona in cui il responsabile ipotizzato dovrebbe essere stato inginocchiato, intento al crimine, è a detta degli stessi operatori troppo esigua per contenere una persona di normale corporatura, questo inficia l'ipotesi...?
4) L'ipotizzata posizione inginocchiata della Franzoni, che costituirebbe attività di riconduzione del figlio all'autorità materna, non prevederebbe che vi siano macchie ematiche sui pantaloni all'altezza delle ginocchia, macchie che invero sono state ritrovate.
5) Se i pantaloni e la casacca erano indossati come nella rispettata ipotesi, invero sentenziata, è PALESE che avrebbero dovuto anche essere stati disindossati (dalla Sig.ra Franzoni che doveva vestirsi per accompagnare Davide alla fermata scuolabus) ma è chiaro e agli atti che, sugli indumenti stessi, non vi sono tracce di ditate o di sfregamento ematico seppur minimo riconducibile allo svestimento, mi si conceda, obbligatorio.
Non solo ma è chiaro che, se la casacca è stata indossata, la testa di chi la deve aver indossata DEVE essere ripassata dal colletto della casacca stessa nell'attività di svestimento, ora ammesso che sia vero come a me sembra che la Sig.ra Franzoni abbia i capelli VISIBILMENTE lunghi ed ammesso che uno scempio del genere qualche traccetta sui capelli doveva averlo lasciato non si capirebbe come mai invero non esiste traccia di sfregamento ne nel colletto della casacca, ne nelle maniche dello stesso indumento, ne nell'apice dei pantaloni corrispondente all'elastico, la risposta è stata che il pigiama è stato tolto dopo il coagulamento delle macchie.
Non vorrei offendere ne illazionare alcuno e CHIEDO SCUSA se ho un dubbio: se la persona si è mossa, dopo l'omicidio, sarebbero state ritrovate macchie difformi da sfregamento o strisciate o comunque alcune macchie di forma irregolare dovute ad una normale dinamica di movimento, nulla, nella casacca e nei pantaloni non vi sarebbe il minimo accenno di sfregamento.
In pratica il responsabile avrebbe dovuto, dopo l'attività da raptus, essere rimasto immobile per il tempo necessario alla coagulazione delle tracce ematiche impressesi sul pigiama, sempre se il pigiama fosse stato indossato e avrebbe dovuto levarsi il pigiama in un opera di misterioso svestimento tuttora e tutta da spiegare.
6) Il Dr. Brinkmann, che non apparirebbe proprio un profano in materia, ha ricostruito una POSSIBILE posizione del pigiama steso sul letto che comprenderebbe la presenza di tutte le macchie ematiche, non capisco come mai non è mai stato preso in considerazione.
7) Sfido chiunque, imbrattato di tracce ematiche derivanti dal triste scempio ritrovato, levarsi un pigiama senza lasciare tracce di sfregamento o ditate varie o strisciature ematiche, ne sulla casacca e ne sui pantaloni dell'indumento.
perizia determinante.
8) Intorno alla zona in cui avrebbe dovuto essere inginocchiato il responsabile le tracce ematiche ivi impresse da gocciolamento e/o schizzi non hanno nessun simmetrico e logico sfregamento, si deve quindi dedurre che lo/la stesso/a si sia lievitato/a per scendere dal letto, atteso che la posizione d'inginocchiamento non è così semplice da scomporre per prepararsi a scendere da un letto...???
8) Che motivo avrebbe avuto, il responsabile del crimine in esame, d'indossare il pigiama con la casacca al contrario, che motivo se ne deduce dinamicamente, alla stessa eventualità, se si aggiunge che la stessa Sig.ra Franzoni avrebbe avuto solo circa due minuti per compiere ciò che gli è sentenziato atteso che il fratellino sarebbe stato sicuro di aver udito e/o visto Samuele ancora vivo e vegeto prima di uscire alle 08,23..???
9) Se alle 08,23 la Sig.ra Franzoni aveva ancora il pigiama indossato come diavolo ha fatto a spogliarsi senza lasciare tracce di sfregamento suesposte, pulirsi, rivestirsi e uscire rincorrendo Davide che si era avviato alla fermata dello scuolabus in bicicletta...dopo aver ordinatamente riposto gli zoccoli al piano superiore senza aver lasciato macchie sulla scala che porta al piano superiore???
10)Il Dr. Lavorino che chiunque è libero di opinare, ma che a me non sembra proprio un profano in materia, in merito al falso indossamento degli zoccoli da parte della Sig.ra Franzoni al momento dei primi soccorsi ha stilato una SEMPLICISSIMA perizia che avrebbe, una volta per tutte, confermato o sconfessato quanto dichiarato dalla Franzoni stessa e cioè che appena ritornata alla villetta si sarebbe tolta gli scarponcini e avrebbe indossato gli zoccoli così sporcandoli da calpestio.
E' in fatti e agli atti innegabile che tutte le prime tre intervenute, prima dell'arrivo dei soccorsi, abbiano calpestato abbondantemente e più volte il prato di fronte alla porta finestra, una perizia sugli zoccoli suesposti al fine di ritrovare tracce di terriccio riconducibili al prato metterebbe finalmente la parola fine alle contraddizioni in merito emerse dall'incrocio delle dichiarazioni della Franzoni, della Satragni e della Ferrod.
Rammento che l'indossamento degli zoccoli, come quello del pigiama, ha costituito prova indiretta in primo grado successivamente confermato in secondo.
Perizia determinante.
11) Il giro di chiave, dichiarato come dato dalla Franzoni al suo rientro nella villetta, e non ritrovato successivamente dalla Sig.ra Ferrod al momento dela partenza dell'elisoccorso presuppone, secondo il Dr. Lavorino che ipotetica entità responsabile del delitto sia fuggita dal lato porta principale d'ingresso, come mai nessuno ha mai fatto una perizia sulle chiavi al fine di reperire o di escludere eventuali impronte dattiloscopiche di estranei sulle stesse chiavi...???
Perizia determinante.
12) La telefonata della Franzoni al 118 di Aosta presenta molti aspetti misteriosi...perchè non esiste, almeno sugli atti diffusi via Internet, una minuziosa perizia fonetica dell'esistente omonimo Reparto R.I.S. che si occupa di perizie fonetiche...???
Si sottolinea che il momento della telefonata al 118 è l'unico momento fonetico registrato che potrebbe restituire novelle investigative scevre da inquinamento.
Perizia determinante.
Espresso quanto sopra come preliminare porzione di dubbi, del tutto personali ma anche confortati da illustri periti ed esperti citati in precedenza solo nella parte che sostiene la colpevolezza della donna, inerenti all'ipotesi sentenziata e premesso che, per primo ed in tempi non sospetti, ho sempre rispettato il lavoro di investigatori, inquirenti e periti citand il caso di Cogne come uno dei più difficili, degli ultimi decenni, in cui investigare con chiarezza di risultati chiedo a tutti se è LEGITTIMO o NON LEGITTIMO avere dei, personali ed umili, ragionevoli dubbisulla colpevolezza piena della donna accusata e sentenziata con colpevolezza.
E se, EVENTUALMENTE, la donna in questione fosse verosimilmente innocente è LEGITTIMO porsi la domanda su chi o cosa è stato veramente responsabile di quanto rinvenuto al ritrovamento di Samuele, o SI OFFENDE qualcuno se ci si pone delle, mi sembra logicissime, domande...???
Con il massimo rispetto.
Antonello
Elisa, è la prima volta che condivido interamente, per ora, tutti gli interventi di qualcuno/a...veramente, penso di doverti dire che per ora sei l'unica che interpreta alla perfezione "alternativistica" le diverse ipotesi che tuttora sembrano non escluse...
Io, per parte mia mi spingo anche oltre e direi che è relativa alla sentenza di terzo grado e alla corrispondente sanzione solo ed unicamente la vicenda giudiziaria e che non mi sembra che ciò possa cambiare di una virgola quelle che sono alternative, si difficili (mai meno di un figlicidio mai confessato in sei anni), ma "mai escluse" totalmente da quello che risulta agli atti diffusivia Internet e lo dimostrano i resistenti dubbi che l'opinione pubblica ha in merito al caso Cogne.
Come dire che la dialettica non vince mai (se mai sia intelligente porsi tale questione) ma persiste, in piena libertà democratica, oltre qualsiasi grado di giudizio...
A chi vuole poi disporre del tempo degli altri, in forza della stato civile religioso ed umano SENTIMENTALE, ingannando se stesso ed invero il proprio tempo rispondo che il tempo di rispondergli è questo si...tempo sprecato...in questo quindi condivido pienamente quanto scritto da Dexter in merito, tranne una scomoda vita solitaria con il Suo simpaticissimo cane che non ignora a differenza di altri, mi sembra di aver capito, il sano dialogo libero.
Il tempo di ognuno è di proprietà, appunto, di ognuno e mi sembra talmente infantile sottolinearlo che mi chiedo se è arricchente, alle volte, formare una famiglia se la si ritiene solo ed unicamente risorsa personale al di fuori di una comunità che, mi sembra, la famiglia ha sempre cercato di aiutare...
Certe critiche mi fanno pensare a chi vive come i cavalli nei recinti e con i paraocchi, a chi pensa che il tempo è assolutamente solo denaro e a chi vuole nascondere la testa sotto la sabbia per non doversi rendere conto che tanti pericoli di oggi sono patrimonio di tutti e non solo di qualcuno.
Mi spiego, se si accetta che in un processo indiziario, senza la prova regina diretta come gli stessi Giudici scrivono agli atti sentenziali, che venga sentenziato un figlicidio sulla base unicamente di una ragionevole certezza riconducibile ad una concatenazione logica di indizi "tale che..." mi chiedo se non sia inopportuno, ad esempio, per un cassiere di banca farsi ritrovare al proprio posto di lavoro dopo che vi è stata perpretata una rapina...chi salverà il povero cassiere da una concatenazione di indizi "tali che..."???
E se il cassiere non siamo noi dobbiamo fregarcene e pensare esclusivamente alla nostra famiglia o discuterne costruttivamente, liberamente, serenamente e democraticamente per tentare di trovare almeno una "quadra" oltre ogni ragionevole dubbio...???
la condotta processuale non è mai decisa dall'imputato, le intercettazioni telefoniche sono state interpretate, secondo il mio parere, in modo semplicistico e utilizzando un livello di intelligenza infantile (dai giornali), non credo fra l'altro siano state accolte dalle motivazioni della sentenza;
il "clan" che si difende con arroganza diventa tale solo partendo dal presupposto (non ancora passato in giudicato) della colpevolezza, diversamente, dall'ottica dell'innocenza, resta solo una famiglia che giustamente si arrocca in autodifesa. Allo stesso modo, le gravi calunnie verso terzi non sono un fatto bensì un giudizio che parte sempre dal pre-giudizio della colpevolezza, diversamente, dall'ottica sia pure teorica dell'innocenza, verrebbero interpretate come un tentativo irrinunciabile di trovare il vero assassino, ovvero se io, sua madre, so di non averlo fatto, passerò i giorni e le notti a chiedermi chi possa essere stato e passerò in rassegna tutte le persone che conosco ponendomi questa domanda, cercherò disperatamente di rappresentarmi un possibile scenario della tragedia che mi sta passando sulla pelle. Io lo farei, lei no? Sarei per questo un essere abbietto? Se fossi innocente, lo sarei?
Lei davvero non riesce a staccarsi, nemmeno per un attimo, dalla certezza che sia colpevole e questo è il pregiudizio di fondo che colora tutto il resto, che giustifica la sua indignazione per quelli che lei chiama i fatti e che ci ha qui elencato.
I fatti veri sono in mano ai periti e i periti, a quanto si può vedere, hanno detto tutto e il contrario di tutto; è questo che dovrebbe inquietare e almeno renderci prudenti.
infine, tutti abbiamo altro da fare che scrivere sui blog, però io credo che quasi tutti quelli che sono intervenuti qui, e lei per prima, siamo stati spinti da un desiderio pulito di giustizia. Perciò, da parte mia, ogni rispetto.
Quando si viaggia su due binari separati inutile discutere, meglio tacere.
Sauro
Empirista, lei ritiene offensivi verso Samuele gli argomenti a difesa della Franzoni, ma altrettanto, nell'ipotesi che costei sia veramente, incredibilmente innocente, il tono delle sue risposte sarebbe terribilmente offensivo verso l'accusata.
No, io ritengo offensivi gli attacchi perpetrati negli anni contro tutti da parte dei Franzoni-Lorenzi, l'ho anche scritto chiaramente. Ecco perché il mio tono è forte: condotta processuale al limite dell'illegalità, intercettazioni telefoniche e ambientali inquietanti, arroganza estrema di tutto il clan e gravi calunnie ai danni di terzi. Non è il caso di ripetere i particolari, spero li conosciate. Forse a voi sembrano cose normali, ma a me no. Io non amo la gente disposta a diffamare e calunniare il prossimo. E quindi non ho rimorsi nell'esprimermi così contro chi si macchia di condotta immorale. Ma non mi esprimo mai in questo modo, mai, nei confronti di persone più dignitose, anche se colpevoli di reati. Inoltre è la prima volta che parlo di questo caso, qui sul web, e sarà anche l'ultima perché non ho tempo da perdere. Nè libri o teorie da pubblicizzare.
Qui vince forse soltanto chi ha più dialetticaIo non devo vincere, Elisa, ho ben altri pensieri e occupazioni nella vita. Ho solo espresso una mia opinione senza cercare applausi. E i risultati degli esperti non sono mie teorie.
Caro Migliaccio, se Taormina non ha ascoltato, c'è sempre la Savio. Nemmeno Lei l'ascolta? E i Franzoni perché non accolgono la Sua tesi? Se fosse valida, l'accoglierebbero eccome, lieti di non patire più tanto.
Chiuso. Buona serata.
@ DEXTER NO, voi non vi state confrontando democraticamente e neanche civilmente ! Nei vostri toni si legge sempre astio,strafottenza,voglia di prevaricazione e spesso arroganza gratuita ,ma se siete contenti così ,continuate pure!...Democraticamente mi lasci dire ....poveri italiani , lottano da sempre per un sistema sanitario che non li soddisfa...e ci credo,se tutti i medici sono così!! ADDIO.
Non avete mogli e figli a cui pensare quando tornate a casa dal lavoro?
NO CARO MEMMO
da me cè solo il cane ma lui non parla, mi chiedo invece lei che sicuramente avrà mogli e figli che cavolo stà a bacchettare persone che hanno voglia di confrontasi democraticamente .
sicuramente ha sprecato parole
mi chiedo come mai stava leggendo proprio questo blog, lo hanno per caso legato alla sedia, questa si chiama DEMOCRAZIA tutti possono dire la propria opinione, sia chiaro!!! non siamo mica ai tempi del fascismo quando era vietato parlare di cronaca nera.. ti sei mai chiesto perchè?
Te lo spiego un altra volta
se non ci arrivi da solo.
Ho sentito una cosa curiosa da parte di un certo DEXTER e cioè che la Franzoni avrebbe rifiutato l’ipnosi regressiva; strano dal momento che nei normali centri Psichiatrici non si usa farla perchè gli psichiatri italiani proprio non ci credono.
Secondo loro non ha valore n’è terapeutico n’è rivelativo di qualche verità.
Sicuramente l'IPNOSI REGRESSIVA non avrà valore probatorio , ma una madre accusata di questo orribbile delitto le tenterebbe tutte pur di capire cosa è successo veramente, metterebbe in discussione la sua stessa mente se è necessario. e invece la Franzoni preferisce far mettere false prove all'azzeccagarbugli TAORMINA ma non vuol sentir parlare di queste cose, chiedo ancora come mai in altri stati il POLIGRAFO è ammesso se pur con riserva e in Italia non se ne parla mai, cè solo da dire che la FRANZONI è stata risucchiata dal suo enturage famigliare che come una famiglia mafiosa si trincera dietro le proprie convenzioni e la protegge.
Io credo nella sua colpevolezza, non penso che nessuno in 5 minuti abbia potuto fare del male a quel bambino, a meno che come dice il prof. Migliaccio..... ormai la frittata è fatta e le istituzioni non possono certo essere screditate, ma vi chiedo ci sono molti assassini che vengono assolti in cassazione?
-Brava Elisa, ma vedrà che l'Empirista non risponderà
Baah!! finitela....siete ridicoli,tutti quanti! e lei dottore , ma come fa a reggere una farsa del genere, ma smettetela! Non avete mogli e figli a cui pensare quando tornate a casa dal lavoro? Magari si aspettano un pò di attenzione da voi ,una parola,...e invece no! NO, voi dall'alto del vostro egoismo e presunzione...sempre qui ...a pensare alla Franzoni! Mamma mia...che disastro! Sono veramente avvilito e sconcertato! poi ci lamentiamo che i nostri giovani crescono senza valori...ma se in casa trovano modelli del genere ...non è vero che vi interessa dimostrare l'innocenza o la colpevolezza della mamma di Cogne voi volete avere il vostro angolo di palcoscenico....!Pensateci bene ,avete problemi ...magari uno psicanalista potrebbe aiutarvi ,finitela, sembrate degli adolescenti che litigano per la palla!!! so gia che ho sprecato parole,niente vi farà desistere purtroppo....Brava Elisa, ma vedrà che l'Empirista non risponderà
Se mi permettete un commento su questo dibattito, dirò che soprattutto nella prima parte degli interventi di Empirista appare evidente una sfumatura di fondo che soggiace a tutte le argomentazioni il più possibile razionali, ed è un tono emozionale di disgusto e di rabbia verso ogni tesi contraria alla colpevolezza. Tanto che le obiezioni a queste tesi hanno tutte una coloritura ironica e di scherno. E' questo tono che me le rende sgradevoli, altrimenti le avrei lette con un'altra disposizione mentale. Empirista, lei ritiene offensivi verso Samuele gli argomenti a difesa della Franzoni, ma altrettanto, nell'ipotesi che costei sia veramente, incredibilmente innocente, il tono delle sue risposte sarebbe terribilmente offensivo verso l'accusata. Provi per un attimo solo a immaginare che qui ci si trovi di fronte a un accadimento raro, al di là di ogni ragionevolezza e provi a immaginare, per un solo attimo, ribadisco, che la Franzoni sia davvero innocente, non avrebbe un po' di rimorso di essersi scatenata in tal modo contro di lei, il padre i parenti vari ecc. ? Poichè la dialettica può sorreggere ogni tesi e chiamarsi "attenimento ai fatti" (ma i fatti sono pensieri pensati, sono sintesi di giudizi ottenute dal raccoglimento di dati, il problema è il raccoglimento di dati e qui forse non c'è nessuno che possa giurare di possederli tutti e di poterli riordinare. Qui vince forse soltanto chi ha più dialettica
Ho sentito una cosa curiosa da parte di un certo DEXTER e cioè che la Franzoni avrebbe rifiutato l’ipnosi regressiva; strano dal momento che nei normali centri Psichiatrici non si usa farla perchè gli psichiatri italiani proprio non ci credono.
Secondo loro non ha valore n’è terapeutico n’è rivelativo di qualche verità.
E non mi dica che non è vero dal momento che ho un primo cugino che è aiuto in uno dei più rinomati centri del nord Italia e che ha lunga esperienza psichiatrica ed attualmente è in procinto di pensionamento.
Io stesso ho partecipato ad un corso di ipnosi medica nel 1978 e conosco benissimo che solo una piccolissima percentuale di pazienti è in grado di raggiungere l’ipnosi profonda ma anche in questo stato se uno vuol mentire, mentisce tranquillamente.
Non riusciremo mai a far dire ad uno che è un assassino, troppo semplice, sarebbe entrato nella normale pratica delle indagini giudiziarie, non ci sarebbe più bisogno di testimoni e di contro testimoni, tutto sarebbe estremamente limpido.
Quindi cercate di non prenderci per fessi con delle madornali bugie, pur di farci credere quello che volete.
Comunque chiederò per sicurezza una conferma al Prof. Francesco Barale, ho anch’io le mie vie per accertarmi .
Con tanti saluti Sauro
@ asalvai Ora ho capito un pò meglio anche se tutti quei paroloni e quelle metafore mi confondono ancora...ma non me lo ha mica ordinato il dottore di mettermi a leggere i post di un blog...potrei anche farne a meno ,soprattutto perchè mi accorgo dai "botta e risposta"che vi rimbalzate ,che c'è in voi un interesse morboso nei confronti di questa vicenda,e a me questo non piace , si va oltre la naturale curiosità e il più che logico desiderio di giustizia e garanzia che certamente ogni cittadino ha il pieno diritto di provare! Da dove viene tutto questo accanimento ,questo esporsi da mesi in prima linea ,da trovare il tempo per essere onnipresenti su tutti i blog che si sono occupati di questo caso? Questo è il mio parere ma non posso certo farvi desistere dal portare avanti tutta questa ,a mio avviso ,sterile fatica...sterile perchè queste teorie nessuno le ha prese in considerazione .....neanche la famiglia del povero Samuele! Saranno pure pilastri della diagnostica neurologica ,le tesi esposte dal Dottor Migliaccio,ma applicate a un così complesso caso di infanticidio,soprattutto farlo stando comodamente seduti nel proprio studio ,mi pare una grossa perdita di tempo ,diversamente dedicabile a chi ha davvero bisogno delle attenzioni di un medico .Ho detto ciò che penso in maniera pacata e civile, esattamente come fate voi tutti ,quindi risparmiatemi risposte al veleno,per cortesia.Vi saluto.
Spero che non si riferisca a me quando dice che taluni dovrebbero rispettare il lavoro e il parere degli esperti che han lavorato a Cogne perchè semmai ha proprio sbagliato persona anche solo pensando che io non rispetti loro e il loro lavoro e non volendo però capire che solo l'oro colato è oro colato, comunque non c'è problema io sto bene con le mie idee, e mica devo o voglio convincerla, ho altro da fare, spero anche lei...la saluto...
Spero che non si riferisca a me quando dice che taluni dovrebbero rispettare il lavoro e il parere degli esperti che han lavorato a Cogne perchè semmai ha proprio sbagliato persona anche solo pensando che io non rispetti loro e il loro lavoro e non volendo però capire che solo l'oro colato è oro colato, comunque non c'è problema io sto bene con le mie idee, e mica devo o voglio convincerla, ho altro da fare, spero anche lei...la saluto...
Oggi mi sento buono e continuo a rispondere, ma soprattutto perchè non sopporto le falsità e, peggio, chi non ha la forza delle proprie idee.
1) io non mi nascondo dietro alcun pseudonimo non per desiderio di pubblicità, ma perchè sono abituato a prendermi tutte le responsabilità di quello che dico,scrivo e faccio, Caro o cara empirista (x Antonello: in italiano è corretto dire empirico)
2) io ho visto le innumerevoli e minuziose fotografie del cadavere del piccolo Samuele, ho letto, riletto, studiato la perizia Viglino, ho consultato testi scientifici, ho parlato con altri neurochirurghi e colleghi medici che hanno avvalorato e condiviso la mia tesi, pur preferendo di rimanerne fuori.
2) Ammettere che si sia trattata di morte naturale e quindi di un errore giudiziario,significherebbe screditare le Istituzioni: fin qui riesce a capire?
3) Taormina verosimilmente era convinto della colpevolezza della Franzoni, ma doveva difenderla, per questo ha richiesto il rito abbreviato, sperando negli sconti di pena ecc.ecc.
Riesce a comprendere anche questo? Altrimenti se lo faccia spiegare, visto che Lei ha la caratteristica di pensare per idee indotte e non per quelle che potrebbe produrre la Sua cultura e il Suo apprendimento.
Carissima empirista, mica ho ancora capito perchè ritiene che le sue siano idee, metodologie e moralità oggettive mentre quelle degli altri "devono" star sul semplice pianeta terra della umana soggettività...se lei ritiene che un neurochirurgo di 30 anni di esperienza non sappia "leggere" un atto irripetibile come una perizia tanatologica non ne parliamo più, ho un'idea diversa dalla sua, e orgogliosamente soggettiva, di "esperti", posso sbagliarmi...io...lei no?
Carissima empirista, mica ho ancora capito perchè ritiene che le sue siano idee, metodologie e moralità oggettive mentre quelle degli altri "devono" star sul semplice pianeta terra della umana soggettività...se lei ritiene che un neurochirurgo di 30 anni di esperienza non sappia "leggere" un atto irripetibile come una perizia tanatologica non ne parliamo più, ho un'idea diversa dalla sua, e orgogliosamente soggettiva, di "esperti", posso sbagliarmi...io...lei no?
Carissima empirista, mica ho ancora capito perchè ritiene che le sue siano idee, metodologie e moralità oggettive mentre quelle degli altri "devono" star sul semplice pianeta terra della umana soggettività...se lei ritiene che un neurochirurgo di 30 anni di esperienza non sappia "leggere" un atto irripetibile come una perizia tanatologica non ne parliamo più, ho un'idea diversa dalla sua, e orgogliosamente soggettiva, di "esperti", posso sbagliarmi...io...lei no?
Carissima empirista, mica ho ancora capito perchè ritiene che le sue siano idee, metodologie e moralità oggettive mentre quelle degli altri "devono" star sul semplice pianeta terra della umana soggettività...se lei ritiene che un neurochirurgo di 30 anni di esperienza non sappia "leggere" un atto irripetibile come una perizia tanatologica non ne parliamo più, ho un'idea diversa dalla sua, e orgogliosamente soggettiva, di "esperti", posso sbagliarmi...io...lei no?
Carissima empirista, mica ho ancora capito perchè ritiene che le sue siano idee, metodologie e moralità oggettive mentre quelle degli altri "devono" star sul semplice pianeta terra della umana soggettività...se lei ritiene che un neurochirurgo di 30 anni di esperienza non sappia "leggere" un atto irripetibile come una perizia tanatologica non ne parliamo più, ho un'idea diversa dalla sua, e orgogliosamente soggettiva, di "esperti", posso sbagliarmi...io...lei no?
Carissima empirista, mica ho ancora capito perchè ritiene che le sue siano idee, metodologie e moralità oggettive mentre quelle degli altri "devono" star sul semplice pianeta terra della umana soggettività...se lei ritiene che un neurochirurgo di 30 anni di esperienza non sappia "leggere" un atto irripetibile come una perizia tanatologica non ne parliamo più, ho un'idea diversa dalla sua, e orgogliosamente soggettiva, di "esperti", posso sbagliarmi...io...lei no?
Serena a me sembra di essere stato chiarissimo, tant'è vero che empirista mi dice che farei finta di non capire, quindi empirista sicuramente, a suo modo, ma ha tradotto dall'italiano ciò che voleva leggere...meglio lei, a sto punto, almeno ha capito di non capire e, con onestà e sincerità me lo ha scritto...empirista se è vero che hai rispetto per gli esperti non comprendo, di nuovo, perchè non accrediti i 30 di esperienza del dr. Migliaccio nell'opinabilità pacifica..sei te in contraddizione..e ti spiego
Serena a me sembra di essere stato chiarissimo, tant'è vero che empirista mi dice che farei finta di non capire, quindi empirista sicuramente, a suo modo, ma ha tradotto dall'italiano ciò che voleva leggere...meglio lei, a sto punto, almeno ha capito di non capire e, con onestà e sincerità me lo ha scritto...empirista se è vero che hai rispetto per gli esperti non comprendo, di nuovo, perchè non accrediti i 30 di esperienza del dr. Migliaccio nell'opinabilità pacifica..sei te in contraddizione..e ti spiego
Sarebbe ora davvero che certa gente scendesse dal piedistallo, evitando di denigrare con arroganza il lavoro degli inquirenti e dei periti che hanno tutti parlato di "omicidio", e che si sono basati sull'esame del corpo e sull'analisi della scena del crimine. Hanno studiato i fatti direttamente, loro, e non formulato ipotesi a distanza. Per fortuna.
Povero Samuele!
Serena a me sembra di essere stato chiarissimo, tant'è vero che empirista mi dice che farei finta di non capire, quindi empirista sicuramente, a suo modo, ma ha tradotto dall'italiano ciò che voleva leggere...meglio lei, a sto punto, almeno ha capito di non capire e, con onestà e sincerità me lo ha scritto...empirista se è vero che hai rispetto per gli esperti non comprendo, di nuovo, perchè non accrediti i 30 di esperienza del dr. Migliaccio nell'opinabilità pacifica..sei te in contraddizione..e ti spiego
Caro Empirista, non so chi Ella sia (e sta di fatto che non vuole farlo sapere: è significativo!)
Sembra di sentir parlare Taormina! "E' significativo"! Di cosa? Guardi che quasi tutti qui usano i nick, siamo liberi di farlo. Anche perché, a sua differenza, non vogliamo farci pubblicità, e quindi non c'interessa far conoscere nome e cognome. Semplicemente io rispetto il lavoro di tutti i professionisti che sono entrati nella villetta di Cogne. E sui loro dati baso le mie idee, non su sogni notturni, o sul desiderio di farmi un nome denigrando il lavoro altrui.
ma comunque non Le consento di esporre giudizi in un campo che non conosce o che conosce tramite i telefilmis ("teorie che sono insulti alla scienza medica e al povero bambino").
Io non ho esposto giudizi campati per aria, ma le ho posto osservazioni e alcune domande, che sono poi quelle che qui altri le stanno formulando, perché logiche. Ripetiamo: se la Sua teoria è convincente, perché la difesa dell'imputata non l'ha presa in considerazione? Mi stupisce non ottenere risposta.
Lei non ha fatto l'autopsia su quel corpo, Lei non ha visto il bambino. Pertanto, le persone ragionevoli e serie si attengono alle perizie di chi ha lavorato direttamente sul caso: CC, Ris e altri. Invece di rispondermi con invettive, molto inidicative di tante cose, sia più umile e vada leggersi ciò che costoro hanno esposto, invece di attaccare tutti con arroganza.
Persino il mio medico della mutua non esprime pareri se prima non mi visita. Ma stiamo scherzando? Pertanto forse è Lei ad aver appreso la Sua professione guardando telefilm.
Quando Ella avrà capito cos'è una emorragia cerebrale spontanea e la differenza con una traumatica, forse La potrò ascoltare, ma dubito che quel giorno possa venire...
Ci credo che Lei non mi voglia ascoltare, eccome se ci credo! Non ha saputo rispondere a niente, niente di niente. E non legge neppure i commenti degli altri, in cui si fanno notare cose giustissime, di una logicità disarmante. Persino un bambino le capirebbe.
Forse Ella è abituato agli insulti, ma non certo alla scienza medica, per apprendere ed esercitare la quale forse Ella sarebbe stato troppo lontano
Divertente! Beh, se "apprendere la scienza medica" significa imparare a fare disinvolte e gravi diagnosi su un corpo che non si è mai visto, c'è di che temere per l'incolumità di tutti i cittadini italiani. Per fortuna, però, esistono anche medici seri.
DEXTER@ Le intercettazzioni ambientali sono la prova regina che il CLAN FRANZONI avesse già deciso di coprire la Bimba a tutti i costi ...costi quel che costi, Lorenzi ridicolo personaggio che interpretra l'assassino...
Infatti questi sono dati concreti, non astrazioni. E hanno colpito anche gli inquirenti, ovviamente. Ma il dott. Migliaccio finge di non sapere e di non vedere...chissà perché.
se poi gli altrui le stan dicendo che l'ipotesi naturale è una possibilità non capisco il suo problema a vagliarne i contenuti alternativistici...paura? O forse pensa che gli altrui dialoghino esclusivamente al fine, ultimo, di convincere Sua Maestà sul Piedistallo?
Sa, il problema è che non ho avuto proprio alcun problema a vagliarli, e ho persino risposto con dovizia di argomenti e in lingua italiana. Forse dovrebbe scendere dal piedistallo chi rifiuta i risultati dei professionisti che si sono espressi sul caso, parlando di omicidio. C'è molta presunzione in ciò. Samuele è stato ucciso, questi sono i risultati di perizie e indagini fatte sul campo, non a distanza. Il non volerlo accettare, rifiutando tutti gli argomenti a riguardo, significa davvero essersi posti su un piedistallo. Una bella contraddizione.
Serena@ Asalvai finge di non capire che ho risposto a Migliaccio con tutti i dettagli del caso.
@ asalvai Mi sto sforzando di capire che cosa vuole comunicare con i suoi scritti,non ci riesco ,forse sarà colpa mia e della mia ignoranza(intesa proprio come ignorare un certo tipo di gergolalia!),ma non potrebbe ,per favore, esporre le sue idee in maniera piu semplice e lineare? Cosi magari qualcuno le risponde pure.
Pardon, empiristica e non empirica...
Spero di essere riuscito a spiegarmi, una cosa è "mettere in discussione" le proprie certezze, altra cosa è ironizzare sulle altrui certezze senza barlumarne un'eventualità verosimile, se poi gli altrui le stan dicendo che l'ipotesi naturale è una possibilità non capisco il suo problema a vagliarne i contenuti alternativistici...paura? O forse pensa che gli altrui dialoghino esclusivamente al fine, ultimo, di convincere Sua Maestà sul Piedistallo?
Empirica...a parte che io non ho fatto riferimento ad alcuno, le sembra che io ho parlato delle sue paure? Potrei? Avrebbe senso? Ho posto completamente un problema diverso da quello che lei, a tentoni, cerca di presumere, non parlavo manco, perchè forse razionalizzo, della sua posizione rispetto a Cogne, parlavo di ventilato, lontano e fantomatico concetto di dialogo costruttivo e sereno, direi scevro, non schiavo, senza pregiudizi, oltre gli altrui giudizi, usando il raziocinio senza farsi influenzare..
mio commento 83@ Neppure il contesto ambientale avete preso in eame... .
intendevo scrivere "esame", ovviamente.
Quando Ella avrà capito cos'è una emorragia cerebrale spontanea e la differenza con una traumatica, forse La potrò ascoltare, ma dubito che quel giorno possa venire...
Professore, visto che lei dall'alto del suo sapere....sà tutto!!!
mi può dire come mai I FRANZONI E IL servo Taormina hanno accusato cani e porci ma non hanno mai aderito e sponsorizzato questa tesi??
E come mai il nuovo e ultimo avvocato Savio si è presentato in tribunale con in mano un ridicolo SABOT.
E come mai professoroni del vostro calibro non se li è calcolati nessuno, nemmeno le trasmissioni televisive che hanno ravanato x anni le più incredibili ipotesi.su questo delitto??
Per non parlare poi della certezza di dire un NOME paventata per tempo da parte della difesa.
Nome mai detto del famoso assassino invisibile,
Taormina è arrivato a mettere false prove pur di vincere...ma dai è elementare mio caro....è stata lei.
La cosa che comunque si nota è che la Franzoni ora ha quello che voleva...un altro bimbo più bello e sano del povero Samuele e la famiglia che gli stà vicino, non è più sola in quel di Cogne in perfetta solitudine con un marito sempre via.
Lei si ha ottenuto quello che voleva...solo lei,
Noi stiamo ancora quì a disquisire.....
Caro Empirista, non so chi Ella sia (e sta di fatto che non vuole farlo sapere: è significativo!) , ma comunque non Le consento di esporre giudizi in un campo che non conosce o che conosce tramite i telefilmis ("teorie che sono insulti alla scienza medica e al povero bambino").
Forse Ella è abituato agli insulti, ma non certo alla scienza medica, per apprendere ed esercitare la quale forse Ella sarebbe stato troppo lontano
"così come è meglio evitare altre fantasie non supportate da dati concreti"
Quando Ella avrà capito cos'è una emorragia cerebrale spontanea e la differenza con una traumatica, forse La potrò ascoltare, ma dubito che quel giorno possa venire...
Le intercettazzioni ambientali sono la prova regina che il CLAN FRANZONI avesse già deciso di coprire la Bimba a tutti i costi ...costi quel che costi, Lorenzi ridicolo personaggio che interpretra l'assassino (ipotetico) di suo figlio mi ha veramente fatto capire che per queste persone non si sono fermate neanche alla contraddizzione più evidente, LA RICHIESTA DEL RITO ABBREVIATO, CHE è LA CONFERMA DI UNA COLPEVOLEZZA, CHE è STATA PROVATA E GRAZIE ALLA RICHIESTA DI QUEL RITO ABBREVIATO è STATA DIMEZZATA LA PENA....
IL MIO NE HA TREMILA DI PAZIENTI,
ila franzoni ha avuto fio di avvocati e se fosse solo ipoteticamente vera la storia dell'aneurisma tu pensi si fosse fatta passare da assassina?
qui veramente si vuole uscire dal seminato vi ricordo dottori con 1.00 pazienti(poveretti) che la signora Franzoni non si è mai voluta sottoporre ad ipnosi regressiva ,dove avrebbero sicuramdente scoperto che avesse fatto quella mattina,
non mi venite a dire che come il poligrafo è una prova discutibile, se una mamma vuole sapere lo fà, e poi quando dice all'amica "non sò che cosa mi è preso" x telefono.
La Franzoni è colpevole e come dice la sentenza il clan famigliare l'ha protetta... povera bimba.lasciatemela solo una settimana e vedrete come gli torna il ricordo
Rivedendo le foto della camera posso notare che effettivamente il piano superiore del comodino è molto prominente e si spinge parecchio verso il letto; vorrei chiedere al Dott. Migliaccio se ritiene possibile che il bambino si sia procurato le ferite contro tale bordo e come spiega la mancanza di gocce o di stria ematica che dovrebbe giungere fino alla grande macchia ematica sul cuscino?
Forse si era interposta la giacca del pigiama che quasi sicuramente non era indossata come sostiene il perito Brinkmann, dal momento che presenta sia sulla destra che sulla sinistra delle macchie speculari?
Una domanda che vorrei porre ai periti: vi era del sangue sul pavimento e più specificamente alla base del comodino? Oppure è ipotizzabile che con le ferite maggiori il sangue sia schizzato fuori con una certa forza tale da sporcare il pavimento anche ad una certa distanza?
Ed ancora a Migliaccio: è possibile che più colpi dati con forza al comodino non abbiano capovolto l’abascjur ed altri oggetti che si trovavano sopra?
Oppure possiamo ipotizzare che il comodino si sia semplicemente spostato in seguito ad i colpi di qualche centimetro senza piegarsi in maniera significativa?
E’ possibile che la frattura parieto occipitale il bambino se la sia procurata all’inizio della crisi convulsiva, magari per il forte mal di testa che insorge dopo la rottura del aneurisma, iniziando le violente clonie mentre si era posto seduto, e sbattendo con grande violenza contro la testiera del letto per poi scivolare gradatamente verso il basso?
Chiariti questi punti si potrebbe aprire un capitolo sul vomito a getto, che meglio di ogni altro spiega le gocce sparse ovunque in quella stanza anche a grande distanza.
Sauro
Caro Migliaccio, io non ho mai immaginato una verità senza saperla spiegare. Quanto da lei affermato denota una certa malafede o la tendenza a non leggere attentamente le opinioni altrui, in quanto in questa sede io mi sono spiegata molto bene e con argomenti razionali razionali e chiari.
La mia posizionè è chiaramente espressa nei commenti 68 e 73, oltre che in tutti i precedenti, ed è questa la mia confutazione alle sue teorie. Pertanto la mia convinzione resta quella, ed è ben supportata da argomenti logici e razionali. E io non disprezzo affatto le conclusioni dei Ris e degli inquirenti, l'ho già spiegato.
E Lei che vede i dati concreti ha la cortesia di confutare punto per punto la mia Tesi?
Veda sopra la risposta, l'ho già data. E lo ripeto per l'ultima volta: la sua tesi è astratta; non esistono dati concreti per riferirla a questo caso specifico. Mancano le prove. Nessun medico afferma la validità di una teoria senza riferirla al caso concreto, cioè senza prendere visione diretta del caso concreto. Ma, da quanto mi risulta, Lei non ha fatto l'autopsia alla vittima, non ne ha visto direttamente il corpo, non è stato nella casa del delitto, come invece hanno fatto CC, Ris e inquirenti vari, quelli che Lei critica tanto, ma che però sono stati sul luogo, cioè parlano in seguito a visione diretta, concreta, e non in base ad astrazioni.
Il dott. Sauro, non volendo, conferma la mia posizione nel commento 71:
Volutamente sono andato presso la neurochirurgia di Verona per valutare le teorie di Migliaccio, e quasi tutti i neurochirurghi mi hanno detto che era possibile ma sarebbe stato indispensabile vedere anche le foto ed il contesto dell’ambiente. Questo è stato il grosso errore che abbiamo fatto, non valutare tutti i fattori.
Cos'altro aggiungere? Neppure il contesto ambientale avete preso in eame... . Vuole che le riproponga le contraddizioni del suo collega Sauro? Eccole:
- Sauro commento 71@ Ora in questo contesto sbattendo contro gli spigoli del comodino durante la fase clonica poteva essersi procurato delle gravi ferite e fratture (qualcuno sa con che violenza si manifesta una crisi tonico clonica?), se poi e supportata dalla rottura di un aneurisma la violenza è ancora maggiore.Ma nel commento 30 Sauro si era espresso diversamente:
Samuele è stato trovato disteso nel letto in posizione supina, composto e completamente coperto da piumone.Impossibile che abbia sbattuto nel comodino provocandosi le ferite, dal momento che avrebbe lasciato striscie di sangue sul cuscino, mentre il sangue formava una grossa chiazza proprio nel centro del cuscino e in parte sul materasso.
E ancora, nel suo commento 41, Sauro ha scritto:
Relativamente alla morte per cause naturali io mi sono reso conto dell'impossibilità solo quando ho visto la disposizione del comodino troppo distante dal letto, altrimenti avrei potuto tranquillamente sostenerla.
Contraddizioni un po' forti, direi, che forse scaturiscono dall'emotività, cioè dalla volontà di scagionare per forza la Franzoni.
Mi dissocio poi dai Suoi attacchi alla magistratura, ai criminologi e a tutti gli altri, per i motivi che Le ho scritto sopra con chiarezza. Ma Le ripeto che è ovvio che nessuno prenda provvedimenti contro di Lei: se dovessero prendere provvedimenti contro tutti quelli che li attaccano, a volte anche insultandoli, non finirebbero più, poveretti. Vada a leggersi tutte le perizie sul fatto, l'ordinanza di custodia cautelare di Gandini, tutta la letteratura anche psichiatrica sull'argomento, e cerchi di ragionarci con la logica. Io non posso certo perdere tempo a riassumerle, visto che sono un'infinità.
e come mai un PM non ricorre contro un verdetto che dimezza la pena richiesta? quando mai s'è visto?
Si vada a leggere le motivazioni della sentenza e prenda anche atto delle sciagurate leggi italiane, così capirà tante cose, anche indicibili.
L'ultima domanda, La rivolga direttamente ai Franzoni
Eh no, proprio no. Risposta comoda. Se la Sua tesi fosse applicabile a questo caso specifico, i Franzoni vi si sarebbero appellati eccome, evitando questo strazio.
Asalvai@ 'analisi vera dovrebbe essere scevra da timori d'interlocuire,Non mi sembra di aver avuto mai paura di nessuno, visto che ho addotto molti argomenti, in maniera chiara. Basta leggerli senza deformarli. Se poi i miei argomenti non sono a favore della Franzoni, non posso farci nulla. Ma li confermo.
Si possono poi formulare tutte le ipotesi di questo mondo, anche che l'assassina sia stata io, fuggita via a dorso di stambecco, ma occorrono tracce e prove del mio passaggio, che non ci sono. E si vuole formulare qualsiasi astratta ipotesi, si può certo fare, ma bisogna poi accettare anche i pareri contrari, senza rammaricarsi se hanno maggiore logicità, e senza accusare di aggressività chi ha il "torto" di rispettare il lavoro di professionisti come i CC, i Ris, i magistrati. Io rispetto molte loro conclusioni.
Avrei voluto intervenire per contribuire alla discussione ma, per quanto sopra, mi vedo costretto a chiedere venia per l'indebita intromissione prima di lasciarvi, serenamente, alla vostra discussione...
Conosco, purtroppo, questa tecnica aggressiva, l'analisi vera di eventi, siano essi criminosi o di semplice vita di tutti i giorni, ricordo però che è ben diversa...l'analisi vera dovrebbe essere scevra da timori d'interlocuire, dovrebbe essere un'attività del tutto personale anche se, giustamente, rispettosa, dovrebbe lasciar da parte condizionamenti ragionando di se, per questo io non condivido e non condividerò mai questo tipo di "non dialogo"...di "non analisi"...
Conosco, purtroppo, questa tecnica aggressiva, l'analisi vera di eventi, siano essi criminosi o di semplice vita di tutti i giorni, ricordo però che è ben diversa...l'analisi vera dovrebbe essere scevra da timori d'interlocuire, dovrebbe essere un'attività del tutto personale anche se, giustamente, rispettosa, dovrebbe lasciar da parte condizionamenti ragionando di se, per questo io non condivido e non condividerò mai questo tipo di "non dialogo"...di "non analisi"...
L'indiziato, l'accusato ed infine il sentenziato non può più avanzare propri sospetti o dubbi??? E le persone libere e rispettose non possono più analizzare, IPOTIZZANDO, un caso??? Mi sembra che il dialogo è frantumato proprio li...mi sembra che le discussioni costruttive siano ancora da trovare...
Io non capisco più questo mondo, in una libera, rispettosa e, mi pare almeno negli intenti di alcuno, costruttiva non si possono neanche più formulare IPOTESI??? non si può manifestare, con il massimo rispetto per il triste tema, il proprio pensiero??? non si può avanzare dubbi o critiche costruttive nei confronti di persone giudiziariamente escluse da responsabilità??? Aldilà delle rispettabili sentenze dove è finito, ad esempio, il diritto alla difesa???
Io non capisco più questo mondo, in una libera, rispettosa e, mi pare almeno negli intenti di alcuno, costruttiva non si possono neanche più formulare IPOTESI??? non si può manifestare, con il massimo rispetto per il triste tema, il proprio pensiero??? non si può avanzare dubbi o critiche costruttive nei confronti di persone giudiziariamente escluse da responsabilità??? Aldilà delle rispettabili sentenze dove è finito, ad esempio, il diritto alla difesa???
Invece di fare sproloqui ridicoli perchè non risponde alle domande inerenti ?
Glielo dico io: perchè Lei non sa!
Se Lei è una persona seria dimostri la mia speculazione!
Attento Lei, piuttosto, perchè ha già espresso nei miei confronti parole per le quali si intravedono gli estermi della diffamazione.
Caro Dottor Migliaccio , ha avuto di nuovo la possibiità di mettere in mostra tutto il suo EGO! Complimenti...se è questi che vuole! Non ho ancora capito se il suo intento reale sia quello di dimostrare l'innocenza di Annamaria Franzoni oppure quello di sentirsi unico depositario della conoscenza medica e non solo. Il suo narcisismo e la sua autocelebrazione sono nauseanti,non invidio i suoi colleghi di lavoro e ,se ne ha ,quei poveretti dei suoi subordinati. Questa storia non è uno show e di PRIMADONNA ce ne è già UNA,ci basta e ci avanza! Inquanto a IMMAGINARE una verità senza saperla spiegare lei sicuramente non si è posto il problema,lei la sua verità l'ha se la gestisce proprio bene ,certo...la TV,i giornali,il web,libri che circolano ...speculando vergognosamente sulla morte di un innocente. Attento però che il successo può dare alla testa!!
...e come mai un PM non ricorre contro un verdetto che dimezza la pena richiesta? quando mai s'è visto? Mi dica, Lei che legge meglio di me, dove ha visto scritto le spiegazioni degli Psichiatri? E Lei che vede i dati concreti ha la cortesia di confutare punto per punto la mia Tesi?
Il problema non è l'eventuale insensatezza delle sue tesi in generale, ma la loro insensatezza se applicate a questo caso specifico. Siccome la difesa dell'imputata non ha preso in considerazione le sue teorie, che quindi circolano sul web , nessuno si preoccupa di prendere provvedimenti. A che pro farlo?
A che pro?:
1)Ho messo in discussione la capacità investigativa della Magistratura
2) Ho messo in discussione la capacità diagnostica dei Medici Legali
3) Ho messo in discussione la competenza di Psichiatri e Criminologi
4) Ho messo in discussione la capacità difensiva di Taormina
5) Ho prospettato la possibilità che per non perdere la faccia, le Istituzioni preferiscano l'errore giudiziario-
6) La TV e tutti i giornali hanno pubblicato la mia Tesi, c'è un libro che circola, non è solo Web
A che pro?
Se si ritiene una persona seria,come ritengo, risponda a qualcuna di queste domande, invece di immaginare una verità senza saperla spiegare.
L'ultima domanda, La rivolga direttamente ai Franzoni
Ricambio i saluti
- Lei cita Barale, io le cito Picozzi. Però l'avevo già scritto, inutile ripetermi. Inoltre non credo lei sia uno psichiatra. Io non lo sono, e infatti ho scritto che lascio decidere gli esperti sia sulla sanità mentale che sulla premeditazione o meno. Ma ho una mia idea.
- No, la Franzoni non ha parlato di esplosione alla testa dopo la Satragni. E' esattamente il contrario: è stata Annamaria a parlare di testa scoppiata alla Satragni durante la telefonata in cui le chiedeva aiuto. Ecco quanto riportato dall'ordinanza di custodia cautelare:
Entra quindi in scena la Satragni. La Franzoni nel corso della concitata conversazione delle ore 08:27:30 le ha detto: "Di andare immediatamente a casa sua, di fare prestissimo perché c'era Samuele che stava perdendo sangue dalla bocca, tanto sangue" esclamando subito dopo "gli sta scoppiando il cervello oppure gli è scoppiato il cervello".
Inutile, quindi, difendere la frase della Franzoni: è indifendibile. E il perché sta scritto nel mio commento 68.
- Le ferite erano visibili. Avevano bordi netti.
- Le ho già spiegato la questione del sangue nei capelli. Si può eliminare facilmente. E sicuramente non erano "piastroni". Direi poi che è un particolare trascurabile.
- No, non è ovvio "calunniare" gli altri quando si è innocenti. Lei conosce davvero l'entità delle accuse e delle diffamazioni dei Franzoni? Sono diffamazioni belle e buone sparate a caso su chiunque fosse loro antipatico. E non supportate da prove. Non vi sono prove né tracce contro le persone calunniate dall'indagata. A ciò occorre aggiungere lo squallido tenore delle intercettazioni ambientali, ingiustificabili. Spero davvero di non sentirmi rispondere che sono innocue.
- Sauro commento 72@ Ora in questo contesto sbattendo contro gli spigoli del comodino durante la fase clonica poteva essersi procurato delle gravi ferite e fratture (qualcuno sa con che violenza si manifesta una crisi tonico clonica?), se poi e supportata dalla rottura di un aneurisma la violenza è ancora maggiore.
Proprio Lei ha dichiarato il contrario nel commento 30:
Samuele è stato trovato disteso nel letto in posizione supina, composto e completamente coperto da piumone.Impossibile che abbia sbattuto nel comodino provocandosi le ferite, dal momento che avrebbe lasciato striscie di sangue sul cuscino, mentre il sangue formava una grossa chiazza proprio nel centro del cuscino e in parte sul materasso.
E ancora, nel suo commento 41, Lei scrive:
Relativamente alla morte per cause naturali io mi sono reso conto dell'impossibilità solo quando ho visto la disposizione del comodino troppo distante dal letto, altrimenti avrei potuto tranquillamente sostenerla.Mi sembrano contraddizioni forti.
_____________________________________________
Dott. Migliaccio
Nessun Organo Ufficiale (Ordine dei Medici, Società Italiana di Neurochirurgia, Lega contro l'epilessia ecc.) ha preso un benchè minimo provvedimento nei miei confronti per l'eventuale insensatezza delle tesi espresse
Ci credo. Il problema non è l'eventuale insensatezza delle sue tesi in generale, ma la loro insensatezza se applicate a questo caso specifico. Siccome la difesa dell'imputata non ha preso in considerazione le sue teorie, che quindi circolano sul web , nessuno si preoccupa di prendere provvedimenti. A che pro farlo?
Nessun esperto Psichiatra o Criminologico sa spiegare come una madre che ha ucciso il proprio bambino , sta allevando due figli, vive una vita comunemente normale, vive in società, non dà manifestazioni sospette di squilibrio psichico, a distanza di 6 anni dal "crimine".
Questo non è affatto vero. Molti psichiatri hanno spiegato questo, basta aver voglia di leggere. La Franzoni vive circondata e protetta dai suoi famigliari, che le fanno da scudo nei confronti del mondo esterno, e parlo di "scudo" in senso psicologico. Si sente sicura, protetta, coccolata, appoggiata come non mai. E anche questo è stato ampiamente illustrato da bravi psichiatri. Tra lo stordimento degli psicofarmaci e i parenti sempre presenti, per ora regge. Per ora.
Questi sono gli argomenti da trattare seriamente, poi tutte le fantasie e le convinzioni di avere una esperienza di medicina(guardando i telefilm o leggendo il Corriere salute e similari) sono solo delle illusioni che ognuno può coltivare, ma la Medicina e ed essere persone serie è un'altra cosa.
Per quanto mi riguarda, non leggo il Corriere salute, però ammetto che mi sembrano davvero poco serie le persone che si attaccano a illusioni, fingendo di non vedere tutti i dati concreti della vicenda.
E come mai la difesa della Franzoni non vi ha preso in considerazione? Perché i Franzoni stessi si attaccano alla tesi dell'omicidio se la vostra teoria è valida?
Saluti a tutti!
Non è più mia intenzione partecipare ad alcun forum su Cogne.Lo faccio ora e soltanto per questa volta, su cortese sollecito del Collega Sauro.
Non mi dilungo, faccio solo le seguenti considerazioni:
1) Finora nessuno ha avuto la capacità di dimostrare il contrario di quanto ho esposto nella mia Tesi
2) Nessun Organo Ufficiale (Ordine dei Medici, Società Italiana di Neurochirurgia, Lega contro l'epilessia ecc.) ha preso un benchè minimo provvedimento nei miei confronti per l'eventuale insensatezza delle tesi espresse
3)Nessun esperto Psichiatra o Criminologico sa spiegare come una madre che ha ucciso il proprio bambino , sta allevando due figli, vive una vita comunemente normale, vive in società, non dà manifestazioni sospette di squilibrio psichico, a distanza di 6 anni dal "crimine".
Questi sono gli argomenti da trattare seriamente, poi tutte le fantasie e le convinzioni di avere una esperienza di medicina(guardando i telefilm o leggendo il Corriere salute e similari) sono solo delle illusioni che ognuno può coltivare, ma la Medicina e ed essere persone serie è un'altra cosa.
Saluti a tutti
Dottor Giovanni Migliaccio
Un delitto premeditato necessita di valide motivazioni; tutt’al più io opterei per la tesi del PM, cioè del RAPTUS
Che si possano commettere omicidi anche se si è sani di mente lo posso accettare, ma che una madre sana di mente uccida il proprio piccolo non troverebbe d’accordo numerosi criminologi come ad esempio il Prof. Mastronardi, che ha una casistica enorme di madri figlicide fra le quali la Franzoni non rientra come caratteristiche della personalità.
Per quanto riguarda l’aspetto psichiatrico il Prof. Barale non si era espresso per l’insanità mentale ed aveva escluso perfino l’isteria, mentra ammetteva le crisi ansiogene. E’ anche per questo giudizio positivo che era stato dato alla Franzoni il massimo della pena nel processo di primo grado.
La mattina dell’omicidio la Franzoni ha avuto sicuramente una crisi di attacco di panico, altrimenti per una semplice crisi ansiogena il Sig. Lorenzi non avrebbe chiamato la guardia medica; ora da nessun testo risulta che una crisi di attacco di panico aumenti l’aggressività , eventualmente una profonda spossatezza.
Per quanto riguarda l’esplosione della testa mi pare che la Franzoni abbia iniziato a pronunciarla dopo che la Dott. Satragni ha formulato la sua ipotesi, appena visto il bambino, che poteva essersi rotto un aneurisma(mi corregga se sbaglio).
Ora questo concetto di aneurisma mi pare possa risultare abbastanza estraneo ad una persona priva di concetti medici, che per voler semplificare la cosa può aver detto che gli è esplosa la testa.
Le ferite frontali può averle non riferite durante la telefonata al 118 perché il frontale era imbrattato di sangue ed era insorto un vomito a getto che spingeva il sangue che colava sulla bocca in alto e pure nei dintorni ( causato dall’edema cerebrale maligno)
Può averlo interpretato come un vomito ematico e tale condizione può risultare estremamente drammatica agli occhi di un profano; io stesso ho notato che nelle telefonate per urgenze gravi si riferisce solo il sintomo più eclatante tralasciando tutto il resto.
Lei mi ha detto che è stata la Satragni ad attivare il codice rosso, mentre mi risulta (parole di Mastronardi che si era accertato) che è stata la Franzoni stessa ad attivarlo con il primo centralinista ( riferito dal Prof.Mastronardi nell’intervista a Porta a Porta del 31/10/2007)
Per quanto riguarda il sangue in testa, anche se fossero state poche gocce, deve aver avuto la prontezza di lavarlo prima dei due- tre minuti, perché non si trattava di goccioline di sangue in superficie ma di sangue penetrato con forza fra i capelli e quindi più difficile da togliere. Quando sono giunti i CC hanno verificato se aveva delle tracce ematiche fra i capelli ?
E’ ovvio che se fosse innocente(possibilità come dice lei assai remota, ma pure possibile) cercherebbe di individuare le persone che ritiene più probabili a compiere il delitto. Ovviamente dovrebbe additarle e questo si potrebbe interpretare come accusa e calunnia ma è un meccanismo naturale e del tutto fisiologico come lo è l’autodifesa.
E’ ovvio si sia più volte contraddetta ed abbia raccontato delle piccole bugie una volta giunta nel vortice degli interrogatori, vortice che troppo spesso si manifesta come tritacarne
Riguardo alla morte naturale, credo non sia il caso di buttarci sopra troppo fango. Migliaccio aveva presupposto la rottura di un aneurisma del circolo di Willis, quindi seguito da ipertensione endocranica, inondamento dei ventricoli e crisi tonico clonica violentissima. Che Samuele avesse una teca cranica particolarmente sottile è del tutto plausibile perché aveva le gambe rientranti, cioè era rachitico, ciò significava poco calcio nelle ossa e quindi fragilità ossea. Del resto lo stesso Viglino ha confermato una teca cranica particolarmente sottile. Ora in questo contesto sbattendo contro gli spigoli del comodino durante la fase clonica poteva essersi procurato delle gravi ferite e fratture (qualcuno sa con che violenza si manifesta una crisi tonico clonica?), se poi e supportata dalla rottura di un aneurisma la violenza è ancora maggiore.
Volutamente sono andato presso la neurochirurgia di Verona per valutare le teorie di Migliaccio, e quasi tutti i neurochirurghi mi hanno detto che era possibile ma sarebbe stato indispensabile vedere anche le foto ed il contesto dell’ambiente. Questo è stato il grosso errore che abbiamo fatto, non valutare tutti i fattori.
Comunque Migliaccio è ancora convinto della sua tesi:
- rottura di aneurisma del circolo di Willis
- inondamento ematico dei ventricoli (confermato da Viglino)
- violentissima crisi tonico-clonica che ha fatto sbattere la testa di Samuele contro gli spigoli più vicini
- conseguenti ferite diversamente conformate sia per forma che per profondità
- insorgenza di un edema cerebrale maligno
- vomito a getto che ha trascinato il sangue che colava sulla bocca in ogni parte della stanza (faccio presente che il vomito a getto può spingersi fino a 4-6 metri; descritto un caso di nove metri)
- ultima fase delle clonie durante le quali il bambino con il movimento in coordinato delle gambe ha spinto in alto il piumone che gli è ricaduto addosso
- minima attività vitale durante la quale si è ricomposto nel letto
- insorgenza del coma
- fuoriuscita da alcune ferite di materia cerebrale per l’edema cerebrale maligno
Ipotesi possibile purchè suffragata da altri fattori.
La prossima volta parlerò delle incongruenze e delle mancanze presenti nella perizia di Viglino.
Per intanto cordialmente saluto Claudio Sauro
Grazie a Lei e buon lavoro.
Lei è molto corretto nell'esprimersi e le ne sono grato. Ha anche ottime motivazioni difficilmente contestabili.
Resterebbero comunque alcuni punti da approfondire e da discutere.
Oggi purtroppo a causa del doppio ambulatorio che ho dovuto fare, questa mattina a S.Andrea, oggi pomeriggio a Badia Calavena non posso risponderle per mancanza di tempo. Siamo anche in periodo di vaccinazioni antiinfluenzali, si immagini che lavoro!
Per intanto la saluto, grazie Sauro
No, non si deve scusare. Le chiedo solo, per favore, di non attribuirmi cose che non ho detto in quel modo. Basta leggere con calma, senza correre.
Oggi sarò più chiara, perché ieri ho risposto in fretta:
- Il delitto può essere premeditato o non premeditato. Le opinioni degli esperti, a riguardo, sono discordanti. Ho una mia idea in proposito, ma non la esprimo, e lascio che siano gli esperti a pensarci perché è giusto così.
- La Franzoni è borderline? Anche qui, le opinioni sono discordanti, come avrà senz'altro letto anche Lei. Ognuno creda ciò che vuole. Tuttavia, al di là di ogni parere degli esperti, resta un dato di fatto: si possono commettere omicidi anche se si è sani di mente. Ed essere sani di mente non significa necessariamente essere dotati di grande intelligenza, o di capacità razionali notevoli.
La Franzoni ha raccontato più volte, in varie interviste, un'assurdità, e la ripeto: dopo aver trovato Samuele in quel lago di sangue, "ho pensato che avesse pianto così tanto che gli era scoppiata la testa". Quindi, secondo la Franzoni, che più volte ha parlato così, una testa può scoppiare in seguito a un forte pianto (sigh!). A questo punto i casi sono tre: o la Franzoni è culturalmente ìmpreparata a livelli preoccupanti, perché nel duemila nessuna trentenne mediamente scolarizzata direbbe una simile fesseria; o non è intelligente, pur essendo magari sana di mente, e quindi non si vergogna di quello che ha detto; o, più banalmente, si arrampica sugli specchi nel tentativo di una disperata difesa. E mi spiego: siccome chiamando il 118 aveva minimizzato, non riferendo le ferite sul capo di Samuele, allora, per non contraddirsi e per far credere di non essersi accorta dell'atto doloso, ha dovuto continuare, nel tempo, a raccontare di aver creduto a un evento "naturale". Non ha potuto più cambiare versione. Da qui la sciocchezza della testa scoppiata in seguito al pianto.
- Aggiungo ora, a integrazione del mio commento 66: Picozzi ha anche spiegato che non necessariamente l’assassino/a avrebbe dovuto avere i capelli talmente sporchi da doverli lavare. Non c'erano "piastroni" sui capelli della signora. Parlare di "piastroni", volendo far credere che chissà quanto sangue avesse in testa, è una forzatura. E, come ho scritto nel commento 66, un po' di sangue si può rimuovere in fretta senza shampoo.
- Si tenga anche presente il ruolo della dott. Satragni, troppo spesso minimizzato.
- Infine e in sintesi: che sia borderline o no, che abbia premeditato o meno, che fosse lucida o confusa al momento dell'atto, lo lascio decidere agli esperti. Tuttavia, al di là di ogni dotta disquisizione, restano i fatti, crudi nella loro durezza, innegabili, e sono quelli che a me interessano: la probabilità vicina allo zero che un estraneo sia entrato in quella casa e tutti gli indizi contro la signora, comprese le inquietanti intercettazioni ambientali, la scandalosa condotta processuale al limite dell'illegalità, i continui, ripetuti tentativi di calunniare altre persone dotate di alibi di ferro, persone addirittura mai sospettate o indagate. Chi è innocente non compie operazioni di questo tipo, non getta fango indiscriminatamente a destra e a sinistra. Non si getta fango su innocenti neppure per difendere qualcuno che ci sta a cuore. Senza contare che i Franzoni-Lorenzi hanno cambiato i bersagli delle loro calunnie a seconda delle necessità. Hanno oscillato come canne al vento.
-Lei è libero di credere ciò che vuole, ovviamente. Tuttavia, per rispetto nei confronti della povera vittima, sarebbe meglio evitare le teorie della morte naturale, teorie che sono insulti alla scienza medica e al povero bambino, così come è meglio evitare altre fantasie non supportate da dati concreti.
Io sarò stato troppo duro nell'esprimermi, non avrò capito certi di Lei concetti, la mia conoscenza in scienze criminologiche è certo inferiore della Sua, mi scuso per questo e cercherò di valutare sotto diversa luce la vicenda. Comunque mi dia almeno adito al dubbio, anche se erano passati solo sette-otto minuti.
Forse sette-otto minuti che potrebbero far intravvedere per paradosso, per capovolgimento della medaglia un innocenza che travalicha il dato logico-razionale.
Mi scuso ancora Sauro
Dott. Sauro, purtroppo noto che lei ha mistificato del tutto il senso di quanto ho scritto, deformando le mie parole. Schematicamente, perché non ho tempo (e mi scuso per eventuali oscurità):
- lei cita Barale, io le cito Picozzi, secondo il quale la Franzoni ha un disagio psichico. E non è il solo a pensarlo. Inoltre quando ho parlato di "rimediare" ho scritto "forse", sottolineandolo. Non ho mai detto che sicuramente la Franzoni voleva rimediare a quanto fatto. Tale ipotesi può essere valida solo ammettendo una sua mancanza di lucidità. Ma non ho dato importanza a questa mia ipotesi, e se rilegge bene se ne accorge. Cerchi di non sottolineare solo quello che le fa comodo.
- La Franzoni ha oggettivamente "minimizzato" con il 118, perché non ha riferito la presenza di ferite sul capo del figlio. La Satragni ha allertato il codice rosso, e non la Franzoni, come erroneamente ha scritto lei, però neppure la Satragni ha parlato di ferite. Solo gli operatori del 118, dopo essere giunti sul posto, hanno compreso che il fatto non era imputabile a cause naturali.
Si rilegga bene la sequenza dei fatti, magari nell'ordinanza del gip Gandini: Iannizzi, medico del 118, dopo aver visto il bambino invita un collega a chiamare i CC, stupito di sentirsi dire dalla Satragni che si trattava di fatto naturale. Perciò quanto io ho detto non è fuori da ogni logica, ma è un fatto fondamentale che ha aggravato la posizione della Franzoni. Non ha parlato di ferite, dunque ha minimizzato. Mi sembra fuor di logica, piuttosto, il non capire questo semplice concetto, che ha colpito anche gli inquirenti. Ovvio che un colpevole minimizzi. E non ho mai scritto che la Franzoni volesse scappare, questa è una sua arbitraria interpretazione delle mie parole.
- Inoltre la Satragni, con i suoi interventi, ha alterato il corpo del bambino. Se non lo capisce un medico, non so proprio chi debba capirlo.
- i capelli sporchi di sangue: non è vero che all'epoca la Franzoni li avesse lunghi. E basta prendere un po' di acqua con le mani, senza bagnare tutta la testa e senza shampoo, e limitarsi a togliere il sangue dalle parti sporche. Un gesto semplice e immediato. Un fatto simile è capitato anche me, che sono piena di lunghi capelli ricci, molto, molto più folti e difficili da gestire di quelli della Franzoni. Ho rimediato in poco più di un minuto.
- Anche qui siamo al di là di qualsiasi logica. Aveva sfondato il frontale al suo piccolo, era andato sangue in ogni punto della stanza , sulla parete antistante, sulla retrostante, sul soffitto, sulle tende e perfino sull’abasjur che stava dall’altra parte e avrebbe pensato di rimediare.
Le riporto di nuovo quanto ho scritto, in quanto preciso: Perché forse sperava di "rimediare", forse sperava di non averlo ucciso. O, più semplicemente, perché si è trattato di un delitto d'impeto, oltretutto compiuto da una donna che non è un campione di razionalità e di fredda intelligenza speculativa.
Come vede, sul "rimediare" ho scritto "forse", avverbio che ha un significato preciso nella lingua italiana. E in seguito ho detto che, più semplicemente, a mio avviso si tratta di un delitto compiuto da persona
che non è un campione di razionalità e di fredda intelligenza speculativa.
Lei, invece, ha confuso la consapevolezza dell'atto omicida con le capacità razionali e logiche.
Consapevolezza e capacità razionali sono cose diverse.
Inoltre, veda la giusta obiezione di Serena.
Ipotizzare che avrebbe potuto, in piena consapevolezza, prolungare il tempo all’esterno mi pare del tutto logico. Tornare invece subito rimanendo assente solo otto minuti significava inevitabilmente farsi incastrare.
Se si fosse comportata così avrebbe compiuto un gesto fuori da ogni logica comune .Ammettendo pure che sia innocente,come giustificare con il marito il fatto che nonostante avesse lasciato solo in casa il piccolo di 3 anni ,se ne andasse pure a spasso per Cogne senza affrettare invece il rientro ?
Questo può capitare, purtroppo. In un'intervista televisiva assai nota, la signora Franzoni ha pianto molto parlando di Samuele, poi, finita la registrazione, durante il fuori onda ha cambiato subito, senza indugio, espressione del volto, si è asciugata gli occhi, e con un sorriso molto tranquillo ha chiesto serena, come se niente fosse: "Ho pianto troppo?". Tu supporresti che la Franzoni ha una grande capacità di fingere, una personalità bordeline in base a quello che sosteneva Ugo Fornari; te la posso anche dare come buona questa ipotesi. Ma a questo punto cestiniamo la vera perizia psichiatrica che ha fatto Francesco Barale ed i suoi assistenti i quali in molte più sedute hanno escluso la personalità bordeline, come hanno escluso qualsiasi patologia psichiatrica. Barale stesso dirà: “io ed i colleghi l’abbiamo vista piangere, disperarsi, e la sua era una sofferenza vera, profonda. Non era la finzione di una donna lucida e fredda”.Barale, psichiatra di lunga esperienza si può essere anche sbagliato, ma ci possiamo sbagliare anche noi, almeno così penso. In quel momento poteva essere davvero sconvolta, anche perché forse si rendeva conto dell'impossibilità di rimediare al fatto. Ma come, qui siamo al di fuori di ogni logica, perche il Ris stesso ha ipotizzato che subito dopo il Raptus la Franzoni sia tornata in se tanto da aver la lucidità di levarsi gli zoccoli per non sporcare le scale, intuizione degna dei migliori periti. Ma se avesse avuto tanta lucidità non pensi che una volta giunta in cucina li avrebbe passati anche con acqua e sapone.A proposito degli zoccoli si dice abbia mentito perché la Satragni, e la Ferrod glieli hanno visti addosso quella mattina. Ora ti assicuro che se mi chiedi che scarpe portava l’ultimo paziente che ha visto non te lo saprei dire . Ti ricordi tu che scarpe aveva la persona che hai visto mezz’ora prima? O ti sembra di ricordare.? Quarda se non sei un patito delle scarpe ti assicuro che ti sembrerà di ricordare, e magari erano le scarpe che hai focalizzato quindici giorni fa.Poi quella mattina sia la Satragni che la Ferrod l’anno vista sia con gli zoccoli sia con gli stivaletti: scusa ma non pensi possano anche sbagliarsi?Del resto ad entrambe le donne sembrava di ricordare, e la Satragni avrà cambiato di opinione almeno dieci volte. Perché non è del tutto sprovveduta! Ovvio che abbia voluto far tardare l'intervento dei CC. Se avesse parlato di quelle terribili ferite e del macello che c'era nella stanza, il 118 avrebbe subito allertato le forze dell'ordine. Invece, parlando del fatto che il bambino vomitava sangue, ha minimizzato l'evento, e ha guadagnato qualche minuto. Senza contare il provvidenziale intervento della dott. Satragni, che, manipolando in quel modo il bambino, lavandolo e facendogli addirittura un'iniezione di cortisone, ha involontariamente alterato la scena del crimine e il corpo stesso della vittima. Quindi... Anche questa affermazione travalica qualsiasi logica. Ti rendi conto che la Franzoni ha attivato il “codice rosso” ciò l’arrivo rapido dell’elicottero. Ora almeno che una non sia una ritardata mentale non minimizza l’evento attivando il soccorso più rapido e sapendo che appena giunti i soccorsi si sarebbero resi conto dell’accaduto e quindi avrebbero attivato anche le forze dell’ordine. A meno che , come ho detto in precedenza non sia sotto minaccia.Una persona normale anche in stato di panico comprende perfettamente che attivare le forze dell’ordine un quarto d’ora prima od un quarto d’ora dopo sarebbe stato del tutto indifferenteMa santo dio le aveva, secondo il RIS sfondato il cranio con il sangue che era andato d’apperttutto, da cosa avrebbe potuto scappare in quindici –venti minuti; aveva forse l’elicottero pronto all’esterno che la aspettava per fuggire all’estero.A proposito visto come era ridotta la giacca del pigiama, non mi dirai che non si è sporcata i capelli ed a questa osservazione non mi hai risposto ( mi pare di aver già detto che il sangue fra i capelli coagula in fretta e fa dei piastroni; anche se tenti di pulirlo subito con asciugamano, non fai altro che peggiorare le cose perché lo spingi in profondità, lo distribuisci per bene e così fa dei piastroni ancora più evidenti.) Perché forse sperava di "rimediare", forse sperava di non averlo ucciso. O, più semplicemente, perché si è trattato di un delitto d'impeto, oltretutto compiuto da una donna che non è un campione di razionalità e di fredda intelligenza speculativa. Basta leggersi tutte le trascrizioni delle intercettazioni ambientali per capirlo, per capire anche che è una persona molto concentrata su se stessa, e che ha bisogno di aiuto e di sostegno. Persino suo marito la tratta come una bambina, bisognosa di spiegazioni, di rassicurazioni continue e di cure. Probabilmente ha ucciso in un momento di rabbia incontrollata, e, sotto stress e da persona irrazionale com'è, non si è messa certo a pianificare ogni singola mossa, a inscenare il delitto perfetto. Senza contare che il delitto perfetto non esiste.Anche qui siamo al di là di qualsiasi logica. Aveva sfondato il frontale al suo piccolo, era andato sangue in ogni punto della stanza , sulla parete antistante, sulla parete retrostante, sul soffitto, sulle tende e perfino sull’abasjur che stava dall’altra parte e avrebbe pensato di rimediare. Come? Si era lavata sicuramente mani e viso, era ritornata completamente in se tanto da levarsi gli zoccoli per fare le scale, quindi con piena consapevolezza di ciò che faceva.Ipotizzare che avrebbe potuto, in piena consapevolezza, prolungare il tempo all’esterno mi pare del tutto logico. Tornare invece subito rimanendo assente solo otto minuti significava inevitabilmente farsi incastrare.Sai cosa penso, che da quelle scale (della camera che danno in cucina) l’assassino non sia mai salito ma solo sceso e sia uscito di retro.Questa è la mia ipotesi.Sauro Claudio
Questo può capitare, purtroppo. In un'intervista televisiva assai nota, la signora Franzoni ha pianto molto parlando di Samuele, poi, finita la registrazione, durante il fuori onda ha cambiato subito, senza indugio, espressione del volto, si è asciugata gli occhi, e con un sorriso molto tranquillo ha chiesto serena, come se niente fosse: "Ho pianto troppo?". Tu supporresti che la Franzoni ha una grande capacità di fingere, una personalità bordeline in base a quello che sosteneva Ugo Fornari; te la posso anche dare come buona questa ipotesi. Ma a questo punto cestiniamo la vera perizia psichiatrica che ha fatto Francesco Barale ed i suoi assistenti i quali in molte più sedute hanno escluso la personalità bordeline, come hanno escluso qualsiasi patologia psichiatrica. Barale stesso dirà: “io ed i colleghi l’abbiamo vista piangere, disperarsi, e la sua era una sofferenza vera, profonda. Non era la finzione di una donna lucida e fredda”.Barale, psichiatra di lunga esperienza si può essere anche sbagliato, ma ci possiamo sbagliare anche noi, almeno così penso. In quel momento poteva essere davvero sconvolta, anche perché forse si rendeva conto dell'impossibilità di rimediare al fatto. Ma come, qui siamo al di fuori di ogni logica, perche il Ris stesso ha ipotizzato che subito dopo il Raptus la Franzoni sia tornata in se tanto da aver la lucidità di levarsi gli zoccoli per non sporcare le scale, intuizione degna dei migliori periti. Ma se avesse avuto tanta lucidità non pensi che una volta giunta in cucina li avrebbe passati anche con acqua e sapone.A proposito degli zoccoli si dice abbia mentito perché la Satragni, e la Ferrod glieli hanno visti addosso quella mattina. Ora ti assicuro che se mi chiedi che scarpe portava l’ultimo paziente che ha visto non te lo saprei dire . Ti ricordi tu che scarpe aveva la persona che hai visto mezz’ora prima? O ti sembra di ricordare.? Quarda se non sei un patito delle scarpe ti assicuro che ti sembrerà di ricordare, e magari erano le scarpe che hai focalizzato quindici giorni fa.Poi quella mattina sia la Satragni che la Ferrod l’anno vista sia con gli zoccoli sia con gli stivaletti: scusa ma non pensi possano anche sbagliarsi?Del resto ad entrambe le donne sembrava di ricordare, e la Satragni avrà cambiato di opinione almeno dieci volte. Perché non è del tutto sprovveduta! Ovvio che abbia voluto far tardare l'intervento dei CC. Se avesse parlato di quelle terribili ferite e del macello che c'era nella stanza, il 118 avrebbe subito allertato le forze dell'ordine. Invece, parlando del fatto che il bambino vomitava sangue, ha minimizzato l'evento, e ha guadagnato qualche minuto. Senza contare il provvidenziale intervento della dott. Satragni, che, manipolando in quel modo il bambino, lavandolo e facendogli addirittura un'iniezione di cortisone, ha involontariamente alterato la scena del crimine e il corpo stesso della vittima. Quindi... Anche questa affermazione travalica qualsiasi logica. Ti rendi conto che la Franzoni ha attivato il “codice rosso” ciò l’arrivo rapido dell’elicottero. Ora almeno che una non sia una ritardata mentale non minimizza l’evento attivando il soccorso più rapido e sapendo che appena giunti i soccorsi si sarebbero resi conto dell’accaduto e quindi avrebbero attivato anche le forze dell’ordine. A meno che , come ho detto in precedenza non sia sotto minaccia.Una persona normale anche in stato di panico comprende perfettamente che attivare le forze dell’ordine un quarto d’ora prima od un quarto d’ora dopo sarebbe stato del tutto indifferenteMa santo dio le aveva, secondo il RIS sfondato il cranio con il sangue che era andato d’apperttutto, da cosa avrebbe potuto scappare in quindici –venti minuti; aveva forse l’elicottero pronto all’esterno che la aspettava per fuggire all’estero.A proposito visto come era ridotta la giacca del pigiama, non mi dirai che non si è sporcata i capelli ed a questa osservazione non mi hai risposto ( mi pare di aver già detto che il sangue fra i capelli coagula in fretta e fa dei piastroni; anche se tenti di pulirlo subito con asciugamano, non fai altro che peggiorare le cose perché lo spingi in profondità, lo distribuisci per bene e così fa dei piastroni ancora più evidenti.) Perché forse sperava di "rimediare", forse sperava di non averlo ucciso. O, più semplicemente, perché si è trattato di un delitto d'impeto, oltretutto compiuto da una donna che non è un campione di razionalità e di fredda intelligenza speculativa. Basta leggersi tutte le trascrizioni delle intercettazioni ambientali per capirlo, per capire anche che è una persona molto concentrata su se stessa, e che ha bisogno di aiuto e di sostegno. Persino suo marito la tratta come una bambina, bisognosa di spiegazioni, di rassicurazioni continue e di cure. Probabilmente ha ucciso in un momento di rabbia incontrollata, e, sotto stress e da persona irrazionale com'è, non si è messa certo a pianificare ogni singola mossa, a inscenare il delitto perfetto. Senza contare che il delitto perfetto non esiste.Anche qui siamo al di là di qualsiasi logica. Aveva sfondato il frontale al suo piccolo, era andato sangue in ogni punto della stanza , sulla parete antistante, sulla parete retrostante, sul soffitto, sulle tende e perfino sull’abasjur che stava dall’altra parte e avrebbe pensato di rimediare. Come? Si era lavata sicuramente mani e viso, era ritornata completamente in se tanto da levarsi gli zoccoli per fare le scale, quindi con piena consapevolezza di ciò che faceva.Ipotizzare che avrebbe potuto, in piena consapevolezza, prolungare il tempo all’esterno mi pare del tutto logico. Tornare invece subito rimanendo assente solo otto minuti significava inevitabilmente farsi incastrare.Sai cosa penso, che da quelle scale (della camera che danno in cucina) l’assassino non sia mai salito ma solo sceso e sia uscito di retro.Questa è la mia ipotesi.Sauro Claudio
Ciao, DADA, che piacere trovarti, finalmente! :))
In questo caso, a differenza di altri delitti, non mi faccio troppi scrupoli a esprimermi con decisione, a causa dell'arroganza dei Franzoni-Lorenzi e delle calunnie ai danni di terzi di cui si sono resi responsabili. Calunniare altre persone è un brutto atto, comunque ingiustificabile. La condotta processuale, poi, è stata al limite della legalità, ma è inutile ripetersi.
Per quanto riguarda l'altra ipotesi, secono me sarebbe l'unica alternativa alla colpevolezza della Franzoni, atteso che la presenza di un estraneo in quella casa ha una probabilità prossima allo zero. Tuttavia i Ris hanno escluso tale ipotesi. Non sostengo che i Ris siano infallibili, perché sono soltanto uomini, però...le intercettazioni ambientali e le varie dichiarazioni dell'interessata e della sua famiglia, comprese le interviste e la stesura del libro, considerate tutte nell'insieme, mi sembrano condurre in un'unica direzione, nettamente sfavorevole alla Franzoni.
@ Empirista Ciao! ti ritrovo anche su questo versante e sempre con grande piacere,tu sei capace di mettere nero su bianco ogni mio più recondito pensiero ,in maniera impeccabile,alla faccia del tuo Nick,io penso farfuglio qualche frase molto "empirica" sd ecco che magicamente le tue parole "illuminano"!Grazie !Dopo tanto "fraseggiare"fra noi ,credo di poter intuire anche questo tuo pensiero,anche a me è venuto in mente più di una volta,ma non so neanche quanto sia giusto esporlo, visto che nessuno ha mai voluto azzardare tanto e cambierebbe di poco l'enorme dramma abbattutosi su questa disgraziata famiglia!
Ci sarebbe anche un'altra ipotesi, l'unica, a mio parere, che scagionerebbe del tutto la Franzoni, e a cui ho pensato più di una volta. Ma preferisco evitare di esporla, perché mi sembra troppo delicata, e perché è stata del tutto esclusa dagli inquirenti.
Inoltre, a mio avviso, contrasta con alcuni atteggiamenti della donna.
Sauro 58@ Come poteva dopo l’omicidio recarsi tranquillamente al pulmino e dimostrare tranquillità come il solito, come ha riferito l’autista del pulmino.
Questo può capitare, purtroppo. In un'intervista televisiva assai nota, la signora Franzoni ha pianto molto parlando di Samuele, poi, finita la registrazione, durante il fuori onda ha cambiato subito, senza indugio, espressione del volto, si è asciugata gli occhi, e con un sorriso molto tranquillo ha chiesto serena, come se niente fosse: "Ho pianto troppo?".
Come poteva inscenare una telefonata al 118 degna dei migliori attori in teatro drammatico?
In quel momento poteva essere davvero sconvolta, anche perché forse si rendeva conto dell'impossibilità di rimediare al fatto.
Se voleva inscenare un infanticidio perché non ha detto al 118 “ il mio bambino è pieno di ferite, deve essere entrato qualcuno che ha tentato di ucciderlo ecc ecc”?
Perché non è del tutto sprovveduta! Ovvio che abbia voluto far tardare l'intervento dei CC. Se avesse parlato di quelle terribili ferite e del macello che c'era nella stanza, il 118 avrebbe subito allertato le forze dell'ordine. Invece, parlando del fatto che il bambino vomitava sangue, ha minimizzato l'evento, e ha guadagnato qualche minuto. Senza contare il provvidenziale intervento della dott. Satragni, che, manipolando in quel modo il bambino, lavandolo e facendogli addirittura un'iniezione di cortisone, ha involontariamente alterato la scena del crimine e il corpo stesso della vittima. Quindi...
Perché non ha cercato di prolungare il tempo di sua assenza dalla casa di parecchi minuti, con una scusa magari andando nel negozio li vicino a comprare i biscotti per Samuele?
Perché forse sperava di "rimediare", forse sperava di non averlo ucciso. O, più semplicemente, perché si è trattato di un delitto d'impeto, oltretutto compiuto da una donna che non è un campione di razionalità e di fredda intelligenza speculativa. Basta leggersi tutte le trascrizioni delle intercettazioni ambientali per capirlo, per capire anche che è una persona molto concentrata su se stessa, e che ha bisogno di aiuto e di sostegno. Persino suo marito la tratta come una bambina, bisognosa di spiegazioni, di rassicurazioni continue e di cure.
Probabilmente ha ucciso in un momento di rabbia incontrollata, e, sotto stress e da persona irrazionale com'è, non si è messa certo a pianificare ogni singola mossa, a inscenare il delitto perfetto. Senza contare che il delitto perfetto non esiste.
Sig. edith non mi piace quel dottore messo fra virgolette, quasi non fossi neppure un dottore, o un dottore di II°. Mi dirà, certo che uno che tante volte si è contraddetto ed ha formulato un ipotesi tanto assurda come la morte per crisi tonico-clonica, un vero insulto alla scienza medica, non può meritare altro che un dottore fra virgolette. Ora le voglio spiegare perché ha formulato anch’io la morte naturale insieme a Migliaccio e ad Agnese Pozzi. Quando giunsi su Medforum, stanco ormai dei percorsi di accreditamento del progetto AIFA CLINICAL EVIDENCE, nel quale in meno di due anni avevo accumulato 190 punti, incontrai subito le teorie di Migliaccio tanto convincenti che minimizzavano le ferite frontali di Samuele, aderii subito alle sue ipotesi direi in modo un po’ acritico, anche se più volte feci delle obiezioni a Migliaccio dicendogli che in trent’anni io non avevo mai visto un decesso per epilessia; avevo visto tante ferite soprattutto per caduta, alcune ma rare fratture craniche in adulti che erano andati a sbattere contro spigoli. Ma Migliaccio mi disse, come vecchio neurochirurgo che data la sua esperienza era possibile che la morte contro spigoli potesse essere avvenuta anche in un bambino piccolo. Però poi quando ebbi in mano la perizia Viglino, decisamente mi staccai dalle ipotesi di Migliaccio. Gli chiesi “Ma come, qui si parla di sfacelo fratturativo del frontale”, come può essersi prodotto durante una crisi epilettica? Mi rispose che era possibile perche come diceva Viglino stesso l’osso era particolarmente sottile, e poi non esistevano ferite penetranti, altrimenti l’avrebbe scritto, ma solo multiple fessurazioni dalle quali usciva materia cerebrale per l’edema cerebrale maligno. I periti hanno interpretato le ferite come prodotte da arma contundente per il grosso ematoma che si era formato sulla fronte e per l’edema cerebrale che sfigurava il bambino. Per quanto riguarda Viglino è meglio non parlarne , mi disse, per tutte le incongruenze che sono presenti nella sua perizia. Pertanto io continuai cecamente a credere alla morte naturale e scrissi quel lungo brano in cui ipotizzavo la caduta e riportavo la telefonata della Franzoni al 118, fintanto che non ricevetti su mia richiesta da Maria Grazia Torri la foto della camera nella quale si vedeva chiaramente una grossa macchia ematica nel bel mezzo del cuscino e su parte del materasso. Quella foto smentiva completamente la mia ipotesi precedente e dimostrava che il bambino era stato colpito a letto. Inviai via E-Meil la foto anche ad Agnese Pozzi e poi la sentii per telefono, ed anch’ella mise in dubbio che il bambino potesse aver fatto una crisi convulsiva. Poi sentii anche Migliaccio per telefono che rimane convinto della sua ipotesi. Pertanto allo stato attuale delle cose mi scuso con i periti se ho sottovalutato la loro competenza, mi scuso con il RIS se talvolta ho mosso delle critiche. Ammetto di averlo fatto con poco criterio se senza elementi sufficienti che potessero suffragare la mia ipotesi. E’ chiaro che una morte per crisi tonico-clonica potrebbe anche avvenire, ma non nel contesto in cui è stato trovato Samuele. E’ stata una mia stupidaggine formulare un ipotesi del genere, ma credo di non averne fatte altre (perlomeno così madornali) Io non conosco i Franzoni ed i Lorenzi , però alcune cose non mi tornavano: come poteva la Franzoni non essersi sporcata i capelli (capelli lunghi oltretutto ) durante l’atto omicida (si sa che il sangue fra i capelli coagula in fretta e fa dei piastroni)? Come poteva dopo l’omicidio recarsi tranquillamente al pulmino e dimostrare tranquillità come il solito, come ha riferito l’autista del pulmino.? Come poteva inscenare una telefonata al 118 degna dei migliori attori in teatro drammatico? Ho ascoltato per un pomeriggio intero quella telefonata. Come poteva in certi momenti prodursi una tachipnea così elevata? Se voleva inscenare un infanticidio perché non ha detto al 118 “ il mio bambino è pieno di ferite, deve essere entrato qualcuno che ha tentato di ucciderlo ecc ecc”? Perché non ha cercato di prolungare il tempo di sua assenza dalla casa di parecchi minuti, con una scusa magari andando nel negozio li vicino a comprare i biscotti per Samuele? So che il Colonello Garofano mi bollerebbe tutte queste mie perplessità con una frase “Delitti imperfetti.” Comunque in questo “delitto imperfetto” i tasselli che mancano sono tanti, saranno tanti anche i tasselli che tornano, però mi si dia almeno la possibilità di formulare qualche dubbio su come potrebbero essere andate le cose. Dott. Claudio Sauro
Perspicace il "dottore"...
Forse sognando?
Lo chieda ai miei 1500 pazienti.
Dott. Claudio Sauro
Leggendo i commenti del "sognatore" qui sopra.... beh, mi chiedo come costui curi i propri pazienti...
Io non parlo di scenari fantastici a proposito di furti: so bene che esistono ladri molto abili. Ho scritto che non posso inventare fantasie quando non conosco i fatti. Siccome non sono documentata sul caso specifico da lei citato, quello di Badia Calavena, non posso esprimermi né elaborare un eventuale paragone con Cogne.
In genere, i Ris non accusano una persona da soli. Le analisi dei Ris s'inquadrano in un discorso più ampio, sono cioè dei tasselli in più per la ricostruzione del fatto. La colpevolezza, però, non viene valutata solo in base a quanto affermano i Ris, ma attraverso una somma di indizi, in questo caso pesanti, che conducono a individuare il responsabile.
Il fatto poi che, ad esempio, non venga trovata l'arma del delitto o che non si conosca il movente, non invalida certo il peso di indizi molto gravi. Non si può pretendere di trovare l'assassino in flagranza di reato, con l'arma in mano e il sangue che cola. Ovvio che si debba lavorare sugli indizi, cercando di ricostruire in maniera logica quanto può essere avvenuto. In questo caso sono state vagliate molte ipotesi dagli inquirenti, e non è affatto vero che si siano accaniti contro la Franzoni, è vero proprio il contrario. Ci si è persino chiesti se le ferite di Samuele potessero essere state provocate da un animale, ma le perizie hanno categoricamente escluso il fatto.
Sauro@ Conoscevo una persona a cui hanno svaligiato la casa mentre era scesa nel negozio sottostante a prendere il pane; è rimasta via non più di venti minuti.La Franzoni è stata assente da casa solo sette-otto minuti al massimo. Non si tratta di un furto con destrezza, ma di un barbaro massacro. Cerchiamo di essere razionali.
La signora Franzoni, a differenza di altri imputati, ha avuto un trattamento di favore, ha potuto usare a suo piacimento, come una diva, i media, ha potuto insultare procure, forze dell'ordine e Ris liberamente, e insinuare stravaganti dubbi nelle menti del pubblico. Ecco perché c'è gente che inventa piste fantastiche pur di difenderla. E nonostante due sentenze di condanna, vive libera a casa sua, coccolata e riverita. Quindi non mi sembra proprio che sia perseguitata, anzi...
Se poi la si vuole difendere a ogni costo nonostante le evidenze dei fatti, si può inventare qualsiasi cosa. Io però sono refrattaria a maltrattare la mia razionalità. Spero davvero di non dover mai più leggere, come mi è capitato altrove (non qui), che l'assassino è stato un ufo o un'entità invisibile.
Io non invento scenari fantastici dal momento che ho riferito degli episodi che sono realmente accaduti e mi risulta che un pò in tutta Italia avvengono fatti del genere, cioè villette o appartamenti svaligiati dove nessuno ha visto nulla anche se esistono case vicine.
Conoscevo una persona a cui hanno svaligiato la casa mentre era scesa nel negozio sottostante a prendere il pane; è rimasta via non più di venti minuti.
Ora non voglio estendere questi episodi a Cogne e capisco pure che il RIS abbia molti motivi che neppure conosco per incolpare la Franzoni.
Del resto io non ho mai avuto nulla contro il RIS, ho solo chiesto particolari che non mi erano chiari, come ad esempio il pigiama, gli zoccoli, il perchè di una ferita parieto occipitale senza segni di arma contundente ecc ecc
Dot Sauro Claudio
Se la Redazione di questo FORUM non cancella il sogno, ritengo pure lei responsabile dell'eventuale danno alla persona di Ruffier Osvaldo.
Sauro Claudio
Ma per carità, non drammatiziamo su un sogno, mica siamo su un sito di parapsicologia. Non voglio in nessun modo inveire contro l'ex sindaco di Cogne che neppure conosco e che può essere benvoluto dai suoi compaesani. Non pensavo che riferire un sogno suscitasse un tale polverone. Comunque chiedo scusa al Sig.Ruffier Osvaldo e chiedo cortesemente alla Redazione di questo FORUM che cancelli il sogno perche non voglio che rechi danno alla di lui persona.
Sauro Claudio
Sauro 47@
- perizia pigiama: non ho mai scritto di avere certezze a riguardo. Ma le ricordo che gli indizi contro l'imputata non sono certo limitati al pigiama. La colpevolezza è data da una somma di numerosi indizi, che non ripeto, visto che tutti li conosciamo ed è inutile scrivere all'infinito sempre le stesse cose.
- sui ladri a Badia Calavena: siccome non ho letto nulla a proposito di tali ladri, non posso esprimermi. Io sono una persona seria, e non invento scenari fantastici quando non conosco i fatti. Dovrei conoscere bene tutti i particolari del caso per rispondere, ma devono essere particolari veri, riportati dalla cronaca, e non elucubrazioni derivanti da sogni.
E ora devo andare.
Sauro 49@ Mi pare che Lavorino stesso sia stato offeso, e non poco e lei in questo caso non è intervenuta.
Esiste una bella differenza fra criticare Lavorino e calunniare Osvaldo Ruffier. Lavorino è un criminologo che scrive libri (in vendita al pubblico) e si espone in pubblico con le sue teorie. Pertanto è ovvio e normale che possa essere criticato, è ovvio e normale che la sua opera e le sue teorie possano essere smontate. Le sembra una novità? Se un cantante lirico stona, io posso criticarlo. Se Lavorino, a mio avviso, commette degli errori, che oltretutto espone pubblicamente, posso criticarlo, anche perché lo faccio con argomenti razionali, non con sogni o ricorrendo al paranormale.
Inoltre lei finge di dimenticare quello che io ho scritto e che tutta l'Italia sa, ossia che Lavorino è stato denunciato per molestie contro la Ferrod. Questo è un dato di fatto acclarato del quale esistono prove concrete; non è un mio sogno notturno o una visione paranormale. Ha capito l'enorme differenza o no?
Ben diverso, invece, il caso di Ruffier, il quale non è un criminologo-scrittore che, con la sua opera, si espone in pubblico e che si permette di molestare una donna. Ruffier è semplicemente un signore che nulla c'entra con l'omicidio di Cogne: mai indagato, mai indiziato. Non esistono dati contro di lui. E io non mi permetterei mai di chiamare in causa con nomi e cognomi persone che non sono state indiziate.
il riferimento a Cesare Lombroso non deve in alcun modo offendere l'ex sindaco di Cogne, dal momento che le teorie del Lombroso sono ampiamente superate.
Invece è proprio vero il contrario. Nel commento 34 lei si è espresso in maniera perentoria contro Ruffier: basta saper leggere per capirlo, inutile che lei tenti di minimizzare la calunnia contro l'ex sindaco. E soltanto ora, dopo i nostri appunti razionali, ha dichiarato che le teorie di Lombroso sono superate. Ma nel commento 34 si è ben guardato dal ricordare ai lettori che le teorie di Lombroso sono superate. Ha persino insistito molto su presunte ridicole gelosie di Ruffier ai danni di Lorenzi. Si rilegga bene il commento, in cui lei ha indubbiamente cercato di gettare sospetti su Ruffier.
In sintesi: io ho criticato legittimamente il lavoro pubblico (non segreto) di un professionista, che, in quanto tale, è ovviamente soggetto a critiche e a lodi; lei, invece, ha voluto intenzionalmente gettare sospetti su Ruffier, cioè su un uomo estraneo all'omicidio, e oltretutto non l'ha fatto attraverso argomentazioni razionali, indizi o prove, ma per mezzo di un sogno, cioè di una fantasticheria. Un atto moralmente riprovevole perché contro un innocente.
No guardi Serena è stato veramente un sogno;il riferimento a Cesare Lombroso non deve in alcun modo offendere l'ex sindaco di Cogne, dal momento che le teorie del Lombroso sono ampiamente superate.
A parte questo particolare non mi pare di essere stato indiscreto nelle mie affermazioni e richieste, ho riferito alcuni brani del Dott. Lavorino perchè mi avevano particolarmente colpito.
Mi pare che Lavorino stesso sia stato offeso, e non poco e lei in questo caso non è intervenuta.
Comunque nei prossimi interventi cercherò di essere ancora più discreto. Grazie per il consiglio.
Sauro Claudio
Egregio dottor Sauro,mi scusi ma da un professionista trentennale quale lei dichiara di essere mi sarei si aspettata un commento che esprimesse il dubbio, elaborato però con la dovuta cautela ,sensibiltà e rispetto umano....niente di tutto ciò trapela dai suoi scritti e con il racconto del sogno ha davvero toccato il fondo!Io non credo affatto che si sia trattato di un episodio onirico, credo invece che scaturisca dall'accanimento nel voler trovare ad ogni costo una "verità" alternativa giocando con la vita e con l'onore di qelle tre o quattro persone che loro malgrado sono legate alla triste vicenda di Cogne e di cui lei è venuto a conoscenza solo attraverso i giornali o la televisione.Si rende conto del danno morale che la sua fantasiosa ideazione potrebbe aver provocato?Cancelliamo in fretta quelle insulse e puerili illazioni...e lasciamo fare ai tecnici della scientifica il loro lavoro su pigiami,zoccoli,macchie di sangue e quantaltro.
La saluto.
Semplice sogno notturno. Relativamente alle fisionomie si studi Cesare Lombroso. Ma lei che ostenta tante certezze non mi ha ancora spiegato come mai il pigiama era interessato da gocce ematiche anche di retro, come non mi potrà spiegare come certi ladri anche in pieno giorno si siano introdotti in tempi relativamente recenti presso abitazioni prossime a Badia Calavena, nel bel mezzo di numerose altre abitazioni per svaligiare certe villette senza essere visti da alcuno.
Certo ci sono molte cose a cui le certezze assolute non andrebbero mai applicate.
Sauro
Prego.
Ma le chiedo ancora spiegazioni circa il "sogno".
Sauro commento 34@ " Ha fatto un sogno nel quale il sindaco di Cogne Ruffier Osvaldo, fisionomia che Cesare Lombroso non avrebbe esitato classificare da assassino, non riusciva a dormire bene da parecchio tempo, cioè da uando Stefano Lorenzi era entrato nel Consiglio Comunale come
assessore".
Chi è l'autore di questo sogno? La Franzoni?
Grazie per la risposta
Sauro
Dott. Sauro @ "Siamo proprio sicuri che i Franzoni-Lorenzi non avessero nessun nemico o qualcuno che li volesse far sloggiare da Cogne (faccio presente che il Lorenzi era assessore in Comune con idee molto avanzate che forse a qualcuno non piacevano)".
Estremamente improbabile, se non impossibile, che l'assessore di un piccolo comune di montagna possa diventare il bersaglio di una vendetta di simili proporzioni. Qui non stiamo parlando di un semplice dispetto, sempre possibile, ma di un omicidio efferato.
Un uomo come Stefano non era certo un capo di Stato da cui dipendono le sorti di un'intera nazione. Cerchiamo di essere seri e di non attribuirgli una posizione sociale che certamente non aveva e non ha. Ricordo che fu lui stesso a fare l'ipotesi di una vendetta dovuta al suo impegno politico, ipotesi che, da parte sua, implica molta ingenuità mista a parecchia presunzione: mi ripeto, stiamo parlando di un piccolissimo, modesto e sconosciuto consigliere comunale di un paesino di montagna.
Per quanto riguarda il povero Osvaldo Ruffier, Fuffy e altri, le ho risposto nel mio commento 39, quindi non mi ripeto.
Andiamo con ordine. In primo luogo, lei non ha risposto a una mia domanda riguardante il suo commento 34, in cui ha scritto: " Ha fatto un sogno nel quale il sindaco di Cogne Ruffier Osvaldo, fisionomia che Cesare Lombroso non avrebbe esitato classificare da assassino, non riusciva a dormire bene da parecchio tempo, cioè da uando Stefano Lorenzi era entrato nel Consiglio Comunale come
assessore".
Siccome mi sembra abbastanza inquietante sentir parlare di sogni e di Lombroso da un medico, mi piacerebbe ottenere una risposta: chi è che ha partorito questo sogno, cioè questa fantasticheria? La Franzoni? Lavorino? Taormina? Perché dal suo commento 34 non si capisce. Sul tenore delle calunnie contro Ruffier mi sono già espressa nei commenti precedenti. Non si accusano le persone per mezzo di "sogni", e speriamo davvero di non appellarci al paranormale. Per fortuna i RIS e i CC non ricorrono ai sogni per risolvere i delitti.
Andiamo avanti.
Lei chiede: Mi dica piuttosto se è proprio sicuro che nessuno potrebbe entrare ed uscire da quella casa alle 8,20 del trenta Gennaio, in quella vallata quando c'è ancora un pò buio?
A dire il vero, ho già risposto con ampiezza di argomentazioni nei miei commenti precedenti, spiegando l'impossibilità di tale ipotesi. Inoltre lei stesso si è risposto da solo nel commento 22, quando ha addirittura affermato: come avrebbe potuto l’ipotetico assassino sapere che proprio quella mattina Samuele rimaneva a casa, visto che tutte le mattine si recava a scuola con il fratellino?
Nonostante ciò, le rispondo ugualmente prendendo in esame le tre comiche ipotesi inventate dai Franzoni-Lorenzi: assassino-violentatore, assassino-sfregiatore, assassino-voyeur. Premesso che alle 8,20 del mattino a Cogne non è affatto un po' buio, ritengo assurda l'idea dell'assassino entrato dall'esterno, che nessuno ha mai visto e di cui non esistono tracce, assassino appostato al freddo e al gelo, nascosto non si sa dove, visto che d'inverno la zona non è ricoperta da fiorente vegetazione, ma è brulla e scabra; assassino veggente (sì, perché doveva sapere, per magici poteri mentali, che quel giorno, guarda caso, Annamaria avrebbe lasciato la porta di casa aperta), giunto appositamente per fare uno "sfregio" alla signora, o, come ipotizzato dalla fervida immaginazione di papà Franzoni-Scherlock Holmes, per violentarla. Infatti, di norma un violentatore cosa fa in simili occasioni? Non violenta certo l'oggetto del suo desiderio, no! Appostato al freddo e al gelo, attende che la vittima se ne vada e, per sfogare i suoi istinti e i suoi ormoni, accoppa il di lei figlio e poi fugge, proprio prima che lei torni. Un violentatore anomalo, direi. Deve trattarsi della nuova frontiera della psicologia criminale, scoperta dal genio della famiglia Franzoni. Spero che l'ironia sia chiara.
La teoria dello sfregio, poi, è pittoresca, e ci si chiede con quale coraggio si possa inventare e propinare al pubblico una sciocchezza di tali proporzioni, un autentico insulto all'intelligenza dei più. L'assassino-sfregiatore, sempre appostato al freddo e al gelo, forse travestito da lichene per non dare nell'occhio, brandisce in mano un sabot valdostano o un altro oggetto (non importa quale, non servono indizi, l'importante è inventare 'sta panzana) e penetra nella camera dei Lorenzi per fare il suddetto sfregio. Resta da capire che genere di sfregio si voglia commettere con un sabot o uno zoccolo o un'arma impropria. Col sabot, al massimo, si può portare cattivo odore nella stanza. Ma va beh, tanto c'è chi beve anche questo.
Giunto nella stanza e visto il bambino, l'autore del fantomatico sfregio cosa fa? Non scappa, non batte in ritirata, ma si accanisce con inaudita ferocia sulla testa dell'innocente, compie un massacro. Naturalmente dopo la mattanza esce indisturbato, sporco di sangue, con l'arma impropria in mano, e corre su e giù per i monti a grande velocità, senza che anima viva lo scorga, senza lasciare tracce, a parte quelle tarocche del garage, costate persino una denuncia per frode.
In sette-otto minuti si è verificato tutto questo (o sfregiatore o violentatore) e nessuno ne ha avuto il minimo sentore. Niente indizi, niente tracce, niente di niente. Ogni commento è superfluo.
Altra ipotesi pittoresca sul "vero" omicida, ipotesi inventata dalla stessa imputata: oltre al violentatore e allo sfregiatore-di-non-si-sa-cosa, ci sarebbe la pista del voyeur, cioè del guardone. Si tratta di un guardone assai strano, una nuova tipologia da studiare. Dunque, siccome il guardone voleva appunto "guardare", magari qualcosa di scabroso, qualcosa che avesse attinenza con la sfera sessuale (in genere capita questo), cosa fa per soddisfare le sue voglie? Spia forse Annamaria mentre si toglie gli zoccoli e il pigiamone sexy? La spia forse, di notte, guardando attraverso la finestra, appollaiato su un trespolo, per coglierla in flagranza d'intimità con il marito? La spia mentre si fa la doccia? No. Questo è un guardone particolare: invisibilmente appostato in un paesaggio privo di vegetazione, il guardone aspetta che lei esca, proprio come il violentatore, poi si precipita in camera da letto. Per guardare cosa, se lei non c'è? Forse per annusare il suo pigiama o il profumo delle lenzuola calde? Non si sa. Però, visto Samuele, il guardone sicuramente gli spacca la testa con ferocia (con quale arma, essendo un guardone? Se l'era portata con sé?) e dopo fugge, sempre senza essere notato da anima viva, e sempre correndo per monti e per valli.
Al colmo della disperazione, i Franzoni inventarono che il misterioso e vendicativo omicida poteva essersi nascosto dentro alla loro casa addirittura fin dalla serata precedente. Ci domandiamo allora: da dov'era entrato? E dove si sarebbe appostato per tante ore senza essere visto da nessuno? Ha trascorso la notte in soffitta o in garage? O magari sotto al divano del salotto? Ha resistito così, per tante ore, senza essere scoperto da nessuno? La casa di Cogne è forse una villa con cento stanze?
E poi, dopo aver colpito il bambino, è fuggito via baldanzoso correndo per monti e per valli e senza essere visto da anima viva?
Non è il caso d'insistere, a mio avviso perché si rischia di cadere nel ridicolo.
Eviterei, poi, la leggenda metropolitana della UNO-bianca. Una cosa del genere, se vera, sarebbe stata attentamente vagliata dagli inquirenti.
Successivamente su Internet ho trovato un sito che mi dava Stefano Lorenzi non come supertestimone ma come infiltrato della "uno bianca". comunque sta al RIS verificare questa ipotesi.
Che io abbia cambiato di opinione è vero, ma questo l'anno fatto in molti e non per disonorare la scienza o per rendersi ridicoli , basti pensare all'illustre Viglino, che iniziamente fissa l'ora delle percosse alle 8,16, successivamente sposterà l'ora delle percosse alle 7,30.
Relativamente alla morte per cause naturali io mi sono reso conto dell'impossibilità solo quando ho visto la disposizione del comodino troppo distante dal letto, altrimenti avrei potuto tranquillamente sostenerla: non so se lei ha mai visto una crisi tonico clonica e la violenza con cui si sbatte la testa.
Mi dica piuttosto se è proprio sicuro che nessuno potrebbe entrare ed uscire da quella casa alle 8,20 del trenta Gennaio, in quella vallata quando c'è ancora un pò buio?
Sauro
Non capisco una cosa: lei, dott. Sauro, cambia versione a seconda della necessità. Prima ha dichiarato valida la pittoresca teoria della morte naturale; in seguito, si è appellato all'omicidio, rispolverando le fantasiose invenzioni di Lavorino (guarda caso, consulente dei Lorenzi); infine nel commento 38 ci ripropone persino la tesi della banda della Uno-bianca, pur di scagionare l'assassina:
Ecco le sue parole: Stefano lorenzi era capitato in quella vallata perché era un infiltrato della “uno bianca”, cosa più complessa di quanto pare.
Le riporto allora il suo commento numero 22, in cui risponde a Zorzi: "Poi lei invoca la vendetta, essendo stato Stefano Lorenzi supertestimone della uno bianca; io ho fatto un approfondita ricerca su Internet ma in tal senso non ho trovato nulla.
Poi mi dica, come avrebbe potuto l’ipotetico assassino sapere che proprio quella mattina Samuele rimaneva a casa, visto che tutte le mattine si recava a scuola con il fratellino?
Cosa aggiungere?
Vorrei comunque far presente che le mie restano pure ipotesi che non vogliono assolutamente sostituirsi alle considerazioni ed alle ricerche del RIS; vorrei inoltre anche far presente che sono pronto ad interrompere qualsiasi mio intervento relativo al caso di Cogne; se possibile chiederei alla Redazione di cancellare il mio ultimo intervento.
Distinti saluti Sauro
Sauro Claudio 34@ Ha fatto un sogno nel quale il sindaco di Cogne Ruffier Osvaldo...
Chi è che ha fatto un sogno? Dal suo intervento non si capisce: lo ha fatto la Franzoni? Lo ha fatto Lei? Lo ha fatto Lavorino? Senza contare che è altamente inquietante sentire un medico che parla di sogni citando anche Lombroso. E' molto grave affermare " il sindaco di Cogne Ruffier Osvaldo, fisionomia che Cesare Lombroso non avrebbe esitato classificare da assassino, non riusciva a dormire bene da parecchio tempo, cioè da quando Stefano Lorenzi era entrato nel Consiglio Comunale come assessore.
In primo luogo, l'appello a Lombroso e ai sogni non ha alcuno spessore scientifico, ma è pura fantasticheria. E da un medico non ci si aspetterebbe mai un'argomentazione come questa.
Brillante e bello Stefano Lorenzi? Bella Annamaria? Mmh...Solo l'educazione m'impedisce di commentare affermando ciò che penso. Mi limito a rassicurare: credetemi, nessuna persona sana di mente può invidiare gente simile, nemmeno per un nanosecondo. E qui mi fermo, anche se, vista la loro arroganza, non meriterebbero questo riguardo.
Alcuni dati:
- Il sindaco Ruffier ha semplicemente affermato di non poter credere all'esistenza di un assassino a Cogne. Tuttavia, contemporaneamente, ha anche affermato, nei primi giorni dopo il delitto, di non credere alla colpevolezza di Annamaria. La dichiarazione di Ruffier non è stata affatto inopportuna, in quanto il sindaco ha risposto alle pressanti domande dei giornalisti che gli chiedevano un parere. Ha detto ciò che sentiva, e, le dirò, è stato anche molto ingenuo a difendere i Franzoni in quel modo.
- Carmelo Lavorino è stato denunciato dalla signora Ferrod per averla provocata con gesti osceni. L'ha provocata sperando in una sua reazione violenta, in modo da poterla fotografare e da farla passare per pazza. Un uomo disposto a comportarsi in questo modo non è un criminologo serio. Nessun professionista serio, degno di questo nome, scenderebbe tanto in basso. Si è completamente squalificato da solo.
Inoltre le sue ricostruzioni di casi criminali sono troppo elaborate e macchinose, al limite della fantasia, pertanto prive di valore scientifico. In realtà, entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem, un principio investigativo fondamentale. Lavorino, però, a volte sembra ignorarlo.
- Non è il caso di chiamare in causa tal Fuffy solo perché ogni mattina, fra le 8,15 e le 8, 20 passa sopra la casa dei Lorenzi. In cinque minuti è entrato in quella casa? E come faceva a sapere che proprio quel giorno Annamaria aveva lasciato la porta aperta? Fuffy è veggente, aveva previsto la porta aperta? E, ponendo che abbia doti da veggente, una volta entrato in quella casa, con quale arma avrebbe colpito? Con il suo scarpone? Ha colpito Sammy, si è schizzato con il sangue, poi è corso subito fuori, magari rimettendosi lo scarpone inzaccherato, e ha raggiunto il bar, correndo allegro e baldanzoso? Dove sono le tracce del suo passaggio nella casa? E mentre usciva trafelato da là nessuno l'ha notato? Nemmeno la martire Annamaria che stava affrettandosi a tornare indietro? Non c'era lussureggiante vegetazione a Cogne, in pieno inverno, e quindi il poveretto non avrebbe potuto celarsi dietro le fronde.
- Altra assurda ipotesi, più che ipotesi calunnia: Robioglio, l'inquilino dei Ferrod. Per quale motivo avrebbe dovuto entrare in casa dei Lorenzi? Li odiava? E perché? Secondo Lavorino, per la fascia oraria 8,16-8,24 non ha alibi. Ora, qui verrebbe davvero da ridere forte, se non si trattasse di un infanticidio. Anche Robioglio è un veggente, ossia aveva previsto che la signora Franzoni non avrebbe chiuso la porta? Dunque: in cinque minuti, e senza essere scorto da anima viva, avendo magicamente previsto che Annamaria avrebbe lasciato la porta aperta, sarebbe uscito dalla casa dei Ferrod e sarebbe entrato rapidamente nella villetta della vittima; una volta giunto in loco, si è forse tolto lo scarpone? No, forse ha preferito montare sul cranio di Sammy, fare quel che ha fatto, e poi, tutto insanguinato, ma ovviamente senza lasciare impronte del suo passaggio, sarebbe tornato a casa, correndo senza essere visto nemmeno sulla via del ritorno...perché continuare a smontare una tesi facilmente smontabile?
In sintesi: non c'era modo che qualcuno potesse entrare in quella casa senza essere visto. E le gravi illazioni su Ruffier sono al limite della diffamazione, passibili di denuncia, perché non fondate su elementi concreti.
Mi scusi INNOMINABILE, ma anche la madre secondo la teoria del PM avrebbe dovuto muoversi con le caratteristiche di Superman; dati gli schizzi di sangue prodotti dall’arma contundente si sarebbe sicuramente sporcata anche i capelli ed è noto che il sangue fra i capelli coagula in fretta.
Con i piastroni di sangue fra i capelli si sarebbe cambiata e si sarebbe recata in completa tranquillità al pulmino per poi ritornare rapidamente a casa dove avrebbe inscenato una telefonata al 118 degna dei migliori attori ma dimenticandosi però le ferite che erano la cosa più evidente.
Infatti al 118 non mi risulta dica che le è scoppiata la testa, ma che sta molto male, vomita sangue, è tutto insanguinato.
La frase “le è scoppiata la testa” mi pare la pronunci poi quando arriva la Dott.Satragni (ho la registrazione della telefonata al 118.)
Ma perché tace le ferite:” episodio di rimozione diranno gli psicologi”; mi pare che la Franzoni sia abbastanza intelligente da capire che comunque appena fossero arrivati i soccorsi avrebbero capito che si trattava di percosse e quindi avrebbero allertato subito anche le forze dell’ordine.
Allora perché tace le ferite: forse perché qualcuno la obbliga a tacere le ferite affinchè le forze dell’ordine non si allertino subito le e quindi aver modo di scappare.
Forse questo la Franzoni non l’ha mai detto perché gli era stato minacciato anche l’altro figlio; forse non l’ha mai detto perché non conosceva chi fosse la persona che la minacciava e che intrallazzi avesse.
Stefano lorenzi era capitato in quella vallata perché era un infiltrato della “uno bianca”, cosa più complessa di quanto pare.
Forse una vendetta !!!!!! (sono pronto comunque a ricredermi se l’INNOMINATO mi dirà il contrario)
Per quanto riguarda i cervelli bacati che ci sono in giro dopo la chiusura dei manicomi, io non sottovaluterei che un terzo possa essersi introdotto in casa (forse con delle chiavi pas-par tu), uscendo poi di retro (mi risulta che vicino al basculante di retro ci sia una macchia ematica, particolare che mi ha rivelato Antonello Assalvai nelle nostre discussioni su Medforum.)
Lei non sa quanti TSO sono costretto a fare, e a quanti devo somministrare il Moditen Depot oppure l’Haldol Decanoas.
Non penso che Cogne sia diverso da Badia Calavena
Io non avrei puntato il dito subito ed esclusivamente verso la madre, ma avrei cercato di allargare un po’ le indagini.
Mi corregga se sbaglio Sauro
Dottor SAURO,
- Perché lo stesso RIS non ha tenuto conto dell’impronta ematica di un grosso scarpone sul piumone
I RIS hanno considerato la macchia ematica ma hanno escluso si trattasse di impronta attribuibile alla suola di uno scarpone.
L'arma non è mai stata trovata quindi oggetti più disparati potrebbero essere stati in grado di provocare schiacciamento del frontale ,quindi giustificare la frattura parieto occipitale e l'edema cerebrale maligno.
- Siamo proprio sicuri che i Franzoni-Lorenzi non avessero nessun nemico o qualcuno che li volesse far sloggiare da Cogne (faccio presente che il Lorenzi era assessore in Comune con idee molto avanzate che forse a qualcuno non piacevano)
Mi perdoni,Dottore,ma il movente che lei ipotizza mi sembra veramente sproporzionato di fronte a tanto scempio.Lei pensa veramente che il Signor Lorenzi possa aver attirato su di se un odio tale da scaturire addirittura un infanticidio ,cosi efferato e violento,collocato in una situazione in cui l'omicida avrebbe dovuto muoversi con le cratteristiche di un Superman?
Samuele stranamente solo in casa, il portone stranamente lasciato aperto,cinque minuti per aspettare di entrare non visto,entrare in casa,scendere le scale, cercare il bambino,compiere l'atto omicida sferrando colpi ripetuti con accanimento,tornare all'uscita e allontanarsi in perfetta tranquillità....se propro vogliamo trovare un'alternativa alla madre per pacificare le nostre italiche coscienze, continuiamo pure a fantasticare ,ma secondo me sarebbe più giusto a questo punto ,pensare invece al dramma calato su questa sfortunata famiglia augurandoci che possa se pur in parte recuperare una vita degna di questo nome.
Avete voluto che scoprissi le carte e le ho scoperte.
Come vedete sono aperto a qualsiasi ipotesi.
Avrei qualcos'altro da dire, e si riferisce a quella famosa telefonata al 118; preferisco soprassedere dal momento che nessuno ha capito niente.
Sauro
Avete voluto che scoprissi le carte e le ho scoperte.
Come vedete sono aperto a qualsiasi ipotesi.
Avrei qualcos'altro da dire, e si riferisce a quella famosa telefonata al 118; preferisco soprassedere dal momento che nessuno ha capito niente.
Sauro
E' l'autore, in qualità di Sindaco di Cogne, della famosa
dichiarazione diretta alla famiglia che allontanando i sospetti degli
inquirenti alitava dubbi su persone di Cogne...
Qui aprirei uno spaccato, a me sembra normalissimo che se a Cogne
succede ciò che è successo, cioè un bimbicidio, sia logico pensare
ANCHE a qualcuno degli insospettabili Cogneins che a circa 3-4 minuti
di macchina risiedono a valle, è assolutamente coerente con l'accaduto
anche se a compiere l'ipotetico misfatto sia stata ipoteticamente ed
effettivamente Annamaria Franzoni...
Quindi io ritengo la dichiarazione dei coniugi Lorenzi assolutamente
MATURA, LOGICA, LEGITTIMA e COERENTE oltrechè verosimile..
Il fatto che il Ruffier si premuri, con improvviso panico, di
diffondere la sua dichiarazione a tutti i mass media che stavano
circondando sempre più la zona è, NON POCO, sconvolgente, io mi
ricordo quella dichiarazione, egli negava con CERTEZZA ASSOLUTA che
qualche Cogneins potesse essere rimasto implicato nella vicenda,
scusate ma qua io non ci sono più...
è chiaro, ANCOR PIU' ORA, l'inopportunità della dichiarazione fatta
all'epoca dal Sindaco di Cogne...
a me sembra che POSSA rappresentare un messaggio diffuso in tutti i
media ma DIRETTO alla famiglia e ancor più alla Sig.ra Franzoni,
questo perchè ho notato che lo stesso sdegno che io percepivo in
seguito alle parole del Sindaco non è stato pubblicamente manifestato
dalla Sig.ra Franzoni stessa, se ben ricordo solo Stefano Lorenzi
commentò la dichiarazione...
L'ipotetico messaggio, diretto ad Annamaria, potrebbe essere
stato..."Io e te sappiamo, non diffondere sospetti su alcuno perchè
altrimenti parlo..."
Chiaro che io IPOTIZZO, ma è anche leggibile che si parla di
percezioni più che giustificate dai fatti, non solo ma subito dopo lo
stesso Stefano Lorenzi partecipa ad una riunione comunale in qualità
di Assessore in carica, sarebbe interessante avere il verbale di
quella seduta, magari cela l'esplicita e orgogliosa risposta dei
Lorenzi ai sottili ma più che pubblici messaggi inopportuni, secondo
me, di Ruffier...
Inoltre, la do con beneficio d'inventario, qualcuno aveva ipotizzato o
ventilato che fra i due, Ruffier Osvaldo e l'allora Sig.ina Annamaria
Franzoni vi fosse stata, in passato e prima del matrimonio, una storia
sentimentale, io non ci credo molto a questa insinuazione ma la
riporto per completezza.
Perchè non si è approfondito il personaggio e l'eventualità...???
IPOTESI possibile...
Tratto da "Cogne delitto infernale" scritto dal Dr. carmelo Lavorino
"...Guichardaz Gino, detto Fuffy, cinquantenne tipo taciturno, magro,
scattante, pensieroso, solitario. Fuma tre pacchetti di sigarette al
giorno, abita a Gimillan, sopra Montroz. Ogni giorno percorre per
diverse volte la strada che da Gimillan porta a Cogne. Ogni mattina,
fra le 08,15 e le 08,20 si trova sulla strada immediatamente sopra la
villa dei Lorenzi, USA ANCHE SERVIRSI DEI SENTIERI. Gino è il fratello
di Guichardaz Silvano, soggetto condannato per molestie verso i
bambini e che fu sospettato e controllato, ma quel giorno era in una
comunità a moltissimi chilometri di distanza.
Fuffy esce di casa alle 07,15 da Gimillan. Compra le sigarette alle
08,10 circa al negozio di Carlo Perratone e si avvia a piedi, come
ogni giorno, verso Cogne. Arriva in paese verso le 08,30 e si ferma al
Bar Liconi in Via Burgeois dove prende un caffè. Verso le 08,30 è
visto da Guichardaz Ottino che si sta recando su a Montroz. La barista
Schiavina Marisa e la proprietaria del bar Liconi, Panello Maura, che
lo danno per certo presete alle 08,30 al bar, dichiarano: "...erano le
08,30, Fuffy era al bar, lo ricordo perchè qualche minuto dopo, alle
08,40 si è sentito l rumore dell'elicottero...". In realtà
l'elicottero è arrivato alle 08,50...."
Annamaria rientra in casa alle 08,24, telefona al 118 alle ore
08,28,17....
La fisionomia di Fuffy è particolare...
Anche fosse arrivato alle 08,30 al bar, ma è arrivato, dopo, alle
08,40 circa visto che appena arriva si sente l'elicottero arrivare che
è stimato sia arrivato alle 08,50....Perchè non si è approfondito il
personaggio e l'evetualità...???
IPOTESI Possibile...
D’accordo, l’ipotesi della morte per crisi comiziale si può smontare, ed io stesso nelle mie precedenti interviste su Medforum ho formulato numerose altre ipotesi compatibili con l’infanticidio.
Samuele è stato trovato disteso nel letto in posizione supina, composto e completamente coperto da piumone.
Impossibile che abbia sbattuto nel comodino provocandosi le ferite, dal momento che avrebbe lasciato striscie di sangue sul cuscino, mentre il sangue formava una grossa chiazza proprio nel centro del cuscino e in parte sul materasso.
Io sono aperto anche ad altre ipotesi purchè siano compatibili con le lesioni craniali descritte da Viglino.
- Perché una diversa conformazione delle ferite in sede frontale ed una frattura a mappamondo in sede parieto-occipitale che non riporta a nessuna arma contundente
- Perché l’insorgenza di edema cerebrale maligno in così breve tempo (anche se c’è stata una frattura in sede frontale i neurochirurghi ed i testi fanno insorgere l’edema in modo molto più tardivo)
- Quale arma avrebbe potuto produrre tanti schizzi di sangue sul soffitto oltre che sulla parete antistante e retrostante; si tenga presente che il sangue colava in sottile strato lungo il capo e non possiamo appellarci all’effetto bacinella.
- Relativamente al pigiama, se non vuol credere al perito Dott. Binkmann mi spieghi perché era sporco anche di retro.
- Perché lo stesso RIS non ha tenuto conto dell’impronta ematica di un grosso scarpone sul piumone
- Non potrebbe essere stato proprio questo grosso scarpone che ha causato (indossato da qualcuno)lo schiacciamento del frontale di due cm con multiple fessurazioni del cranio e nello stesso temo molte ferite minori; un grosso schiacciamento frontale potrebbe anche giustificare la frattura perieto occipitale anche se il bambino si trovava a letto ( infatti la pressione violenta determina una rapida escursione del cranio anche se c’è materasso tanto che ad un certo punto diventa superficie dura), inoltre potrebbe giustificare l’edema cerebrale maligno da schiacciamento.
- Siamo proprio sicuri che i Franzoni-Lorenzi non avessero nessun nemico o qualcuno che li volesse far sloggiare da Cogne (faccio presente che il Lorenzi era assessore in Comune con idee molto avanzate che forse a qualcuno non piacevano)
E qui mi fermo Dott: Claudio Sauro
Dott. Sauro, ho letto da cima a fondo il sito dei signori Franzoni-Lorenzi già da molto tempo, comprese tutte le perizie. Sito “di parte”, ovviamente, e non il Verbo assoluto.
E mi ripeto:
- Come mai, invece di scrivere libri, pubblicarli e pubblicizzarli attraverso forum vari, invitando addirittura alla loro lettura (cioè ad "acquistarli"=spendere denaro), Migliaccio e la Pozzi non si sono recati dal magistrato a esporre le proprie teorie? E se per caso l'hanno fatto, cosa gli è stato risposto? Mi piacerebbe saperlo. Certo, vendendo libri si guadagna...
- Ancora: come mai, dopo l'immarcescibile Taormina, neppure l'attuale avvocato difensore ha preso in considerazione questa tesi? Se questa tesi è così convincente, perché non adottarla in sede difensiva?
- Lei ha scritto :"Sappiamo inoltre che quel mattino Samuele piangeva, forse aveva un forte mal di testa, forse incubava una malattia infettiva virale, ad esempio un influenza".
Troppi "forse" in queste dichiarazioni, che quindi non sono valide sotto il profilo scientifico, proprio perché pure ipotesi senza alcun riscontro nei fatti. Addirittura si ipotizzano, senza dati empirici di supporto, i motivi per cui Samuele piangeva. Siccome piangeva, siamo allora autorizzati a inferire che aveva "forse" mal di testa? Non è certo un atteggiamento scientifico, ma è pura illazione, fantasticheria.
- Io non ho alcuna "fiducia indiscussa nei periti". Ma se non devo avere fiducia indiscussa nei Ris, perché mai dovrei avere fiducia indiscussa nei periti che negano che il pigiama fosse indossato? In base a quale criterio devo pensare che tali periti siano migliori?
Quanto allo stato mentale della signora, evito di commentare soltanto perché non finirei più. Una sola cosa: è molto grave che una donna giovane come la Franzoni, nel duemila, non si sia vergognata di dire che al figlio poteva essere "esplosa" la testa.
@ Sauro Claudio Samuele è stato ritrovato disteso,nel letto ,in posizione supina,composto e completamente coperto dal piumone!Basta con questa assurda storia ,rispettiamo dignitosamente la memoria di questo bambinoNon mi piace usare toni perentori ma mi pare che stiate perdendo tempo e dignità professionale.Ritengo tutto cio che lei riporta nel suo prolisso dossier un insulto gratuito alla scienza medica.
Aggiungerei dicendo che l'ipotesi della morte naturale è un ipotesi, che si può smontare in ogni momento qualora si trovassero elementi che contraddicono tale ipotesi.
Sauro
Riguardo agli avvocati difensori, io vorrei chiedere a quanti neurochirurghi è stata sottoposta la perizia Viglino, che non sia il Dott.Migliaccio, per aver almeno una conferma della sua ipotesi.
Perchè se i periti hanno ipotizzato il pentolino di rame, mi vengono dei grossi dubbi che le cose siano state fatte bene.
Sauro
Mio caro Empirista, riguardo poi alla tua fiducia indiscussa dei periti vai a leggere sul sito:
ti renderai conto se il pigiama era indossato o meno.
Sono il Dott. Sauro Claudio, ed opero da trent'anni come medico di Medicina Generale
E' un libro che ho letto in ritardo; è arrivato alla cartoleria del paese solo qualche giorno fa.
In precedenza l'avevo cercato a Verona, ma non l'avevo trovato. Pur rileggendo molte parti che erano già comparse su MEDFORUM vi ho trovato anche brani nuovi ed inediti.
Questo libro è una rivelazione; è una rivelazione perché pone ipotesi e tesi diverse da quelle ufficiali, senza omettere di basarsi su dati che, oggettivamente, anche se in modo imperfetto, pongono non pochi dubbi sugli esiti del processo che, prima di tutto, è stato mediatico.
La morte del piccolo Samuele non sarebbe imputabile a mano omicida, ma dovuta a cause naturali o accidentali traumatiche. Un'affermazione che suona come bestemmia all'ipotesi, tuttora accettata, della morte per assassinio. Il Dr. Migliaccio ha posto la tesi di morte per rottura di aneurisma. Successivamente un medico lucano, la Dr.ssa Pozzi, ha fatto sulla perizia Viglino (fornitagli da Migliaccio) altri rilievi per quanto concerne la dinamica fratturativa incentrando la discussione su una frattura occipitale "a mappamondo" e, pur non condividendo la tesi di aneurisma, tuttavia ritiene che fosse doveroso almeno dover escludere quest'eventualità, insieme ad altre cause di sanguinamento negli spazi subaracnoidei.
Per quanto riguarda i miei interventi in questa vicenda sono stati troppo tardivi ed improntati per la maggior parte sulla tesi ufficiale; in alcune parti ho aderito alla tesi di Migliaccio per poi discostarmene, formulando ipotesi, alla luce dei fatti, troppo remote, come quella del pedofilo. Per questo mi scuso per non aver considerato con attenzione tutti i fattori, in particolare la diversa conformazione delle ferite: H , T, Y, I , O , S , sfrangiata, triangolare,a stella ecc ecc. senza considerare la diversa forza impressa all'eventuale oggetto contundente.
Ovviamente tutto questo non riporta a nessun oggetto, ma a molti oggetti che avrebbero colpito il cranio con forze diverse. Ora è chiaro che nessun assassino potrebbe agire in codesto modo con dieci mani e dieci armi contemporaneamente.
Ma tutto questo è ampiamente spiegato nel libro e di particolare interesse è la "contro" - perizia della Dr.ssa Pozzi che tratta l'argomento con vera competenza.
Parte delle sue considerazioni erano già state da lei espresse su MEDFORUM,; le chiedo scusa per non averla presa nelle dovute considerazioni, formulando spesso delle ipotesi remote e spesso sciocchezze. Ringrazio anche Maria Grazia Torri, la quale se non fosse andata a sbattere quel fatidico giorno contro quel vetro, che dava sulla stanza del Dott. Migliaccio, non avremmo questo libro prezioso.
So anche che la Torri ha scritto questo libro con grandi sforzi e in spregio delle sue condizioni di salute; e neppure l'avremmo se il Dott. Migliaccio non avesse avuto l'intuizione che si trattava di morte naturale; è stato lui la prima scintilla che ha dato fuoco al falò, oltre ad aver portato tutto il suo contributo in questa triste vicenda.
Ora vorrei far presente alcune considerazioni che ho fatto e che non sono riportate nel libro.
Prima di una crisi epilettica tonico-clonica, generalmente si ha un aura, che può essere acustica, visiva, sensoria.
Le aure più frequenti sono quelle acustiche, che interessano la zona rolandica.
Queste aure si presentano in modo drammatico, possono iniziare con un fischio o con delle voci che si fanno sempre più forti; l'individuo generalmente è preso dal panico; nel caso di Samuele può essere salito sul letto, poi è intervenuta incoscienza ed il bambino può essere precipitato battendo il parieto-occipitale dx e riportando la frattura a mappamondo, successivamente, può aver sbattuto, nella fase clonica più volte il capo contro gli spigoli del letto e del comodino e riportando altre fratture frontali.
O forse, queste erano già presenti essendosi determinate come contraccolpo della primitiva frattura parieto-occipitale, come asserisce la dr.ssa Pozzi?
Credo che successivamente nel risvegliarsi, prima che intervenisse l'edema cerebrale, Samuele può essersi rialzato; ma barcollante è andato a sbattere con forza contro lo spigolo del comodino riportando quella importante ferita sfrangiata frontale dx che ha tutte le caratteristiche di uno spigolo. Potremo mai sapere come sono andate davvero le cose?
Che non avesse ematomi sul corpo, pur cadendo dal letto si spiega facilmente con il fatto che tutta la forza di impatto è stata assorbita nella frattura parieto-occipitale dx, il fatto che presentava ferite solo frontali si spiega facilmente con il fatto che se il bambino è messo di pancia durante le contrazioni cloniche tutto il corpo tende ad inarcarsi, quindi avrebbe portato in alto la fronte contro vari spigoli, se fosse stato messo con la testa all'insù, avrebbe sbattuto il capo in modo a-p, sempre contro vari spigoli. Poi il bambino si è rialzato e si è rimesso nel letto prima che si sviluppasse l'edema cerebrale.
Mi si potrebbe obiettare che Samuele non aveva ematomi o abrasioni sul mento, ma questo si potrebbe spiegare con il fatto che si è tirato dietro il pigiama e questo ha fatto da cuscino oppure si è messo di lato sbattendo la testa contro vari spigoli.
Un'altra ipotesi è che sia semplicemente caduto dal letto(sentendo l'aura), e con la testa all'insù ha continuato a sbattere con il parito-occipitale sul pavimento, con il parieto-occipitale e non con il solo occipitale perche si è inarcato con il corpo riportando la frattura a mappamondo, successivamente si è rialzato ma è andato a sbattere contro vari spigoli del comodino, probabilmente si è tirato dietro anche il pigiama riportandolo poi sotto le coperte e le lenzuola; il fatto che il bambino si aggrappasse al pigiama non deve sorprendere perchè nei momenti di panico per Samuele il pigiama essendo della madre rappresentava un motivo di sicurezza. Del resto, detto tutto ciò, è solo per apportare delle ipotesi alternative; le cose in effetti potrebbero essersi svolte come è descritto sul libro.
Si è detto che la Franzoni doveva avere in dosso almeno la giacca del pigiama dal momento che questo era sotto le lenzuola; ora è del tutto improponibile che la Franzoni abbia cercato di occultare il pigiama insanguinato sotto le lenzuola.
Inoltre l'accusa ha detto che presa da raptus la Franzoni ha indossato la giacca del pigiama alla rovescia; ora io penso che se fosse stata presa da raptus non avrebbe neppur pensato di indossare la giacca del pigiama.
Ritornando a Samuele, volevo sottolineare che anche dopo ingenti fratture craniali avrebbe potuto continuare a muoversi ed a compiere attività anche complesse; l'ho verificato io stesso, essendo chiamato come Ufficiale Sanitario sul luogo di incidenti stradali spaventosi.
Poi quando (dopo pochi minuti) è intervenuto l'edema cerebrale maligno ed il vomito a getto che è il solo che può spiegare tanti spruzzi di sangue anche sul soffitto, questo ha spinto il cervello verso l'esterno provocando, oltre allo stato comatoso, quella fuoriuscita di materia cerebrale che faceva tanta impressione.
Il fatto che il piccolo abbia riportato varie fratture è spiegabile semplicemente con la frase di Viglino, è cioè che il cranio era fragile e sottile.
Del resto l'ipotesi della crisi convulsiva trova riscontro in molti aspetti di questa vicenda:
1) Le ferite non possono essere riportate ad una sola arma data la loro conformazione
2) Se fosse stata usata una barra di ferro o altro vi sarebbero ferite molto più devastanti e si sarebbe sfondata la base cranica
3) Se come ipotizza il RIS fosse stato usato un pentolino di rame, la forza impressa in un momento di raptus omicida sarebbe stata costante per ogni colpo e comunque le ferite avrebbero conformazione abbastanza simile
4)Le ferite hanno conformazione che si addice di più a degli spigoli di diversa natura
5) La ferita parieto occipitale dx non è spiegabile con l'uso di un arma contundente ma solo causata da superficie ampia come muro o pavimento
6)La madre non è psicotica né nevrotica, né isterica e non aveva nessuna motivazione per uccidere.
Vorrei qui riportare un considerazione del noto criminologo Marco Stefano:
Usualmente gli omicidi dei figli da parte della madre avvengono nelle seguenti circostanze:
* nelle prime settimane di vita del bambino (solitamente entro 7-10 giorni) quando ancora la donna non si è affezionata alla sua prole (definito infanticidio);
* quando la madre vive un'esistenza disagiata (tossicodipendenza, alcolismo, scarsezza di mezzi di sostentamento, generale degrado);
* quando la madre è molto giovane di età (15-18 anni);
* quando il partner maschile è estremamente violento (magari pedofilo). In tali casi l'omicidio viene definito in Criminologia "complesso di Medea" ed è finalizzato a "togliere" il bambino da un'esistenza sicuramente drammatica.
* quando la madre è affetta da un quadro psicopatologico grave (solitamente di natura psicotica) in grado di alterare completamente la sua coscienza in certi momenti.
Alcuni studi descrivono la personalità della donna infanticida come caratterizzata da depressione, distacco affettivo, tendenza all'acting-out, alterazione della realtà, ecc
In tutte le altre situazioni la madre è generalmente poco sospettabile.
Pare che il RIS e l'accusa abbiano dato importanza e preso in considerazione l'ultimo aspetto cioè quello relativo alla personalità psicopatologica, ipotesi completamente smentita dal Prof. Franco Barale e dai suoi assistenti; Barale stesso dopo lunghi colloqui con la Franzoni dirà: nessuna psicosi, nessuna nevrosi, nessun aspetto isterico, solo qualche crisi di ansia come può capitare a tutti.
Il Prof. Barale stesso dirà: "Possiamo dire che gli elementi di giudizio raccolti, non consentono di provare e neppure di ipotizzare, che seppure in relazione ad un ipotetico stato di infermità, Annamaria Franzoni abbia ucciso il figlio Samuele. Io ed i colleghi l'abbiamo sentita piangere, disperarsi, anche urlare; e quella era una sofferenza vera e profonda. Non era la finzione di una donna lucida e fredda". Inoltre il Prof. Barale dirà:" La Franzoni ricorda ogni momento, ogni dettaglio.
Le abbiamo fatto ripetere il racconto più volte, siamo andati avanti ed indietro in cerca di quel buco, ma il buco non c'era".
Barale è poi stato risentito quando è stata fatta la perizia in appello senza sentire l'imputata.
Dirà a questo proposito: "l'insieme equivoco di registrazioni, voci, chiacchiere è troppo ambiguo. Non si può fare una perizia in codesto modo, La clinica invece era chiarissima, Non c'era patolgia psichiatrica, non c'era amnesia post-dissociativa, non c'erano tracce della copertura post intenzionale di uno stato post- dissociativo." A questo punto all'accusa cosa resta:
1) Un arma che non esiste e che non può esistere
2) Una motivazione per figlicidio che non esiste
3) Una patologia psichiatrica che non esiste.
Per ultimo vorrei riportare la telefonata al 118, come io stesso l'ho registrata riascoltandola tutto un pomeriggio. Telefonata al 118 di Annamaria Franzoni
1 minuto e 30 secondi , Annamaria è agitatissima; la tachipnea che è rilevabile soli in alcuni momenti, non può essersela indotta solo in quei momenti .
7,3 secondi, Annamaria è agitatissima, non si può rilevare la frequenza respiratoria:
Franzoni:ha vomitato sangue, non respira, io abito a Cogne
Operatore: un attimo che le passo la...
Franzoni:faccia presto la prego.
Musica 5,78 secondi
Telefonata con l'operatrice di 1 minuto e 27 secondi
Operatrice: pronto
Annamaria: mio figlio ha vomitato sangue
Operatrice :no....
Franzoni: non respira (disperata)
Operatrice: devo avere l'indirizzo abbia pazienza. Numero di telefono:
Franzoni 012474220 (i primi tre numeri non si capiscono bene e potrebbero essere diversi) il numero viene detto in modo velocissimo)
Operatrice: ecco a Cogne dove?
Annamaria: frazione Montroz
Operatrice:allora con calma: Monroo
Franzoni: cosa devo fare? (agitatissima)
Operatrice:Numero Civico
Franzoni: siiiii, siiiii, la prego sta male (e si contano chiaramente due respiri, uno al secondo)
Operatrice: Signora con calma perché non risolviamo niente, allora Monroo?
Franzoni:è dalle ..? di sta notte che stavo male,sta vomitando non respira, (due respiri uno al secondo) poi lamento indecifrabile.
Operatrice:Signora abbia pazienza, Montro o Montroz
Franzoni:Montroz
Operatrice: ecco numero
Franzoni:4/a (lamento disperato)
Operatrice: allora suo figlio quanti anni ha e come si chiama.
Franzoni.: quattro anni, Samuele.
Operatrice: il cognome?
Franzoni: Lorenzi.
Rumore strano che dura circa due secondi. Sembrerebbe un interferenza telefonica.
Franzoni: la prego sta malissimo,
Operatrice: intanto se vomita non lo tenga.(viene interrotta da Annamaria)
Franzoni: è tutto insanguinato ha vomitato tutto sangue, non respira (maquita?) agitatissima , è rilevabile un respiro al secondo
Operatrice: arriviamo subito signora.
Franzoni: un lamento,( non si capisce)
Operatrice: lasci il telefono libero senò. (non si capisce.)
Franzoni: si, si, si
In questa telefonata si capisce subito che Annamaria non recita; la tachipnea che è rilevabile soli in alcuni momenti, non può essersela indotta solo in quei momenti .
E' chiaro che la tachipnea è motivo permanente di tutta la telefonata.
Ora aspetteremo la controrisposta dell'esperta in "psicologia telefonica" Nives Calipari che ha fatto mettere a verbale che le persone prese dal panico non riescono a dare il loro indirizzo; pertanto anche questa nuova disciplina ci aiuterà a comprendere meglio le cose.
La Franzoni poi si sarebbe presentata al pulmino serena come il solito (impossibile dopo un figlicidio) come riferisce l'autista del pulmino; inoltre aveva i capelli puliti, nonostante tutto quel macello di gocce sparse ovunque, causate secondo il RIS dall'arma del delitto.
Ma come avrebbe potuto pulirsi per bene in quei 5 minuti che le restavano dopo l'omicidio: pulirsi, cambiarsi, preparare il bambino più grandicello, ed andare serena al pulmino?
Con questo mio piccolo intervento non ho voluto togliere nulla al libro della Torri; del resto in una pagina non si possono riassumere 360 pagine.
Ho solo apportato qualche altra breve considerazione, in particolare la valutazione psichiatrica dell'imputata che ritengo particolarmente interessante.
Inoltre non capisco perchè il RIS che ha ipotizzato come ultima arma un pentolino di rame, come non possa accettare che l'arma contundente sono stati, spigoli, muri e altro durante una crisi tonico clonica. Crisi che deve essere intervenuta appena la madre è uscita, che si è risolta in sei minuti, lasciando successivamente il tempo perchè si sviluppasse un edema cerebrale maligno.
Sono a conoscenza del fatto che contro l'ipotesi del neurochirurgo Dott.Migliaccio è insorta la Lega Italiana per l'epilessia, con un numero imprecisato di specialisti neurologi che hanno dato dell'incompetente e dell'ignorante ad un ipotesi che è stata definita da favola; ma nessuno di loro però si è voluto esporre per iscritto riportando delle ipotesi alternative.
Solo il Prof. Paolo Tinuper, mette in rilievo che non si muore per epilessia ( fatto oltretutto non vero), e il libro della Torri con le sue sciocchezze ha messo in ansia moltissimi epilettici. Vorrei far notare a codesto luminare che il caso di Samuele è stato del tutto eccezionale. Ciò che risulta difficile da credere è che il bambino sia andato incontro ad una crisi convulsiva tonico clonica proprio in quel momento che la madre era assente. Ma come possiamo sapere se la soglia convulsiva di Samuele era alta o bassa; forse il bambino aveva già fatto delle crisi tonico-cloniche nel sonno; molto spesso infatti queste crisi si manifestano nel sonno magari e non sempre l'unico segno è una modesta enuresi notturna in corrispondenza delle crisi.
Raramente vi è il morso della lingua. In trent'anni di professione ho visto molte crisi sia in adulti che in bambini. L'adulto molto spesso quando cade riporta delle lesioni e delle fratture: personalmente ho avuto due casi di fratture del cranio in adulti che erano andati a sbattere contro spigoli; in un altro caso ho visto la completa frattura del setto nasale, le ferite poi sul volto o sugli arti sono molto frequenti quando si incontrano spigoli vivi.
In molti casi ho visto fratture da caduta agli arti sia superiori che inferiori.
Noi abbiamo ipotizzato che il bambino, sentendo l'aura, si sia messo in piedi sul letto forse per chiamare la madre. Sappiamo inoltre che quel mattino Samuele piangeva, forse aveva un forte mal di testa, forse incubava una malattia infettiva virale, ad esempio un influenza. Penso che anche il Prof. Paolo Tinuper sappia che in tali casi si abbassa molto la soglia convulsiva. Noi abbiamo ipotizzato che il bambino sia salito sul letto e sia caduto quindi da una certa altezza; ora vorrei chiedere all'illustre luminare se non è possibile che Samuele cadendo dall'alto si sia procurato una frattura parieto-occipitale con ripercussioni anche anteriori; tenga presente l'illustre luminare che se anche il bambino pesava poco aveva il cranio particolarmente sottile (Viglino) Per quanto riguarda le ferite in sede frontale lo invito a leggere attentamente l'esame autoptico eseguito dal Prof. Viglino; si renderà conto dell'inconsistenza di tali ferite a parte due, la numero tre e la numero sette che il bambino può essersi procurato rialzandosi, ed andando a sbattere con forza verso gli spigoli del comodino: Oltretutto la frattura parieto occipitale è quella che spiega meglio il vomito a getto per l'ipertensione endocranica che si era creata, e che ha spinto il sangue fin sul soffitto.
Pare che il RIS si sia del tutto dimenticato delle parole dell'illustre anatomo patologo Viglino che ha eseguito l'autopsia di Samuele, il quale ipotizzando l'arma del delitto ha detto che qualunque fosse stata l'arma non sarebbe riuscita a far schizzare il sangue oltre qualche centimetro. Ora gli schizzi di sangue si trovavano non solo sul soffitto ma anche sulla parete retrostante il letto, sulla parete antistante, sulle tende e perfino sul termosifone sotto la finestra. Il vomito a getto è risaputo che può spingere il sangue fino a 4-6 metri.
Quindi lungi da noi il mettere paura agli epilettici: è stato un episodio particolare e raro ma non impossibile, certamente probabile vista la conformazione delle ferite. Comunque lascio agli interessati tutto il piacere di leggere il libro; si faccia particolare attenzione alla Controperizia di Agnese Pozzi ed alle sue considerazioni
Sauro
Sauro Claudio@ " Ritengo molto probabile che Samuele sia salito sul letto, per poi cadere sbattendo violentemente a terra la parte fronto-occipitale e riportando la frattura a mappamondo; questa ha causato l’accelerazione-decelerazione del cervello contro la parete ossea ed in particolare contro le rocche petrose che sono particolarmente taglienti. In tal modo si è innescato l’edema cerebrale maligno".
Una domanda mi sorge spontanea: se esiste davvero la possibilità che Samuele sia morto in questo modo, perché nessuno dei Franzoni-Lorenzi vi si è appellato? Come mai Taormina, uomo privo di scrupoli, invece di ipotizzare l'incidente, ha preferito collezionare figuracce a ripetizione, calunniare il povero Ulisse Guichardaz e la Ferrod, annunciare un giorno sì e uno no la cattura imminente del "vero" assassino, e farsi addirittura denunciare per frode processuale? Come mai Taormina ha seguito, sia pure in maniera molto censurabile, la pista dell'omicidio, ma non ha preso in considerazione quest'ipotesi?
Inoltre: il bambino sarebbe caduto sbattendo violentemente il capo a terra e riportando addirittura una frattura a mappamondo (beh, non sembra un evento da poco...), però, nonostante ciò, si sarebbe rialzato e avrebbe fatto in tempo a rimettersi a letto? Magari anche sotto le lenzuola e il piumone? Mmh...
Sig. Zorzi , Viglino stesso dichiarerà che il cervello era intatto, con un semplice appiattimento dei solchi cerebrali; non parlerà mai nel suo rapporto di ferite penetranti.Immagino che lei sia un medico, perché descrive in modo corretto come avrebbe dovuto esporre in modo appropriato la ferita N. 7. Ma lei non sa quante cose descrive Viglino in modo inappropriato ; sarebbe una perizia da mettere sotto processo. Sul frontale esistevano solo fessurazioni, e nessun sfondamento, almeno quello sarebbe stato descritto nella perizia autoptica. Cioè in corrispondenza della 7 avrebbe dovuto dire “ ampia ferita perforante”, cosa che non ha fatto. Lo “sfacelo fratturativo “che lui descrive è semplicemente causa delle molte fessurazioni del frontale.
Poi lei invoca la vendetta, essendo stato Stefano Lorenzi supertestimone della uno bianca; io ho fatto un approfondita ricerca su Internet ma in tal senso non ho trovato nulla.
Poi mi dica, come avrebbe potuto l’ipotetico assassino sapere che proprio quella mattina Samuele rimaneva a casa, visto che tutte le mattine si recava a scuola con il fratellino?
Il fatto che Annamaria Franzoni non descriva le ferite è facilmente spiegabile dal momento che Samuele per le multiple ferite che si trovavano sulla fronte si era completamente imbrattato il viso di sangue e quindi la cosa che balzava più all’occhio era il vomito ematico a getto, il solo che potesse giustificare gocce di sangue anche sul soffitto.
A questo proposito voglio riportare un brano mio precedente:
Tu non hai risposto alle mie domande: perché la Franzoni non ha riferito al 118 le ferite che erano la cosa più evidente? Riferisce solo un vomito ematico che non esiste essendo poi stata riscontrata alla perizia autoptica la completa mancanza di sangue in bocca.
Per quanto riguarda i pantaloni la perizia di Schmitter è stata completamente smentita dal criminologo Brinkmann e pure dal criminologo Torre: si legga a questo proposito il sito:
http://www.giustiziapersamuele.it/presentazione/
Sugli zoccoli poi esisteva una piccolissima gocciolina di sangue grande non più di un terzo di riso, sangue che poteva essere anche antecedente all’omicidio, ad esempio conseguente ad una piccola ferita che Samuele si era fatta giocando.
Invece è ben evidente l’impronta ematica di uno scarpone sopra il piumone del letto.
Tu mi chiedi perché c’è discordanza fra quanto detto da Migliaccio relativo alle ferite e quanto detto da me.
Ora ti ricordo quanto detto da Viglino relativamente alla ferita 7: Ferita 7:”lunghezza 50mm con formazione ovalare, divaricazione dei lembi con frammento osseo nel contesto e fuoriuscita di materiale cerbrale.”Se fosse stata semplicemente una ferita lacera della cute avrebbe detto: “ ferita cutanea lacera che arriva fino al tavolato osseo con fessurazione nel suo contesto da cui fuoriesce materia cerebrale”Più avanti dirà: “La scheletrizzazione successiva delle ossa della volta cranica ha messo in evidenza sfacelo fratturativo del neurocranio caratterizzato da perdita di sostanza frontale, da fratture lineari, circolari e stellate, come rammostra la seguente documentazione”E più avanti ancora: “Sono state sicuramente lese in occasione dei fatti l’arteria e la vena meningea media bilateralmente, unitamente ai suoi rami frontali e orbitari; sono stati altresì lesi il seno venoso frontale e il seno sagittale, la cerebrale media e i suoi rami frontale e temporale.”Chi ha esperienza di anatomia può rendersi conto dell’entità della lesione.Inoltre la Franzoni potrebbe non aver parlato alle forze dell’ordine ed ai periti perché non conosceva la persona (assassino), perché non sapeva che intrallazzi avesse, in sostanza per mettere al sicuro Davide da eventuali vendette. La faccenda della “uno bianca” appare più complessa di quanto si pensi; andate a vedere su vari siti internet.
Mi spiegheresti perché c’è una discordanza fra quanto riferito dal Dott.Migliaccio sull’entità delle ferite frontali, e quanto dici tu che il frontale era completamente sfondato, il che secondo Migliaccio avrebbe causato uno sfondamento della base cranica.
In secondo luogo perché il perito tedesco criminologo Schmitter avrebbe optato per l’ipotesi che i pantaloni erano indossati, e pure gli zoccoli.
Se non è stata la Franzoni ad uccidere Samuele, quale criminale avrebbe potuto indossare durante l’omicidio i pantaloni e gli zoccoli in così breve tempo?
Perché non avrebbe parlato neppure ai carabinieri che era stata minacciata?
Mi pare che un accusa di trent’anni avrebbe comportato per il figlio più grande la perdita della madre e non mi pare una cosa da poco.
Le forze dell’ordine avrebbero potuto risalire al criminale trattandosi della uno bianca
no al 118 dice vomita sangue, è tutto insanguinato, non ha riferito delle ferite; la ferita n 7 aveva un infossamento di 5 cm ed occupova metà frontale. Come può non aver riferito le ferite? Per non allertare le forze dell'ordine? ma sarebbe stato indifferente fossero arrivati mezz'ora prima o mezz'ora dopo.
Probabilmente sotto minaccia dovava coprire qualcuno; se avesse detto al 118 "ha ferite, è stato picchiato a sangue", si sarebbero allertati subito i carabinieri e la polizia ed avrebbero fatto molti posti di blocco.
Nessuno sa che Stefano Lorenzi era fuggito in quella sperduta vallata perchè era stato un supertestimome della "uno bianca"
episodio che aveva coinvolto numerosi polizziotti e che aveva creato 23 morti anche fra le forze dell'ordine, oltre a più di 100 feriti.
Nessuno può pensare che Annamaria Franzoni soffriva di crisi ansiose perchè avevano ricevuto delle minacce.
Nessuno può pensare che non ha mai parlato, forse nemmeno con il marito, perchè dopo l'omicidio di Samuele è stata minacciata anche che gli sarebbe stato ucciso, sempre che avesse parlato, anche Davide.
Una madre che scende serena al pulmino, senza i capelli insanguinati( il sangue fra i capelli fa dei piastroni) significa che in pochi minuti non ha ucciso Samuele), ricordiamoci che schizzi di sangue erano sulla parete antistante il letto, sulla parete retrostante, sul soffitto e perfino sul termosifone sotto la finestra. Il pigiama non era indossato come ha dimostrato il criminologo Torre altrimenti come si spiegano le gocce di sangue presenti anche sul retro del pigiama, e neppure la casacca era indossata ma si trovava sul piumone; la difesa infatti ha dovuto inventarsi che in momento di raptus la Franzoni avrebbe indossato la giacca del pigiama alla rovescia (ma in momento di raptus non si indossa nessuna giacca)
Omicidio di vendetta dunque.
la mamma ancora piú intelligente, infatti quello che la mattina dice al 118… aiuto, aiuto a mio figlio gli è scoppiata la testa…
Nn credo nella morte naturale di Samuele.Io una mia ipotesi o teoria sul delitto ce l'ho e vorrei farla tanto pervenire a qlcn ke possa prenderla in considerazione!!!!!
L'arma è stata fatta sparire probabilmente dai famigliari, che naturalmente sanno tutto, così come sa tutto il marito della signora.
Non bisogna stupirsi per questi fatti, purtroppo: gli esseri umani sono capacissimi anche di questo, capacissimi di mentire e di coprire un'assassina per proteggere la propria cosiddetta rispettabilità. Senza contare, poi, che di persone borderline o con vari problemi psichici ne esistono più di quante crediamo, e spesso conducono una vita apparentemente normale, si sposano, lavorano e hanno figli.
Quanto all'ipotesi della morte naturale, non esistono parole adeguate per commentarla. Quelli che hanno svolto l'autopsia sul corpo del povero Samuele erano forse tutti incompetenti? Oppure stavano facendo chissà quale complotto ai danni di Annamaria Franzoni? Mi sembra che nel nostro Paese si stia perdendo il senso della misura e del decoro. Mi è persino capitato di sentire un noto scrittore, di cui non cito il nome, affermare che Samuele potrebbe essere stato ucciso da una non meglio precisata ENTITA'.
Si resta basiti. Un po' di rispetto per quel bambino, per favore. E basta con questa tesi della morte naturale!
E' stata gettata via. Probabilmente dal marito terrorizzato all'idea che arrestassero la sua ottima "moglie bimba". O da qualcuno dei famigliari della Signora....
Anche a me questa teoria della testa esplosa sembra una panzana.. Mi piacerebbe però sapere dove è finita l'arma..
ah, ma che leggo quivi, che le ferite al capo non possono essere contate??! se anche materia cerebrale fuoriscisse dal lato opposto, pur sempre si possono contare..
Manca solo che dicano che persino il povero Samuele si è suicidato... D'altronde dissero persino che quelle tremende ferite poteva essersele fatte sbattendo ripetutamente il capo contro la testiera del letto (il fatto che la testiera in questione fosse relativamente "pulita" non ha mai turbato!)....
Si scade nel comico, mancando oltretutto di rispetto alla vittima.
anche io penso sti medici stiano dicendo solo cavolate...penso che ormai nn sanno piu che fare e inventano storie...mha....
@anima: Chiara caduta per le scale??? E allora come mai il suo sangue è stato trovato dappertutto? No, guarda, in realtà si è menata da sola i colpi alla nuca (come non si sa, magari per operazione d'arte magica)... Per favore!!!
Inoltre dalla teoria di questo dottore emerge, come dire? Il solito pregiudizio per cui "le mamme sono buone" e "solo le mamme tanto tanto malate di mente ammazzano i loro bambini".... Non siamo mica in Marcellino Pane e Vino!!! Non è necessario essere pazzi, schizofrenici o borderline per uccidere qualcuno, anche se è il proprio figlio....
Ancora con questa storia???
Ma quando mai sono stati segnalati aneurismi "esplosivi", tali da spaccare la teca cranica in vari punti e con modalità identiche a quelle di colpi ripetuti? Con frammenti ossei e sangue e materia cerebrale che schizzano ovunque? E tutto questo così all'improvviso, col soggetto che fino a un attimo prima sta benissimo?
Del resto ho persino letto che in realtà a uccidere Samuele sarebbe stato un falco (!), a beccate... Mentre un'altra teoria voleva che nel cranio di quella povera creatura fosse stata impiantata (da chi non si sa, forse dai soliti servizi segreti deviati) una minuscola chip esplosiva...
Vorrei proprio sapere come fa un aneurisma a provocare un danno del genere. Non sono un medico, ma so che cosa significa un aneurisma... Qualche anno fa una persona a me carissima (quasi una seconda madre) è stata purtroppo colpita da aneurisma cerebrale e ne ho visto gli effetti coi miei occhi: nessun danno "fuori", il danno è tutto all'interno del cervello....
Certo che se è diventato dottore anche il signor MIGLIACCIO allora ce la possona fare tutti!
Ohh....questo medico qui...sono anni che rompe i maroni con la sua teoria balzana! Hanno ritrovato pezzi di rame nel cranio del povero Samuele, ma che la finiscano sti CIALTRONI, SUVVIA!
E' gia' la verita' come sempre sara' molto piu' prolifera e brutale ma sopratutto banale nella sua crudelta'.
E' gia' la verita' come sempre sara' molto piu' prolifera e brutale ma sopratutto banale nella sua crudelta'.
O signore mio! Questa mancava. Prima alcuni metono in dubbio che Pacciani- Vanni e Lotti erano il gruppo che ha dato vita al Mostro di Firenze. Ora chi è che pensa una simile bufala? Se li menava da soli i colpi con lo zoccolo della madre? E la madre si metteva il pigiama all'incontrario? Cos'è che stona la possibilità che una madre psicolabile, abbia ammazzato suo figlio? Intanto anche Alberto pare riesca a scavalcare i muretti senza lasciare impronte. La verità è più oscena dell'immaginazione.
ma andiamo, non rendiamo tutto ridicolo!!!! Le teste non scoppiano da sole!!!! Povero Samuele e povera Chiara vittime della follia umana!!!!
Io l'ho sempre pensato anche leggendo la tesidel prof. Viglino ora comincio a pensare: che Chiara sia caduta dalle scale??
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alle 12:06
Sauro Claudio
Fantomas, mi faccia sapere chi è!
Lei è sicuro al 100% che la Franzoni sia colpevole?
Buon per lei, è un dono avere simili certezze.
Io per un insieme di motivi non lo sono affatto, potrei spiegarglieli nel dettaglio, ma mi faccia sapere chi è