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Omicidio di Cogne, Samuele morto per cause naturali?

Matteo Failla avatar Domenica 23 Settembre 2007, 09:00 in Indagati e indagatori di Matteo Failla
franzoni03g.jpg

Non c'è pace per il caso Cogne. Come vi avevamo segnalato pochi giorni fa è ripartito il blog Notitia Criminis, che da subito pubblica un interessante intervento che vi invitiamo a leggere.

Riportiamo una parte del post, che potrete trovare qui per intero. La discussione è aperta.

tratto da Notitia Crimis

Commento di: Sauro Claudio
Oggetto: Considerazioni del neurochirurgo Giovanni Migliaccio
Testo: Tratto da www.crime.net pubblico la lettera del Dr. Migliaccio con cui
ravvisava incongruenze scientifiche.
Commento di: Dottor Giovanni Migliaccio, Neurochirurgo
OSPEDALE FATEBENEFRATELLI & OFTALMICO
MILANO
20121 Milano Corso di Porta Nuova, 23

Mi sento in dovere sia come cittadino che come medico,di rendere noto
quanto appunto è venuto a mia conoscenza e le deduzioni conseguenti,
dopo la lettura della perizia necroscopica sul cadavere del bambino
Samuele Lorenzi, per la cui morte, ritenuta da causa violenta, è già
stata condannata in I grado la sua mamma.
Leggendo infatti attentamente la perizia necroscopica e,visionando il
materiale fotografico, non posso non rilevare che in essa vi sono
moltissime contraddizioni ed errori di valutazione che ritengo fondata
la convinzione che il piccolo sia realmente morto per cause naturali,
cioè a seguito di una imponente quanto improvvisa e violenta emorragia
cerebrale,a seguito della rottura di un aneurisma,e/o di una
malformazione vascolare congeniti.
Gli elementi che non convincono sono molti:
1) Si dice che il piccolo sia stato colpito in regione frontale con 17
colpi ad opera di un arnese largo e pesante! Mi chiedo: come è
possibile contare 17 colpi sul capo di un bimbo di tre anni? Il numero
di colpi inferti su un corpo si possono contare sul torace,
sull'addome, ma non sul cranio
2) A una prima ispezione del cadavere, ictu oculi, non si sono
evidenziati lesioni di alcun genere: lo sfondamento del cranio in
regione frontale provoca la frattura della base cranica anteriore che
si esprime esternamente con un'enorme tumefazione del viso e degli
occhi, definita come occhi da procione, patognomonica appunto di
frattura della base cranica anteriore.
3) La regione della base cranica anteriore, in ogni sua parte, (tetto
orbitario, etmoide, sfenoide)risulta perfettamente integra.
4) In nessuna altra parte del corpo, dalle sopracciglia in giù fino ai
piedi, non c'è ombra di una pur minima lesione: è mai possibile che
chiunque l'abbia colpito con violenza e in preda ad uno stato psichico
quanto meno alterato neanche per sbaglio abbia colpito sul torace
sulle spalle sull'addome? E' vero che il prof.Viglino segnala delle
escoriazioni sul 3° e 4° dito della mano destra, diagnosticandole come
effetto del tentativo di difendersi dall'aggressore. Ma ragioniamo un
attimo: istintivamente chi sta per esser colpito al capo tende a
coprirsi, a difendersi con entrambe le mani, non con una sola!

5) Anche l'ipotesi che il piccolo fosse tenuto fermo per poterlo
colpire ripetutamente solo sul capo, non è sostenibile perchè si
sarebbero dovute riscontrare sul corpo i segni delle mani che lo
avrebbero trattenuto
6) Le ferite cutanee sul cuoio capelluto per la maggior parte sono
dell'ordine di pochi centimetri di lunghezza e pochi millimetri di
profondità.Quale arnese mai ha potuto provocare tali lesioni? Esse
sono spiegabili non come l'effetto di un corpo contundente (che ne
avrebbe procurate di ben maggiori dimensioni), ma come l'esito della
trazione che l'osso fratturato,affondandosi, esercita prima sul
periostio, quindi sulla galea, poi sul sottocute e quindi sulla cute(i
tre strati di tessuto molle esistenti fra il cuoio capelluto e l'osso
cranico)
7) L'esame necroscopico ha evidenziato una emorragia intraventricolare
e una emorragia subaracnoidea, senza tracce di ematomi extradurale e/o
sottodurale: questi ultimi generalmente tipici delle lesioni
traumatiche, mentre l'e.s.a.(emorragia sub aracnoidea) è tipica della
rottura di lesioni vascolari. Esiste si una e.s.a. post traumatica, ma
con caratteristiche del tutto diverse.
8. Il piccolo è morto circa due ore dopo l'evento: se avesse ricevuto
tutti quei colpi sul cranio, sarebbe morto all'istante. Non è
possibile sopravvivere oltre pochi minuti dopo aver subito 17 colpi
sul cranio!
9) E ancora: il medico del 118 non avrebbe potuto trasportarlo se ne
avesse constatato la morte 

Andate qui per leggere tutti gli altri punti. 

181
181 commenti
181
18 Feb 2009
alle 12:06

Sauro Claudio

Fantomas, mi faccia sapere chi è!

Lei è sicuro al 100% che la Franzoni sia colpevole?

Buon per lei, è un dono avere simili certezze.

Io per un insieme di motivi non lo sono affatto, potrei spiegarglieli nel dettaglio, ma mi faccia sapere chi è

180
02 Feb 2009
alle 17:51

Fantomas

<<Non posso sapere cosa sia successo realmente quella notte, chi è realmente il colpevole, le mie sono solo delle ipotesi che non pretendono avere il sigillo della verità>>

 La "signora" in questione ha avuto 30 anni dopo la bellezza di tre dibattimenti. Ha avuto a disposizione i migliori avvocati e i migliori tecnici. Nonostante ciò ha pure tentato di depistare le indagini e accusato persone che nulla avevano a che vedere con questo omicidio......e voi avete ancora dei dubbi? Basati su che cosa ?

Deve ancora ringraziare che tra riti abbreviati, sconti di pena e indulto sono arrivati a darle 13 anni. 

Sempre a difendere gli assassini e mai le vittime.

Finiamola che è meglio.

179
23 Dic 2008
alle 11:55

Sauro Claudio

Ho notato solo ora che un certo Fantomas è intervenuto nel dibattito il 6 Novembre e mi chiede se sono pagato dalla famiglia Franzoni.

Sarebbe difficile essere pagati quando si postula che le percosse possono essere state date molto prima delle otto (lo ha detto Viglino).

Comunque non sono pagato e neppure conosco la famiglia o i parenti.

Questo caso mi ha semplicemente interessato per le sue stranezze, mi ha interessato per il modo in cui è stata condotta l'indagine e per altre cose.

Lei mi chiede che analisi del cavolo ho fatto?

Quale analisi? Specifichi!

Quella iniziale della morte naturale?

Quella posteriore dell'infanticidio avvenuto ben prima delle otto (è un ipotesi di Viglino, colui che ha condotto l'esame autoptico, l'unico che ha visto quelle ossa fratturate e quei vasi lesi.)

Viglino che inizialmente aveva postulato le percosse alle 8 del mattino, ma poi dormendoci sopra ha ritenuto piuù probabile che le percosse fossero state date dopo l'uscita della guardia medica, alle 6,30 del mattino (e lo ha confermato nel libro di Ilaria Cavo ed in TV a Matrix).

Pertanto io ho fatto soltanto delle ipotesi che si basano sulle considerazioni dell'illustre anatomo patologo.

Non posso sapere cosa sia successo realmente quella notte, chi è realmente il colpevole, le mie sono solo delle ipotesi che non pretendono avere il sigillo della verità

 

178
06 Nov 2008
alle 14:52

Fantomas

Caro Sauro....sei mica pagato dalla famiglia Franzoni ?

Che analisi del cavolo che hai fatto!

 

177
24 Ott 2008
alle 18:59

Sauro Claudio

Ed ecco la luminosa sentenza della Cassazione:

LA RICOSTRUZIONE DEL FATTO IN TERMINI DI CERTEZZA TALI DA ESCLUDERE LA PROSPETTABILITA' DI OGNI ALTRA RAGIONEVOLE SOLUZIONE, MA NON ANCHE DI ESCLUDERE LA PIU' ASTRATTA E REMOTA DELLE POSSIBILITA' CHE, IN CONTRASTO CON OGNI E QUALSIVOGLIA VEROSIMIGLIANZA ED IN CONSEGUENZA DI UN IPOTETICO, INUSITATO COMBINARSI DI IMPREVISTI E IMPREVEDIBILI FATTORI, LA REALTA' DELLE COSE SIA STATA DIVERSA DA QUELLA RICOSTRUITA IN BASE AGLI INDIZI DISPONIBILI …

176
24 Ott 2008
alle 18:48

Sauro Claudio

Dopo questo ameno scambio di complimenti fra me e Migliaccio, mi dispiacerebbe che questo Blog fosse abbandonato, se non altro perché vedo che le affluenza delle visite è in costante aumento.

Pertanto cercherò io di riprendere il discorso, e poi cercherò di invitare anche altri ad intervenire.



Io recentemente ho fatto una lunga disquisizione relativamente alla telefonata ed all’omissione da parte della Franzoni delle ferite, sottolineando che la signora intuitivamente ha taciuto le ferite, perché altrimenti la telefonata sarebbe andata per le lunghe, probabilmente il fatto sarebbe stato minimizzato, e l’acuta Callipari anziché inviare l’elicottero, avrebbe inviato l’ambulanza mezzoretta dopo.

Ovviamente non è questa la posizione del PM che sostiene che è stata la Franzoni ad uccidere, e non ha invocato le ferite semplicemente per ritardare l’intervento delle forze dell’ordine.

Questa ipotesi è assai traballante, dal momento che quando una persona chiama con urgenza ed estrema insistenza il pronto soccorso, a meno che non sia *, capisce che subito dopo verrebbero attivate subito le forze dell’ordine.

Ovviamente la Franzoni non aveva l’elicottero pronto per fuggire in Svizzera.

L’obiezione del PM è “ma era in un grave stato emotivo, e voleva ritardare il più possibile l’intervento dei carabinieri”

Ora soffermiamoci su “questo grave stato emotivo” dal momento che è presente pure nella telefonata:

respiro affannoso, tachipnea ecc, tutte cose che si sarebbe autoindotte per attivare nel minor tempo possibile il pronto soccorso.

Ora un quadro del genere già ci allontana dall’ipotesi che sia stata lei l’assassina, un assassina che avrebbe ammazzato brutalmente il suo bambino (in piena lucidità secondo la Cassazione), quindi si sarebbe lavata, cambiata, avrebbe vestito l’altro bambino e sarebbe andata tranquilla al pulmino senza lasciar intravedere all’autista il minimo stato emotivo ( “era normale, come tutte le altre mattine”), ma dopo tornata a casa ha la capacità di indursi uno marcato stato emotivo.

Tutto ciò è strabiliante, e casi del genere non si trovano su nessun libro di psicologia.

Perché indursi uno stato emotivo comporta un auto padronanza che pochi al mondo riescono ad avere.

Un auto padronanza che si ottiene dopo lunghi esercizi yoga, e non lo yoga classico, quello che ti insegna certe posizioni per il rilassamento, ma lo yoga avanzato, quello che investe la sfera emotiva.

Mi direbbe il PM : ma caspita ha visto bene che il bambino era pieno di ferite e quindi deve aver necessariamente immaginato, anche non fosse stata lei che il bambino era stato percosso.

Pertanto avrebbe dovuto dire alla centralinista: “ Deve essere entrato qualcuno in casa, perché mio figlio è pieno di ferite, mio figlio è stato picchiato, vomita sangue, non respira”

Ma perché non ha dato questa versione?

Semplicemente perché in quel breve lasso di tempo in cui è stata fuori, e successivamente è tornata trovando il viso di Samuele pieno di sangue (sangue che nascondeva anche le ferite minori), semplicemente non ha realizzato mentalmente che uno potesse essere entrato ed averlo massacrato di botte.

Completamente all’oscuro di medicina, ha pensato a qualcosa di strano e per lei inaccessibile: solo i medici avrebbero potuto dire cosa era successo in quel breve lasso di tempo.

L’aggressione non era alla sua portata, non vi era motivo, per lei non vi era neppure il tempo che qualcuno avesse potuto entrare e massacrare il suo piccolo.

L’ipotesi che dicesse “ deve essere entrato qualcuno in casa…..” sarebbe stata una macchinazione, un idea che avrebbe potuto elaborare qualora lei avesse compiuto l’omicidio.

Avrebbe potuto pensare che sarebbe andato a suo vantaggio postulare fin dall’inizio l’ingresso di un estraneo.

Invece no, neppure ci ha minimamente pensato, ed ha fatto una telefonata che solo un attore teatrale o del cinema, solo dopo un centinaio di provini, sarebbe riuscito a realizzare con la stessa carica ansiogena.

Dal momento che il respiro affannoso e la tachipnea che si recepisce solo in ceri punti, ma deve essere un motivo fondamentale di tutta la telefonata, non può essere frutto di invenzione, dal momento che uno quando simula, grida, urla, piange, ma non gli passa minimamente per il capo di indursi un respiro affannoso
(e questo da un punto di vista prettamente psicologico)

Pertanto già in questa primissima fase abbiamo la chiave che ci dice che non è stata lei ma è intervenuto un qualcos’altro che ha causato la morte di Samuele.

Del resto il PM avrebbe perlomeno potuto concedergli il beneficio del Raptus.

Io no so perché non l’abbia fatto: il Raptus è comune anche per le persone normali, senza nessuna patologia psichiatrica, è un fattore che si ritrova frequentissimo nel rapporto di coppia, anche se ovviamente non si arriva all’omicidio.

Vi sono comunque molti casi di padri in particolare, che sterminano la famiglia, e poi si sa che era da un certo tempo che erano un po’ depressi, oppure altri casi di sterminio familiare in cui non si intravede nessuna motivazione.

Ho notato, già da molti anni, che sono praticamente solo i padri che sterminano tutta la famiglia.

Ma nel caso della Franzoni, affermare che ha ucciso il suo piccolo in piena lucidità e per un capriccio, mi pare assai azzardato, soprattutto quando subito dopo si afferma che non ha nessuna patologia psichiatrica.

Quando è stata fatta la perizia psichiatrica, quella vera, non la pseudo perizia fatta in Appello tramite interviste rilasciate in Tv od articoli sui giornali, il Prof. Barale ed i suoi assistenti, hanno percorso insime all’imputata quella mattina in lungo ed in largo, e non hanno trovato nessun buco, nessun punto dove si sia tradita, o abbia lasciato trapelare una certa emotività.

Tenete presente che gli psichiatri hanno occhio esperto e colgono subito se ci sono delle falle.

Ma falle non vi erano, non era stata lei ad uccidere.

E neppure possiamo presupporre che l’omicidio sia avvenuto prima, magari da parte del marito, perché anche in questo caso avrebbe lasciato trapelare una grande emotività e sicuramente si sarebbe tradita.

Pertanto dobbiamo supporre l’ipotesi ritenuta dagli inquirenti e dai criminologi più remota, e cioè che in quel breve lasso di tempo qualcuno si sia introdotto in casa ed abbia commesso l’omicidio.

E’ un ipotesi remota ma possibile.

Non potremo mai sapere le motivazioni del perché tale individuo abbia commesso un simile efferato omicidio, certo è che vi sono troppi punti che riportano appunto ad un terzo, persona forse sconosciuta alla famiglia, persona probabilmente che non faceva parte dei vicini, ma che per qualche oscuro motivo ha commesso l’orribile fatto.

Leggevo che il non aver trovato l’arma va a discapito della Franzoni perché se l’omicidia fosse stato trovato all’esterno con l’arma sarebbe stato inevitabilmente smascherato.

Io non so quale mente bacata abbia elaborato una teoria del genere, dal momento che l’arma poteva anche essere una roncola che l’assassino si teneva dentro i pantaloni.

Chiaramente l’assassino sapeva bene, in quei pochi minuti che ha operato, chi c’era intorno, sapeva bene che non vi erano forze dell’ordine, e sapeva bene che nessuno avrebbe visto l’arma dentro i pantaloni, sempre che qualcuno lo abbia visto (nel qual caso avrebbe anche taciuto ; classica omertà dei montanari).

175
20 Lug 2008
alle 13:03

assunta

guagliu è trp frisk raffaello o cantante napulitan . nu pensat e strunzat pensat e cantant napulitan come alessio e raffaello rosario miraggio ecc....  apparte che tt e 3 so brav a canta e soprattutto alessio e raffaello so i chiu bell so trp frisk nu pensat e strunzat  blea. t amo raffaellooooo si o megl cant trp buon nu bac carnal carnal. ti amo alessio t amo rosario miraggio

174
26 Mag 2008
alle 21:50

Renzo

Ma avete visto i filmati ? Sin dove arrivavano gli schizzi di sangue ?

Chi asserisce che si tratta di morte naturale, sa dirci in quali altri casi si sono verificati analogie simili e li può documentare ?

Grazie.

 

173
26 Mag 2008
alle 12:05

Riccardo

Sono d'accordo con Francesca, vorrei poprio che il dottor Migliaccio ci spiegasse come può aver fatto il bambino a rimettersi a letto, con le mani lungo i fianchi, e a coprirsi la faccia dopo aver avuto quella sorta di "aneurisma"...

Piuttosto, ho letto recentemente un libro intitolato "la chiave di Cogne", scritto da due giovani giornaliste (qualche info su  http://www.ibs.it/ser/serdsp.asp?redir=no&isbn=9788879070300).Credo sia l'analisi più seria mai uscita sul caso, ricostruisce tutta la vicenda mettendo in evidenza una dopo l'altra tutte le contraddizioni emerse dai racconti di Annamaria Franzoni...è difficile, una volta finita la lettura, avere ancora dei dubbi su come sono andate le cose!!! se qualcun altro di voi l'ha letto mi faccia sapere che ne pensa!

un saluto 

172
24 Mag 2008
alle 19:06

Renzo

Tipico comportamento italico.

Sempre qualcuno a voler correggere il prossimo.

Per quanto mi riguarda il Pof. Viglino è una persona preparata e corretta.

In qualcuno di voi mi pare di vedere solo invidia professionale.

State cercando di mischiare le carte per ottenere non si sa bene che cosa.

Il piccolo Samuele è morto massacrato dalla mamma.

Vergognatevi.

171
24 Mag 2008
alle 00:02

marco

Con il riaffacciarsi mediatico del caso Cogne questa discussione, così come altre, riprenderà per un indeterminato periodo vita, a differenza del soggetto della vicenda.

Solo una cosa vorrei ricordare: ogni opinione è lecita, ogni teoria. Dobbiamo saper accogliere il punto di vista dell'altro così come lui con il nostro. Comprendere le motivazioni dell'altro e le nostre, e convenire in una discussione costruttiva senza avere velleità inconsce di affermare le prorpie tesi.

Cerco di riassumere per esser più chiaro.

A è convinto della tesi della morte naturale, e la argomenta, criticando il lavoro fatto da viglino e dai media tra gli altri.

B risponde confutando alcne tesi, alcuni dati e offrendo scenari diversi.

Intervento costruttivo energia e:

-i media creano informazioni di massa spesso infondate e tendenziose; mi riconosco in questa visione? presto attenzione alle informazioni che ricevo? nutro mai dubbi sulla oggettività o realtà di un fatto?

-le modalità di intervento delle forze dell'ordine sono migliorabili; in che direzione dovrei come cittadino muovermi per contribuire al miglioramento?

 -il lavoro di viglino non rappresenta la perfezione, si può intevenire per correggere eventuali errori o approfondire aspetti non valutati a sufficienza? è lecito farlo?

più nello specifico il nucleo centrale dovrebbe essere la falsificazione (vedi popper) dei dati in nostro possesso, e la sistemica dei processi.

Prima fase eliminare dati non veritieri.

Seconda fase procurarsi dati necessari allo scopo, e anche relativi all' "antiscopo".

Terza fase: convenire su ciò che si vuole ottenere.

A è convinto della morte naturale di Samuele? Allora si proponga alla famiglia e indaghi per conto suo, ma questo è stato fatto.

Il problema, duplice, è da un lato che A non si senta ascoltato, e pone l'intelligente problema della parzialità mediatica e di eventuali difficoltà ad accettare alcuni errori ovision, e dall'altro che a B sembra che A conduca tale lavoro per scopi personali, narcisistici o che non voglia vedere la realtà dei fatti, categorizzandolo nella schiera degli "alternativi per forza".

 

Finora è mancato completamente, se non appena sfiorato in alcuni interventi, il tono collaborativo.

Tono collaborativo soggiace a "lavoriamo insieme perchè ci interessa davvero capire e accertare ciò che è successo".

Non aver ragione o non averla o altro.

Dal registro dei post noto che più di una valida mente si è esposta su questo post ma che le energie sono state disperse in una direzione che non è quella di arrivare alla verità.

 Ad A dovrebbero risultare utilissime tutte le confutazioni poichè prorpio su quelle può approfondire, rinfirzare e proporre la sua teoria.

 

B invece potrebbe cogliere in A il tentativo di accertare una visione che pone scenari parecchio diversi, e quindi corroborare dopo averla messa a dura prova la convinzione personale della colpevolezza o no della sig.a Franzoni.

Cerco di essere produttivo anche io....

Rispondiamo alle ragazze degli ultimi tre post, forniamo risposte libere da interpretazioni.

Facciamo circolare a chi lo richieda foto o ricostruzioni dei processi citati, senza parlare su "voci".

>diamo riferimenti credibili e non opinioni.

 Se apro una enciclopedia medica ammalato di influenza posso riconoscere i sintomi di mille malattie più gravi: se sono consapevole delmio agito escluderò ipotesi troppo assurde , ma se mi lascio tentare dall'ipocondria renderò oggettiva e reale la mia morte imminente su false premesse. Tali false premesse risiedono nel metodo, nel processo, nell'analisi, nell'inteprestazione, non nel fatto.

Buona discussione, pensate allo scopo.

170
22 Mag 2008
alle 14:27

Giulia

@ francesca: concordo con te. Evidentemente il bambino, ormai ridotto in limine vitae, aveva ancora la capacità di compiere gesti finalistici. Pur avendo il cervello spappolato. Insomma, un miracolo mai visto....

169
22 Mag 2008
alle 14:14

francesca

X il dott. Migliaccio

vorrei sapere com'è possibile che un bambino di 3 anni, dopo essere caduto dal letto ed essersi spaccato la testa, possa essersi rialzato, aver sbattuto contro spigoli ed essersi rimesso a letto COPRENDOSI PER BENINO CON IL PIUMONE. perchè è così che, si disse all'nizio, era stato ritrovato. vorrei avere notizie di altri casi clinici, almeno uno documentato in letteratura, come quello si samuele.

168
22 Mag 2008
alle 14:06

Giulia

Voglio rendermi antipatica:

1) Se davvero il povero Samuele Lorenzi si è procurato quelle orripilanti ferite sbattendo il capo contro la testiera del letto (che non presentava spigoli acuminati) o contro il comodino, come mai nessuna delle due superfici dei mobili presentava le ovvie abbondanti macchie di sangue e materia cerebrale - nonché lembi di pelle e capelli - che si sarebbero dovute per forza produrre?

2) Un aneurisma può davvero provocare numerose - e scomposte - "esplosioni" del cranio, con proiezione di sangue e materia cerebrale tutt'attorno?

 3) Davvero una patologia grave come un aneurisma si scatena in un lasso di tempo tanto breve (5 minuti) senza che prima il paziente presenti alcun sintomo?

167
21 Mag 2008
alle 23:55

Dottor Giovanni Migliaccio

Ora sappiamo che un delitto,si, è stato commesso: è stata uccisa la giustizia!
E non è il primo nè sarà l'ultimo:a Firenze viene assolto perchè IL FATTO NON SUSSISTE il maggior indiziato come mandante per i delitti del Mostro;a Gravina hanno arrestato,messo alla gogna un innocente che avrebbe passato il resto della sua vita in galera se i corpicini dei figli non si fossero mai trovati,a Garlasco non riescono a trovare un colpevole,come a Perugia.
L'assassino della ragazza di Roma di tanti anni fa (Simonetta Cesaroni se non ricordo male) è ancora libero come quello della contessa Filo della Torre.
Fenaroli e Ghiani hanno passato la vita in galera e poi si è scoperto (e riferito dai nostri liberi giornalisti in sordina) che ad uccidere la moglie furono i servizi segreti.
La Franzoni ha ucciso il figlio? Bisognava allora condannarla all'ergastolo.
E' stata invece  libera per 6 anni, ha cresciuto due figli, ha condotto una vita normale senza un minimo cedimento, è stata ridotta la pena da 30 a 16 anni senza che il PM facesse una piega, è stata riconosciuta sana di mente e lo ha dimostrato in questi anni (con buona pace dei criminologi e degli psichiatri che avevano predetto la sua confessione nel giro di un mese).
Il bimbo è morto almeno due dopo l'evento, ma si è dato credito all'ora della morte stabilita dal Medico Legale nonostante l'ora del decesso sia stata segnalata in una Struttura Pubblica, l'Ospedale di Aosta.
Le lesioni riscontrate sul cadavere sono compatibili con una devastante emorrragia cerebrale da cause naturali. Il medico legale non ci ha neanche pensato. L'autopsia è stata incompleta e quindi quasi una formalità, dando già per scontato il risultato prima di iniziarla.
Infatti, per esempio, non è stata eseguita alcuna indagine sulle regioni sessuali del piccolo Samuele per ricercare o escludere una violenza sessuale da parte di un ipotetico mostro: non era necessario, era stata la madre perchè...perchè?

Non c'è che dire:la Magistratura  in Italia è davvero affidabile!

166
15 Apr 2008
alle 22:21

Giovanni Migliaccio

Caro Claudio,

tutto questo bel discorso che fai, addirittura asserendo di aver fatto una controperizia (anche tu?), lo vuoi capire che non ha alcun senso?

Il bambino è morto alle 10 del mattino.

Se colpito con un corpo contundente non sarebbe vissuto 1 minuto.

I fatti caro Claudio, i fatti...poi è bello fantasticare, ma per un medico in queste cose esiste la competenza, non la fantasia.

Quindi ragiona sull'anatomia, la fisiopatologia del trauma cranico con competenza e non con la realtà romanzata.

 

165
21 Mar 2008
alle 12:22

Claudio Sauro

Ma ora voglio riportare un colloquio che la giornalista Ilaria Cavo ha avuto con Viglino e che ha riportato nel suo libro “La chiamavano la bimba”.
Se leggete a pagina 147 c’è scritto “ Viglino allarga ulteriormente il campo delle possibilità facendolo iniziare dal momento in cui il medico (guardia medica) lascia l’abitazione di Montroz e finire all’ora in cui Annamaria esce di casa. Precisa “ Si tratta di collocare l’aggressione o in un tempo più vicino all’uscita della Franzoni , o in un tempo più vicino all’uscita della dottoressa Neri”
D’impulso un po’ incredula di fronte ad uno scenario così ampio, indefinito ma al tempo stesso rivoluzionario, gli chiedo per quale delle due ipotesi si sbilancerebbe: “ Ritengo che l’aggressione si debba collocare più vicina al tempo dell’uscita della guardia medica rispetto a quella della Franzoni” ammette a questo punto, dondolandosi un po’ sulla sedia, con quella pacatezza che da forza alle sue parole.
Così a distanza di anni, il professor Viglino sarebbe propenso ad anticipare ancora di più l’ora del delitto, addirittura ai primi momenti della mattina.

Ora questa confessione sconvolgente io ritengo che l’illustre Viglino avrebbe dovuto farla prima al RIS ed agli investigatori piuttosto che ad una giornalista.
Avrebbe capovolto molte cose e avrebbe potuto dar adito a diverse ipotesi.
Per intanto ti saluto Claudio

164
21 Mar 2008
alle 11:15

Claudio Sauro

Riporto un mio intervento fatto su Forum Panorama:

 

Oltretutto nelle indagini investigative del "caso Cogne" hanno fatto fin dall'inizio un errore madornale, o meglio l'ha fatto l'anatomo patologo che ha eseguito la perizia autoptica del piccolo Samuele.

Aveva inizialmente calcolato che l'ora delle percosse si potesse far risalire alle 8,10 minuti, pensando che dalle lesioni della arteria cerebrale media e della vena cerebrale media si fosse determinata una cospicua emoraggia e che tale emoraggia si fosse esaurita in dieci-quindici minuti causando un edema cerebrale maligno.

Ma quando mai una rapida emoraggia da un edema cerebrale maligno? Non c'è scritto su nessun testo di traumatologia cranica.

Un emoraggia lenta potrebbe dare un edema soltanto in presenza di cospicue lesioni del cranio ma in tempi molto piu lunghi.

Ho consultato anche neurochirurghi e traumatologi craniali: mi hanno detto che ci vuole almeno un ora perchè si sviluppi un edema cerebrale come quello del piccolo Samuele, con fuoriuscita di materia cerebrale da due ferite, la 3 e la 7.

Di questo si è reso conto anche l'anatomo patologo Viglino, che confidandosi un paio di anni dopo con la giornalista Ilaria Cavo, fa risalire l'ora delle percosse a poco dopo che è uscita la guardia medica, cioè alle 5,45.

Pertanto quando sono state date le percosse erano presenti entrambi i genitori, ed è poco probabile che sia stata la Sig.a Franzoni a darle, dal momento che il marito sicuramente con la sua forza sicuramente l'avrebbe fermata.

Pertanto è piu probabile che sia stato il marito ormai esausto perche aveva passato una notte insonne ed era reduce di una crisi di ansia della moglie, che avendo sentito nuovamente piangere Samuele, si sia avventato sul piccolo con il primo oggetto che gli è capitato ed abbia infierito violentemente su di lui sfondandogli metà del frontale e mandandolo in coma.

Forse la moglie ha cercato di fermarlo ed era li vicino, per questo si è sporcata il pigiama di spruzzi sia davanti che di retro.

Gli spruzzi sul retro infatti sono inspiegabili, e mi meraviglio che i periti non ne abbiano preso conto.

Commesso il fattaccio, è probabile che il Sig.Lorenzi si sia reso conto di aver commesso qualcosa di estremamente grave, forse pensavano il bambino gia morto, vedendolo in coma.

Pertanto ha pensato di non chiamare il 118 perchè sarebbe stato incolpato di omicidio, ma abbia istruito per bene la moglie sul da farsi, magari minacciandola anche.

E' probabile gli abbia detto : alle otto quando porterai Davide al pulmino, cerca di rimanere composta, di far finta di nulla, e poi quando torni a casa chiama il 118, ma non menzionare le ferite perchè la polizzia in tal caso potrebbe attivare dei posti di blocco ed io potrei non essere ancora giunto in ditta.

Dopo di chè, ha preso i suoi abiti sporchi di sangue e l'arma del delitto ed ha avuto tutto il tempo di occultarli.

Non serviva invece occultare il pigiama della moglie, perchè poteva trovarsi sul letto mentre un presunto assassino si fosse introdotto in casa.

Ma il suo pigiama si era importante, dal momento che se c'era lui in casa, nessun assassino avrebbe potuto introdursi per uccidere il piccolo Samuele.

Infatti la Sig. Franzoni, per attivare il 118 invocherà il vomito ematico, che non è mai esistito per Samuele, come dimostrerà la perizia autoptica, ed eluderà completamente le ferite che erano la cosa più eclatante se si pensa che da alcune ferite fuoriusciva materia cerebrale.

Inpltre non chiamerà il marito sul suo cellulare, pensandolo ancora in viaggio, ma chiamerà la segretaria della ditta, che riferisse al marito che Samuele era morto.

Per quanto riguarda la perizia autoptica di Viglino, leggettevi la mia controperizia che si trova su Cronaca, "Note critiche alla perizia di Cogne"

s.c.

In linea

#12 09-03-2008 11:35Utente Registrato: 09-03-2008 Messaggi: 1 E-mail Re: Gravina, Perugia, Garlasco: gli investigatori non sanno più indagare?

Gentili amici

faccio parte della Polizia Scientifica e posso raccontarvi davvero tante cose riguardo alla situazione delle indagini tecniche in Italia.
I problemi sono almeno una decina, il primo è quello di fondo comune a tutti gli organi dellla P.A.: mancanza di mezzi e fondi con conseguente insufficiente remunerazione(un operatore di Polizia Scientifica non percepisce alcuna indennità specifica se non 0,52 € al giorno per il rischio da contatto con sostanze nocive).
Non voglio sindacalizzare la questione ma faccio presente che tutta la nostra attività è seguita dalla produzione di relazioni tecniche per le quali abbiamo responsabilità personali ed individuali in dibattimento, incluso il contraddittorio con Pm e avvocati.
Secondo problema: aggiornamento professionale inesistente e demandato alla discrezione individuale.
Terzo problema: nei Gabinetti Provinciali non è prevista la figura dirigenziale, il che equivale ad essere sottomessi a tutti i dirigenti degli altri uffici che spesso fanno uso delle nostre attività in maniera indiscriminata e non proporzionata (vedi servizi fotografici istituzionali).
Quarto problema: quasi totale ignoranza delle nostre tecniche da parte del personale degli altri uffici investigativi.
Quinto problema: a volte l'investigatore è affetto da una sindrome di onnipotenza che va decisamente in contrasto con l'oggettività con cui NOI siamo abituati a ragionare, la Polizia Scientifica lavora per la verità, non per arrestare il primo che capita.
Sesto problema: il cinema e la TV hanno fatto una cassa di risonanza enorme intorno alle nostre tecniche con conseguente aggiornamento delle tecniche criminali da un lato e da un aumento della richiesta del nostro intervento da parte di pattuglie operanti sul territorio dietro insistenze dei cittadini.
Settimo problema: i poliziotti non sono sicuri perchè non sono più tutelati dalla classe dirigente e quindi preferiscono chiamare la scientifica per due foto piuttosto che relazionare e descrivere.
Ottavo problema: la buona parte di noi è del ruolo Agenti mentre la gran parte degli appartenenti agli organi investigativi è del ruolo Ispettori, ciò spesso crea situazioni di preponderanza che vanno a danneggiare l'attività.
Nono problema: assenza di certificazioni di qualità e standard di lavoro, il che significa che si hanno metodologie diverse in base alle diverse realtà.
Decimo: ricorso ai nostri servizi per reati poco significanti (dna per furto di ciclomotore).
Continua....

Non in linea

#13 09-03-2008 12:29s.c. Utente Registrato: 17-08-2007 Messaggi: 154 E-mail Re: Gravina, Perugia, Garlasco: gli investigatori non sanno più indagare?

Capisco in pieno tutti questi problemi, e capisco in pieno che per il caso di Cogne, che io ho seguito, il RIS non ne ha nessuna colpa.

Come poteva non prendere atto delle considerazioni dell'illustre anatomo patologo Viglino che allora faceva risalire le percosse alle 8,10?

Come poteva in base a queste considerazioni non incolpare la madre Sig. Franzoni, dal momento che in otto minuti di sua assenza era praticamente impossibile che un intruso si fosse introdotto in casa per uccidere il piccolo Samuele.

Pertanto il RIS ha fatto del suo meglio.

Salvo stà che due anni dopo l'illustre anatomo patologo Viglino, confida alla giornalista Ilaria Cavo che è probabile che le percosse siano state date poco dopo l'uscita della guardia medica, intorno alle ore sei del mattino, quando entrambi i coniugi erano presenti.

Perchè l'illustre Viglino non ha fatto queste confidenze ai periti anzichè ad una giornalista?

E' probabile che in questi anni ci abbia dormito sopra e ci abbia ripensato, per spostare l'ora della morte di un ora e più.

Forse la mattina che ha eseguito l'autopsia aveva dormito male, infatti invoca come possibili armi del delitto, barre di ferro a spigoli vivi (che taglierebbero la testa ad un toro), mazze ( che ridurrebbero il cranio in poltiglia), oltra a strumenti di uso domestico come pentole o pentolini.

Ora come si può mettere insieme le mazze ad i pentolini?

Io penso propri avesse dormito male.

Il RIS saggiamente ha ipotizzato delle armi compatibili con le lesioni, come un mestolo di rame o un pentolino di rame.

A questo punto però sarebbe giusto ed onesto che la Cassazione sapesse la verità.

Se accusa un innocente, per un delitto non commesso, dopo tutte queste " rivelazioni" significa che in Italia siamo veramente messi male.

Dott. Sauro Claudio

s.c.
163
15 Dic 2007
alle 19:16

Giovanni Migliaccio

Appunto Sauro, le perforanti irrorano l'ipotalamo, il tronco ecc.

E' chiaro che se si rompe un arteria o un aneurisma a seconda che subentrino immediatamente o no fenomeni coagulativi si può avere emorragia massima o solo subaracnoidea.

La rottura dei seni venosi porta a morte immediata. Questa è la prova che il bambino non può essere stato colpito con colpi sul cranio perchè sarebbe morto all'istante per rottura sel Seno Sagittale Superiore. Invece è morto circa due ore dopo.

Non si possono fare paragoni tra la rottura di un vaso cerebrale con uno qualsiasi del resto del corpo.

Ciao!

162
15 Dic 2007
alle 10:32

Claudio Sauro

Ti capisco Migliaccio. Io ho voluto riportare queto colloquio fra la giornalista e Viglino per dimostrare tutte le incongruenze di quella perizia.

Viglino prima è passato dalla percosse che dovevano collocarsi alle 8,10, poi ha corretto il tiro ed ha spostato le percosse alle 7,30. Nel colloquio sopra descritto sposta le percosse alle ore sei circa.

Dimmi tu se è una perizia seria?

Comunque dicevi che la rottura di un arteria intracerebrale del calibro di 1 mm causa morte nel giro di un secondo; io ho sempre saputo che questo avviene se un arteria di tal genere si rompe nel bulbo.

Se si rompe invece nel bel mezzo del cervello può dare emorraggia massiva con edema e conseguente grave ictus, talvolta subentra il coma.

Per le arterie lese invece, e per giunta periferiche ( guarda ho proprio sotto mano il testo di taumatologia di M. Barber) è molto difficile stabilire l'entità dell'emorraggia e l'ora della morte perchè come ho sopra detto possono intervenire fenomeni come il collassamento dell'arteria o la trombizzazione.

A meno che M. Barber non si sbagli, ma poichè mi pare un testo abbastanza serio e consistente dubito che incorra in simili errori.

Del resto Viglino stesso ha avuto i suoi dubbi ed ha corretto ripetutamente il tiro.

Claudio

161
14 Dic 2007
alle 23:41

Giovanni Migliaccio

Non ho più voglia di parlarne, Sauro.

Ti dico solo che la vascolarizzazione del cervello bisogna conoscerla e il fatto che le arterie perforanti, per es., che sono del calibro di 1/2 mm, ti possono portare a morte in meno di 1 sec., non vale il paragone con la femorale.

Le vene del cervello si chiamano seni venosi e la loro rottura, soprattutto traumatica, ti porta a morte in 1 min. o poco più e non puoi paragonare la loro lesione con la lesione di una qualsiasi vena del corpo.

Queste cose dille anche alla Pozzi.

Ciao

160
14 Dic 2007
alle 17:03

Claudio Sauro

Volevo dire oltretutto che la medicina si può collocare come scienza, agli antipodi della matematica.
Certo ci sono dei fenomeni che possono collocarsi entro un lasso di tempo abbastanza rigido: ad esempio il trancio netto di una grossa arteria come la femorale mi può dare quasi la certezza che nel arco di dieci minuti l’individuo si dissangua.
Ma nel caso di Samuele si parla di lesioni a carico di arterie e vene minori; dalla lesione di un’arteria non si può quantizzare con precisione il tempo di dissanguamento perché possono subentrare diversi fattori: la possibilità che l’arteria collassi, la possibilità che si formino dei trombi.
Ma ora voglio riportare un colloquio che la giornalista Ilaria Cavo ha avuto con Viglino e che ha riportato nel suo libro “La chiamavano la bimba”.
Se leggete a pagina 147 c’è scritto “ Viglino allarga ulteriormente il campo delle possibilità facendolo iniziare dal momento in cui il medico (guardia medica) lascia l’abitazione di Montroz e finire all’ora in cui Annamaria esce di casa. Precisa “ Si tratta di collocare l’aggressione o in un tempo più vicino all’uscita della Franzoni , o in un tempo più vicino all’uscita della dottoressa Neri”
D’impulso un po’ incredula di fronte ad uno scenario così ampio, indefinito ma al tempo stesso rivoluzionario, gli chiedo per quale delle due ipotesi si sbilancerebbe: “ Ritengo che l’aggressione si debba collocare più vicina al tempo dell’uscita della guardia medica rispetto a quella della Franzoni” ammette a questo punto, dondolandosi un po’ sulla sedia, con quella pacatezza che da forza alle sue parole.
Così a distanza di anni, il professor Viglino sarebbe propenso ad anticipare ancora di più l’ora del delitto, addirittura ai primi momenti della mattina.

Ora questa confessione sconvolgente io ritengo che l’illustre Viglino avrebbe dovuto farla prima al RIS ed agli investigatori piuttosto che ad una giornalista.
Avrebbe capovolto molte cose e avrebbe potuto dar adito a diverse ipotesi.
Per intanto ti saluto Claudio

159
29 Nov 2007
alle 12:10

Claudio Sauro

Chiedo alla Spettabile Redazione che cancelli il mio intervento 153 "NOTE CRITICHE ALLA PERIZIA VIGLINO "

Grazie.

Dott.Sauro Claudio

158
25 Nov 2007
alle 16:21

Claudio Sauro

Sempre per il RIS di Parma.

Certamente avrete capito cosa intendo, tutto è sintetizzato in queste righe, le mie sono pure supposizioni, la verità è solo mia relativa. Tutto è emerso ultimamente da riflessioni, considerazioni, deduzioni.

Pertanto posso anche sbagliarmi.

Certamente voi avrete delle motivazioni molto più valide per sostenere la vostra tesi.

Pertanto cordialmente vi saluto Dott. Claudio Sauro

157
25 Nov 2007
alle 11:51

Claudio Sauro

Lettera indirizzata al RIS di Parma

Preso atto che dopo consultazioni con colleghi neurochirurghi ritengo l’ipotesi dello schiacciamento con scarpone da montagna la più plausibile anche in relazione alla conformazione delle ferite, preso pure atto che Viglino nel descrivere le sue lesioni craniali facendo un po’ di confusione intenda quelle sottostanti alle 17 ferite, vorrei sottolineare che l’ipotesi dell’intruso da me formulata è del tutto gratuita e non corrisponde a quello che veramente penso, pertanto vorrei chiedere scusa a certi personaggi citati in precedenza quali Guichardaz Gino, Robioglio Marco e Ruffier Osvaldo che non ritengo assolutamente responsabili ed ai quali pertanto chiedo scusa, vorrei far presente all’Rispettabile RIS che nell’additare la madre ha trascurato metà dell’indagine.Se solo aveste tenuto conto del parere relativo all’ora delle percosse del Dott. Iannizzi, se solo aveste pensato alle parole del Manzoni  relativamente al ritrovamento della Monaca di Monza forse avreste centrato l’obiettivo.A proposito non illudetevi di trovare succhi gastrici nelle goccioline di sangue sui muri, dal momento che se in prima fase possono essere stati espulsi in quantità estremamente modesta, successivamente lo contrazione violenta dello stomaco può aver espulso sotto pressione solo aria.Per quanto riguarda la diversa caratteristica delle lesioni craniali corrispondenti alle fratture, questa è pure spiegabilissima con l’ipotesi dello scarpone: ovviamente dove il peso era massimo corrispondeva una lesione ossea a tipo stella perché era prima di tutto il tavolato esterno che cedeva.Se invece volete accettare l’ipotesi di Viglino, della diversissima volocità espressa all’arma liberi di farlo, ma vi chiedo: essendo solo due o tre ferite degne della “ stella”, come può l’arma aver scagliato ovunque tante gocce? Come può essersi interposto il piumone fra la ferita parieto- occipitale e l’arma del delitto ? Come può il piumone non essersi rotto in corrispondenza della zona di impatto?Arrampicatevi pure sugli specchi.Ma non sapete vedere ciò che è avvenuto anche dopo l’omicidio?Più in la non posso spingermi, sarebbe troppo. Sappiate solo che ho scritto queste righe in rispetto della verità.

Dott. Claudio Sauro

156
25 Nov 2007
alle 11:50

Claudio Sauro

Lettera indirizzata al RIS di Parma

Preso atto che dopo consultazioni con colleghi neurochirurghi ritengo l’ipotesi dello schiacciamento con scarpone da montagna la più plausibile anche in relazione alla conformazione delle ferite, preso pure atto che Viglino nel descrivere le sue lesioni craniali facendo un po’ di confusione intenda quelle sottostanti alle 17 ferite, vorrei sottolineare che l’ipotesi dell’intruso da me formulata è del tutto gratuita e non corrisponde a quello che veramente penso, pertanto vorrei chiedere scusa a certi personaggi citati in precedenza quali Guichardaz Gino, Robioglio Marco e Ruffier Osvaldo che non ritengo assolutamente responsabili ed ai quali pertanto chiedo scusa, vorrei far presente all’Rispettabile RIS che nell’additare la madre ha trascurato metà dell’indagine.Se solo aveste tenuto conto del parere relativo all’ora delle percosse del Dott. Iannizzi, se solo aveste pensato alle parole del Manzoni  relativamente al ritrovamento della Monaca di Monza forse avreste centrato l’obiettivo.A proposito non illudetevi di trovare succhi gastrici nelle goccioline di sangue sui muri, dal momento che se in prima fase possono essere stati espulsi in quantità estremamente modesta, successivamente lo contrazione violenta dello stomaco può aver espulso sotto pressione solo aria.Per quanto riguarda la diversa caratteristica delle lesioni craniali corrispondenti alle fratture, questa è pure spiegabilissima con l’ipotesi dello scarpone: ovviamente dove il peso era massimo corrispondeva una lesione ossea a tipo stella perché era prima di tutto il tavolato esterno che cedeva.Se invece volete accettare l’ipotesi di Viglino, della diversissima volocità espressa all’arma liberi di farlo, ma vi chiedo: essendo solo due o tre ferite degne della “ stella”, come può l’arma aver scagliato ovunque tante gocce? Come può essersi interposto il piumone fra la ferita parieto- occipitale e l’arma del delitto ? Come può il piumone non essersi rotto in corrispondenza della zona di impatto?Arrampicatevi pure sugli specchi.Ma non sapete vedere ciò che è avvenuto anche dopo l’omicidio?Più in la non posso spingermi, sarebbe troppo. Sappiate solo che ho scritto queste righe in rispetto della verità.

Dott. Claudio Sauro

155
23 Nov 2007
alle 17:12

Claudio Sauro

Qualcuno mi potrebbe obiettare che è impossibile che Samuele abbia sporcato le pareti con il vomito a getto dal momento che era coperto dal piumone.

Ora è chiaro che il vomito a getto si manifesta nella prima fase dell’edema cerebrale, durante la quale il bambino può andare incontro anche a delle violente clonie, pertanto se inizialmente, nella fase più acuta del vomito aveva la testa fuori dal piumone, successivamente può essere scivolato in basso ed essere finito sotto il piumone e questo quando gli episodi più eclatanti del vomito erano già cessati e rimanevano soltanto dei deboli rigurgiti ma sufficienti comunque a fare una grande impressione alla madre che lo riferisce subito al 118.

Dott. Sauro Claudio

154
23 Nov 2007
alle 16:14

Dott.Sauro Claudio

IL  VOMITO A GETTO Dopo questa mia ipotesi, che qualcuno avrebbe potuto essere salito sul letto dove si trovava Samuele, ed aver gravato con tutto il peso (poniamo 70-80 Kg) sulla fronte del piccolo(indossando uno scarpone), causando lo sfondamento di una parte del frontale (che si è plurifessurato) e pure la frattura parieto occipitale a mappamondo e le ferite diversamente conformate, si pone il problema del perché di tante gocce ematiche sulle pareti e sul soffitto.Ora è noto che quando si sviluppa un edema cerebrale maligno, è molto probabile si abbia pure un vomito a getto. Tale vomito, non è un vomito qualunque, ma comporta una violentissima contrazione della muscolatura gastrica e diaframmatica che spinge in alto i succhi gastrici con estrema violenza tanto da scagliarli a 4-6 metri.Ora nel caso di Samuele è probabile che i succhi gastrici abbiano trovato la bocca serrata per il danno neurologico, pertanto sono passati con grande forza attraverso le fessure fra i dentini del piccolo ed hanno trascinato con se tutto il sangue che colava sulla bocca dalle ferite frontali.E’ il modo più logico per spiegare perché vi erano tante gocce anche sul soffitto ed a grande distanza, al di fuori della portata di qualsiasi arma.E’ probabile che tale vomito si sia ripetuto cinque o sei volte, ed è del tutto probabile che all’ultima fase abbia assistito anche la Franzoni che infatti lo riferisce al 118. E’ pur vero che omette le ferite, ma nelle situazioni drammatiche si tende a sottolineare il sintomo più eclatante.Del resto cosa avrebbe potuto dire, sommersa dalle domande della centralinista Nives Callipari, che le ha lasciato ben poco spazio per esprimersi.La Franzoni stessa dirà alla giornalista Ilaria Cavo “ sputava sangue fra i denti”.Pertanto io sospetto che un presunto assassino:-          Sia entrato in casa-          Abbia schiacciato con lo scarpone la fronte del piccolo-          Sia fuggito rapidamente (tempo non più di due-tre minuti)-          Non sia stato visto o notato dal momento che non tutti sono sempre li alla finestra che quardano-          Abbia compiuto il gesto o perché mentalmente disturbato o per sistemare dei conti con i Lorenzi-          E’ probabile tenesse d’occhio la famiglia al fine di accertarsi se il più piccolo sarebbe rimasto a casa in un periodo nel quale è molto facile che i bambini restino a casa o per influenze o per malesseri-          Non ritengo la porta di ingresso un problema dal momento che poteva avere delle chiavi pas-par-tu e nei giorni precedenti aver avuto pure il tempo di provarleRiconosco che ciò che ha voluto infliggere ai Lorenzi va al di la di qualsiasi logica normale, ma dal momento che ci sono anche le logiche anormali, ed il mondo ne è pieno non lo ritengo improbabile.Dott. Claudio Sauro

153
22 Nov 2007
alle 19:18

Claudio Sauro

NOTE CRITICHE ALLA PERIZIA VIGLINO I DATI NECROSCOPICI

(pagina 1) L’esame necroscopico sulla salma appartenuta in vita a Lorenzi Samuele ebbe luogo, come anticipato in premessa, in due tempi.
Inizialmente, in data 31.1.2002, si è proceduto all’esame esterno della salma, rilevando quanto qui di seguito riportato:
Giaceva ignudo sul tavolo anatomico cadavere di infante di età apparente pari alla reale (di anni tre circa), normoconformato in ogni sua parte, in assenza di anomalie scheletriche di primo apprezzamento ispettivo.
La cute era pallida nelle zone elevate, mentre nelle zone declivi si rilevava una pressochè assoluta assenza di macchie ipostatiche se si eccettuava un minimo accenno di tinteggiatura rosacea al dorso.
Rigidità cadaverica ovunque valida e tenace.
I globi oculari erano afflosciati, le cornee opacate e le pupille fisse, in media midriasi.
Imbrattamento ematico ormai essiccato al volto, al collo e al capillizio, dilavabile con difficoltà.
Ad un primo apprezzamento ispettivo, ictu oculi, erano apprezzabili multiple soluzioni di continuo cutanee del tipo delle ferite lacero contuse di diverse dimensioni, profondità e caratteristiche, con evidente fuoriuscita di materiale cerebrale.Le multiple si saprà poi che sono solo due, la ferita n.3 e la ferita n. 7

Le lesioni erano situate esclusivamente in regione frontale destra e sinistra, subito al di sopra delle arcate sopracciliari.Si tenga presente questo particolare perché verrà ritrattato

Se ne apprezzavano di diverse dimensioni: le più vaste a livello della bozza frontale destra e dell’arcata sopracciliare sinistra.
Nella vasta lesione situata nella regione frontale destra era infissa paletta ossea-frammento di teca cranica-disposta disposta a sportello e conficcata ortogonalmente nel parenchima cerebrale sottostante.Il fatto che sia presente paletta ossea non deve far credere che è ferita penetrante, ma fessurata; la paletta ossea infatti come un frammento del tavolato esterno che il cervello uscendo ha trascinato con se. Se fosse ferita penetrante avrebbe dovuto specificare “ferita penetrante”

In corrispondenza dell’arcata sopracciliare di sinistra, sul fondo di vasta flc, si apprezzava frattura della lamina ossea con infossamento.In questo caso usa la dicitura di lamina ossea, cioè chiaramente riconducibile al tavolato estero o interno. Se fossero state ferite penetranti anziché fessurate, Viglino avrebbe dovuto dire “ferite penetranti”; un omissione di questo genere sarebbe un omissione grave.

L’armonica conformazione del cranio appariva modificata soprattutto nella sua porzione anteriore a causa dello sfacelo traumatico della porzione frontale del neurocranio: erano presenti aree depresse con perdita di sostanza e fuoriuscita di materiale cerebrale sotto pressione, circondate da aree più estroflesse con presenza di piccole fenditure da cui fuoriusciva sostanza encefalica; scrosci a tipo “sacco di noci” erano apprezzabili palpatoriamente.Anche in questo caso sembra che le ferite da cui esce materia encefalica siano molte, mentre come poi sapremo dalla numerazione sono soltanto due.

Il complesso lesivo interessava il capo nella sua porzione frontale e temporo-parietale bilateralmente.Qui Viglino modifica completamente quello che in precedenza aveva detto, e cioè che le ferite erano situate esclusivamente in regione frontale dx e sx subito al di sopra delle arcate sopraciliari

Successivamente, al fine di meglio apprezzare la morfologia e l’entità delle lesioni cutanee, situate, peraltro, in un’area estremamente ristretta e coperta da folto ed abbondante capillizio, si è deciso di rasare per quanto possibile il cuoio capelluto con rimozione dell’imbrattamento ematico mediante dilavatura di acqua corrente a temperatura ambiente.Attenzione le lesioni sono situate in un area estremamente ristretta, dicitura che qualsiasi anatomo patologo userebbe per una zona non più vasta del polpastrello di un pollice. Inoltre dopo aver detto che le ferite sono situate soltanto sulla fronte taglia i capelli per meglio apprezzare la morfologia e l’entità delle lesioni cutanee. E incredibile, questo bambino ha i capelli che iniziano immediatamente sopra le palpebre

Si dà atto come in corso di tali manovre si è prestata estrema attenzione a raccogliere, per quanto possibile, i piccoli frammenti ossei, ciò nonostante è probabile che piccole schegge siano comunque andate perse nel liquido di lavaggio.
Così messe in evidenza le ferite cutanee, queste venivano numerate sequenzialmente da destra verso sinistra, così come appare nella documentazione fotografica delle lesioni; le ferite stesse sono state catalogate morfologicamente per aspetto e dimensioni secondo lo schema che segue.

Ferita 1: lunghezza 12 mm, disposta verticalmente lungo l’asse maggiore del corpo, anteriormente al trago di destraNon si specifica la profondità

Ferita 2: forma triangolare, misurante mm 3x2x2; profondità 2mm; situata al di sopra dell’inserzione dell’elice di destra

Ferita 3: forma a losanga, con lunghezza di 13mm e fuoriuscita di parenchima cerebraleNon viene descritto il luogo esatto in cui si trova relativamente ad esempio ad un punto di riferimento (occhio, sopracilia ecc)

Ferita 4: lunghezza mm13, e piccola lacerazione superficiale. (fine pagina 1)Non viene descritta la profondità e neppure il luogo

(pagina 2)
Ferita 5: di forma trinagolare, misurante mm 13x13x14, specillabile fino al tavolato osseo

Ferita 6: forma a mandorla, ovalare, con asse maggiore della lunghezza di 16mm (possibile esito di frattura esposta)Possibile esito? Forse si era già cicatrizzata? Inoltre non viene descritto il luogo

Ferita 7: lunghezza 50mm con formazione ovalare, divaricazione dei lembi con frammento osseo nel contesto e fuoriuscita di materiale cerbrale.Non si capisce che ferita sia e dove si trovi di preciso. E’ una ferita penetrante? Certamente no altrimenti avrebbe dovuto scrivere chiaramente “ferita penetrante”. E’ una ferita con infossamento che arriva fino al tavolato osseo, fessurata e da cui usciva materia cerebrale e che aveva un frammento osseo nel contesto? Nel qual caso avrebbe dovuto scrivere: “ampia ferita di forma ovale con asse massimo di 5cm, infossata fino al tavolato osseo nel quale è presente fessurazione da cui esce materia cerebrale nel cui contesto è presente frammento osseo”

Ferita 8: conformata a lembo, della lunghezza 5cm con corda di 34mm; il lembo è ancora all’indietro; sono presenti sul fondo caratteristiche lacinie fibrose.Non si capisce la profondità ed il luogo dove si trova. Il fatto che nel suo contesto siano presenti lacinie fibrose farebbe pensare che che superi il millimetro

Ferita 9: figurata ad “H” e/o semiluna; trasversalmente misura 10mmManca la profondità ed il luogo

Ferita 10: figurata a “T” con branca superiore della lunghezza di 30mm e branca verticale di 28mm che si estende fino al canto palpebrale interno dell’occhio sinistro. Si intravede al di sotto breccia ossea rettilinea sovraorbitaria

Ferita 11: figurata ad “U”rovesciata. Avvicinando i margini assume aspetto a tre branche di tipo triangolare (come la ferita 9), misurante mm 21x20x14.Non è specificata la profondità ed il luogo

Ferita 12: lineare, lunga mm11, interessante nel punto centrale il cuoio capelluto a tutto spessore

Ferita 13: configurazione ad “S” italica, lunga complessivamente 35mm (vedi foto)Non è specificata la profondità ed il luogo

Ferita 14: lineare, con maggior incisura verso il basso, della lunghezza di mm6 (verosimilmente da frattura esposta)Forse non aveva uno specillo per verificare se era esposta o meno. Inoltre non specifica il luogo

Ferita 15: triangolare, con apice rivolto frontalmente, misura mm 6x6x6Non si specifica la profondità ed il luogo

Ferita 17: lineare, leggermente curva a convessità frontale, lunghezza 5mm.Non si specifica la profondità ed il luogo. Inoltre la 16 viene completamente dimenticata

Si fa rilevare come la numerazione sia del tutto casuale e non alluda a distribuzione o sequenza dei colpi inferti.La numerazione è casuale? Ma non le ha contate da dx a sx? Cosa intende dire?

La documentazione fotografica mette, appunto, in evidenza la presenza di brecce ossee in continuità con le lesioni tegumentarie e la fuoriuscita di parenchima cerebrale sotto pressione “a pomata” o a “dentifricio” (segno di importante, verosimile, edema cerebrale).
E’ stata altresì rilevata lesività di tipo contusivo a carico del 2° e 3° raggio della mano sinistra.
Infatti, in corrispondenza dell’articolazione interfalangea prossimale di entrambe le dita si apprezza area contusa ovalare, del diametro maggiore di circa 2cm, profondamente infiltrata. Sulle nocche ed in corrispondenza della prima falange del 3° raggio sono apprezzabili piccole flc triangolare di cui alcune sotto crosta ed altre a margini estroflessi.Piccole ferite lacero contuse di cui alcune sotto crosta? Forse la crosta si era formata prima del decesso. E’ chiaro che una ferita contusa a carico del 3° e 4° raggio della mano sinistra che presenta inoltre delle piccole ferite con crosta , Samuele potrebbe essersele procurate giocando in giardino alcuni giorni prima.


LA SEZIONE CADAVERICA

La sezione cadaverica è stata eseguita con la consueta tecnica del taglio longitudinale mediano per quanto riguarda la sezione degli organi del collo, del tronco e dell’addome.
Per quanto riguarda la sezione del capo si è cercato di conservare, per quanto possibile, l’integrità dello scalpo effettuando la rimozione dello stesso mediante un taglio circolare curando di mantenere indagabili le lesioni tegumentarie al fine di successivamente eseguire pi dettagliate indagini di laboratorio.
Si è provveduto, oltre che al routinario prelievo di frammenti di visceri per accertamenti istologici, al prelievo in toto dell’encefalo per successivo esame TAC dello stesso ed al prelievo della calotta cranica dalla regione sovraorbitaria alla protuberanza occipitale secondo le usuali tecniche settorie. (fine pagina 2)Non si capisce perché sia stato sottoposto l’encefalo a TAC anziché tutto il capo. La TAC è infatti preferenziale per le ossa anziché che per le parti molli; per queste infatti si deve eseguire una Risonanza Magnetica. E’ grave che non sia stata fatta una TAC del cranio in toto che avrebbe potuto rivelarci con precisione l’entità delle fratture esame oltretutto estremamente semplice.

(inizio pagina 3) Alla rimozione del cuoio capelluto si sono evidenziate raccolte ematiche (ematomi) in regione temporo-parietale bilateralmente infiltranti le fasce più profonde della galea.
Il neurocranio presentava profonde alterazioni fratturative dislocate dislocate esclusivamente a livello della volta cranica, che appariva fragile e sottile. La tipologia delle fratture craniche era quanto mai polimorfa ed erano presenti fratture lineari, circolari, che delimitavano aree di depressione del tessuto scheletrico con fratture raggiate all’interno.
A destra, in regione parieto-occipitale, era presente area di depressione fratturativa con fratture lineari disposte a stella con unico epicentro, delimitata da frattura circolare del tipo della lesione a mappamondo.
Tale lesione era l’unica lesione fratturativa non in corrispondenza di una lesione tegumentaria.Pare siano presenti dalla descrizione di Viglino aree fratturative su tutta la volta cranica però sottolinea che la frattura a mappamondo è l’unica priva di lesioni tegumentarie. Qui  veramente la confusione è completa dal momento che le ferite, come aveva in precedenza detto sono tutte frontali e sovra orbitarie.

La calotta è stata opportunamente scheletrizzata e ricomposta al fine di meglio apprezzare la tipologia delle fratture.
L’encefalo si presentava normale per dimensione e volume con circonvoluzioni fortemente appiattite per l’intenso edema cerebrale. I solchi apparivano ripieni di materiale ematico per la diffusa emorragia subaracnoidea, vasi piali fortemente congesti.
La sezione del viscere dimostrava congestione, costanze traslucide che mantengono a lungo la fovea digitale.
Perdita di sotanza a carico dei lobi frontali e multiple lacerazioni parenchimali in corrispondanza dell’area prerolandica bilateralmente.La perdita di sostanza a carico dei lobi frontali è spiegabile con la fuoriuscita di materia cerebrale a carico della ferita n.3 e n. 7. Che poi l’encefalo si presenti normale per dimensione e volume con circonvoluzioni appiattite per l’intenso edema cerebrale fa dedurre che in nessun altra parte della volta cranica vi erano aree di infossamento.

Ventricoli cerebrali con presenza di inondamento e plessi corioidei congesti.Viglino parla di innondamento a carico dei ventricoli cerebrali. Non si preoccupa di verificare se si sono rotti aneurismi del circolo di Willis. La grave lesione a livello della arteria cerebrale media avrebbe potuto portare del sangue nei ventricoli in quantità modesta.Altrimenti avrebbe dovuto scrivere “presenza di sangue nei ventricoli.

La scheletrizzazione successiva delle ossa della volta cranica ha messo in evidenza sfacelo fratturativo del neurocranio caratterizzato da perdita di sostanza frontale, da fratture lineari, circolari e stellate, come rammostra la seguente documentazione fotografica.
La documentazione fotografica non giustifica tante omissioni; per le ferite infatti non si può valutare la profondità se non con uno specillo.Inoltre la documentazione scritta deve essere sempre e comunque precisa e rigorosa.






CONSIDERAZIONI MEDICO-LEGALI

Quanto emerso dall’esame necroscopico effettuato sulla salma appartenuta in vita a Lorenzi Samuele, ha permesso, unitamente alle risultanze degli accertamenti strumentali e di laboratorio, di affermare quanto di seguito riportato.
Lorenzi Samuele, come già a suo tempo anticipato all’Ill.mo Sig. P.M., venne a morte per gravissimo trauma cranio-encefalico con sfacelo traumatico del neurocranio, profonde lesioni del parenchima cerebrale, anemia metaemorragica severa conseguente a lesione di grosse ed importanti formazioni vascolari meningee ed encefaliche con relativo shock ipovolemico ed edema crebrale “maligno”.E’ incredibile che Viglino mette in relazione l’anemia metaemorraggica severa con l’edema cerebrale maligno. Ma quando mai? Un anemia severa dà anossia cerebrale, cioè mancanza di ossigeno, ma l’ipovolemia, cioè la mancanza di sangue e di liquidi contrasta l’edema.

Le lesioni che hanno prodotto la morte del piccolo Samuele sono state determinate dall’applicazione di energia contusiva distribuita in più colpi che hanno attinto l’ovoide cranico in regione frontale e temporo-parietale bilateralmente.
In corso di esame sono state rilevate 17 ferite che presentano univocamente le caratteristiche peculiari delle ferite lacero-contuse.Qui Viglino è chiarissimo, non ci sono ferite penetranti ma solo lacero contuse.

Per quanto si evince, poi, dalla morfologia delle lesioni rilevate , sia a acarico dei tegumenti che delle formazioni scheletriche, si è potuto ipotizzare che, con buona probabilità, le stesse sono state prodotte da corpo contundente che presente le seguenti caratteristiche:

facile ed agevole impugnabilità
rigidità
di buona consistenza
dotato di margini acuti, rettilinei e spigoli vivi (fine pagina 4)Si tenga presente la diversa morfologia e profondità delle ferite. L’oggetto ipotizzato da Viglino, che più avanti dirà “potrebbe essere una barra di ferro a spigoli vivi” taglierebbe in due non solo la testa di un bambino ma pure di un adulto

(pagina 5) Ciò detto preliminarmente in modo sintetico, veniamo ora a discutere di alcuni aspetti salienti che l’indagine tecnica ha messo in evidenza.
Innanzitutto le caratteristiche delle lesioni tegumentarie sono incontrovertibilmente quelle proprie delle “ferite lacero-contuse”.
Le stesse presentano, in modo univoco, quegli aspetti scolastici, propri delle ferite lacere, da ricondursi ad un’azione contusiva violenta idonea a vincere la resistenza della cute e del cellulare sottocutaneo.
Tali aspetti delle ferite lacere sono:

-la constusione con schiacciamento e mortificazione dei margini
-l’irregolarità di questi
-lo scollamento dei tegumenti dai piani profondi soprattutto se in corrispondenza di strutture scheletriche rigide
-la retrazione dei margini con presenza di “ponti fibrosi”.

Esperienza medico-legale permette di affermare, poi, che l’aspetto morfologico della ferita lacera solo raramente riproduce in modo attendibile il tipo o il disegno dello strumento contundente.
Ad esempio una barra d’acciaio, dotata o meno di margini acuti, non produce solo lesioni lineari allorchè attinga, ad esempio, il capo, ma può produrre lesioni stellate quali, ad esempio, quelle rilevate sulla persona di Lorenzi Samuele soprattutto se poi il corpo contundente è dotato di diverse morfologie: margini acuti, spigoli vivi (Di Maio e Coll: Forensici Pathology, Second Edition).
Le lacerazioni cutanee si verificano pi comunemente su quelle superfici in cui la cute è fissa a strutture sottostanti rigide come a livello del cuoio capelluto, mentre lacerazioni cutanee sono più rare laddove la cute può essere facilmente plicata o torta.
I ponti fibrosi, visibili sul fondo della ferita, permettono, poi, una perentoria diagnosi differenziale con le ferite da taglio o punta e taglio.
Lo studio medico-legale delle ferite lacero contuse comprende la ricerca di eventuali tracce di materiale estraneo sul sondo delle stesse, al fine di eventualmente poter fornire dati utili ad indirizzare verso l’identificazione del mezzo produttivo della lesione.
Ancora, la tipologia della ferita lacera, ad esempio le ferite cosiddette a lembo, può indirizzare in merito all’orientamento e alla direzione dei colpi.
Nel caso in esame, appunto, la ferita numero 8 situata al vertice del capo che presenta le caratteristiche della lesione a lembo consente di affermare come l a stessa sia dovuta ad un colpo che attinge tangenzialmente il capo al vertice.
La presenza in corrispondenza e sul fondo delle ferite lacere di lesioni viscerali o scheletriche in continuità e contiguità con la lesione cutanea consentono, poi, di ipotizzare fondamentalmente la direzione del colpo.
Nel caso del piccolo Samuele i colpi paiono attingere, quasi tutti, il capo con direzione dall’avanti all’indietro, per lo più ortogonalmente agli assi maggiori, pur con rotazioni possibili verso destra e sinistra di 45-50°, rotazioni passive correlate correlate all’energia impressa dai singoli colpi di volta in volta.
Nel caso in esame alcune ferite lacero-contuse, ancorché di piccole dimensioni, corrispondono ad infossamenti delle ossa della teca o semplicemente del tavolato esterno della stessa con fratture stellari delimitate perifericamente da fratture circolari del tipo della frattura a mappamondo.

Tale condizione consente di rilevare una superficie di impatto del corpo contundente assai ristretta, come, appunto, quella di uno spigolo o di una grossa punta.Altro che mestolo come ipotizzato dal RIS

Suggestiva la presenza, all’esame dello scheletro del neurocranio, di una lesione fratturativi della teca in una regione in cui non è presente corrispondente lesione tegumentaria, sia di tipo lacerativi che contusivo.
Ciò è attendibilmente spiegabile con il fatto che tra il corpo contundente ed il capo si sono frapposte (fine pagina 5) (inizio pagina 6) strutture esterne quali cuscino, piumone, ecc.., che nel corso del meccanismo lesivo hanno evitato l’impatto tra corpo contundente e cute.C’era quindi il piumone fra l’assassino ed il piccolo Samuele; strano che l’assassino non si sia preoccupato di toglierlo

Nel caso di Lorenzi Samuele la scheletrizzazione della calotta cranica mette in evidenza la presenza di fratture di vario tipo: fratture lineari, fratture stellari, depresse e circondate da fratture circolari.

Ora, per una maggior comprensione di tale complesso fratturativi mi sia concesso ricordare che:
le fratture lineari solitamente sono espressione di impatti a bassa velocità con ampia area di contatto fra il capo e l’oggetto.
Le fratture circolari sono invece espressione di aumento della velocità di impatto ed azione della forza su un’area più ristretta, ancorché più prominente; si formano, così, fratture complete ed incomplete che circondano il punto di impatto. Il meccanismo è quello dell’introflessione centrale e del rigonfiamento periferico.
Le fratture stellari sono espressione di una velocità enormemente aumentata e di un punto di impatto notevolmente più ristretto. Sono quasi
sempre presenti insieme alle fratture circolari che ne delimitano l’area depressa. Sono altresì espressione di un punto di applicazione circoscritto, quale, ad esempio, uno spigolo od una grossa punta.Qui Viglino si dilunga sulla velocità di impatto del mezzo che ha prodotto le ferite e tende a sottolineare come sia diversissima la velocità che ha prodotto tali lesioni. Ora vi chiedo onestamente chi potrebbe modulare in modo diversissimo i colpi?Inoltre oltre alle ferite triangolari, ovali, lineari, ad H, a T, ad U rovesciata, ad S italica si aggiungono le fratture craniali che sono lineari, stellari, depresse, circolari che non si sa bene dove si trovino, ma Viglino tende a sottolineare che le fratture lineari sono espressione di impatti a bassa velocità, le fratture circolari sono espressione di una velocità maggiore, le fratture stellari sono espressione di velocità estremamente aumentata.Ora se ipotizziamo, come dice Viglino stesso che l’arma del delitto produce delle ferite di tipo lacero-contuse, dobbiamo suppore che le ferite sovrastanti le fratture (pare in zona parietale) non siano state descritte, dal momento che le uniche descritte sono quelle frontali e sono in numero di 17.Viglino stesso dice chiaramente che la frattura parito occipitale a mappamondo è la sola che è esente da lesioni tegumentarie. E le altre fratture allora che tipo di ferite hanno? A meno che non intenda le lesioni craniali sottostanti le 17 ferite frontali ma non sembra: ad esempio le ferite 3 e 7 dove vi è fuoriuscita di materia cerbrale sono ferite sotto le quali l’osso risulterà plurifessurato e sotto tali zone l’osso non presenta certo delle caratteristiche a stella.Se vi fossero state delle fratture parietali in corrispondenza della lesione stellata dell’osso vi sarebbe certamente anche una frattura con infossamento; ma una volta tolto l’encefalo non risultano infossamenti della sostanza cerebrale.Pertanto qui Viglino è riuscito a creare una grande confusione.L’EDEMA CEREBRALE MALIGNOQuest’aspetto dell’edema cerebrale maligno che è insorto in una manciata di minuti è passato inosservato. Se consultiamo i testi di neurochirurgia fanno insorgere l’edema postraumatico, anche dopo fratture entro tempi molto più lunghi, addirittura ore o giorni. Le uniche situazioni in cui l’edema insorge rapidamente sono:-      Grosse ferite penetranti (Viglino parla solo di ferite lacero –contuse)-      Il fatto che l’encefalo durante il trauma vada a sbattere violentemente contro le taglienti ali dello sfenoide e contro le rocche petrose (dissonanza neuroassionale diffusa); non è certo il caso di Samuele ma della persona che subisce un incidente con l’auto e senza cintura di sicurezza va a sbattere violentemente contro il vetro dell’auto oppure del motociclista che per incidente viene sbalzato lontano e va a sbattere con la testa sull’asfalto( in tali casi si può avere edema quasi immediato anche senza fratture)-      Lo schiacciamento della testa in modo tale che sia anteriormente che posteriormente si abbia una sofferenza encefalica diffusa analoga a quella descritta in precedenzaOra vorrei far presente che sul piumone del letto era presente l’impronta di uno scarpone misconosciuta dal RIS (non so in che modo riescano a spiegarla)Pertanto un individuo adulto che fosse salito con una scarpone sui bordi di legno del letto ed avesse esercitato con il suo peso una forte pressione sul frontale del bambino avrebbe causato uno schiacciamento ed un inizio di edema cerebrale maligno a rapida evoluzione.Questo potrebbe anche giustificare la fessurazione e l’infossamento del frontale e le ferite diversamente conformate perché uno scarpone da montagna potrebbe lacerare anche per sola pressione i tessuti.Inoltre questo giustificherebbe anche la frattura parieto occipitale perché una forte pressione anche se esercitata su un materasso potrebbe comportare per il cranio sottile di un bambino un tale tipo di frattura.Dott. Claudio Sauro

152
22 Nov 2007
alle 19:17

Claudio Sauro

Un ultima cosa potrei dirla? Grazie.

151
16 Nov 2007
alle 01:50

Giovanni Migliaccio

Giusto, non ne vale la pena!

150
15 Nov 2007
alle 21:27

Serena

 Chi le ha mai detto di voler trattare il caso con competenza,ho affermato esattamente il contrario....mi smentisca se può! Lei vuole farmi cadere nel trabocchetto per poi controbattere che non sono un medico e dunque non ho le competenze per contraddire la sua ipotesi di "morte naturale"! Rilegga bene ciò che ho scritto ...ho solo consigliato(non si può fare neanche questo con un illustre luminare della scienza medica?),consigliato ripeto di attenersi alla disquisizione sul puro piano scientifico,senza inoltrarsi in campi che non le competono...questo per ottenere maggior credibilità non con l'opinione pubblica (gente come me !)ma con le autorità competenti..Lei continua a chiedermi risposte a domande che mi avrebbe posto....io ho risposto per quello che mi compete ,lo ribadisco,e non mi importa come lei mi considera ,sono sopravvissuta fino ad ora  senza la sua stima e continuerò a farlo! Ora però basta con questa discussione che è anche [OT]..mi comporterò come tutti quelli che negli altri forum (ne ho visitato qualcuno ed è stato illuminante!) vi lasciano a chiacchierare fra voi ...che scrivete paginate di teorie e di critiche contro stimati professionisti. NESSUNO VI RISPONDE!Perchè continuate a chiedere pareri o contradditori ,perchè sollecitate sempre risposte da chi non vuole darvele ?Perchè poi vi siete accaniti co me? Se date un occhio al blog c'è gente che ci è andata giù anche pesantemente.Leggendo qua e la mi sono resa conto che gira gira siete sempre quei 4 o 5 nomi ,ripetete sempre  la stessa canzone ..o quasi ,a volte vi insultate pure fra di voi .Ora basta non accetterò più provocazioni,inutile dunque proseguire con i toni strafottenti ,insinuanti,presuntuosi e offensivi.Punto.

149
15 Nov 2007
alle 17:23

Giovanni Migliaccio

...e comunque non sa rispondere alle domande inerenti il caso che si picca di voler trattare con competenza

148
15 Nov 2007
alle 14:14

Serena

.....e giù insulti,offese,illazioni,giudizi,vittimismi....come volevasi dimostrare!

P.S. Nei blog è consuetudine usare pseudonimi o nick se vi piace usare questo termine....scorrete in alto e ne toverete a iosa... siamo in tanti e non ci interessa farci conoscere, non ci guadagnamo nulla ,anzi, amiamo semplicemente scambiare quattro chiacchiere su un forum senza mire di protagonismo ma per il semplice piacere di scambiare opinioni,se questo sistema non vi piace nessuno vi impedisce di andare a confrontarvi sulla pubblica piazza!

"Mi pare che questo sia un sito libero e democratico,ho sentito i pareri e le accuse più disparate anche relativamente ad altri casi.".....Appunto! Siamo liberi di pensarla come vogliamo nel rispetto delle altrui persone....non mi sembra siano state lanciate invettive o formulato epiteti....quindi la reazione che ne è conseguita è inappropriata e mendace! Comincia ad essere lunga questa storia di batti e ribatti e credo non interessi nessuno..quindi  sarebbe meglio che chi ha ancora qualcosa da dire sull'argomento del blog vada avanti e si smetta questa sterile e lasciatemelo dire ,puerile polemica.

147
15 Nov 2007
alle 13:37

Giovanni Migliaccio

Caro Sauro,

non devi scusarti di nulla e con nessuno.

Chi dovrebbe invece chedere scusa sono quelli che nascondendosi dietro gli pseudonomi, esprimono sgangheratezze con la presunzione di aver un patrimonio culturale che proprio non c'è.

146
15 Nov 2007
alle 13:12

Claudio Sauro

Lettera aperta a Sabina Marchesi

Gentile Signora le scrivo questa lettera perche mi è stato praticamente imposto di stare zitto, di non occuparmi più di Cogne e questo nell’intervento 141 da parte di una certa Serena.
Nell’intervento 139 sono stato pure accusato di aver offeso con i miei interventi tutti i Periti che si sono occupati di questo caso.
Se questo è vero vorrei scusarmi con loro, dal momento che hanno speso tempo e fatica e non è mia intenzione screditarli; capisco il loro lavoro e pure la loro onestà ma le mie volevano essere delle considerazioni più che delle critiche.
Per tanti anni sono stato Ufficiale Sanitario dell’Ulss 24 (ora 20) ed ho eseguito molte perizie cadaveriche; si trattava soprattutto di suicidi, di incidenti stradali, di incidenti sul lavoro e pure di morti spontanee.
Dovevo descrivere al maresciallo, che era particolarmente pignolo, tutti i più minuti particolari.
Ora se ho mosso una critica alla perizia Viglino non è stato per screditare il personaggio (che forse quella mattina era stanco e gli possono essere sfuggite certe cose), ma mi sono basato semplicemente su dati oggettivi che penso qualsiasi anatomo patologo potrebbe confermare.
Se ho mosso una critica alla perizia Schmitter è semplicemente perché dopo un attenta analisi mi sono convinto che la perizia Brinkmann sia più valida.
Se ho fatto un appello ai giudici della Cassazione ed ai periti del RIS è stato semplicemente perché, visti i dati in mio possesso, mi è sembrato che molte cose ancora non quadrassero e pertanto fosse imprudente esprimere dei giudizi di colpevolezza in base a tali dati.
Se ho mosso delle critiche un po’ sarcastiche relativamente ai giudici della sentenza di Appello è stato semplicemente perché la “Sindrome del nido pieno” mi ha fatto un po’ ridere e poi sull’onda della trasmissione di “Porta a Porta” del 31/10/07 dove si sono dette cose anche peggiori.
Ora benché io abbia sposato l’ipotesi di Migliaccio della morte naturale (mi spieghi qualcuno altrimenti i ventricoli pieni di sangue), ho pure formulato anche l’ipotesi dell’infanticidio; ora vorrei dire a coloro che tale ipotesi sostengono:
- Che è pura presunzione escludere categoricamente che in quattro (o sei minuti) minuti un individuo possa essersi introdotto in casa a compiere l’assassinio( mi pare che la storia della criminologia sia piena di episodi al limite della logica)
- È pura presunzione escludere che non vi potesse essere nessuno interessato a compiere tale atto criminale
- E’ pura presunzione escludere che non vi possa essere nessuno mentalmente disturbato in quel di Cogne
- E’ pura presunzione affermare che solo la madre possa essere l’assassina
- E’ pura presunzione fare delle illazioni sicure di colpevolezza in base alla telefonata al 118
- E’ pura presunzione dedurre la colpevolezza della madre in base a certi comportamenti dopo un evento tanto traumatico
- E’ pura presunzione dedurne la colpevolezza in base a contraddizioni ed a piccole bugie che possono essere emerse durante gli interrogatori
- Ed infine è pura presunzione non tener conto di teorie che escludono il crimine e che si basano su dati oggettivi quali la morte per rottura di aneurisma come sostiene il Dott.Migliaccio
Nessuno mi saprà mai dire perché i ventricoli erano inondati.
Nessuno mi saprà mai dire perché a fronte dello sfondamento del frontale, non vi è stato pure uno sfondamento della base cranica
Nessuno mi saprà mai dire (se esclude il vomito a getto), perché a fronte di lesioni non perforanti, vie erano gocce ematiche ovunque in quella stanza (le gocce sul soffitto e le gocce di retro come le spiegate?)
Il pigiama sporco di retro come lo spiegate?
Le scale pulite al luminol come le spiegate’? e non mi si venga a dire che post raptus ha avuto la lucidità degna di periti di levarsi gli zoccoli.
Mi spiace solo aver nominato certi personaggi, che penso non c’entrino nulla con la vicenda, ma ho solo riportato alcuni brani di Lavorino, libro presente in tutte le librerie e quindi di dominio pubblico
Relativamente al sogno le posso assicurare che è stato veramente un sogno, neppure fatto da me , ma da persona che mi è molto vicina. Io l’ho solo arricchito con il il giudizio di Cesare Lombroso.
Comunquemi scuso anche per questo se avessi offeso qualcuno.
Mi pare che questo sia un sito libero e democratico, ho sentito i pareri e le accuse più disparate anche relativamente ad altri casi.
Ma dal momento che la mia presenza non è gradita intendo togliere il disturbo.
Sauro Claudio

145
15 Nov 2007
alle 00:33

Giovanni Migliaccio

...come volevasi dimostrare.

Prima di dare giudizi e critiche, una persona responsabile, Lei sa cosa deve fare?

Glielo dico io dall'alto della mia "arroganza":

1) Qualificarsi e non nascondersi (non è bello!)

2) documentarsi e chiedere lumi laddove non si capisce

3) dimostrare di essere seri, prima di dubitare della serietà degli altri

e potrei continuare

Con questo, Serena o chiunque Ella sia, La lascio meditare, se  ne è capace.

144
14 Nov 2007
alle 01:32

Giovanni Migliaccio

Mi scusi, ma come potrei sostenere quella che secondo me è la causa di morte, senza cercare di dimostrare punto per punto, minuziosamente che chi invece sostiene la causa omicida commette degli errori?

Lei comunque divaga molto sull'argomento facendo trasparire una sorta di "astio" : qual'è <l'accanimento che va oltre la dissertazione tecnica che un medico,un serio professionista ,avrebbe tutto il diritto di fare>?

Dove intravede Lei una scarsa serietà professionale?

Nel contraddittorio si risponde anche alle domande che vengono poste, ma ho l'impressione che Lei cerca di glissarle più o meno abilmente.

Giovanni Migliaccio 

 

143
14 Nov 2007
alle 01:02

Serena

 Come Lei ben dice io posso parlare e disquisire di Cogne o di altri argomenti di attualità ma mi guardo bene dall'emanare sentenze.Vuoi perchè ,pur essendo una professionista non credo di avere sufficienti competenze sia in campo scientifico sia in quello legislativo,vuoi perchè non mi sembra equilibrato tenere un drastico atteggiamento, esponendomi oltre misura in una causa rivelatasi di così ardua soluzione anche per chi se ne occupa per ruolo istituzionale. Mi appassionano le storie di vita anche quelle più orrende e penose come il caso di cui stiamo discutendo ;da pochissimo tempo ho scoperto l'esistenza di blog come quello che ci ospita ,che all'informazione puntuale unisce la possibilità di confronto.Avevo sentito parlare di Lei e delle sue teorie sulla possibile causa di morte del piccolo Samuele,mi ha incuriosito leggere ancora sull'argomento ma aimè ho purtroppo scoperto che oltre alle teorie puramente scientifiche vi è un accanimento che va oltre la dissertazione tecnica che un medico,un serio professionista ,avrebbe tutto il diritto di fare .

Scopro invece che intorno a queste ipotesi si sciorina tutto un corteo di supposizioni e affermazioni che nulla hanno a che vedere con l'esporre una tesi medico-specialistica e che seguaci accaniti si sperticano nel sostenere tali tesi scrivendo trattati di medicina legale che non finiscono mai e che sono a totale uso e consumo di chi parla lo stesso linguaggio,non certo di chi da profano vorrebbe provare a capirci qualcosa di più!Ho pensato che forse se da Medici, vi foste attenuti alla semplice esposizione della vostra teoria senza accuse di errori a destra e a manca e senza voler fare i detective ad ogni costo ,forse,ripeto avreste trovato più credito in coloro che contano .Mi scuso di nuovo se mi sono permessa di esprimere un parere,non ho criticato le vostre tesi anche perchè non ho i numeri per farlo,e spero di leggere in futuro commenti più sereni e rilassati da parte di tutti. Serena

142
14 Nov 2007
alle 00:01

Giovanni Migliaccio

...e Lei parlando e disquisendo di Cogne in che campo rimane?

141
13 Nov 2007
alle 19:55

Serena

Egregio Dottor Migliaccio, benissimo ,allora ,sempre civilmente ,si limiti a rimanere nel campo della Medicina,dove da esperto può esprimere liberamente le sue opinioni e può perfino esporre delle teorie o dei principi. e criticare l'altrui operato.Quando Lei o il Dottor Sauro vi allargate nella applicazione dei vostri dogmi ,diventate subito poco credibili perchè usate ,a mio avviso toni non consoni a professionisti quali certamente siete.Secondo me dovreste limitarvi a fare i medici,punto. Non mi dilungo ancora perchè comunque ,nel rispetto delle vostre persone ,ritengo di aver detto anche troppo ,poi i miei sono semplici consigli dettati da mie personalissime impressioni ,ok? Cordialmente.

140
13 Nov 2007
alle 19:41

Giovanni Migliaccio

Gentile signora Serena,

io personalmente non ho dato dell'incompetente a nessuno (salvo che a una dottoressa). Ribadisco che in casi di interesse medico non è valida l'idea che chiunque può esprimere democraticamente un pensiero: non si tratta di avere idee diverse sull'ordine pubbblico, sulle pensioni, sull'ordinamento politico ecc.. Io posso ritenere per esempio che il lavoratore deve lavorare 35 ore settimanali e Lei ritenere invece che ne debba lavorare 40 o 50. Possiamo discutere con idee diverse, opinabili, modificabili, criticabili quanto vuole, ma non vi sono regole fisse ovvero eventualmente le dobbiamo fissare noi.

In Medicina invece ci sono delle alterazioni che sono tali in base a strutture anatomiche ben precise, si verificano perchè ci sono delle leggi di fisiologia e fisiopatologia insìdiscutibili e immodificabili, per cui nè Lei nè io  possiamo dire, per esempio, che un tumore, che per la sua natura biologica non produce metastasi, secondo noi invece le produce perchè siamo liberi di pensare democraticamente così.

Nel caso Cogne ci sono dei dati anatomici, fisiopatologici che per come si sono verificati e riscontrati sono incontrovertibili.

Non si dà dell'incompetente a nessuno, ma si mettono in evidenza degli errori, cui tutti siamo soggetti.

Io ho sempre detto e precisato che posso essermi sbagliato nelle mie valutazioni e considerazioni, ma ancora, a 5 anni di distanza,sto aspettando che qualcuno me lo dimostri.

Se questa è arroganza...

Ricambio i saluti

139
13 Nov 2007
alle 18:56

Serena

 Mi scusi lei ,Dottore, ma mi sta prendendo in giro? Le sue e quelle del Dottor Migliaccio le sembrano "umili considerazioni "? A quante persone..medici,psichiatri,psicologi,anatomo patologi,giudici,avvocati,periti scientifici,Carabinieri,gente comune avete dato degli incompetenti? Ma non con educazione, con strafottenza...!

"Abbiamo una Perizia Viglino che fa acqua da tutte le parti. Numera 17 ferite ( la 16 la dimentica) per cinque delle quali non specifica la profondità il che rende estremamente difficile risalire all’arma o presunta arma del delitto."

"E’ una ventata di novità per la medicina, formulata da giudici inesperti in medicina, non da psichiatri o da psicologi ."

Come vedi, caro Sauro, di fronte all'evidenza dei fatti, e alle verità incontestabili, i detentori delle fantasiose certezze si tirano indietro e ammutoliscono perchè la loro immaginazione si infrange nella realtà e non sopportano più che le idee che accarezzano  evaporino al confronto con quello che è vero!

C'è sempre un modo di fare insinuante ,che da fastidio,almeno ciò è quello che provo io leggendo i vostri commenti...non mi sembrate sereni,ecco state ingaggiando una lotta senza quartiere verso gente che neanche vi prende in considerazione,ma non è certo il mio giudizio che deve farvi desistere,percarità ,siamo in democrazia e tutti hanno il diritto di esprimere le proprie idee ,però è sempre meglio farlo senza presunzioni infondate e senza prevaricazioni eccessive . Non sempre nella vita si viene ascoltati come si vorrebbe,anzi quasi mai , ma non per questo dobbiamo sentirci in diritto di gettare fango sugli altri.   La Sindrome del ""nido pieno "" l'ha teorizzata il Dottor Prof.Massimo Picozzi illustre Psichiatra,Criminologo,Docente Universitario..non credo sia un giudice inesperto in medicina,forse dovrebbe documentarsi meglio Dottor Sauro. LA saluto.

138
13 Nov 2007
alle 18:22

Claudio Sauro

Mi scusi Serena, ma chi ho offeso? Non si possono neppure fare delle umili considerazioni?

Sauro

137
13 Nov 2007
alle 18:01

Serena

 Perchè voi accaniti innocentisti ,medici illustri,persone colte e di un certo livello sociale tenete sempre questo atteggiamento strafottente al limite della sfida,pieno di accuse manifestate anche in maniera irriverente verso rispettabili professionisti che non hanno neanche la possibilità di adoperare il contradditorio? Perdonatemi ,ma questo atteggiamento vi rende antipatici...anche se mi ero posta con tutta la buona volontà per prendere in considerazione le vostre teorie mi sento tagliata fuori...caspita il vostro è un discorso a sei mani...dentro non si entra ..o è come dite voi oppure offendete ...usate un'ironia al limite dell'educazione...scusatemi ancora Dottori ma temo che sia proprio questa vostra arroganza a non farvi progredire...voi vi siete costruita una VOSTRA VERITA' che esula dai fatti puramente scientifici ,che la vostra scienza e professione vi permetterebbe,no...voi vi attaccate anche al resto ...alle innumerevoli tracce indiziarie studiate da fior di periti...questo si chiama accanimento! Una cosa è portare il proprio contributo rimanendo nelle vostre specifiche conoscenze un'altra cosa è offendere tutti coloro che si sono impegnati a diverso titolo in questo difficile caso .Cosi la vostra posizione scade al livello di qualsiasi altro spettatore profano ,che però si è fatto democraticamente un'idea !Scusate di nuovo lo sfogo ,ma sinceramente non capisco tutto il vostro accanimento...mica vi state giocando casa!...Un saluto cordiale.

136
13 Nov 2007
alle 16:50

Claudio Sauro

Inoltre aggiungerei che in base all’ultima sentenza di Appello è emersa una nuova Sindrome: “La sindrome del nido”.

E’ una sindrome della quale dovrebbero soffrire tutte le mamme italiane che hanno bambini piccoli, e per la quale, in base alla gravità dei sintomi e delle reazioni i medici dovrebbero consigliare di non avere figli, pena il costo di ammazzarli se piangono troppo.

E questo dovrebbe essere valido non solo per le mamme che hanno patologie psichiatriche, ma anche per tutte quelle giudicate normali anche dalle valutazioni fatte in diretta dagli psichiatri stessi (Prof.Barale ed equipe), e non mi riferisco alle valutazioni fatte per via indiretta che si sono basate su interviste o altro.

Prima esisteva la Sindrome del Nido Vuoto, ora esiste la Sindrome del Nido Pieno.

E’ una ventata di novità per la medicina, formulata da giudici inesperti in medicina, non da psichiatri o da psicologi .

Comunque ne terremo conto.

135
13 Nov 2007
alle 15:59

Claudio Sauro

Ora vorrei chiedere ai periti del RIS ed ai giudici della Cassazione, viste tutte le lacune che sono emerse, se non sarebbe più onesto e più giusto, non solo per la famiglia Lorenzi, ma anche verso tutta la giustizia e verso tutto il Popolo Italiano, archiviare questo caso.

Abbiamo una Perizia Viglino che fa acqua da tutte le parti. Numera 17 ferite ( la 16 la dimentica) per cinque delle quali non specifica la profondità il che rende estremamente difficile risalire all’arma o presunta arma del delitto.

Solo due ferite sono di un certo rilievo, una in particolare , la N. 7, della quale non si preoccupa nemmeno di dire che per tale ferita c’è stato uno sfondamento della teca ossea.

I periti avranno la documentazione fotografica, ma questa non basta per conoscere la profondità delle ferite minori (soltanto con uno specillo si può valutare).

Ora accanto a ferite lineari abbiamo ferite di ogni forma .

Ora mi chiedo come può essere possibile ipotizzare un assassino che imprime all’arma una forza diversa per ogni ferita, tanto da trovare ferite di 5 mm, di 6 mm, di 12 mm, di 30 mm ecc ecc, per molte delle quali non si saprà mai la profondità.

E’ stato ipotizzato il mestolo o il pentolino di rame, ma in base a quale logica? Come è stato precedentemente detto da me su Medforum, il rame è talmente compatto e talmente elastico che non si lascerebbe mai sfuggire una particella urtando contro una superficie morbida come l’osso. Difficilmente riuscireste contro una superficie di acciaio.

E’ chiaro che quella particella potrebbe essere finita fra i capelli di Samuele durante le operazioni di elisoccorso.

Antonello Asalvai vi ha smontato con molta dovizia la tesi dei pantaloni e della giacca eventualmente indossati; vi ha smontato pure la tesi degli zoccoli (le scale per andare in cucina risultarono prive di sangue al luminol)

Vi resteranno le intercettazioni telefoniche, ma quanto sono probanti dal momento che neppure il PM le ha prese in dovuta considerazione?

Per quanto riguarda la perizia Viglino io ho citato solo una piccola parte per non inveire troppo verso l’anatomo patologo ( è stata trattata nel dettaglio su Medforum)

Mi basti dire che di fronte a ventricoli inondati di sangue non si è neppure preoccupato di ispezionare il circolo di Willis per verificare se si era rotto qualche aneurisma.

E più no dico.

Sauro Claudio

134
12 Nov 2007
alle 18:08

Giovanni Migliaccio

Come vedi, caro Sauro, di fronte all'evidenza dei fatti, e alle verità incontestabili, i detentori delle fantasiose certezze si tirano indietro e ammutoliscono perchè la loro immaginazione si infrange nella realtà e non sopportano più che le idee che accarezzano  evaporino al confronto con quello che è vero!

Un saluto affettuoso

133
11 Nov 2007
alle 11:45

Claudio Sauro

Perizia VIGLINO Successivamente, al fine di meglio apprezzare la morfologia e l’entità delle lesioni cutanee, situate, peraltro, in un’area estremamente ristretta (io tale terminologia la userei per una lesione non più grande del polpastrello di un pollice)Le lesioni erano situate esclusivamente in regione frontale destra e sinistra, subito al di sopra delle arcate sopracciliari--- e poco dopo dirà:Il complesso lesivo interessava il capo nella sua porzione frontale e temporo-parietale bilateralmente. (ma scusate a che gioco giochiamo)E successivamente dirà:, al fine di meglio apprezzare la morfologia e l’entità delle lesioni cutanee, situate, peraltro, in un’area estremamente ristretta, si è deciso di rasare per quanto possibile il cuoio capelluto con rimozione dell’imbrattamento ematico mediante dilavatura di acqua corrente a temperatura ambiente.
Ferita 1: lunghezza 12 mm, disposta verticalmente lungo l’asse maggiore del corpo, anteriormente al trago di destra

Ferita 2: forma triangolare, misurante mm 3x2x2; profondità 2mm; situata al di sopra dell’inserzione dell’elice di destra (non si specifica la profondità della lesione)

Ferita 3: forma a losanga, con lunghezza di 13mm e fuoriuscita di parenchima cerebrale

Ferita 4: lunghezza mm13, e piccola lacerazione superficiale.
 
Ferita 5: di forma trinagolare, misurante mm 13x13x14, specillabile fino al tavolato osseo

Ferita 6: forma a mandorla, ovalare, con asse maggiore della lunghezza di 16mm (possibile esito di frattura esposta) ( possibile esito; ma che vuol dire? Forse si era già cicatrizzata in un cadavere di 24 ore)

Ferita 7: lunghezza 50mm con formazione ovalare, divaricazione dei lembi con frammento osseo nel contesto e fuoriuscita di materiale cerbrale. ( è la ferita maggiore, quella con infossamento del frontale che Viglino non intende specificare; avrebbe dovuto dire: ferita con avvallamento , con divaricazione dei lembi, che arriva fino al tavolato osseo nel quale è presente fessurazione dalla quale fuoriesce materia cerebrale)

Ferita 8: conformata a lembo, della lunghezza 5cm con corda di 34mm; il lembo è ancora all’indietro; sono presenti sul fondo caratteristiche lacinie fibrose.( è chiaramente una ferita lineare , probabilmente abbastanza superficiale di cui Viglino non specifica la profondità

Ferita 9: figurata ad “H” e/o semiluna; trasversalmente misura 10mm ( non specifica la profondità)

Ferita 10: figurata a “T” con branca superiore della lunghezza di 30mm e branca verticale di 28mm che si estende fino al canto palpebrale interno dell’occhio sinistro. Si intravede al di sotto breccia ossea rettilinea sovraorbitaria

Ferita 11: figurata ad “U”rovesciata. Avvicinando i margini assume aspetto a tre branche di tipo triangolare (come la ferita 9), misurante mm 21x20x14.(non specifica la profondità)

Ferita 12: lineare, lunga mm11, interessante nel punto centrale il cuoio capelluto a tutto spessore

Ferita 13: configurazione ad “S” italica, lunga complessivamente 35mm (vedi foto)(non specifica la profondità)

Ferita 14: lineare, con maggior incisura verso il basso, della lunghezza di mm6 (verosimilmente da frattura esposta)( verosimilmente da frattura esposta? Era esposta o non era esposta? Non aveva uno specillo per verificare)

Ferita 15: triangolare, con apice rivolto frontalmente, misura mm 6x6x6 (non specifica la profondità)La ferita 16 pare non esistere

Ferita 17: lineare, leggermente curva a convessità frontale, lunghezza 5mm.(non specifica la profondità)Mi viene il dubbio che le ferite di cui non specifica la profondità siano delle semplici abrasioni, comunque il Dott. Migliaccio penso possa chiarire meglio questo aspetto dal momento che ha studiato le foto nel dettaglio.Ora ditemi voi quale arma avrebbe potuto produrre ferite così diversamente conformate se non lo spigolo di un comodino verso il quale il piccolo ha battuto con diversa violenza a e probabilmente le clonie hanno comportato anche in diversi momenti uno sfregamento, quindi abrasioni.Non è del tutto da escludere che il bambino si sia procurato inizialmente le ferite minori e successivamente la grossa ferita numero 7 con sfondamento dell’osso e quindi con numerose fessurazioni.E’ probabile che la ferita 3 sia semplicemente una ferita lacera che arriva fino al tavolato osseo dove ha trovato una fenditura, o la fenditura si è prodotta dopo con la 7.E’ ovvio che Viglino parli di sfacelo fratturativo, perché una volta scheletrizzato l’osso, il frontale per le numerose fessurazioni gli è rimasto in mano.Ha però il buon senso di dire che l’osso è fragile e sottile.La documentazione fotografica non giustifica le mancanze, dal momento che comunque si deve descrivere tutto nel dettaglio e con correttezza; dalle fotografie inoltre non si può risalire alla profondità.Per altri commenti lascio a Migliaccio.

Sauro

132
11 Nov 2007
alle 10:24

Claudio Sauro

Scusate qualche errore grammaticale, ma scrivo un pò in fretta ed ho il vizio di non correggere.

Sauro

131
11 Nov 2007
alle 09:44

Claudio Sauro

Ma in questo caso è ovvio che è stato solo il frontale ad essere interessato perchè è andato a sbattere contro lo spigolo più vicino; le altre parti del corpo non hanno trovato nessun spigolo contro cui sbattere e non mi si parli della lesività di tipo contusivo a carico del 2° e 3° raggio della mano sinistra che il bambino potrebbe essersi procurato anche il giorno prima giocando in giardino.

Mi spiegono piuttosto i periti perchè c'è una striscia ematica ben diversa dalle gocce presente sul bordo esterno del cuscino verso il basso, buona parte della quale completamente in ombra rispetto a schizzi o ad altro.

Forse l'assassino ha pulito l'arma sul bordo esterno del cuscino?

Sauro

130
11 Nov 2007
alle 00:30

Serena

 domanda da profana: se si è trattato di un attacco epilettico con contrazioni tonico -cloniche che hanno scosso violentemente il corpo del piccino fino a fargli battere il capo sugli spigoli del comodino provocandogli la frattura dell'osso frontale,sul corpo che è ricaduto sul letto ,composto sotto il piumone ,è possibile che non ci sia alcun segno ,neanche un livido o un'ammaccatura che possa essere stata provocata da tanto trambusto? Ricordo che alcuni anni orsono,trovandomi in una località di villeggiatura conobbi una famiglia con un bimbo epilettico,era pieno di lividi e di piccole escoriazioni sul viso ,sulle braccia ,sulle ginocchia...la mamma mi raccontò che pur essendo in terapia antiepilettica non riuscivano a prevenire completamente gli attacchi e il bambino anche molto vivace si provocava tutti quei traumi. Grazie.

129
10 Nov 2007
alle 23:55

Claudio Sauro

Penso proprio abbia ragione Migliaccio, ad una più attenta analisi si vede una striscia di gocce ematiche che va dalla grande macchia centrale del materasso verso il comodino.
Inoltre risulta sporco di sangue anche il bordo esterno del cuscino.
Scusate ma se il bambino fosse stato colpito dove si trova la grande macchia di sangue, come potrebbe essersi sporcato il bordo esterno del cuscino (e non parlo di gocce)?
Inoltre dalla foto mi pare che il comodino dalla parte di Samuele sia più distanziato dal letto dell'altro comodino e non penso sia casuale.
Potrebbe proprio trattarsi di uno spostamento che il comodino ha subito a causa dello scontro con il frontale del bambino.
Inoltre se si guarda bene il piano superiore oltre ad essere particolarmente sporgente parrebbe anche particolarmente affilato.
A questo punto direi che non è neppure necessario ipotizzare che la ghiacca del pigiama si trovasse interposta fra testa del bambino e materasso.
E' ovvio che poi il grosso del sangue e' fuoriuscito quando il bambino si è ricomposto nel letto.Possibilissima l'ipotesi anche se si era sfondato parte del frontale.
Sauro Claudio

128
10 Nov 2007
alle 20:19

Giovanni Migliaccio

Per corretta informazione, confermo che le mie considerazioni sono stare inviate già ormai oltre 3 anni fa a:

1) Presidente del Tribunale

2) Presidente Tribunale Minori di Roma

3)Famiglia Lorenzi (con cui ho parlato personalmente per tre ore raggiungendoli sull'Appennino bolognese in un freddissimo e nevoso fine novembre, a mie spese)

4)Avv. Taormina

5)Ordine dei Medici della Provincia di Milano

6) Innumerevoli  Redazioni di settimanali e quotidiani

7) Canale 5

8) sono stato intervistato da Grand-Hotel, La Prealpina, Leggo e Il Giornale della Val d'Aosta che hanno pubblicato la mia Tesi

9) Sono stato intervistato dal Settimanale OGGI che poi non ha pubblicato nulla, adducendo motivazioni risibili

10) sono stato intervistato dalla giornalista Barbara Palombelli  che ha mandato in onda la mini-intervista alle 20.30, orario di maggior ascolto

11) il giorno successivo tutta la Stampa ha ripreso la notizia

12) E' stato pubblicato un Libro con la mia Tesi e non mi si  vorrebbe riconoscere il diritto d'Autore

Per buona pace di qualcuno: non ho ricevuto un cent da tutta questa storia, ho addirittura pagato di tasca mia le foto pubblicate su Grand Hotel, ho pagato di tasca mia le spese di viaggio per la presentazione del libro a Torino e Bologna, dove sono stato pregato, anzi implorato, dall'Editore di intervenire.

Infine ho chiesto a molti Colleghi di prendere qualche iniziativa come suggerito da Serena, ma tutti si sono rifiutati, dopo un timido interessamento.

Cara Serena, cosa dovrei fare di più?

Occupare il Tribunale di Torino? Montecitorio? Incatenarmi da qualche parte? Non servirebbe ugualmente e comunque non è il mio stile!

Infine vorrei complimentarmi con asalvai per la perfetta speculazione critica sulla interpretazione delle macchie di sangue e, però, chiedergli:<dopo tale perfetta disamina, non Le viene in mente che l'unica spiegazione possibile è che gli indumenti, lasciati sul letto, si siano sporcati esattamente come tutto il resto nella stanza ad opera del vomito a getto?>.

So che è difficile  per molti accettare l'innocenza della Franzoni, ma è drammatico immaginare che le Istituzioni abbiano paura della VERITA'

127
10 Nov 2007
alle 18:24

asalvai

Spero di essere riuscito a spiegarmi, io non ho parlato "direttamente" con nessuno ne mi riferisco a Lei ma mi sembrava giusto tentare di ricondurre la discussione a corrette metodologie di ascolto seppur rendendomi conto che senza costruttivi interlocutori, ma invero sulla base di offese, insulti e ironie inopportune ben poco si può costruire, per questo sono intervenuto sottolineando che mi ritengo fuori dalla "discussione e da ogni altra eventuale richiesta, domanda, curiosità o appunto venga ulteriormente mosso...
E' stato un piacere, spero lo stesso per Lei, la saluto.
Antonello

126
10 Nov 2007
alle 18:06

asalvai

Serena, inoltre le ribadisco che io sono serenamente tranquillo, non mi sto azzuffando con alcuno e ne sto sproloquiando come Lei fatastica, sto rispondendoLe con la massima precisione e rispetto possibile, è pacifico però, me lo deve consentire, che il dialogo sereno, libro e rispettoso debba essere, per esistere, almeno ambivalente se non polivalente e proprio perchè non vedo altrettanto desiderio che mi sembra inutile continuare a dover difendere posizioni inventate e a rispondere ad asserzioni gratuite che non ritengo costruttive...e non mi risponda che Lei non centra perchè, a me pare, di non aver fatto ne nomi ne nick...
La ringrazio, Antonello

125
10 Nov 2007
alle 17:59

asalvai

Intervengo solo per rispondere a Serena, vede io la penso esattamente come Lei arrivati a questo punto, ma arrivati a questo punto la necessità di quanto Lei indica come una eventuale soluzione mi fa pensare a quanto di corretto o meno ci sia nelle procedure giurisprudenziali.
Ricordo che in Italia esiste la figura dell'indiziato, dell'accusato e del sentenziato, il processo è diventato, da poco, accusatorio da inquisitorio com'era e ciò implica che sia il P.M., cioè la Pubblica Accusa, a dimostrare la fondatezza probatoria dell'accusa, atteso ciò ritengo che neanche i Giudici, in sede di dibattimento, siano esenti dal ricercare eventuali diverse verità.
Premesso questo la informo che, a quanto mi constata dalle dichiarazioni su Medforum avanzate dallo stesso Dottore, il Migliaccio ha già inviato dettagliata segnalazione al Giudice di Primo Grado esponendosi in prima persona.
Quanto sopra glielo potrà di certo confermare lo stesso Dr. Migliaccio a cui, per esattezza, andava diretta la domanda.
La segnalazione avanzata dal Dr. Migliaccio ai Giudici di Primo Grado, sempre a quanto mi consta, non avrebbe avuto alcun proseguo, presumo quindi che sia stata archiviata agli atti.
Come vede, se Le parlo è perchè a mia volta mi sono documentato direttamente dalle fonti, a meno di improbabili smentite del Dr. Migliaccio, come vede alcuni esperti si sono esposti con fatti e non solo con le parole, mi spieghi Lei cosa altro diavolo potevano o possono fare, a parer mio di mi sembra arduo ed inopportuno vista anche la non condivisione o il non sposare l'ipotesi da parte della famiglia.
Questo è il tutto significando che, alle volte, prima di criticare e criminalizzare una semplice ipotesi bisognerebbe chiedere, informarsi, capire, documentarsi e magari dopo esprimere il proprio legittimo e opinabile dissenso, ma sempre con il rispetto per chi si è anche esposto in prima persona e mettendosi in discussione.
Con il massimo rispetto.
Antonello

124
10 Nov 2007
alle 17:56

asalvai

Intervengo solo per rispondere a Serena, vede io la penso esattamente come Lei arrivati a questo punto, ma arrivati a questo punto la necessità di quanto Lei indica come una eventuale soluzione mi fa pensare a quanto di corretto o meno ci sia nelle procedure giurisprudenziali.
Ricordo che in Italia esiste la figura dell'indiziato, dell'accusato e del sentenziato, il processo è diventato, da poco, accusatorio da inquisitorio com'era e ciò implica che sia il P.M., cioè la Pubblica Accusa, a dimostrare la fondatezza probatoria dell'accusa, atteso ciò ritengo che neanche i Giudici, in sede di dibattimento, siano esenti dal ricercare eventuali diverse verità.
Premesso questo la informo che, a quanto mi constata dalle dichiarazioni su Medforum avanzate dallo stesso Dottore, il Migliaccio ha già inviato dettagliata segnalazione al Giudice di Primo Grado esponendosi in prima persona.
Quanto sopra glielo potrà di certo confermare lo stesso Dr. Migliaccio a cui, per esattezza, andava diretta la domanda.
La segnalazione avanzata dal Dr. Migliaccio ai Giudici di Primo Grado, sempre a quanto mi consta, non avrebbe avuto alcun proseguo, presumo quindi che sia stata archiviata agli atti.
Come vede, se Le parlo è perchè a mia volta mi sono documentato direttamente dalle fonti, a meno di improbabili smentite del Dr. Migliaccio, come vede alcuni esperti si sono esposti con fatti e non solo con le parole, mi spieghi Lei cosa altro diavolo potevano o possono fare, a parer mio di mi sembra arduo ed inopportuno vista anche la non condivisione o il non sposare l'ipotesi da parte della famiglia.
Questo è il tutto significando che, alle volte, prima di criticare e criminalizzare una semplice ipotesi bisognerebbe chiedere, informarsi, capire, documentarsi e magari dopo esprimere il proprio legittimo e opinabile dissenso, ma sempre con il rispetto per chi si è anche esposto in prima persona e mettendosi in discussione.
Con il massimo rispetto.
Antonello

123
10 Nov 2007
alle 16:24

asalvai

Espressi finalmente dei contenuti, a me pare insistenti e rilevanti, e sottoscrivendo gli interrogativi sopra esposti che rimangono, per ora, tuttora fluttuanti nell'aria come foglie d'autunno, letta l'intera discussione e notato il rifiuto di una discussione libera da parte di molti presenti sul sito che addirittura ironizzano sul filo fragilissimo di un'obiettività difesa con le unghie dai servizi mediatici che, a me pare, abbiano bombardato più che aver informato MI RIFIUTO IO di continuare un dialogo che, in partenza, so che non potrà mai essere sereno, costruttivo e rispettoso...so anche che le assenze sono la contentezza di chi odia il libero dialogo che, a me pare invero, arricchisca aldilà dell'argomento e le contraddizioni che è "troppo" impegnativo tentar di affrontare costruttivamente, non importa, ne prendo atto e parlerò di certi temi con chi, documentato, dimostra di averne il desiderio sincero, costruttivo e ripeto...libero...senza schiavitù e pregiudizi...
Con il massimo rispetto.
Salute a tutti.
Antonello

122
10 Nov 2007
alle 16:20

Serena

@ Antonello

Ho letto in maniera attenta e scrupolosa il suo post,e valutando la possibilità che in ciò che scrive ci siano effettive verità ,mi chiedo perchè allora tutti i neurochirurghi e numerosissimi medici con stimate e pluridecennali carriere non si mettono insieme  scrivono un dettagliato  Dossier ,lo firmano e lo consegnano al giudice di Cassazione oppure all'avvocato della Franzoni affinchè venga usato in giudizio per contestare le tesi del Prof.Viglino? Sinceramente trovo che continuare a sproloquiare e ad azzuffarsi sui blog non produca nulla di favorevole,non fa bene a nessuno,anzi crea una forma strana di contradditorio fra gente che continua a lanciarsi accuse gratuite di ignoranza e scarsa professionalità! Con il massimo rispetto penso proprio che muoversi in questa direzione,soprattutto se si dispone di un considerevole numero di consensi ,anche di un certo rilievo professionale ,sia la mossa più giusta e naturale ,anzi, il non farla mi sembrerebbe un comportamento privo di etica morale e di senso civile  e vorrei tanto che qualcuno degli interessati mi spiegasse perchè ciò non è mai stato fatto,se ci sono stati impedimenti concreti da parte di personaggi "in alto,"diciamo così ,nelle gerarchie istituzionali. Io credo sia il caso di darsi da fare ,meno parole ,più fatti.

121
10 Nov 2007
alle 15:23

asalvai

Inoltre vi è un elemento, mica tanto superficiale, emerso dai dialoghi sull'ipotesi di decesso naturale di Samuele e che mi sembra da rilevare e rilevante, il particolare è stato sottolineato da moltissimi medici anche su Medforum e siccome è un particolare prettamente medico, voi fate ciò che ritenete piùpportuno, ma io ascolterei i medici...e cioè:
esiste una contraddizione palese, medica e condivisibile fra la forza che dovrebbe essere stata necessaria ad imprimere gli schizzi sul soffitto ed il fatto che il bimbo non avrebbe avuto, come da perizia del Dr. Viglino, la base cranica lesionata...
Quindi i colpi devono essere stati talmente dinamici e forti da imprimere le lesioni 3 e 7, come riscontrate dal Dr. Viglino, e da imprimere gli schizzi ematici sul soffitto ma non talmente forti da lesionare la base cranica del bimbo...
Io condivido solo e dal punto di vista logico e personale ma il dubbio non è stato avanzato da me povero profano in medicina ma da moltissimi neurochirurghi e medici con stimate e pluridecennali carriere.
Chiedo a tutti se questi medici sono da ritenersi esperti o se esperto rappresenti una concezione astratta di diversa natura.
Con il massimo rispetto.
Antonello

120
10 Nov 2007
alle 15:04

asalvai

Io personalmente, ad esempio, non sono pienamente convinto dell'innocenza della Sig.ra Franzoni ma cerco di comprendere anche i diversi risvolti giudiziari, le accuse mossegli e le loro basi probatorie...vedo una sostanziale differenza, che è giusto esista, fra l'impiccagione senza giusto processo e una cultura che vuole definirsi giurisprudenzialmente ed umanamente civile...
Ribaditi i concetti che dovrebbero, secondo me, fondare un libero e sereno dialogo su qualsiasi argomento lo si affronti e sottolineando che ho molto rispetto per il lavoro degli investigatori, inquirenti e periti intervenuti sottoporrei a tutti quanto emerge dal contraddittorio peritale fra il Dr. Schmitter ed il Dr. Brinkmann sull'assunto che la casacca ed il pantaloni sarebbero stati indossati durante l'azione omicidiaria, sul fatto (ritenuto prova indiziaria, cd prova indiretta) e su altri eventi a cui non sono state date, a mio umile parere, risposte esaustive e soddisfacenti ai dubbi sotto elencati:
1) La casacca riporta gocce anche nella porzione retrostante che invero dovrebbe essere stata, nella stessa azione ipotizzata, non esposta agli schizzi ematici, l'eventualità se verosimile farebbe pensare a gesti innaturali dell'omicida ipotizzato o ad un arma contundente strutturata in modo particolarmente snodato, sembrerebbe quasi con propaggini.
2) La posizione del responsabile ipotizzato dovrebbe, a logica, sottintendere che nelle porzioni posteriori (cd zone d'ombra) non vi debbano essere tracce ematiche che invero sarebbero state ritrovate.
3) La zona in cui il responsabile ipotizzato dovrebbe essere stato inginocchiato, intento al crimine, è a detta degli stessi operatori troppo esigua per contenere una persona di normale corporatura, questo inficia l'ipotesi...?
4) L'ipotizzata posizione inginocchiata della Franzoni, che costituirebbe attività di riconduzione del figlio all'autorità materna, non prevederebbe che vi siano macchie ematiche sui pantaloni all'altezza delle ginocchia, macchie che invero sono state ritrovate.
5) Se i pantaloni e la casacca erano indossati come nella rispettata ipotesi, invero sentenziata, è PALESE che avrebbero dovuto anche essere stati disindossati (dalla Sig.ra Franzoni che doveva vestirsi per accompagnare Davide alla fermata scuolabus) ma è chiaro e agli atti che, sugli indumenti stessi, non vi sono tracce di ditate o di sfregamento ematico seppur minimo riconducibile allo svestimento, mi si conceda, obbligatorio.
Non solo ma è chiaro che, se la casacca è stata indossata, la testa di chi la deve aver indossata DEVE essere ripassata dal colletto della casacca stessa nell'attività di svestimento, ora ammesso che sia vero come a me sembra che la Sig.ra Franzoni abbia i capelli VISIBILMENTE lunghi ed ammesso che uno scempio del genere qualche traccetta sui capelli doveva averlo lasciato non si capirebbe come mai invero non esiste traccia di sfregamento ne nel colletto della casacca, ne nelle maniche dello stesso indumento, ne nell'apice dei pantaloni corrispondente all'elastico, la risposta è stata che il pigiama è stato tolto dopo il coagulamento delle macchie.
Non vorrei offendere ne illazionare alcuno e CHIEDO SCUSA se ho un dubbio: se la persona si è mossa, dopo l'omicidio, sarebbero state ritrovate macchie difformi da sfregamento o strisciate o comunque alcune macchie di forma irregolare dovute ad una normale dinamica di movimento, nulla, nella casacca e nei pantaloni non vi sarebbe il minimo accenno di sfregamento.
In pratica il responsabile avrebbe dovuto, dopo l'attività da raptus, essere rimasto immobile per il tempo necessario alla coagulazione delle tracce ematiche impressesi sul pigiama, sempre se il pigiama fosse stato indossato e avrebbe dovuto levarsi il pigiama in un opera di misterioso svestimento tuttora e tutta da spiegare.
6) Il Dr. Brinkmann, che non apparirebbe proprio un profano in materia, ha ricostruito una POSSIBILE posizione del pigiama steso sul letto che comprenderebbe la presenza di tutte le macchie ematiche, non capisco come mai non è mai stato preso in considerazione.
7) Sfido chiunque, imbrattato di tracce ematiche derivanti dal triste scempio ritrovato, levarsi un pigiama senza lasciare tracce di sfregamento o ditate varie o strisciature ematiche, ne sulla casacca e ne sui pantaloni dell'indumento.
perizia determinante.
8) Intorno alla zona in cui avrebbe dovuto essere inginocchiato il responsabile le tracce ematiche ivi impresse da gocciolamento e/o schizzi non hanno nessun simmetrico e logico sfregamento, si deve quindi dedurre che lo/la stesso/a si sia lievitato/a per scendere dal letto, atteso che la posizione d'inginocchiamento non è così semplice da scomporre per prepararsi a scendere da un letto...???
8) Che motivo avrebbe avuto, il responsabile del crimine in esame, d'indossare il pigiama con la casacca al contrario, che motivo se ne deduce dinamicamente, alla stessa eventualità, se si aggiunge che la stessa Sig.ra Franzoni avrebbe avuto solo circa due minuti per compiere ciò che gli è sentenziato atteso che il fratellino sarebbe stato sicuro di aver udito e/o visto Samuele ancora vivo e vegeto prima di uscire alle 08,23..???
9) Se alle 08,23 la Sig.ra Franzoni aveva ancora il pigiama indossato come diavolo ha fatto a spogliarsi senza lasciare tracce di sfregamento suesposte, pulirsi, rivestirsi e uscire rincorrendo Davide che si era avviato alla fermata dello scuolabus in bicicletta...dopo aver ordinatamente riposto gli zoccoli al piano superiore senza aver lasciato macchie sulla scala che porta al piano superiore???
10)Il Dr. Lavorino che chiunque è libero di opinare, ma che a me non sembra proprio un profano in materia, in merito al falso indossamento degli zoccoli da parte della Sig.ra Franzoni al momento dei primi soccorsi ha stilato una SEMPLICISSIMA perizia che avrebbe, una volta per tutte, confermato o sconfessato quanto dichiarato dalla Franzoni stessa e cioè che appena ritornata alla villetta si sarebbe tolta gli scarponcini e avrebbe indossato gli zoccoli così sporcandoli da calpestio.
E' in fatti e agli atti innegabile che tutte le prime tre intervenute, prima dell'arrivo dei soccorsi, abbiano calpestato abbondantemente e più volte il prato di fronte alla porta finestra, una perizia sugli zoccoli suesposti al fine di ritrovare tracce di terriccio riconducibili al prato metterebbe finalmente la parola fine alle contraddizioni in merito emerse dall'incrocio delle dichiarazioni della Franzoni, della Satragni e della Ferrod.
Rammento che l'indossamento degli zoccoli, come quello del pigiama, ha costituito prova indiretta in primo grado successivamente confermato in secondo.
Perizia determinante.
11) Il giro di chiave, dichiarato come dato dalla Franzoni al suo rientro nella villetta, e non ritrovato successivamente dalla Sig.ra Ferrod al momento dela partenza dell'elisoccorso presuppone, secondo il Dr. Lavorino che ipotetica entità responsabile del delitto sia fuggita dal lato porta principale d'ingresso, come mai nessuno ha mai fatto una perizia sulle chiavi al fine di reperire o di escludere eventuali impronte dattiloscopiche di estranei sulle stesse chiavi...???
Perizia determinante.
12) La telefonata della Franzoni al 118 di Aosta presenta molti aspetti misteriosi...perchè non esiste, almeno sugli atti diffusi via Internet, una minuziosa perizia fonetica dell'esistente omonimo Reparto R.I.S. che si occupa di perizie fonetiche...???
Si sottolinea che il momento della telefonata al 118 è l'unico momento fonetico registrato che potrebbe restituire novelle investigative scevre da inquinamento.
Perizia determinante.

Espresso quanto sopra come preliminare porzione di dubbi, del tutto personali ma anche confortati da illustri periti ed esperti citati in precedenza solo nella parte che sostiene la colpevolezza della donna, inerenti all'ipotesi sentenziata e premesso che, per primo ed in tempi non sospetti, ho sempre rispettato il lavoro di investigatori, inquirenti e periti citand il caso di Cogne come uno dei più difficili, degli ultimi decenni, in cui investigare con chiarezza di risultati chiedo a tutti se è LEGITTIMO o NON LEGITTIMO avere dei, personali ed umili, ragionevoli dubbisulla colpevolezza piena della donna accusata e sentenziata con colpevolezza.
E se, EVENTUALMENTE, la donna in questione fosse verosimilmente innocente è LEGITTIMO porsi la domanda su chi o cosa è stato veramente responsabile di quanto rinvenuto al ritrovamento di Samuele, o SI OFFENDE qualcuno se ci si pone delle, mi sembra logicissime, domande...???
Con il massimo rispetto.
Antonello

119
10 Nov 2007
alle 13:28

asalvai

Elisa, è la prima volta che condivido interamente, per ora, tutti gli interventi di qualcuno/a...veramente, penso di doverti dire che per ora sei l'unica che interpreta alla perfezione "alternativistica" le diverse ipotesi che tuttora sembrano non escluse...
Io, per parte mia mi spingo anche oltre e direi che è relativa alla sentenza di terzo grado e alla corrispondente sanzione solo ed unicamente la vicenda giudiziaria e che non mi sembra che ciò possa cambiare di una virgola quelle che sono alternative, si difficili (mai meno di un figlicidio mai confessato in sei anni), ma "mai escluse" totalmente da quello che risulta agli atti diffusivia Internet e lo dimostrano i resistenti dubbi che l'opinione pubblica ha in merito al caso Cogne.
Come dire che la dialettica non vince mai (se mai sia intelligente porsi tale questione) ma persiste, in piena libertà democratica, oltre qualsiasi grado di giudizio...
A chi vuole poi disporre del tempo degli altri, in forza della stato civile religioso ed umano SENTIMENTALE, ingannando se stesso ed invero il proprio tempo rispondo che il tempo di rispondergli è questo si...tempo sprecato...in questo quindi condivido pienamente quanto scritto da Dexter in merito, tranne una scomoda vita solitaria con il Suo simpaticissimo cane che non ignora a differenza di altri, mi sembra di aver capito, il sano dialogo libero.
Il tempo di ognuno è di proprietà, appunto, di ognuno e mi sembra talmente infantile sottolinearlo che mi chiedo se è arricchente, alle volte, formare una famiglia se la si ritiene solo ed unicamente risorsa personale al di fuori di una comunità che, mi sembra, la famiglia ha sempre cercato di aiutare...
Certe critiche mi fanno pensare a chi vive come i cavalli nei recinti e con i paraocchi, a chi pensa che il tempo è assolutamente solo denaro e a chi vuole nascondere la testa sotto la sabbia per non doversi rendere conto che tanti pericoli di oggi sono patrimonio di tutti e non solo di qualcuno.
Mi spiego, se si accetta che in un processo indiziario, senza la prova regina diretta come gli stessi Giudici scrivono agli atti sentenziali, che venga sentenziato un figlicidio sulla base unicamente di una ragionevole certezza riconducibile ad una concatenazione logica di indizi "tale che..." mi chiedo se non sia inopportuno, ad esempio, per un cassiere di banca farsi ritrovare al proprio posto di lavoro dopo che vi è stata perpretata una rapina...chi salverà il povero cassiere da una concatenazione di indizi "tali che..."???
E se il cassiere non siamo noi dobbiamo fregarcene e pensare esclusivamente alla nostra famiglia o discuterne costruttivamente, liberamente, serenamente e democraticamente per tentare di trovare almeno una "quadra" oltre ogni ragionevole dubbio...???

118
10 Nov 2007
alle 11:12

Elisa

la condotta processuale non è mai decisa dall'imputato, le intercettazioni telefoniche sono state interpretate, secondo il mio parere, in modo semplicistico e utilizzando un livello di intelligenza infantile (dai giornali), non credo fra l'altro siano state accolte dalle motivazioni della sentenza;

il "clan" che si difende con arroganza diventa tale solo partendo dal presupposto (non ancora passato in giudicato) della colpevolezza, diversamente, dall'ottica dell'innocenza, resta solo una famiglia che giustamente si arrocca in autodifesa. Allo stesso modo, le gravi calunnie verso terzi non sono un fatto bensì un giudizio che parte sempre dal pre-giudizio della colpevolezza, diversamente, dall'ottica sia pure teorica dell'innocenza, verrebbero interpretate come un tentativo irrinunciabile di trovare il vero assassino, ovvero se io, sua madre, so di non averlo fatto, passerò i giorni e le notti a chiedermi chi possa essere stato e passerò in rassegna tutte le persone che conosco ponendomi questa domanda, cercherò disperatamente di rappresentarmi un possibile scenario della tragedia che mi sta passando sulla pelle. Io lo farei, lei no? Sarei per questo un essere abbietto? Se fossi innocente, lo sarei?

Lei davvero non riesce a staccarsi, nemmeno per un attimo, dalla certezza che sia colpevole e questo è il pregiudizio di fondo che colora tutto il resto, che giustifica la sua indignazione per quelli che lei chiama i fatti e che ci ha qui elencato.

I fatti veri sono in mano ai periti e i periti, a quanto si può vedere, hanno detto tutto e il contrario di tutto; è questo che dovrebbe inquietare e almeno renderci prudenti.

infine, tutti abbiamo altro da fare che scrivere sui blog, però io credo che quasi tutti quelli che sono intervenuti qui, e lei per prima, siamo stati spinti da un desiderio pulito di giustizia. Perciò, da parte mia, ogni rispetto.

117
09 Nov 2007
alle 23:10

Claudio Sauro

Quando si viaggia su due binari separati inutile discutere, meglio tacere.

Sauro

116
09 Nov 2007
alle 22:56

Empirista

Empirista, lei ritiene offensivi verso Samuele gli argomenti a difesa della Franzoni, ma altrettanto, nell'ipotesi che costei sia veramente, incredibilmente innocente, il tono delle sue risposte sarebbe terribilmente offensivo verso l'accusata.

No, io  ritengo  offensivi  gli  attacchi  perpetrati  negli  anni  contro  tutti  da  parte  dei  Franzoni-Lorenzi, l'ho  anche  scritto  chiaramente. Ecco  perché  il  mio  tono  è  forte: condotta  processuale  al  limite  dell'illegalità, intercettazioni  telefoniche  e  ambientali  inquietanti, arroganza  estrema  di  tutto  il  clan  e  gravi  calunnie  ai  danni  di  terzi. Non  è  il  caso  di  ripetere  i  particolari, spero  li  conosciate. Forse  a  voi  sembrano  cose  normali, ma  a  me  no. Io  non  amo  la  gente  disposta  a  diffamare  e  calunniare  il  prossimo.  E  quindi  non  ho  rimorsi  nell'esprimermi  così  contro  chi si  macchia  di  condotta  immorale. Ma  non mi  esprimo  mai  in  questo modo, mai,  nei  confronti  di  persone  più  dignitose, anche  se  colpevoli  di  reati.  Inoltre  è  la  prima  volta  che parlo  di  questo  caso, qui  sul  web,  e  sarà  anche  l'ultima  perché  non  ho  tempo  da  perdere. Nè  libri  o  teorie  da  pubblicizzare.

Qui vince forse soltanto chi ha più dialettica

Io  non  devo  vincere, Elisa, ho  ben  altri  pensieri  e  occupazioni  nella  vita. Ho  solo  espresso  una  mia  opinione  senza  cercare  applausi. E i  risultati  degli  esperti  non  sono  mie  teorie. 

Caro  Migliaccio, se  Taormina  non  ha  ascoltato, c'è  sempre  la  Savio. Nemmeno  Lei l'ascolta? E  i  Franzoni  perché  non  accolgono  la  Sua  tesi? Se  fosse  valida, l'accoglierebbero  eccome, lieti  di  non  patire  più  tanto. 

Chiuso. Buona  serata.

115
09 Nov 2007
alle 22:27

DADA 54

 @ DEXTER  NO, voi non vi state confrontando democraticamente e neanche civilmente ! Nei vostri toni si legge sempre astio,strafottenza,voglia di prevaricazione e spesso arroganza gratuita ,ma se siete contenti così ,continuate pure!...Democraticamente mi lasci dire ....poveri italiani , lottano  da sempre per un sistema sanitario che non li soddisfa...e ci credo,se tutti i medici sono così!! ADDIO.

114
09 Nov 2007
alle 22:15

DEXTER

112. Memmo

Non avete mogli e figli a cui pensare quando tornate a casa dal lavoro?

NO CARO MEMMO

da me cè solo il cane ma lui non parla, mi chiedo invece lei che sicuramente avrà mogli e figli che cavolo stà a bacchettare persone che hanno voglia di confrontasi democraticamente .

 

sicuramente ha sprecato parole

mi chiedo come mai stava leggendo proprio questo blog, lo hanno per caso legato alla sedia, questa si chiama DEMOCRAZIA tutti possono dire la propria opinione, sia chiaro!!! non siamo mica ai tempi del fascismo quando era vietato parlare di cronaca nera..   ti sei mai chiesto perchè?

Te lo spiego un altra volta

  se non ci arrivi da solo. 

113
09 Nov 2007
alle 22:06

DEXTER

109. Claudio Sauro

Ho sentito una cosa curiosa da parte di un certo DEXTER e cioè che la Franzoni avrebbe rifiutato l’ipnosi regressiva; strano dal momento che nei normali centri Psichiatrici non si usa farla perchè gli psichiatri italiani proprio non ci credono.

Secondo loro non ha valore n’è terapeutico n’è rivelativo di qualche verità.

 

Sicuramente l'IPNOSI REGRESSIVA  non avrà valore probatorio , ma una madre accusata di questo orribbile delitto le tenterebbe tutte pur di capire cosa è successo veramente, metterebbe in discussione la sua stessa mente se è necessario. e invece la Franzoni preferisce far mettere false prove all'azzeccagarbugli TAORMINA ma non vuol sentir parlare di queste cose, chiedo ancora come mai in altri stati il POLIGRAFO è ammesso se pur con riserva e in Italia non se ne parla mai, cè solo da dire che la FRANZONI è stata risucchiata dal suo enturage famigliare che come una famiglia mafiosa si trincera dietro le proprie convenzioni e la protegge.

Io credo nella sua colpevolezza, non penso che nessuno in 5 minuti abbia potuto fare del male a quel bambino, a meno che come dice il prof. Migliaccio..... ormai la frittata è fatta e le istituzioni non possono certo essere screditate, ma vi chiedo ci sono molti assassini che vengono assolti in cassazione? 

 

112
09 Nov 2007
alle 22:03

Memmo

    -Brava Elisa, ma vedrà che l'Empirista non risponderà

 Baah!! finitela....siete ridicoli,tutti quanti! e lei dottore , ma come fa a reggere una farsa del genere, ma smettetela! Non avete mogli e figli a cui pensare quando tornate a casa dal lavoro? Magari si aspettano un pò di attenzione da voi ,una parola,...e invece no! NO, voi dall'alto del vostro egoismo  e presunzione...sempre qui ...a pensare alla Franzoni! Mamma mia...che disastro! Sono veramente avvilito e sconcertato! poi ci lamentiamo che i nostri giovani crescono senza valori...ma se in casa trovano modelli del genere ...non è vero che vi interessa dimostrare l'innocenza o la colpevolezza della mamma di Cogne voi volete avere il vostro angolo di palcoscenico....!Pensateci bene ,avete problemi ...magari uno psicanalista potrebbe aiutarvi ,finitela, sembrate degli adolescenti che litigano per la palla!!!  so gia che ho sprecato parole,niente vi farà desistere purtroppo....
111
09 Nov 2007
alle 20:11

Giovanni Migliaccio

Brava Elisa, ma vedrà che l'Empirista non risponderà

110
09 Nov 2007
alle 19:47

Elisa

Se mi permettete un commento su questo dibattito, dirò che soprattutto nella prima parte degli interventi di Empirista appare evidente una sfumatura di fondo che soggiace a tutte le argomentazioni il più possibile razionali, ed è un tono emozionale di disgusto e di rabbia verso ogni tesi contraria alla colpevolezza. Tanto che le obiezioni a queste tesi hanno tutte una coloritura ironica e di scherno. E' questo tono che me le rende sgradevoli, altrimenti le avrei lette con un'altra disposizione mentale. Empirista, lei ritiene offensivi verso Samuele gli argomenti a difesa della Franzoni, ma altrettanto, nell'ipotesi che costei sia veramente, incredibilmente innocente, il tono delle sue risposte sarebbe terribilmente offensivo verso l'accusata. Provi per un attimo solo a immaginare che qui ci si trovi di fronte a un accadimento raro, al di là di ogni ragionevolezza e provi a immaginare, per un solo attimo, ribadisco, che la Franzoni sia davvero innocente, non avrebbe un po' di rimorso di essersi scatenata in tal modo contro di lei, il padre i parenti vari ecc. ? Poichè la dialettica può sorreggere ogni tesi e chiamarsi "attenimento ai fatti" (ma i fatti sono pensieri pensati, sono sintesi di giudizi ottenute dal raccoglimento di dati, il problema è il raccoglimento di dati e qui forse non c'è nessuno che possa giurare di possederli tutti e di poterli riordinare. Qui vince forse soltanto chi ha più dialettica

109
09 Nov 2007
alle 16:31

Claudio Sauro

Ho sentito una cosa curiosa da parte di un certo DEXTER e cioè che la Franzoni avrebbe rifiutato l’ipnosi regressiva; strano dal momento che nei normali centri Psichiatrici non si usa farla perchè gli psichiatri italiani proprio non ci credono.

Secondo loro non ha valore n’è terapeutico n’è rivelativo di qualche verità.

E non mi dica che non è vero dal momento che ho un primo cugino che è aiuto in uno dei più rinomati centri del nord Italia e che ha lunga esperienza psichiatrica ed attualmente è in procinto di pensionamento.

Io stesso ho partecipato ad un corso di ipnosi medica nel 1978 e conosco benissimo che solo una piccolissima percentuale di pazienti è in grado di raggiungere l’ipnosi profonda ma anche in questo stato se uno vuol mentire, mentisce tranquillamente.

Non riusciremo mai a far dire ad uno che è un assassino, troppo semplice, sarebbe entrato nella normale pratica delle indagini giudiziarie, non ci sarebbe più bisogno di testimoni e di contro testimoni, tutto sarebbe estremamente limpido.

Quindi cercate di non prenderci per fessi con delle madornali bugie, pur di farci credere quello che volete.

Comunque chiederò per sicurezza una conferma al Prof. Francesco Barale, ho anch’io le mie vie per accertarmi .

Con tanti saluti  Sauro

108
09 Nov 2007
alle 16:10

Serena

 @ asalvai Ora ho capito un pò meglio anche se tutti quei paroloni e quelle metafore mi confondono ancora...ma non me lo ha mica ordinato il dottore di mettermi a leggere i post di un blog...potrei anche farne a meno ,soprattutto perchè mi accorgo dai "botta e risposta"che vi rimbalzate ,che c'è in voi un interesse morboso nei confronti di questa vicenda,e a me questo non piace , si va oltre la naturale curiosità e il più che logico desiderio di giustizia e garanzia che certamente ogni cittadino ha il pieno diritto di provare! Da dove viene tutto questo accanimento ,questo esporsi da mesi in prima linea ,da trovare il tempo per essere onnipresenti su tutti i blog che si sono occupati di questo caso? Questo è il mio parere ma non posso certo farvi desistere dal portare avanti tutta questa ,a mio avviso ,sterile fatica...sterile perchè queste teorie nessuno le ha prese in considerazione .....neanche la famiglia del povero Samuele! Saranno pure pilastri della diagnostica neurologica ,le tesi esposte dal Dottor Migliaccio,ma applicate a un così complesso caso di infanticidio,soprattutto farlo stando comodamente seduti nel proprio studio ,mi pare una grossa perdita di tempo ,diversamente dedicabile a chi ha davvero bisogno delle attenzioni di un medico .Ho detto ciò che penso in maniera pacata e civile, esattamente come fate voi tutti ,quindi risparmiatemi risposte al veleno,per cortesia.Vi saluto.

107
09 Nov 2007
alle 15:55

asalvai

Spero che non si riferisca a me quando dice che taluni dovrebbero rispettare il lavoro e il parere degli esperti che han lavorato a Cogne perchè semmai ha proprio sbagliato persona anche solo pensando che io non rispetti loro e il loro lavoro e non volendo però capire che solo l'oro colato è oro colato, comunque non c'è problema io sto bene con le mie idee, e mica devo o voglio convincerla, ho altro da fare, spero anche lei...la saluto...

106
09 Nov 2007
alle 15:53

asalvai

Spero che non si riferisca a me quando dice che taluni dovrebbero rispettare il lavoro e il parere degli esperti che han lavorato a Cogne perchè semmai ha proprio sbagliato persona anche solo pensando che io non rispetti loro e il loro lavoro e non volendo però capire che solo l'oro colato è oro colato, comunque non c'è problema io sto bene con le mie idee, e mica devo o voglio convincerla, ho altro da fare, spero anche lei...la saluto...

105
09 Nov 2007
alle 15:53

Giovanni Migliaccio

Oggi mi sento buono e continuo a rispondere, ma soprattutto perchè non sopporto le falsità e, peggio, chi non ha la forza delle proprie idee.

1) io non mi nascondo dietro alcun pseudonimo non per desiderio di pubblicità, ma perchè sono abituato a prendermi tutte le responsabilità di quello che dico,scrivo e faccio, Caro o cara empirista (x Antonello: in italiano è corretto dire empirico)

2) io ho visto le innumerevoli e minuziose fotografie del cadavere del piccolo Samuele, ho letto, riletto, studiato la perizia Viglino, ho consultato testi scientifici, ho parlato con altri neurochirurghi e colleghi medici che hanno avvalorato e condiviso la mia tesi, pur preferendo di rimanerne fuori.

2) Ammettere che si sia trattata di morte naturale e quindi di un errore giudiziario,significherebbe screditare le Istituzioni: fin qui riesce a capire?

3) Taormina verosimilmente era convinto della colpevolezza della Franzoni, ma doveva difenderla, per questo ha richiesto il rito abbreviato, sperando negli sconti di pena ecc.ecc.

Riesce a comprendere anche questo? Altrimenti se lo faccia spiegare, visto che Lei ha la caratteristica di pensare per idee indotte e non per quelle che potrebbe produrre la Sua cultura e il Suo apprendimento.

104
09 Nov 2007
alle 15:44

asalvai

Carissima empirista, mica ho ancora capito perchè ritiene che le sue siano idee, metodologie e moralità oggettive mentre quelle degli altri "devono" star sul semplice pianeta terra della umana soggettività...se lei ritiene che un neurochirurgo di 30 anni di esperienza non sappia "leggere" un atto irripetibile come una perizia tanatologica non ne parliamo più, ho un'idea diversa dalla sua, e orgogliosamente soggettiva, di "esperti", posso sbagliarmi...io...lei no?

103
09 Nov 2007
alle 15:43

asalvai

Carissima empirista, mica ho ancora capito perchè ritiene che le sue siano idee, metodologie e moralità oggettive mentre quelle degli altri "devono" star sul semplice pianeta terra della umana soggettività...se lei ritiene che un neurochirurgo di 30 anni di esperienza non sappia "leggere" un atto irripetibile come una perizia tanatologica non ne parliamo più, ho un'idea diversa dalla sua, e orgogliosamente soggettiva, di "esperti", posso sbagliarmi...io...lei no?

102
09 Nov 2007
alle 15:42

asalvai

Carissima empirista, mica ho ancora capito perchè ritiene che le sue siano idee, metodologie e moralità oggettive mentre quelle degli altri "devono" star sul semplice pianeta terra della umana soggettività...se lei ritiene che un neurochirurgo di 30 anni di esperienza non sappia "leggere" un atto irripetibile come una perizia tanatologica non ne parliamo più, ho un'idea diversa dalla sua, e orgogliosamente soggettiva, di "esperti", posso sbagliarmi...io...lei no?

101
09 Nov 2007
alle 15:41

asalvai

Carissima empirista, mica ho ancora capito perchè ritiene che le sue siano idee, metodologie e moralità oggettive mentre quelle degli altri "devono" star sul semplice pianeta terra della umana soggettività...se lei ritiene che un neurochirurgo di 30 anni di esperienza non sappia "leggere" un atto irripetibile come una perizia tanatologica non ne parliamo più, ho un'idea diversa dalla sua, e orgogliosamente soggettiva, di "esperti", posso sbagliarmi...io...lei no?

100
09 Nov 2007
alle 15:39

asalvai

Carissima empirista, mica ho ancora capito perchè ritiene che le sue siano idee, metodologie e moralità oggettive mentre quelle degli altri "devono" star sul semplice pianeta terra della umana soggettività...se lei ritiene che un neurochirurgo di 30 anni di esperienza non sappia "leggere" un atto irripetibile come una perizia tanatologica non ne parliamo più, ho un'idea diversa dalla sua, e orgogliosamente soggettiva, di "esperti", posso sbagliarmi...io...lei no?

99
09 Nov 2007
alle 15:39

asalvai

Carissima empirista, mica ho ancora capito perchè ritiene che le sue siano idee, metodologie e moralità oggettive mentre quelle degli altri "devono" star sul semplice pianeta terra della umana soggettività...se lei ritiene che un neurochirurgo di 30 anni di esperienza non sappia "leggere" un atto irripetibile come una perizia tanatologica non ne parliamo più, ho un'idea diversa dalla sua, e orgogliosamente soggettiva, di "esperti", posso sbagliarmi...io...lei no?

98
09 Nov 2007
alle 15:17

asalvai

Serena a me sembra di essere stato chiarissimo, tant'è vero che empirista mi dice che farei finta di non capire, quindi empirista sicuramente, a suo modo, ma ha tradotto dall'italiano ciò che voleva leggere...meglio lei, a sto punto, almeno ha capito di non capire e, con onestà e sincerità me lo ha scritto...empirista se è vero che hai rispetto per gli esperti non comprendo, di nuovo, perchè non accrediti i 30 di esperienza del dr. Migliaccio nell'opinabilità pacifica..sei te in contraddizione..e ti spiego

97
09 Nov 2007
alle 15:16

asalvai

Serena a me sembra di essere stato chiarissimo, tant'è vero che empirista mi dice che farei finta di non capire, quindi empirista sicuramente, a suo modo, ma ha tradotto dall'italiano ciò che voleva leggere...meglio lei, a sto punto, almeno ha capito di non capire e, con onestà e sincerità me lo ha scritto...empirista se è vero che hai rispetto per gli esperti non comprendo, di nuovo, perchè non accrediti i 30 di esperienza del dr. Migliaccio nell'opinabilità pacifica..sei te in contraddizione..e ti spiego

96
09 Nov 2007
alle 15:16

Empirista

Sarebbe  ora  davvero  che  certa  gente  scendesse  dal  piedistallo, evitando  di  denigrare  con  arroganza  il  lavoro  degli  inquirenti  e  dei  periti  che  hanno  tutti  parlato  di  "omicidio", e  che  si  sono  basati  sull'esame  del  corpo  e  sull'analisi  della  scena  del  crimine. Hanno  studiato  i  fatti  direttamente, loro, e  non  formulato  ipotesi  a  distanza. Per  fortuna. 

Povero  Samuele!  

 

 

95
09 Nov 2007
alle 15:16

asalvai

Serena a me sembra di essere stato chiarissimo, tant'è vero che empirista mi dice che farei finta di non capire, quindi empirista sicuramente, a suo modo, ma ha tradotto dall'italiano ciò che voleva leggere...meglio lei, a sto punto, almeno ha capito di non capire e, con onestà e sincerità me lo ha scritto...empirista se è vero che hai rispetto per gli esperti non comprendo, di nuovo, perchè non accrediti i 30 di esperienza del dr. Migliaccio nell'opinabilità pacifica..sei te in contraddizione..e ti spiego

94
09 Nov 2007
alle 14:51

Empirista

Caro Empirista, non so chi Ella sia (e sta di fatto che non vuole farlo sapere: è significativo!)

 Sembra  di  sentir  parlare  Taormina! "E'  significativo"! Di  cosa? Guardi  che  quasi  tutti  qui  usano  i  nick, siamo  liberi  di  farlo. Anche  perché, a  sua  differenza, non  vogliamo  farci  pubblicità, e  quindi  non  c'interessa  far conoscere  nome  e  cognome.  Semplicemente  io  rispetto  il  lavoro  di  tutti  i  professionisti  che  sono  entrati  nella  villetta  di  Cogne. E  sui  loro  dati  baso  le  mie  idee, non  su  sogni  notturni,  o  sul  desiderio  di  farmi  un  nome  denigrando  il  lavoro  altrui. 

ma comunque non Le consento di esporre giudizi in un campo che non conosce o che conosce tramite i telefilmis ("teorie  che  sono  insulti  alla  scienza  medica  e  al  povero  bambino").

Io  non  ho  esposto  giudizi  campati  per  aria, ma  le  ho  posto  osservazioni   e  alcune  domande, che  sono  poi  quelle  che  qui  altri  le  stanno  formulando, perché  logiche. Ripetiamo: se  la  Sua  teoria  è  convincente, perché  la  difesa  dell'imputata  non  l'ha  presa  in  considerazione? Mi  stupisce  non  ottenere  risposta.

Lei  non  ha  fatto  l'autopsia  su  quel  corpo, Lei  non  ha  visto  il  bambino. Pertanto, le  persone  ragionevoli  e  serie  si  attengono  alle  perizie  di  chi  ha  lavorato  direttamente  sul  caso: CC, Ris  e  altri. Invece  di  rispondermi  con  invettive, molto  inidicative  di  tante  cose, sia  più  umile  e  vada  leggersi  ciò  che  costoro  hanno  esposto, invece  di  attaccare  tutti  con  arroganza.

Persino  il  mio  medico  della  mutua  non  esprime  pareri  se  prima  non  mi  visita. Ma stiamo scherzando? Pertanto  forse  è  Lei  ad  aver  appreso  la  Sua  professione  guardando telefilm. 

Quando Ella avrà capito cos'è una emorragia cerebrale spontanea e la differenza con una traumatica, forse La potrò ascoltare, ma dubito che quel giorno possa venire...

Ci  credo  che  Lei  non  mi  voglia  ascoltare, eccome  se  ci  credo! Non  ha  saputo  rispondere  a  niente, niente  di  niente. E  non  legge  neppure  i  commenti  degli  altri, in  cui  si  fanno  notare  cose  giustissime, di  una  logicità  disarmante. Persino  un  bambino  le  capirebbe.

Forse Ella è abituato agli insulti, ma non certo alla scienza medica, per  apprendere ed esercitare la quale forse Ella sarebbe stato troppo lontano

Divertente! Beh, se  "apprendere  la  scienza  medica"  significa  imparare  a  fare  disinvolte  e  gravi  diagnosi  su  un  corpo  che  non  si  è  mai  visto, c'è  di  che  temere  per l'incolumità  di  tutti  i  cittadini  italiani. Per  fortuna, però, esistono  anche  medici  seri.

DEXTER@ Le intercettazzioni ambientali sono la prova regina che il CLAN FRANZONI avesse già deciso di coprire la Bimba a tutti i costi ...costi quel che costi, Lorenzi ridicolo personaggio che interpretra l'assassino...

Infatti  questi sono  dati  concreti, non  astrazioni. E  hanno  colpito  anche  gli  inquirenti, ovviamente. Ma il  dott. Migliaccio  finge  di  non  sapere  e  di  non  vedere...chissà  perché.

se poi gli altrui le stan dicendo che l'ipotesi naturale è una possibilità non capisco il suo problema a vagliarne i contenuti alternativistici...paura? O forse pensa che gli altrui dialoghino esclusivamente al fine, ultimo, di convincere Sua Maestà sul Piedistallo?

Sa, il  problema  è  che  non  ho avuto  proprio  alcun  problema  a  vagliarli, e  ho  persino risposto  con  dovizia  di  argomenti  e  in  lingua  italiana.   Forse  dovrebbe  scendere  dal  piedistallo  chi  rifiuta  i  risultati  dei  professionisti  che  si  sono  espressi  sul  caso, parlando  di  omicidio. C'è  molta  presunzione  in  ciò. Samuele  è  stato  ucciso, questi  sono  i  risultati  di  perizie  e  indagini  fatte  sul  campo, non  a  distanza. Il  non  volerlo  accettare, rifiutando  tutti  gli  argomenti  a  riguardo, significa  davvero  essersi  posti  su  un  piedistallo. Una  bella  contraddizione.

Serena@ Asalvai  finge  di  non  capire  che  ho  risposto  a  Migliaccio  con  tutti  i  dettagli  del  caso.

93
09 Nov 2007
alle 14:40

Serena

 @ asalvai Mi sto sforzando di capire che cosa vuole comunicare con i suoi scritti,non ci riesco ,forse sarà colpa mia e della mia ignoranza(intesa proprio come ignorare un certo tipo di gergolalia!),ma non potrebbe ,per favore, esporre le sue idee in maniera piu semplice e lineare? Cosi magari qualcuno le risponde pure.

92
09 Nov 2007
alle 14:31

asalvai

Pardon, empiristica e non empirica...

91
09 Nov 2007
alle 14:26

asalvai

Spero di essere riuscito a spiegarmi, una cosa è "mettere in discussione" le proprie certezze, altra cosa è ironizzare sulle altrui certezze senza barlumarne un'eventualità verosimile, se poi gli altrui le stan dicendo che l'ipotesi naturale è una possibilità non capisco il suo problema a vagliarne i contenuti alternativistici...paura? O forse pensa che gli altrui dialoghino esclusivamente al fine, ultimo, di convincere Sua Maestà sul Piedistallo?

90
09 Nov 2007
alle 14:07

asalvai

Empirica...a parte che io non ho fatto riferimento ad alcuno, le sembra che io ho parlato delle sue paure? Potrei? Avrebbe senso? Ho posto completamente un problema diverso da quello che lei, a tentoni, cerca di presumere, non parlavo manco, perchè forse razionalizzo, della sua posizione rispetto a Cogne, parlavo di ventilato, lontano e fantomatico concetto di dialogo costruttivo e sereno, direi scevro, non schiavo, senza pregiudizi, oltre gli altrui giudizi, usando il raziocinio senza farsi influenzare..

89
09 Nov 2007
alle 13:42

Empirista

mio  commento  83@ Neppure  il  contesto  ambientale  avete  preso  in  eame... .

intendevo  scrivere  "esame", ovviamente.  

88
09 Nov 2007
alle 13:36

anima

87. Giovanni Migliaccio

Quando Ella avrà capito cos'è una emorragia cerebrale spontanea e la differenza con una traumatica, forse La potrò ascoltare, ma dubito che quel giorno possa venire...

 

 

Professore, visto che lei dall'alto del suo sapere....sà tutto!!!

mi può dire come mai I FRANZONI E IL servo Taormina hanno accusato cani e porci ma non hanno mai aderito e sponsorizzato questa tesi??

E come mai il nuovo e ultimo avvocato Savio si è presentato in tribunale con in mano un ridicolo SABOT.

E come mai professoroni del vostro calibro non se li è calcolati nessuno, nemmeno le trasmissioni televisive che hanno ravanato x anni le più incredibili ipotesi.su questo delitto??

Per non parlare poi della certezza di dire un NOME paventata per tempo da parte della difesa.

Nome mai detto del famoso assassino invisibile,

Taormina è arrivato a mettere false prove pur di vincere...ma dai è elementare mio caro....è stata lei.

 

La cosa che comunque si nota è   che la Franzoni ora ha quello che voleva...un altro bimbo più bello e sano del povero Samuele e la famiglia che gli stà vicino, non è più sola in quel di Cogne in perfetta solitudine con un marito sempre via.

 

Lei si ha ottenuto quello che voleva...solo lei,

Noi stiamo ancora quì a disquisire..... 

87
09 Nov 2007
alle 13:03

Giovanni Migliaccio

Caro Empirista, non so chi Ella sia (e sta di fatto che non vuole farlo sapere: è significativo!) , ma comunque non Le consento di esporre giudizi in un campo che non conosce o che conosce tramite i telefilmis ("teorie  che  sono  insulti  alla  scienza  medica  e  al  povero  bambino").

Forse Ella è abituato agli insulti, ma non certo alla scienza medica, per  apprendere ed esercitare la quale forse Ella sarebbe stato troppo lontano

"così  come  è  meglio  evitare  altre  fantasie  non  supportate  da  dati  concreti" 

Quando Ella avrà capito cos'è una emorragia cerebrale spontanea e la differenza con una traumatica, forse La potrò ascoltare, ma dubito che quel giorno possa venire...

86
09 Nov 2007
alle 13:02

DEXTER

Le intercettazzioni ambientali sono la prova regina che il CLAN FRANZONI avesse già deciso di coprire la Bimba a tutti i costi ...costi quel che costi, Lorenzi ridicolo personaggio che interpretra l'assassino (ipotetico) di suo figlio mi ha veramente fatto capire che per queste persone non si sono fermate neanche alla contraddizzione più evidente,   LA RICHIESTA DEL RITO ABBREVIATO, CHE è LA CONFERMA DI UNA COLPEVOLEZZA, CHE è STATA  PROVATA E GRAZIE ALLA RICHIESTA DI QUEL RITO ABBREVIATO è STATA DIMEZZATA LA PENA....

85
09 Nov 2007
alle 12:50

DEXTER

56. Claudio SauroForse sognando?
Lo chieda ai miei 1500 pazienti.
Dott. Claudio Sauro

IL MIO NE HA TREMILA DI PAZIENTI, 

ila franzoni ha avuto fio di avvocati e se fosse solo ipoteticamente vera la storia dell'aneurisma tu pensi si fosse fatta passare da assassina?

qui veramente si vuole uscire dal seminato vi ricordo dottori con 1.00 pazienti(poveretti) che la signora Franzoni non si è mai voluta sottoporre ad ipnosi regressiva ,dove avrebbero sicuramdente scoperto che avesse fatto quella mattina, 

 

non mi venite a dire che come il poligrafo è una prova discutibile, se una mamma vuole sapere lo fà, e poi quando dice all'amica "non sò che cosa mi è preso" x telefono.

 

La Franzoni è colpevole e come dice la sentenza il clan famigliare l'ha protetta... povera bimba.lasciatemela solo una settimana e vedrete come gli torna il ricordo 

84
09 Nov 2007
alle 12:39

Claudio Sauro

Rivedendo le foto della camera posso notare che effettivamente il piano superiore del comodino è molto prominente e si spinge parecchio verso il letto; vorrei chiedere al Dott. Migliaccio se ritiene possibile che il bambino si sia procurato le ferite contro tale bordo e come spiega la mancanza di gocce o di stria ematica che dovrebbe giungere fino alla grande macchia ematica sul cuscino?

Forse si era interposta la giacca del pigiama che quasi sicuramente non era indossata come sostiene il perito Brinkmann, dal momento che presenta sia sulla destra che sulla sinistra delle macchie speculari?

Una domanda che vorrei porre ai periti: vi era del sangue sul pavimento e più specificamente alla base del comodino? Oppure è ipotizzabile che con le ferite maggiori il sangue sia schizzato fuori con una certa forza tale da sporcare il pavimento anche ad una certa distanza?

Ed ancora a Migliaccio: è possibile che più colpi dati con forza al comodino non abbiano capovolto l’abascjur ed altri oggetti che si trovavano sopra?

Oppure possiamo ipotizzare che il comodino si sia semplicemente spostato in seguito ad i colpi di qualche centimetro senza piegarsi in maniera significativa?

E’ possibile che la frattura parieto occipitale il bambino se la sia procurata all’inizio della crisi convulsiva, magari per il forte mal di testa che insorge dopo la rottura del aneurisma, iniziando le violente clonie mentre si era posto seduto, e sbattendo con grande violenza contro la testiera del letto per poi scivolare gradatamente verso il basso?

Chiariti questi punti si potrebbe aprire un capitolo sul vomito a getto, che meglio di ogni altro spiega le gocce sparse ovunque in quella stanza anche a grande distanza.

Sauro

83
09 Nov 2007
alle 12:37

Empirista

Caro  Migliaccio, io  non  ho  mai  immaginato  una  verità  senza  saperla  spiegare. Quanto  da  lei  affermato denota  una  certa  malafede  o  la  tendenza  a  non  leggere  attentamente  le  opinioni  altrui, in  quanto  in  questa  sede  io  mi  sono  spiegata  molto  bene  e  con  argomenti  razionali  razionali  e  chiari. 

La  mia  posizionè  è  chiaramente  espressa  nei commenti  68  e  73, oltre  che  in  tutti  i  precedenti, ed  è  questa  la  mia  confutazione  alle  sue  teorie. Pertanto  la  mia  convinzione  resta  quella, ed  è  ben  supportata  da  argomenti  logici  e  razionali. E  io  non  disprezzo  affatto  le  conclusioni  dei  Ris  e  degli  inquirenti, l'ho  già  spiegato.

E Lei che vede i dati concreti ha la cortesia di confutare punto per punto la mia Tesi?

Veda  sopra  la  risposta, l'ho  già  data. E lo  ripeto  per  l'ultima  volta: la  sua tesi  è   astratta; non  esistono  dati  concreti  per  riferirla  a  questo  caso  specifico. Mancano  le  prove. Nessun  medico  afferma  la  validità  di  una  teoria  senza  riferirla  al  caso  concreto, cioè  senza  prendere  visione  diretta  del  caso  concreto. Ma, da  quanto  mi  risulta, Lei  non  ha  fatto  l'autopsia  alla  vittima, non  ne  ha  visto  direttamente  il  corpo, non  è  stato  nella  casa  del  delitto, come  invece  hanno  fatto  CC, Ris  e  inquirenti  vari, quelli  che  Lei  critica  tanto, ma  che  però  sono  stati  sul  luogo, cioè  parlano  in  seguito  a  visione  diretta, concreta, e  non  in  base  ad  astrazioni. 

Il  dott. Sauro, non  volendo, conferma  la  mia  posizione  nel  commento  71:  

Volutamente sono andato presso la neurochirurgia di Verona per valutare le teorie di Migliaccio, e quasi tutti i neurochirurghi mi hanno detto che era possibile ma sarebbe stato indispensabile vedere anche le foto ed il contesto dell’ambiente. Questo è stato il grosso errore che abbiamo fatto, non valutare tutti i fattori.

Cos'altro  aggiungere? Neppure  il  contesto  ambientale  avete  preso  in  eame... . Vuole  che  le  riproponga  le  contraddizioni  del suo  collega  Sauro? Eccole:

- Sauro  commento  71@ Ora in questo contesto sbattendo contro gli spigoli del comodino durante la fase clonica poteva essersi procurato delle gravi ferite e fratture (qualcuno sa con che violenza si manifesta una crisi tonico clonica?), se poi e supportata dalla rottura di un aneurisma la violenza è ancora maggiore.

Ma  nel  commento  30  Sauro  si  era  espresso  diversamente:

Samuele è stato trovato disteso nel letto in posizione supina, composto e completamente coperto da piumone.Impossibile che abbia sbattuto nel comodino provocandosi le ferite, dal momento che avrebbe lasciato striscie di sangue sul cuscino, mentre il sangue formava una grossa chiazza proprio nel centro del cuscino e in parte sul materasso.

E  ancora, nel  suo  commento  41, Sauro  ha  scritto:

Relativamente alla morte per cause naturali io mi sono reso conto dell'impossibilità solo quando ho visto la disposizione del comodino troppo distante dal letto, altrimenti avrei potuto tranquillamente sostenerla.

Contraddizioni  un  po'  forti, direi, che  forse  scaturiscono  dall'emotività, cioè  dalla  volontà  di  scagionare  per  forza  la  Franzoni. 

Mi  dissocio  poi  dai  Suoi  attacchi  alla  magistratura, ai  criminologi  e  a  tutti gli  altri, per  i  motivi  che  Le  ho  scritto  sopra  con  chiarezza. Ma  Le  ripeto  che  è  ovvio  che  nessuno  prenda  provvedimenti  contro  di  Lei: se  dovessero  prendere  provvedimenti  contro  tutti  quelli  che  li  attaccano, a  volte  anche  insultandoli, non  finirebbero  più, poveretti.  Vada  a  leggersi  tutte  le  perizie  sul  fatto, l'ordinanza  di  custodia  cautelare  di  Gandini, tutta  la  letteratura  anche  psichiatrica  sull'argomento, e  cerchi  di ragionarci  con  la  logica. Io  non  posso  certo  perdere  tempo  a  riassumerle, visto  che  sono  un'infinità. 

e come mai un PM non ricorre contro un verdetto che dimezza la pena richiesta? quando mai s'è visto? 

Si  vada  a  leggere  le  motivazioni  della  sentenza  e  prenda  anche  atto  delle sciagurate  leggi  italiane, così capirà  tante  cose, anche  indicibili.

L'ultima domanda, La rivolga direttamente ai Franzoni

Eh  no, proprio  no. Risposta  comoda. Se  la  Sua  tesi  fosse  applicabile  a  questo  caso  specifico, i  Franzoni  vi  si  sarebbero  appellati  eccome, evitando  questo  strazio. 

Asalvai@ 'analisi vera dovrebbe essere scevra da timori d'interlocuire,

Non  mi  sembra  di  aver  avuto  mai  paura  di  nessuno, visto  che  ho  addotto  molti  argomenti, in  maniera  chiara. Basta  leggerli  senza  deformarli.  Se  poi  i  miei argomenti  non  sono  a  favore  della  Franzoni, non  posso  farci  nulla. Ma  li  confermo.

Si  possono  poi  formulare  tutte  le  ipotesi  di  questo  mondo, anche  che  l'assassina  sia  stata  io, fuggita  via  a  dorso  di  stambecco, ma  occorrono  tracce  e  prove  del  mio  passaggio, che  non  ci  sono. E  si  vuole  formulare  qualsiasi  astratta  ipotesi, si  può  certo  fare, ma  bisogna  poi  accettare  anche i  pareri  contrari, senza  rammaricarsi  se  hanno  maggiore  logicità, e  senza  accusare  di  aggressività  chi  ha  il  "torto"  di  rispettare  il  lavoro  di  professionisti  come  i  CC, i  Ris, i  magistrati. Io  rispetto  molte  loro  conclusioni.

82
09 Nov 2007
alle 12:06

asalvai

Avrei voluto intervenire per contribuire alla discussione ma, per quanto sopra, mi vedo costretto a chiedere venia per l'indebita intromissione prima di lasciarvi, serenamente, alla vostra discussione...

81
09 Nov 2007
alle 11:47

asalvai

Conosco, purtroppo, questa tecnica aggressiva, l'analisi vera di eventi, siano essi criminosi o di semplice vita di tutti i giorni, ricordo però che è ben diversa...l'analisi vera dovrebbe essere scevra da timori d'interlocuire, dovrebbe essere un'attività del tutto personale anche se, giustamente, rispettosa, dovrebbe lasciar da parte condizionamenti ragionando di se, per questo io non condivido e non condividerò mai questo tipo di "non dialogo"...di "non analisi"...

80
09 Nov 2007
alle 11:46

asalvai

Conosco, purtroppo, questa tecnica aggressiva, l'analisi vera di eventi, siano essi criminosi o di semplice vita di tutti i giorni, ricordo però che è ben diversa...l'analisi vera dovrebbe essere scevra da timori d'interlocuire, dovrebbe essere un'attività del tutto personale anche se, giustamente, rispettosa, dovrebbe lasciar da parte condizionamenti ragionando di se, per questo io non condivido e non condividerò mai questo tipo di "non dialogo"...di "non analisi"...

79
09 Nov 2007
alle 11:31

asalvai

L'indiziato, l'accusato ed infine il sentenziato non può più avanzare propri sospetti o dubbi??? E le persone libere e rispettose non possono più analizzare, IPOTIZZANDO, un caso??? Mi sembra che il dialogo è frantumato proprio li...mi sembra che le discussioni costruttive siano ancora da trovare...

78
09 Nov 2007
alle 11:11

asalvai

Io non capisco più questo mondo, in una libera, rispettosa e, mi pare almeno negli intenti di alcuno, costruttiva non si possono neanche più formulare IPOTESI??? non si può manifestare, con il massimo rispetto per il triste tema, il proprio pensiero??? non si può avanzare dubbi o critiche costruttive nei confronti di persone giudiziariamente escluse da responsabilità??? Aldilà delle rispettabili sentenze dove è finito, ad esempio, il diritto alla difesa???

77
09 Nov 2007
alle 11:11

asalvai

Io non capisco più questo mondo, in una libera, rispettosa e, mi pare almeno negli intenti di alcuno, costruttiva non si possono neanche più formulare IPOTESI??? non si può manifestare, con il massimo rispetto per il triste tema, il proprio pensiero??? non si può avanzare dubbi o critiche costruttive nei confronti di persone giudiziariamente escluse da responsabilità??? Aldilà delle rispettabili sentenze dove è finito, ad esempio, il diritto alla difesa???

76
09 Nov 2007
alle 07:37

Giovanni Migliaccio

Invece di fare sproloqui ridicoli perchè non risponde alle domande inerenti ?

Glielo dico io: perchè Lei non sa!

Se Lei è una persona seria dimostri la mia speculazione!

Attento Lei, piuttosto, perchè ha già espresso nei miei confronti parole per le quali si intravedono gli estermi della diffamazione.

75
09 Nov 2007
alle 01:23

Alfonso Marani

 Caro Dottor Migliaccio ,  ha avuto di nuovo la possibiità di mettere in mostra tutto il suo EGO! Complimenti...se è questi che vuole! Non ho ancora capito se il suo intento reale sia quello di dimostrare l'innocenza di Annamaria Franzoni oppure quello di sentirsi unico depositario della conoscenza medica e non solo. Il suo narcisismo e la sua autocelebrazione sono nauseanti,non invidio i suoi colleghi di lavoro e ,se ne ha ,quei poveretti dei suoi subordinati. Questa storia non è uno show e di PRIMADONNA ce ne è già UNA,ci basta e ci avanza! Inquanto a IMMAGINARE una verità senza saperla spiegare lei sicuramente non si è posto il problema,lei la sua verità l'ha se la gestisce proprio bene ,certo...la TV,i giornali,il web,libri che circolano ...speculando vergognosamente sulla morte di un innocente. Attento però che il successo può dare alla testa!!

74
08 Nov 2007
alle 23:34

Giovanni Migliaccio

...e come mai un PM non ricorre contro un verdetto che dimezza la pena richiesta? quando mai s'è visto? Mi dica, Lei che legge meglio di me, dove ha visto scritto le spiegazioni degli Psichiatri? E Lei che vede i dati concreti ha la cortesia di confutare punto per punto la mia Tesi?

Il  problema  non  è  l'eventuale  insensatezza  delle  sue  tesi  in  generale, ma  la  loro  insensatezza  se  applicate  a  questo  caso  specifico.  Siccome  la  difesa  dell'imputata  non  ha  preso  in  considerazione  le  sue  teorie, che  quindi  circolano  sul  web , nessuno  si  preoccupa  di  prendere  provvedimenti. A  che  pro  farlo? 

A che pro?:

1)Ho messo in discussione la capacità investigativa della Magistratura

2) Ho messo in discussione la capacità diagnostica dei Medici Legali

3) Ho messo in discussione la competenza di Psichiatri e Criminologi

4) Ho messo in discussione la capacità difensiva di Taormina

5) Ho prospettato la possibilità che per non perdere la faccia, le Istituzioni preferiscano l'errore giudiziario-

6) La TV e tutti i giornali hanno pubblicato la mia Tesi, c'è un libro che circola, non è solo Web

A che pro?

Se si ritiene una persona seria,come ritengo, risponda a qualcuna di queste domande, invece di immaginare una verità senza saperla spiegare.

L'ultima domanda, La rivolga direttamente ai Franzoni

Ricambio i saluti

73
08 Nov 2007
alle 22:11

Empirista

- Lei  cita  Barale, io  le  cito  Picozzi. Però  l'avevo  già  scritto, inutile  ripetermi. Inoltre  non  credo  lei  sia  uno  psichiatra. Io  non  lo  sono, e  infatti  ho  scritto  che  lascio  decidere  gli  esperti  sia  sulla sanità  mentale  che  sulla  premeditazione  o  meno. Ma  ho  una  mia  idea.

- No, la  Franzoni  non  ha  parlato  di  esplosione  alla  testa  dopo  la  Satragni. E'  esattamente  il  contrario: è  stata  Annamaria  a  parlare  di  testa  scoppiata  alla  Satragni  durante  la  telefonata  in  cui  le  chiedeva  aiuto. Ecco  quanto  riportato  dall'ordinanza  di  custodia  cautelare: 

Entra quindi in scena la Satragni. La Franzoni nel corso della concitata conversazione delle ore 08:27:30 le ha detto: "Di andare immediatamente a casa sua, di fare prestissimo perché c'era Samuele che stava perdendo sangue dalla bocca, tanto sangue" esclamando subito dopo "gli sta scoppiando il cervello oppure gli è scoppiato il cervello".

Inutile, quindi,  difendere  la  frase  della  Franzoni: è  indifendibile. E  il  perché  sta  scritto  nel  mio  commento  68.

- Le  ferite  erano  visibili. Avevano  bordi  netti.

- Le  ho  già  spiegato  la  questione  del  sangue  nei  capelli. Si  può  eliminare  facilmente. E  sicuramente  non  erano  "piastroni". Direi  poi  che  è  un  particolare  trascurabile.

- No, non  è  ovvio  "calunniare"  gli  altri  quando  si  è  innocenti. Lei  conosce  davvero  l'entità  delle  accuse  e  delle  diffamazioni  dei  Franzoni? Sono  diffamazioni  belle  e  buone  sparate  a  caso  su  chiunque  fosse  loro  antipatico. E  non  supportate  da  prove. Non  vi  sono  prove  né  tracce  contro  le  persone  calunniate  dall'indagata. A  ciò  occorre  aggiungere  lo  squallido  tenore  delle  intercettazioni  ambientali, ingiustificabili. Spero  davvero  di  non  sentirmi  rispondere  che  sono  innocue.

 - Sauro  commento  72@ Ora in questo contesto sbattendo contro gli spigoli del comodino durante la fase clonica poteva essersi procurato delle gravi ferite e fratture (qualcuno sa con che violenza si manifesta una crisi tonico clonica?), se poi e supportata dalla rottura di un aneurisma la violenza è ancora maggiore.

Proprio  Lei  ha  dichiarato  il  contrario  nel  commento  30:

Samuele è stato trovato disteso nel letto in posizione supina, composto e completamente coperto da piumone.Impossibile che abbia sbattuto nel comodino provocandosi le ferite, dal momento che avrebbe lasciato striscie di sangue sul cuscino, mentre il sangue formava una grossa chiazza proprio nel centro del cuscino e in parte sul materasso.

E  ancora, nel  suo  commento  41, Lei  scrive:

Relativamente alla morte per cause naturali io mi sono reso conto dell'impossibilità solo quando ho visto la disposizione del comodino troppo distante dal letto, altrimenti avrei potuto tranquillamente sostenerla.

Mi  sembrano  contraddizioni  forti.

_____________________________________________

Dott. Migliaccio

Nessun Organo Ufficiale (Ordine dei Medici, Società Italiana di Neurochirurgia, Lega contro l'epilessia ecc.) ha preso un benchè minimo provvedimento nei miei confronti per l'eventuale insensatezza delle tesi espresse

Ci  credo. Il  problema  non  è  l'eventuale  insensatezza  delle  sue  tesi  in  generale, ma  la  loro  insensatezza  se  applicate  a  questo  caso  specifico.  Siccome  la  difesa  dell'imputata  non  ha  preso  in  considerazione  le  sue  teorie, che  quindi  circolano  sul  web , nessuno  si  preoccupa  di  prendere  provvedimenti. A  che  pro  farlo? 

Nessun esperto Psichiatra o Criminologico sa spiegare come una madre che ha ucciso il proprio bambino , sta allevando due figli, vive una vita comunemente normale, vive in società, non dà manifestazioni sospette di squilibrio psichico, a distanza di 6 anni dal "crimine".

Questo  non  è  affatto  vero. Molti  psichiatri  hanno  spiegato  questo, basta  aver  voglia  di  leggere.  La  Franzoni vive  circondata  e  protetta  dai  suoi  famigliari, che  le  fanno  da  scudo  nei  confronti  del  mondo  esterno, e  parlo  di  "scudo"  in  senso  psicologico. Si  sente  sicura, protetta, coccolata, appoggiata  come  non  mai. E  anche  questo  è  stato  ampiamente  illustrato  da  bravi  psichiatri. Tra  lo  stordimento  degli  psicofarmaci  e  i  parenti  sempre  presenti, per  ora  regge. Per  ora.  

Questi sono gli argomenti da trattare seriamente, poi tutte le fantasie e le convinzioni di avere una esperienza di medicina(guardando i telefilm o leggendo il Corriere salute e similari) sono solo delle illusioni che ognuno può coltivare, ma la Medicina e ed essere persone serie è un'altra cosa.

Per  quanto  mi  riguarda, non  leggo  il  Corriere  salute, però  ammetto  che  mi  sembrano  davvero  poco  serie  le  persone  che si  attaccano  a  illusioni, fingendo  di  non  vedere  tutti  i  dati  concreti  della  vicenda.

E  come  mai  la  difesa  della  Franzoni  non  vi  ha  preso  in  considerazione? Perché  i  Franzoni  stessi  si  attaccano  alla  tesi dell'omicidio  se  la  vostra  teoria  è  valida? 

Saluti  a  tutti!  

 

72
08 Nov 2007
alle 20:28

Giovanni Migliaccio

Non è più mia intenzione partecipare ad alcun forum su Cogne.Lo faccio ora e soltanto per questa volta, su cortese sollecito del Collega Sauro.

Non mi dilungo, faccio solo le seguenti considerazioni:

1) Finora nessuno ha avuto  la capacità di dimostrare il contrario di quanto ho esposto nella mia Tesi

2) Nessun Organo Ufficiale (Ordine dei Medici, Società Italiana di Neurochirurgia, Lega contro l'epilessia ecc.) ha preso un benchè minimo provvedimento nei miei confronti per l'eventuale insensatezza delle tesi espresse

3)Nessun esperto Psichiatra o Criminologico sa spiegare come una madre che ha ucciso il proprio bambino , sta allevando due figli, vive una vita comunemente normale, vive in società, non dà manifestazioni sospette di squilibrio psichico, a distanza di 6 anni dal "crimine".

Questi sono gli argomenti da trattare seriamente, poi tutte le fantasie e le convinzioni di avere una esperienza di medicina(guardando i telefilm o leggendo il Corriere salute e similari) sono solo delle illusioni che ognuno può coltivare, ma la Medicina e ed essere persone serie è un'altra cosa.

Saluti a tutti

Dottor Giovanni Migliaccio

71
08 Nov 2007
alle 19:14

Claudio Sauro

Un delitto premeditato necessita di valide motivazioni; tutt’al più io opterei per la tesi del PM, cioè del RAPTUS

Che si possano commettere omicidi anche se si è sani di mente lo posso accettare, ma che una madre sana di mente uccida il proprio piccolo non troverebbe d’accordo numerosi criminologi come ad esempio il Prof. Mastronardi, che ha una casistica enorme di madri figlicide fra le quali la Franzoni non rientra come caratteristiche della personalità.

Per quanto riguarda l’aspetto psichiatrico il Prof. Barale non si era espresso per l’insanità mentale ed aveva escluso perfino l’isteria, mentra ammetteva le crisi ansiogene. E’ anche per questo giudizio positivo che era stato dato alla Franzoni il massimo della pena nel processo di primo grado.

La mattina dell’omicidio la Franzoni ha avuto sicuramente una crisi di attacco di panico, altrimenti per una semplice crisi ansiogena il Sig. Lorenzi non avrebbe chiamato la guardia medica; ora da nessun testo risulta che una crisi di attacco di panico aumenti l’aggressività , eventualmente una profonda spossatezza.

Per quanto riguarda l’esplosione della testa mi pare che la Franzoni abbia iniziato a pronunciarla dopo che la Dott. Satragni ha formulato la sua ipotesi, appena visto il bambino, che poteva essersi rotto un aneurisma(mi corregga se sbaglio).

Ora questo concetto di aneurisma mi pare possa risultare abbastanza estraneo ad una persona priva di concetti medici, che per voler semplificare la cosa può aver detto che gli è esplosa la testa.

Le ferite frontali può averle non riferite durante la telefonata al 118 perché il frontale era imbrattato di sangue ed era insorto un vomito a getto che spingeva il sangue che colava sulla bocca in alto e pure nei dintorni ( causato dall’edema cerebrale maligno)

Può averlo interpretato come un vomito ematico e tale condizione può risultare estremamente drammatica agli occhi di un profano; io stesso ho notato che nelle telefonate per urgenze gravi si riferisce solo il sintomo più eclatante tralasciando tutto il resto.

Lei mi ha detto che è stata la Satragni ad attivare il codice rosso, mentre mi risulta (parole di Mastronardi che si era accertato) che è stata la Franzoni stessa ad attivarlo con il primo centralinista ( riferito dal Prof.Mastronardi nell’intervista a Porta a Porta del 31/10/2007)

Per quanto riguarda il sangue in testa, anche se fossero state poche gocce, deve aver avuto la prontezza di lavarlo prima dei due- tre minuti, perché non si trattava di goccioline di sangue in superficie ma di sangue penetrato con forza fra i capelli e quindi più difficile da togliere. Quando sono giunti i CC hanno verificato se aveva delle tracce ematiche fra i capelli ?

E’ ovvio che se fosse innocente(possibilità come dice lei assai remota, ma pure possibile) cercherebbe di individuare le persone che ritiene più probabili a compiere il delitto. Ovviamente dovrebbe additarle e questo si potrebbe interpretare come accusa e calunnia ma è un meccanismo naturale e del tutto fisiologico come lo è l’autodifesa.

E’ ovvio si sia più volte contraddetta ed abbia raccontato delle piccole bugie una volta giunta nel vortice degli interrogatori, vortice che troppo spesso si manifesta come tritacarne

Riguardo alla morte naturale, credo non sia il caso di buttarci sopra troppo fango. Migliaccio aveva presupposto la rottura di un aneurisma del circolo di Willis, quindi seguito da ipertensione endocranica, inondamento dei ventricoli e crisi tonico clonica violentissima. Che Samuele avesse una teca cranica particolarmente sottile è del tutto plausibile perché aveva le gambe rientranti, cioè era rachitico, ciò significava poco calcio nelle ossa e quindi fragilità ossea. Del resto lo stesso Viglino ha confermato una teca cranica particolarmente sottile. Ora in questo contesto sbattendo contro gli spigoli del comodino durante la fase clonica poteva essersi procurato delle gravi ferite e fratture (qualcuno sa con che violenza si manifesta una crisi tonico clonica?), se poi e supportata dalla rottura di un aneurisma la violenza è ancora maggiore.

Volutamente sono andato presso la neurochirurgia di Verona per valutare le teorie di Migliaccio, e quasi tutti i neurochirurghi mi hanno detto che era possibile ma sarebbe stato indispensabile vedere anche le foto ed il contesto dell’ambiente. Questo è stato il grosso errore che abbiamo fatto, non valutare tutti i fattori.

Comunque Migliaccio è ancora convinto della sua tesi:

-          rottura di aneurisma del circolo di Willis

-          inondamento ematico dei ventricoli (confermato da Viglino)

-          violentissima crisi tonico-clonica che ha fatto sbattere la testa di Samuele contro gli spigoli più vicini

-          conseguenti ferite diversamente conformate sia per forma che per profondità

-          insorgenza di un edema cerebrale maligno

-          vomito a getto che ha trascinato il sangue che colava sulla bocca in ogni parte della stanza (faccio presente che il vomito a getto può spingersi fino a 4-6 metri; descritto un caso di nove metri)

-          ultima fase delle clonie durante le quali il bambino con il movimento in coordinato delle gambe ha spinto in alto il piumone che gli è ricaduto addosso

-          minima attività vitale durante la quale si è ricomposto nel letto

-          insorgenza del coma

-          fuoriuscita da alcune ferite di materia cerebrale per l’edema cerebrale maligno

Ipotesi possibile purchè suffragata da altri fattori.

La prossima volta parlerò delle incongruenze e delle mancanze presenti nella perizia di Viglino.

Per intanto cordialmente saluto Claudio Sauro

70
08 Nov 2007
alle 14:16

Empirista

Grazie  a  Lei  e  buon  lavoro.

69
08 Nov 2007
alle 13:11

Claudio Sauro

Lei è molto corretto nell'esprimersi e le ne sono grato. Ha anche ottime motivazioni difficilmente contestabili.

Resterebbero comunque alcuni punti da approfondire e da discutere.

Oggi purtroppo a causa del doppio ambulatorio che ho dovuto fare, questa mattina a S.Andrea, oggi pomeriggio a Badia Calavena non posso risponderle per mancanza di tempo. Siamo anche in periodo di vaccinazioni antiinfluenzali, si immagini che lavoro!

Per intanto la saluto, grazie   Sauro

68
08 Nov 2007
alle 10:21

Empirista

No, non  si  deve  scusare. Le  chiedo  solo, per  favore,  di  non  attribuirmi  cose  che  non  ho  detto  in  quel  modo. Basta  leggere  con  calma, senza  correre.

Oggi  sarò  più  chiara, perché  ieri  ho  risposto  in  fretta: 

- Il  delitto  può  essere  premeditato  o  non  premeditato. Le  opinioni  degli  esperti, a  riguardo, sono  discordanti. Ho  una  mia  idea  in  proposito, ma  non  la  esprimo, e  lascio  che  siano  gli  esperti  a  pensarci  perché  è  giusto  così.

- La  Franzoni  è  borderline? Anche  qui, le  opinioni  sono  discordanti, come  avrà  senz'altro  letto  anche  Lei. Ognuno  creda  ciò  che  vuole. Tuttavia, al  di  là  di  ogni  parere  degli  esperti, resta  un  dato  di  fatto: si  possono  commettere  omicidi  anche  se  si  è  sani  di  mente. Ed  essere sani  di  mente  non  significa  necessariamente  essere  dotati  di  grande  intelligenza,  o  di  capacità  razionali  notevoli.


La  Franzoni  ha  raccontato  più  volte, in  varie  interviste, un'assurdità, e  la  ripeto: dopo  aver  trovato  Samuele  in  quel  lago  di  sangue, "ho  pensato  che  avesse  pianto  così  tanto  che  gli  era  scoppiata  la  testa". Quindi, secondo  la  Franzoni, che  più  volte  ha  parlato  così, una  testa  può  scoppiare  in  seguito  a  un  forte  pianto (sigh!). A  questo  punto  i  casi  sono  tre: o  la  Franzoni  è  culturalmente  ìmpreparata  a  livelli  preoccupanti, perché  nel  duemila  nessuna  trentenne  mediamente  scolarizzata  direbbe  una  simile  fesseria;  o  non  è  intelligente, pur  essendo  magari  sana  di  mente, e  quindi  non  si  vergogna  di  quello  che  ha  detto;  o, più  banalmente, si  arrampica  sugli  specchi  nel  tentativo  di  una  disperata  difesa. E  mi  spiego: siccome  chiamando  il  118  aveva  minimizzato, non  riferendo  le  ferite  sul  capo  di  Samuele, allora, per  non  contraddirsi  e  per  far  credere  di  non  essersi  accorta  dell'atto  doloso, ha  dovuto  continuare, nel tempo,  a  raccontare  di  aver  creduto  a  un  evento  "naturale".  Non  ha  potuto  più  cambiare  versione. Da  qui  la  sciocchezza  della  testa  scoppiata  in  seguito  al  pianto. 

- Aggiungo  ora, a  integrazione  del  mio  commento  66: Picozzi ha anche spiegato che non necessariamente l’assassino/a avrebbe dovuto avere i capelli talmente sporchi da doverli lavare. Non  c'erano  "piastroni"  sui   capelli  della  signora. Parlare  di  "piastroni", volendo  far  credere  che  chissà  quanto  sangue  avesse  in  testa, è  una  forzatura. E, come  ho  scritto  nel commento 66, un  po'  di  sangue  si  può  rimuovere  in  fretta  senza  shampoo.

- Si  tenga  anche  presente  il  ruolo  della  dott. Satragni, troppo  spesso  minimizzato.


- Infine  e  in  sintesi: che  sia  borderline  o  no, che  abbia  premeditato  o  meno, che  fosse  lucida  o  confusa  al  momento  dell'atto, lo  lascio  decidere  agli  esperti. Tuttavia, al  di  là  di  ogni  dotta  disquisizione, restano  i  fatti, crudi  nella  loro  durezza, innegabili, e  sono  quelli  che  a  me  interessano: la  probabilità  vicina  allo  zero  che  un  estraneo  sia  entrato  in  quella  casa  e  tutti  gli  indizi  contro  la  signora, comprese  le  inquietanti  intercettazioni  ambientali, la scandalosa  condotta  processuale  al  limite  dell'illegalità, i  continui, ripetuti  tentativi  di  calunniare  altre  persone  dotate  di  alibi  di  ferro, persone  addirittura  mai  sospettate  o  indagate. Chi  è  innocente  non  compie  operazioni  di  questo  tipo, non  getta  fango  indiscriminatamente  a  destra  e a sinistra. Non  si  getta  fango  su  innocenti  neppure  per  difendere  qualcuno  che  ci  sta  a  cuore. Senza  contare  che  i  Franzoni-Lorenzi  hanno  cambiato  i  bersagli  delle  loro  calunnie  a  seconda  delle  necessità. Hanno  oscillato  come  canne  al  vento. 

-Lei  è  libero  di  credere  ciò  che  vuole, ovviamente.  Tuttavia, per  rispetto  nei  confronti  della  povera  vittima, sarebbe  meglio  evitare  le  teorie  della  morte  naturale, teorie  che  sono  insulti  alla  scienza  medica  e  al  povero  bambino, così  come  è  meglio  evitare  altre  fantasie  non  supportate  da  dati  concreti. 

67
07 Nov 2007
alle 23:26

Claudio Sauro

Io sarò stato troppo duro nell'esprimermi, non avrò capito certi di Lei concetti, la mia conoscenza in scienze criminologiche è certo inferiore della Sua, mi scuso per questo e cercherò di valutare sotto diversa luce la vicenda. Comunque mi dia almeno adito al dubbio, anche se erano passati solo sette-otto minuti.

Forse sette-otto minuti che potrebbero far intravvedere per paradosso, per capovolgimento della medaglia un innocenza che travalicha il dato logico-razionale.

Mi scuso ancora  Sauro

66
07 Nov 2007
alle 22:36

Empirista

Dott. Sauro, purtroppo  noto  che  lei  ha  mistificato  del  tutto  il  senso  di  quanto  ho  scritto, deformando  le  mie  parole. Schematicamente, perché  non  ho  tempo (e  mi  scuso  per  eventuali  oscurità):

- lei  cita  Barale, io  le  cito  Picozzi, secondo  il  quale  la  Franzoni  ha  un  disagio  psichico. E  non  è  il  solo  a  pensarlo. Inoltre  quando  ho  parlato  di  "rimediare"  ho  scritto  "forse", sottolineandolo. Non  ho  mai  detto  che  sicuramente  la  Franzoni  voleva  rimediare  a  quanto  fatto. Tale  ipotesi  può  essere  valida  solo  ammettendo  una  sua  mancanza  di  lucidità. Ma  non  ho  dato  importanza  a questa  mia  ipotesi, e  se  rilegge  bene  se  ne  accorge. Cerchi  di  non  sottolineare  solo  quello  che  le  fa  comodo.

- La  Franzoni  ha  oggettivamente  "minimizzato"  con  il  118, perché  non  ha  riferito  la  presenza  di  ferite  sul  capo  del  figlio. La  Satragni  ha  allertato  il  codice  rosso, e  non  la  Franzoni,  come  erroneamente  ha  scritto  lei, però  neppure  la  Satragni  ha  parlato  di  ferite. Solo  gli  operatori  del  118, dopo  essere  giunti   sul  posto, hanno  compreso  che  il  fatto  non  era  imputabile  a  cause  naturali.

Si  rilegga bene  la  sequenza  dei  fatti, magari  nell'ordinanza  del  gip  Gandini: Iannizzi, medico  del  118, dopo  aver  visto  il  bambino  invita  un  collega  a  chiamare  i CC, stupito  di  sentirsi  dire  dalla  Satragni  che  si  trattava  di  fatto  naturale. Perciò  quanto  io  ho  detto  non  è  fuori  da  ogni  logica, ma  è  un  fatto  fondamentale  che  ha  aggravato  la  posizione  della  Franzoni. Non  ha  parlato  di  ferite, dunque  ha  minimizzato. Mi  sembra  fuor  di  logica, piuttosto,  il  non  capire  questo  semplice  concetto, che  ha  colpito  anche  gli  inquirenti. Ovvio  che  un  colpevole  minimizzi. E  non  ho  mai  scritto  che  la  Franzoni  volesse  scappare, questa  è  una  sua  arbitraria   interpretazione  delle  mie  parole. 

- Inoltre  la  Satragni, con  i  suoi  interventi, ha  alterato  il  corpo  del  bambino. Se  non  lo  capisce  un  medico, non  so  proprio  chi  debba  capirlo. 

- i  capelli  sporchi  di  sangue: non  è  vero  che  all'epoca  la  Franzoni  li  avesse  lunghi. E  basta  prendere  un  po'  di  acqua  con  le  mani, senza  bagnare  tutta  la  testa  e  senza  shampoo, e  limitarsi  a  togliere  il  sangue  dalle  parti  sporche. Un  gesto  semplice  e  immediato. Un  fatto simile  è  capitato  anche  me, che  sono  piena  di  lunghi  capelli  ricci, molto, molto  più  folti  e  difficili  da  gestire  di  quelli  della  Franzoni. Ho  rimediato  in poco  più  di  un  minuto.

- Anche qui siamo al di là di qualsiasi logica. Aveva sfondato il frontale al suo piccolo, era andato sangue in ogni punto della stanza , sulla parete antistante, sulla retrostante, sul soffitto, sulle tende e perfino sull’abasjur che stava dall’altra parte e avrebbe pensato di rimediare.

Le  riporto  di  nuovo quanto  ho  scritto, in  quanto  preciso:  Perché  forse  sperava  di  "rimediare", forse  sperava  di  non  averlo  ucciso. O,  più  semplicemente, perché  si  è  trattato  di  un  delitto  d'impeto, oltretutto  compiuto  da  una  donna  che  non  è  un  campione  di  razionalità  e  di  fredda  intelligenza  speculativa.

Come  vede, sul  "rimediare"  ho  scritto   "forse", avverbio  che  ha  un  significato  preciso  nella  lingua  italiana. E  in  seguito  ho  detto  che, più  semplicemente, a  mio  avviso  si  tratta  di  un  delitto  compiuto  da  persona  

 che  non  è  un  campione  di  razionalità  e  di  fredda  intelligenza  speculativa.

Lei, invece, ha  confuso  la  consapevolezza  dell'atto  omicida  con  le  capacità  razionali  e  logiche.
Consapevolezza  e  capacità  razionali  sono  cose  diverse.

Inoltre,   veda  la  giusta  obiezione  di  Serena.  

65
07 Nov 2007
alle 21:03

Serena

Ipotizzare che avrebbe potuto, in piena consapevolezza, prolungare il tempo all’esterno mi pare del tutto logico. Tornare invece subito rimanendo assente solo otto minuti significava inevitabilmente farsi incastrare.

 Se si fosse comportata così avrebbe compiuto un gesto fuori da ogni logica comune .Ammettendo pure che sia innocente,come giustificare con il marito il fatto che nonostante avesse lasciato solo in casa il piccolo di 3 anni ,se ne andasse pure a spasso per Cogne senza affrettare invece il rientro ?

64
07 Nov 2007
alle 18:57

Claudio Sauro

Questo  può  capitare, purtroppo. In  un'intervista  televisiva  assai  nota, la  signora  Franzoni  ha  pianto  molto  parlando  di  Samuele, poi, finita  la  registrazione, durante  il  fuori  onda  ha  cambiato  subito, senza  indugio, espressione  del  volto, si  è  asciugata  gli  occhi, e  con  un  sorriso  molto  tranquillo  ha  chiesto  serena, come  se  niente  fosse: "Ho  pianto  troppo?".  Tu supporresti che la Franzoni ha una grande capacità di fingere, una personalità bordeline in base a quello che sosteneva Ugo Fornari; te la posso anche dare come buona questa ipotesi. Ma a questo punto cestiniamo la vera perizia psichiatrica che ha fatto Francesco Barale ed i suoi assistenti i quali in molte più sedute hanno escluso la personalità bordeline, come hanno escluso qualsiasi patologia psichiatrica. Barale stesso dirà: “io ed i colleghi l’abbiamo vista piangere, disperarsi, e la sua era una sofferenza vera, profonda. Non era la finzione di una donna lucida e fredda”.Barale, psichiatra di lunga esperienza si può essere anche sbagliato, ma ci possiamo sbagliare anche noi, almeno così penso. In  quel  momento  poteva  essere  davvero  sconvolta, anche  perché  forse  si  rendeva  conto  dell'impossibilità  di  rimediare  al  fatto.  Ma come, qui siamo al di fuori di ogni logica, perche il Ris stesso ha ipotizzato che subito dopo il Raptus la Franzoni sia tornata in se tanto da aver la lucidità di levarsi gli zoccoli per non sporcare le scale, intuizione degna dei migliori periti. Ma se avesse avuto tanta lucidità non pensi che una volta giunta in cucina li avrebbe passati anche con acqua e sapone.A proposito degli zoccoli si dice abbia mentito perché la Satragni, e la Ferrod glieli hanno visti addosso quella mattina. Ora ti assicuro che se mi chiedi che scarpe portava l’ultimo paziente che ha visto non te lo saprei dire . Ti ricordi tu che scarpe aveva la persona che hai visto mezz’ora prima? O ti sembra di ricordare.? Quarda se non sei un patito delle scarpe ti assicuro che ti sembrerà di ricordare, e magari erano le scarpe che hai focalizzato quindici giorni fa.Poi quella mattina sia la Satragni che la Ferrod l’anno vista sia con gli zoccoli sia con gli stivaletti: scusa ma non pensi possano anche sbagliarsi?Del resto ad entrambe le donne sembrava di ricordare, e la Satragni avrà cambiato di opinione almeno dieci volte. Perché  non  è  del  tutto  sprovveduta! Ovvio  che  abbia  voluto  far  tardare  l'intervento  dei  CC. Se  avesse  parlato  di  quelle  terribili  ferite  e  del  macello  che  c'era  nella  stanza, il  118  avrebbe  subito  allertato  le  forze  dell'ordine. Invece, parlando  del  fatto  che  il  bambino  vomitava  sangue, ha  minimizzato  l'evento, e  ha  guadagnato  qualche  minuto. Senza  contare  il  provvidenziale  intervento  della  dott. Satragni, che, manipolando  in  quel  modo  il  bambino, lavandolo  e  facendogli  addirittura  un'iniezione  di  cortisone, ha  involontariamente  alterato  la  scena  del  crimine  e  il  corpo  stesso  della  vittima. Quindi...  Anche questa affermazione travalica qualsiasi logica. Ti rendi conto che la Franzoni ha attivato il “codice rosso” ciò l’arrivo rapido dell’elicottero. Ora almeno che una non sia una ritardata mentale non minimizza l’evento attivando il soccorso più rapido e sapendo che appena giunti i soccorsi si sarebbero resi conto dell’accaduto e quindi avrebbero attivato anche le forze dell’ordine. A meno che , come ho detto in precedenza non sia sotto minaccia.Una persona normale anche in stato di panico comprende perfettamente che attivare le forze dell’ordine un quarto d’ora prima od un quarto d’ora dopo sarebbe stato del tutto indifferenteMa santo dio le aveva, secondo il RIS sfondato il cranio con il sangue che era andato d’apperttutto, da cosa avrebbe potuto scappare in quindici –venti minuti; aveva forse l’elicottero pronto all’esterno che la aspettava per fuggire all’estero.A proposito visto come era ridotta la giacca del pigiama, non mi dirai che non si è sporcata i capelli ed a questa osservazione non mi hai risposto ( mi pare di aver già detto che il sangue fra i capelli coagula in fretta e fa dei piastroni; anche se tenti di pulirlo subito con asciugamano, non fai altro che peggiorare le cose perché lo spingi in profondità, lo distribuisci per bene e così fa dei piastroni ancora più evidenti.) Perché  forse  sperava  di  "rimediare", forse  sperava  di  non  averlo  ucciso. O,  più  semplicemente, perché  si  è  trattato  di  un  delitto  d'impeto, oltretutto  compiuto  da  una  donna  che  non  è  un  campione  di  razionalità  e  di  fredda  intelligenza  speculativa. Basta leggersi  tutte  le  trascrizioni  delle  intercettazioni  ambientali  per  capirlo,  per  capire  anche  che  è  una  persona  molto  concentrata  su  se  stessa, e  che  ha  bisogno  di  aiuto  e  di  sostegno. Persino  suo  marito  la  tratta  come  una  bambina,  bisognosa  di  spiegazioni, di  rassicurazioni  continue  e  di  cure. Probabilmente  ha  ucciso  in  un  momento  di  rabbia  incontrollata,  e, sotto  stress  e  da  persona  irrazionale  com'è, non  si  è  messa  certo  a  pianificare  ogni  singola  mossa, a  inscenare  il  delitto  perfetto. Senza  contare  che  il  delitto  perfetto  non  esiste.Anche qui siamo al di là di qualsiasi logica. Aveva sfondato il frontale al suo piccolo, era andato sangue in ogni punto della stanza , sulla parete antistante, sulla parete retrostante, sul soffitto, sulle tende e perfino sull’abasjur che stava dall’altra parte e avrebbe pensato di rimediare. Come? Si era lavata sicuramente mani e viso, era ritornata completamente in se tanto da levarsi gli zoccoli per fare le scale, quindi con piena consapevolezza di ciò che faceva.Ipotizzare che avrebbe potuto, in piena consapevolezza, prolungare il tempo all’esterno mi pare del tutto logico. Tornare invece subito rimanendo assente solo otto minuti significava inevitabilmente farsi incastrare.Sai cosa penso, che da quelle scale (della camera che danno in cucina) l’assassino non sia mai salito ma solo sceso e sia uscito di retro.Questa è la mia ipotesi.Sauro Claudio 

63
07 Nov 2007
alle 17:04

Claudio Sauro

Questo  può  capitare, purtroppo. In  un'intervista  televisiva  assai  nota, la  signora  Franzoni  ha  pianto  molto  parlando  di  Samuele, poi, finita  la  registrazione, durante  il  fuori  onda  ha  cambiato  subito, senza  indugio, espressione  del  volto, si  è  asciugata  gli  occhi, e  con  un  sorriso  molto  tranquillo  ha  chiesto  serena, come  se  niente  fosse: "Ho  pianto  troppo?".  Tu supporresti che la Franzoni ha una grande capacità di fingere, una personalità bordeline in base a quello che sosteneva Ugo Fornari; te la posso anche dare come buona questa ipotesi. Ma a questo punto cestiniamo la vera perizia psichiatrica che ha fatto Francesco Barale ed i suoi assistenti i quali in molte più sedute hanno escluso la personalità bordeline, come hanno escluso qualsiasi patologia psichiatrica. Barale stesso dirà: “io ed i colleghi l’abbiamo vista piangere, disperarsi, e la sua era una sofferenza vera, profonda. Non era la finzione di una donna lucida e fredda”.Barale, psichiatra di lunga esperienza si può essere anche sbagliato, ma ci possiamo sbagliare anche noi, almeno così penso. In  quel  momento  poteva  essere  davvero  sconvolta, anche  perché  forse  si  rendeva  conto  dell'impossibilità  di  rimediare  al  fatto.  Ma come, qui siamo al di fuori di ogni logica, perche il Ris stesso ha ipotizzato che subito dopo il Raptus la Franzoni sia tornata in se tanto da aver la lucidità di levarsi gli zoccoli per non sporcare le scale, intuizione degna dei migliori periti. Ma se avesse avuto tanta lucidità non pensi che una volta giunta in cucina li avrebbe passati anche con acqua e sapone.A proposito degli zoccoli si dice abbia mentito perché la Satragni, e la Ferrod glieli hanno visti addosso quella mattina. Ora ti assicuro che se mi chiedi che scarpe portava l’ultimo paziente che ha visto non te lo saprei dire . Ti ricordi tu che scarpe aveva la persona che hai visto mezz’ora prima? O ti sembra di ricordare.? Quarda se non sei un patito delle scarpe ti assicuro che ti sembrerà di ricordare, e magari erano le scarpe che hai focalizzato quindici giorni fa.Poi quella mattina sia la Satragni che la Ferrod l’anno vista sia con gli zoccoli sia con gli stivaletti: scusa ma non pensi possano anche sbagliarsi?Del resto ad entrambe le donne sembrava di ricordare, e la Satragni avrà cambiato di opinione almeno dieci volte. Perché  non  è  del  tutto  sprovveduta! Ovvio  che  abbia  voluto  far  tardare  l'intervento  dei  CC. Se  avesse  parlato  di  quelle  terribili  ferite  e  del  macello  che  c'era  nella  stanza, il  118  avrebbe  subito  allertato  le  forze  dell'ordine. Invece, parlando  del  fatto  che  il  bambino  vomitava  sangue, ha  minimizzato  l'evento, e  ha  guadagnato  qualche  minuto. Senza  contare  il  provvidenziale  intervento  della  dott. Satragni, che, manipolando  in  quel  modo  il  bambino, lavandolo  e  facendogli  addirittura  un'iniezione  di  cortisone, ha  involontariamente  alterato  la  scena  del  crimine  e  il  corpo  stesso  della  vittima. Quindi...  Anche questa affermazione travalica qualsiasi logica. Ti rendi conto che la Franzoni ha attivato il “codice rosso” ciò l’arrivo rapido dell’elicottero. Ora almeno che una non sia una ritardata mentale non minimizza l’evento attivando il soccorso più rapido e sapendo che appena giunti i soccorsi si sarebbero resi conto dell’accaduto e quindi avrebbero attivato anche le forze dell’ordine. A meno che , come ho detto in precedenza non sia sotto minaccia.Una persona normale anche in stato di panico comprende perfettamente che attivare le forze dell’ordine un quarto d’ora prima od un quarto d’ora dopo sarebbe stato del tutto indifferenteMa santo dio le aveva, secondo il RIS sfondato il cranio con il sangue che era andato d’apperttutto, da cosa avrebbe potuto scappare in quindici –venti minuti; aveva forse l’elicottero pronto all’esterno che la aspettava per fuggire all’estero.A proposito visto come era ridotta la giacca del pigiama, non mi dirai che non si è sporcata i capelli ed a questa osservazione non mi hai risposto ( mi pare di aver già detto che il sangue fra i capelli coagula in fretta e fa dei piastroni; anche se tenti di pulirlo subito con asciugamano, non fai altro che peggiorare le cose perché lo spingi in profondità, lo distribuisci per bene e così fa dei piastroni ancora più evidenti.) Perché  forse  sperava  di  "rimediare", forse  sperava  di  non  averlo  ucciso. O,  più  semplicemente, perché  si  è  trattato  di  un  delitto  d'impeto, oltretutto  compiuto  da  una  donna  che  non  è  un  campione  di  razionalità  e  di  fredda  intelligenza  speculativa. Basta leggersi  tutte  le  trascrizioni  delle  intercettazioni  ambientali  per  capirlo,  per  capire  anche  che  è  una  persona  molto  concentrata  su  se  stessa, e  che  ha  bisogno  di  aiuto  e  di  sostegno. Persino  suo  marito  la  tratta  come  una  bambina,  bisognosa  di  spiegazioni, di  rassicurazioni  continue  e  di  cure. Probabilmente  ha  ucciso  in  un  momento  di  rabbia  incontrollata,  e, sotto  stress  e  da  persona  irrazionale  com'è, non  si  è  messa  certo  a  pianificare  ogni  singola  mossa, a  inscenare  il  delitto  perfetto. Senza  contare  che  il  delitto  perfetto  non  esiste.Anche qui siamo al di là di qualsiasi logica. Aveva sfondato il frontale al suo piccolo, era andato sangue in ogni punto della stanza , sulla parete antistante, sulla parete retrostante, sul soffitto, sulle tende e perfino sull’abasjur che stava dall’altra parte e avrebbe pensato di rimediare. Come? Si era lavata sicuramente mani e viso, era ritornata completamente in se tanto da levarsi gli zoccoli per fare le scale, quindi con piena consapevolezza di ciò che faceva.Ipotizzare che avrebbe potuto, in piena consapevolezza, prolungare il tempo all’esterno mi pare del tutto logico. Tornare invece subito rimanendo assente solo otto minuti significava inevitabilmente farsi incastrare.Sai cosa penso, che da quelle scale (della camera che danno in cucina) l’assassino non sia mai salito ma solo sceso e sia uscito di retro.Questa è la mia ipotesi.Sauro Claudio 

62
07 Nov 2007
alle 14:48

Empirista

Ciao, DADA, che  piacere  trovarti, finalmente! :))

In  questo  caso, a  differenza  di  altri  delitti,  non  mi  faccio  troppi  scrupoli  a  esprimermi  con  decisione, a  causa  dell'arroganza  dei  Franzoni-Lorenzi  e  delle  calunnie  ai  danni  di  terzi  di  cui  si  sono  resi  responsabili.  Calunniare  altre  persone  è  un  brutto  atto,  comunque  ingiustificabile. La  condotta  processuale, poi, è  stata  al  limite  della  legalità, ma  è  inutile  ripetersi.

Per  quanto  riguarda  l'altra  ipotesi, secono  me  sarebbe  l'unica  alternativa  alla  colpevolezza  della  Franzoni, atteso  che  la  presenza  di  un  estraneo  in  quella  casa  ha  una  probabilità  prossima  allo  zero. Tuttavia  i  Ris  hanno  escluso  tale  ipotesi. Non  sostengo  che  i  Ris  siano  infallibili, perché  sono  soltanto  uomini, però...le  intercettazioni  ambientali  e  le  varie  dichiarazioni  dell'interessata  e  della  sua  famiglia, comprese  le  interviste  e  la  stesura  del  libro, considerate  tutte nell'insieme, mi  sembrano condurre  in  un'unica  direzione, nettamente  sfavorevole  alla  Franzoni.

61
07 Nov 2007
alle 14:28

DADA 54

 @ Empirista Ciao! ti ritrovo anche su questo versante e sempre con grande piacere,tu sei capace di mettere nero su bianco ogni mio più recondito pensiero ,in maniera impeccabile,alla faccia del tuo Nick,io penso farfuglio qualche frase molto "empirica" sd ecco che magicamente le tue parole "illuminano"!Grazie !Dopo tanto "fraseggiare"fra noi ,credo di poter intuire anche questo  tuo pensiero,anche a me è venuto in mente più di una volta,ma non so neanche quanto sia giusto esporlo, visto che  nessuno ha mai voluto azzardare tanto e cambierebbe di poco l'enorme dramma abbattutosi su questa disgraziata famiglia!

60
07 Nov 2007
alle 13:01

Empirista

Ci  sarebbe  anche  un'altra  ipotesi, l'unica, a  mio  parere, che  scagionerebbe  del  tutto  la  Franzoni, e  a  cui  ho  pensato  più  di  una  volta. Ma  preferisco  evitare di  esporla,  perché  mi  sembra  troppo  delicata, e  perché  è  stata  del  tutto  esclusa  dagli  inquirenti. 

Inoltre, a  mio  avviso,  contrasta  con  alcuni  atteggiamenti  della  donna. 

 

59
06 Nov 2007
alle 21:52

Empirista

Sauro  58@ Come poteva dopo l’omicidio recarsi tranquillamente al pulmino e dimostrare tranquillità come il solito, come ha riferito l’autista del pulmino.

Questo  può  capitare, purtroppo. In  un'intervista  televisiva  assai  nota, la  signora  Franzoni  ha  pianto  molto  parlando  di  Samuele, poi, finita  la  registrazione, durante  il  fuori  onda  ha  cambiato  subito, senza  indugio, espressione  del  volto, si  è  asciugata  gli  occhi, e  con  un  sorriso  molto  tranquillo  ha  chiesto  serena, come  se  niente  fosse: "Ho  pianto  troppo?". 

Come poteva inscenare una telefonata al 118 degna dei migliori attori in teatro drammatico?

In  quel  momento  poteva  essere  davvero  sconvolta, anche  perché  forse  si  rendeva  conto  dell'impossibilità  di  rimediare  al  fatto. 

 Se voleva inscenare un infanticidio perché non ha detto al 118 “ il mio bambino è pieno di ferite, deve essere entrato qualcuno che ha tentato di ucciderlo ecc ecc”?

Perché  non  è  del  tutto  sprovveduta! Ovvio  che  abbia  voluto  far  tardare  l'intervento  dei  CC. Se  avesse  parlato  di  quelle  terribili  ferite  e  del  macello  che  c'era  nella  stanza, il  118  avrebbe  subito  allertato  le  forze  dell'ordine. Invece, parlando  del  fatto  che  il  bambino  vomitava  sangue, ha  minimizzato  l'evento, e  ha  guadagnato  qualche  minuto. Senza  contare  il  provvidenziale  intervento  della  dott. Satragni, che, manipolando  in  quel  modo  il  bambino, lavandolo  e  facendogli  addirittura  un'iniezione  di  cortisone, ha  involontariamente  alterato  la  scena  del  crimine  e  il  corpo  stesso  della  vittima. Quindi...

 Perché non ha cercato di prolungare il tempo di sua assenza dalla casa di parecchi minuti, con una scusa magari andando nel negozio li vicino a comprare i biscotti per Samuele?

Perché  forse  sperava  di  "rimediare", forse  sperava  di  non  averlo  ucciso. O,  più  semplicemente, perché  si  è  trattato  di  un  delitto  d'impeto, oltretutto  compiuto  da  una  donna  che  non  è  un  campione  di  razionalità  e  di  fredda  intelligenza  speculativa. Basta leggersi  tutte  le  trascrizioni  delle  intercettazioni  ambientali  per  capirlo,  per  capire  anche  che  è  una  persona  molto  concentrata  su  se  stessa, e  che  ha  bisogno  di  aiuto  e  di  sostegno. Persino  suo  marito  la  tratta  come  una  bambina,  bisognosa  di  spiegazioni, di  rassicurazioni  continue  e  di  cure.

Probabilmente  ha  ucciso  in  un  momento  di  rabbia  incontrollata,  e, sotto  stress  e  da  persona  irrazionale  com'è, non  si  è  messa  certo  a  pianificare  ogni  singola  mossa, a  inscenare  il  delitto  perfetto. Senza  contare  che  il  delitto  perfetto  non  esiste.

58
06 Nov 2007
alle 17:00

Claudio Sauro

Sig. edith non mi piace quel dottore messo fra virgolette, quasi non fossi neppure un dottore, o un dottore di II°. Mi dirà, certo che uno che tante volte si è contraddetto ed ha formulato un ipotesi tanto assurda come la morte per crisi tonico-clonica, un vero insulto alla scienza medica, non può meritare altro che un dottore fra virgolette. Ora le voglio spiegare perché ha formulato anch’io la morte naturale insieme a Migliaccio e ad Agnese Pozzi. Quando giunsi su Medforum, stanco ormai dei percorsi di accreditamento del progetto AIFA CLINICAL EVIDENCE, nel quale in meno di due anni avevo accumulato 190 punti, incontrai subito le teorie di Migliaccio tanto convincenti che minimizzavano le ferite frontali di Samuele, aderii subito alle sue ipotesi direi in modo un po’ acritico, anche se più volte feci delle obiezioni a Migliaccio dicendogli che in trent’anni io non avevo mai visto un decesso per epilessia; avevo visto tante ferite soprattutto per caduta, alcune ma rare fratture craniche in adulti che erano andati a sbattere contro spigoli. Ma Migliaccio mi disse, come vecchio neurochirurgo che data la sua esperienza era possibile che la morte contro spigoli potesse essere avvenuta anche in un bambino piccolo. Però poi quando ebbi in mano la perizia Viglino, decisamente mi staccai dalle ipotesi di Migliaccio. Gli chiesi “Ma come, qui si parla di sfacelo fratturativo del frontale”, come può essersi prodotto durante una crisi epilettica? Mi rispose che era possibile perche come diceva Viglino stesso l’osso era particolarmente sottile, e poi non esistevano ferite penetranti, altrimenti l’avrebbe scritto, ma solo multiple fessurazioni dalle quali usciva materia cerebrale per l’edema cerebrale maligno. I periti hanno interpretato le ferite come prodotte da arma contundente per il grosso ematoma che si era formato sulla fronte e per l’edema cerebrale che sfigurava il bambino. Per quanto riguarda Viglino è meglio non parlarne , mi disse, per tutte le incongruenze che sono presenti nella sua perizia. Pertanto io continuai cecamente a credere alla morte naturale e scrissi quel lungo brano in cui ipotizzavo la caduta e riportavo la telefonata della Franzoni al 118, fintanto che non ricevetti su mia richiesta da Maria Grazia Torri la foto della camera nella quale si vedeva chiaramente una grossa macchia ematica nel bel mezzo del cuscino e su parte del materasso. Quella foto smentiva completamente la mia ipotesi precedente e dimostrava che il bambino era stato colpito a letto. Inviai via E-Meil la foto anche ad Agnese Pozzi e poi la sentii per telefono, ed anch’ella mise in dubbio che il bambino potesse aver fatto una crisi convulsiva. Poi sentii anche Migliaccio per telefono che rimane convinto della sua ipotesi. Pertanto allo stato attuale delle cose mi scuso con i periti se ho sottovalutato la loro competenza, mi scuso con il RIS se talvolta ho mosso delle critiche. Ammetto di averlo fatto con poco criterio se senza elementi sufficienti che potessero suffragare la mia ipotesi. E’ chiaro che una morte per crisi tonico-clonica potrebbe anche avvenire, ma non nel contesto in cui è stato trovato Samuele. E’ stata una mia stupidaggine formulare un ipotesi del genere, ma credo di non averne fatte altre (perlomeno così madornali) Io non conosco i Franzoni ed i Lorenzi , però alcune cose non mi tornavano: come poteva la Franzoni non essersi sporcata i capelli (capelli lunghi oltretutto ) durante l’atto omicida (si sa che il sangue fra i capelli coagula in fretta e fa dei piastroni)? Come poteva dopo l’omicidio recarsi tranquillamente al pulmino e dimostrare tranquillità come il solito, come ha riferito l’autista del pulmino.? Come poteva inscenare una telefonata al 118 degna dei migliori attori in teatro drammatico? Ho ascoltato per un pomeriggio intero quella telefonata. Come poteva in certi momenti prodursi una tachipnea così elevata? Se voleva inscenare un infanticidio perché non ha detto al 118 “ il mio bambino è pieno di ferite, deve essere entrato qualcuno che ha tentato di ucciderlo ecc ecc”? Perché non ha cercato di prolungare il tempo di sua assenza dalla casa di parecchi minuti, con una scusa magari andando nel negozio li vicino a comprare i biscotti per Samuele? So che il Colonello Garofano mi bollerebbe tutte queste mie perplessità con una frase “Delitti imperfetti.” Comunque in questo “delitto imperfetto” i tasselli che mancano sono tanti, saranno tanti anche i tasselli che tornano, però mi si dia almeno la possibilità di formulare qualche dubbio su come potrebbero essere andate le cose. Dott. Claudio Sauro

57
06 Nov 2007
alle 12:46

edith

Perspicace il "dottore"...

56
06 Nov 2007
alle 12:23

Claudio Sauro

Forse sognando?
Lo chieda ai miei 1500 pazienti.
Dott. Claudio Sauro

55
06 Nov 2007
alle 11:11

edith

Leggendo i commenti del "sognatore" qui sopra.... beh, mi chiedo come costui curi i propri pazienti...

54
05 Nov 2007
alle 20:44

Empirista

Io  non  parlo  di  scenari  fantastici  a  proposito  di  furti: so  bene  che  esistono  ladri  molto  abili. Ho  scritto  che  non  posso  inventare  fantasie  quando  non  conosco  i  fatti. Siccome  non  sono  documentata  sul  caso  specifico  da  lei  citato, quello  di  Badia  Calavena,   non  posso  esprimermi  né  elaborare  un  eventuale  paragone  con  Cogne.

In  genere, i  Ris  non  accusano  una  persona  da  soli. Le  analisi  dei  Ris  s'inquadrano  in  un  discorso  più  ampio, sono  cioè  dei  tasselli  in  più  per  la  ricostruzione  del  fatto. La  colpevolezza, però,  non  viene  valutata  solo  in  base  a  quanto  affermano  i  Ris, ma  attraverso  una  somma  di  indizi, in  questo  caso  pesanti, che  conducono  a  individuare  il  responsabile. 

Il  fatto  poi  che, ad  esempio,  non  venga  trovata  l'arma  del  delitto  o  che  non  si  conosca  il  movente, non  invalida  certo  il  peso  di  indizi  molto  gravi. Non  si  può    pretendere  di  trovare  l'assassino  in  flagranza  di  reato, con  l'arma  in  mano  e  il  sangue  che  cola. Ovvio  che  si debba  lavorare  sugli  indizi, cercando  di  ricostruire  in  maniera  logica  quanto  può  essere  avvenuto. In  questo  caso  sono  state  vagliate  molte  ipotesi dagli  inquirenti, e  non  è  affatto  vero  che  si  siano  accaniti  contro  la  Franzoni, è  vero   proprio  il  contrario. Ci  si  è  persino  chiesti  se  le  ferite  di  Samuele  potessero  essere  state  provocate  da  un  animale, ma  le  perizie  hanno  categoricamente  escluso  il  fatto. 

Sauro@ Conoscevo una persona a cui hanno svaligiato la casa mentre era scesa nel negozio sottostante a prendere il pane; è rimasta via non più di venti minuti.

La  Franzoni è  stata  assente  da  casa  solo  sette-otto  minuti  al  massimo. Non  si  tratta  di  un  furto  con  destrezza, ma  di  un  barbaro  massacro. Cerchiamo  di  essere  razionali. 

La  signora  Franzoni, a  differenza  di  altri  imputati, ha  avuto  un  trattamento  di  favore, ha  potuto  usare  a  suo  piacimento, come  una  diva, i  media, ha  potuto  insultare  procure, forze  dell'ordine  e  Ris  liberamente, e  insinuare  stravaganti  dubbi  nelle  menti  del  pubblico. Ecco  perché  c'è  gente  che  inventa  piste  fantastiche  pur  di  difenderla. E  nonostante  due  sentenze  di  condanna, vive  libera  a  casa  sua, coccolata  e  riverita. Quindi  non  mi  sembra  proprio  che  sia  perseguitata, anzi... 

Se  poi  la  si  vuole  difendere  a  ogni  costo  nonostante  le  evidenze  dei  fatti, si  può  inventare  qualsiasi  cosa. Io  però  sono  refrattaria  a  maltrattare  la  mia  razionalità. Spero  davvero  di  non  dover  mai  più  leggere, come  mi  è  capitato  altrove (non  qui), che  l'assassino  è  stato  un  ufo  o  un'entità  invisibile. 

53
05 Nov 2007
alle 19:15

Claudio Sauro

Io non invento scenari fantastici dal momento che ho riferito degli episodi che sono realmente accaduti e mi risulta che un pò in tutta Italia avvengono fatti del genere, cioè villette o appartamenti svaligiati dove nessuno ha visto nulla anche se esistono case vicine.

Conoscevo una persona a cui hanno svaligiato la casa mentre era scesa nel negozio sottostante a prendere il pane; è rimasta via non più di venti minuti.

Ora non voglio estendere questi episodi a Cogne e capisco pure che il RIS abbia molti motivi che neppure conosco per incolpare la Franzoni.

Del resto io non ho mai avuto nulla contro il RIS, ho solo chiesto particolari che non mi erano chiari, come ad esempio il pigiama, gli zoccoli, il perchè di una ferita parieto occipitale senza segni di arma contundente ecc ecc

Dot Sauro Claudio

52
05 Nov 2007
alle 17:48

Claudio Sauro

Se la Redazione di questo FORUM non cancella il sogno, ritengo pure lei responsabile dell'eventuale danno alla persona di Ruffier Osvaldo.

Sauro Claudio

51
05 Nov 2007
alle 17:43

Claudio Sauro

Ma per carità, non drammatiziamo su un sogno, mica siamo su un sito di parapsicologia. Non voglio in nessun modo inveire contro l'ex sindaco di Cogne che neppure conosco e che può essere benvoluto dai suoi compaesani. Non pensavo che riferire un sogno suscitasse un tale polverone. Comunque chiedo scusa al Sig.Ruffier Osvaldo e chiedo cortesemente alla Redazione di questo FORUM che cancelli il sogno perche non voglio che rechi danno alla di lui persona.

Sauro Claudio

 

50
05 Nov 2007
alle 17:07

Empirista

Sauro 47@

- perizia  pigiama: non  ho  mai  scritto  di  avere  certezze  a  riguardo. Ma  le  ricordo  che  gli  indizi  contro  l'imputata  non  sono  certo  limitati  al  pigiama. La  colpevolezza  è  data  da  una  somma  di  numerosi  indizi, che  non  ripeto, visto  che  tutti  li  conosciamo  ed  è  inutile  scrivere  all'infinito  sempre  le  stesse  cose. 

- sui  ladri  a  Badia Calavena: siccome  non  ho  letto nulla  a  proposito  di  tali  ladri,  non  posso  esprimermi. Io  sono  una  persona  seria, e  non  invento  scenari  fantastici  quando  non  conosco i  fatti. Dovrei  conoscere bene  tutti  i  particolari  del  caso  per  rispondere, ma  devono  essere  particolari veri, riportati  dalla  cronaca, e  non  elucubrazioni  derivanti  da  sogni.

E  ora  devo  andare.  

49
05 Nov 2007
alle 16:33

Empirista

Sauro 49@ Mi pare che Lavorino stesso sia stato offeso, e non poco e lei in questo caso non è intervenuta.

Esiste  una  bella  differenza  fra  criticare  Lavorino  e  calunniare  Osvaldo  Ruffier. Lavorino  è  un  criminologo  che  scrive  libri (in  vendita  al  pubblico)  e  si  espone  in  pubblico  con  le  sue  teorie. Pertanto  è  ovvio  e  normale  che  possa  essere  criticato, è  ovvio  e  normale  che  la  sua  opera  e  le  sue  teorie  possano  essere  smontate. Le sembra  una  novità?   Se  un  cantante  lirico  stona, io  posso  criticarlo. Se  Lavorino, a  mio  avviso, commette  degli  errori,  che  oltretutto  espone  pubblicamente, posso  criticarlo, anche  perché  lo  faccio  con  argomenti  razionali, non  con  sogni  o  ricorrendo  al  paranormale. 

Inoltre  lei  finge  di  dimenticare  quello  che  io  ho  scritto  e  che  tutta  l'Italia  sa, ossia  che  Lavorino  è  stato  denunciato  per  molestie  contro  la  Ferrod.  Questo  è  un  dato  di  fatto  acclarato  del  quale  esistono  prove  concrete; non è  un  mio  sogno  notturno  o  una  visione  paranormale. Ha  capito  l'enorme  differenza  o  no? 

Ben  diverso, invece, il  caso  di  Ruffier, il  quale  non  è  un  criminologo-scrittore  che, con  la  sua  opera, si  espone  in  pubblico  e  che  si  permette  di  molestare  una  donna. Ruffier  è  semplicemente  un  signore  che   nulla  c'entra  con  l'omicidio  di  Cogne: mai  indagato, mai  indiziato. Non esistono  dati  contro  di  lui. E  io  non  mi  permetterei  mai  di  chiamare  in  causa  con  nomi  e  cognomi  persone  che  non  sono  state  indiziate.

 il riferimento a Cesare Lombroso non deve in alcun modo offendere l'ex sindaco di Cogne, dal momento che le teorie del Lombroso sono ampiamente superate.

Invece  è  proprio  vero  il  contrario. Nel commento  34  lei  si  è  espresso  in  maniera  perentoria  contro  Ruffier: basta  saper  leggere  per  capirlo, inutile  che  lei  tenti  di  minimizzare  la  calunnia  contro  l'ex  sindaco.  E  soltanto  ora, dopo  i  nostri  appunti  razionali, ha  dichiarato  che  le  teorie  di  Lombroso  sono  superate. Ma  nel  commento  34  si  è  ben  guardato  dal  ricordare  ai  lettori  che  le  teorie  di  Lombroso  sono  superate.  Ha  persino  insistito  molto  su  presunte  ridicole  gelosie  di  Ruffier  ai  danni  di  Lorenzi. Si  rilegga  bene  il  commento, in  cui  lei  ha  indubbiamente  cercato  di  gettare  sospetti  su  Ruffier.

In  sintesi: io  ho  criticato  legittimamente  il  lavoro  pubblico (non  segreto)  di  un  professionista, che, in  quanto  tale, è  ovviamente  soggetto  a  critiche  e  a  lodi; lei, invece, ha  voluto  intenzionalmente  gettare  sospetti  su  Ruffier, cioè su  un  uomo  estraneo  all'omicidio, e  oltretutto  non  l'ha  fatto  attraverso  argomentazioni  razionali, indizi  o  prove, ma  per  mezzo  di  un  sogno, cioè  di  una  fantasticheria. Un  atto  moralmente  riprovevole  perché  contro  un  innocente.

48
05 Nov 2007
alle 15:31

Claudio Sauro

No guardi Serena è stato veramente un sogno;il riferimento a Cesare Lombroso non deve in alcun modo offendere l'ex sindaco di Cogne, dal momento che le teorie del Lombroso sono ampiamente superate.

A parte questo particolare non mi pare di essere stato indiscreto nelle mie affermazioni e richieste, ho riferito alcuni brani del Dott. Lavorino perchè mi avevano particolarmente colpito.

Mi pare che Lavorino stesso sia stato offeso, e non poco e lei in questo caso non è intervenuta.

Comunque nei prossimi interventi cercherò di essere ancora più discreto. Grazie per il consiglio.

Sauro Claudio

47
05 Nov 2007
alle 12:27

Serena

Egregio dottor Sauro,mi scusi ma da un professionista trentennale quale lei dichiara di essere mi sarei  si aspettata  un commento che esprimesse  il dubbio, elaborato però con la dovuta cautela  ,sensibiltà e rispetto umano....niente di tutto ciò trapela dai suoi scritti e con il racconto del sogno ha davvero toccato il fondo!Io non credo affatto che si sia trattato di un episodio onirico, credo invece che scaturisca dall'accanimento nel voler trovare ad ogni costo una "verità" alternativa giocando con la vita e con l'onore di qelle tre o quattro persone che  loro malgrado sono legate alla triste vicenda di Cogne e di cui lei è venuto a conoscenza solo attraverso i giornali o la televisione.Si rende conto del danno morale che la sua fantasiosa ideazione potrebbe aver provocato?Cancelliamo in fretta quelle insulse e puerili illazioni...e lasciamo fare ai tecnici della scientifica il loro lavoro su pigiami,zoccoli,macchie di sangue e quantaltro.

La saluto.

46
05 Nov 2007
alle 10:20

Claudio Sauro

Semplice sogno notturno. Relativamente alle fisionomie si studi Cesare Lombroso. Ma lei che ostenta tante certezze non mi ha ancora spiegato come mai il pigiama era interessato da gocce ematiche anche di retro, come non mi potrà spiegare come certi ladri anche in pieno giorno si siano introdotti in tempi relativamente recenti presso abitazioni prossime a Badia Calavena, nel bel mezzo di numerose altre abitazioni per svaligiare certe villette senza essere visti da alcuno.

Certo ci sono molte cose a cui le certezze assolute non andrebbero mai applicate.

Sauro

45
04 Nov 2007
alle 22:42

Empirista

Prego.

Ma  le  chiedo  ancora  spiegazioni  circa  il  "sogno".

Sauro commento 34@ " Ha fatto un sogno nel quale il sindaco di Cogne Ruffier Osvaldo, fisionomia che Cesare Lombroso non avrebbe esitato classificare da assassino, non riusciva a dormire bene da parecchio tempo, cioè da uando Stefano Lorenzi era entrato nel Consiglio Comunale come
assessore".

Chi  è  l'autore  di  questo  sogno? La  Franzoni?

44
04 Nov 2007
alle 22:24

Claudio Sauro

Grazie per la risposta

Sauro

43
04 Nov 2007
alle 21:49

Empirista

Dott. Sauro @ "Siamo proprio sicuri che i Franzoni-Lorenzi non avessero nessun nemico o qualcuno che li volesse far sloggiare da Cogne (faccio presente che il Lorenzi era assessore in Comune con idee molto avanzate che forse a qualcuno non piacevano)".

Estremamente  improbabile,  se  non  impossibile,  che  l'assessore  di  un  piccolo  comune  di  montagna  possa  diventare  il  bersaglio  di  una  vendetta  di  simili  proporzioni. Qui  non  stiamo  parlando  di  un  semplice  dispetto, sempre  possibile, ma  di  un  omicidio  efferato.
Un  uomo  come  Stefano  non  era  certo  un  capo  di  Stato  da  cui  dipendono  le  sorti  di  un'intera  nazione. Cerchiamo  di  essere  seri  e  di  non  attribuirgli  una  posizione  sociale  che  certamente  non  aveva  e  non  ha.   Ricordo  che  fu  lui  stesso  a  fare  l'ipotesi  di  una  vendetta  dovuta  al  suo  impegno  politico, ipotesi  che, da  parte  sua,  implica  molta  ingenuità  mista  a  parecchia  presunzione: mi  ripeto, stiamo  parlando  di  un  piccolissimo, modesto  e  sconosciuto  consigliere  comunale  di  un  paesino  di  montagna. 

Per  quanto  riguarda  il  povero  Osvaldo  Ruffier, Fuffy  e  altri, le  ho  risposto  nel  mio  commento  39, quindi  non  mi  ripeto.

42
04 Nov 2007
alle 21:36

Empirista

Andiamo  con  ordine. In  primo  luogo, lei  non  ha  risposto  a  una  mia  domanda  riguardante  il  suo  commento  34, in  cui  ha  scritto: " Ha fatto un sogno nel quale il sindaco di Cogne Ruffier Osvaldo, fisionomia che Cesare Lombroso non avrebbe esitato classificare da assassino, non riusciva a dormire bene da parecchio tempo, cioè da uando Stefano Lorenzi era entrato nel Consiglio Comunale come
assessore".

Siccome  mi  sembra  abbastanza  inquietante  sentir  parlare  di  sogni  e  di  Lombroso  da  un  medico, mi  piacerebbe  ottenere  una  risposta: chi  è  che  ha  partorito  questo  sogno, cioè  questa  fantasticheria? La  Franzoni? Lavorino? Taormina? Perché  dal suo  commento  34  non  si  capisce. Sul  tenore  delle  calunnie  contro  Ruffier  mi  sono  già  espressa  nei  commenti  precedenti. Non  si  accusano  le  persone  per  mezzo  di  "sogni", e  speriamo  davvero  di  non  appellarci  al  paranormale. Per  fortuna  i  RIS  e  i  CC  non  ricorrono  ai  sogni  per  risolvere  i  delitti.

Andiamo  avanti.  

 Lei  chiede: Mi dica piuttosto se è proprio sicuro che nessuno potrebbe entrare ed uscire da quella casa alle 8,20 del trenta Gennaio, in quella vallata quando c'è ancora un pò buio?

A  dire  il  vero, ho  già  risposto  con  ampiezza  di  argomentazioni  nei  miei  commenti  precedenti, spiegando  l'impossibilità  di  tale  ipotesi. Inoltre  lei  stesso  si  è  risposto  da  solo  nel  commento  22, quando  ha  addirittura  affermato: come avrebbe potuto l’ipotetico assassino sapere che proprio quella mattina Samuele rimaneva a casa, visto che tutte le mattine si recava a scuola con il fratellino?

 Nonostante  ciò, le  rispondo  ugualmente  prendendo  in  esame  le  tre  comiche  ipotesi  inventate  dai  Franzoni-Lorenzi: assassino-violentatore, assassino-sfregiatore, assassino-voyeur. Premesso  che  alle  8,20  del  mattino  a  Cogne  non  è  affatto  un  po'  buio, ritengo  assurda  l'idea  dell'assassino  entrato  dall'esterno, che  nessuno  ha  mai  visto  e  di  cui  non esistono  tracce, assassino  appostato  al  freddo  e  al  gelo, nascosto  non  si  sa  dove, visto  che  d'inverno  la  zona  non  è  ricoperta  da  fiorente  vegetazione, ma  è  brulla  e  scabra; assassino  veggente (sì, perché  doveva  sapere, per  magici  poteri  mentali,  che  quel  giorno, guarda  caso, Annamaria  avrebbe  lasciato  la  porta  di  casa  aperta), giunto  appositamente  per  fare  uno  "sfregio"  alla  signora, o, come  ipotizzato  dalla  fervida  immaginazione  di  papà  Franzoni-Scherlock  Holmes, per  violentarla. Infatti, di  norma  un  violentatore  cosa  fa  in  simili  occasioni?  Non  violenta  certo  l'oggetto  del  suo  desiderio, no! Appostato  al  freddo  e  al  gelo, attende  che  la  vittima  se  ne  vada  e, per  sfogare  i  suoi  istinti  e  i  suoi  ormoni, accoppa  il  di  lei  figlio  e  poi  fugge, proprio  prima  che  lei  torni. Un  violentatore  anomalo, direi. Deve  trattarsi della  nuova  frontiera  della  psicologia  criminale, scoperta  dal  genio  della  famiglia  Franzoni. Spero  che  l'ironia  sia  chiara.


La  teoria  dello  sfregio, poi,  è  pittoresca, e  ci  si  chiede  con  quale  coraggio  si  possa  inventare  e  propinare  al  pubblico  una  sciocchezza  di  tali  proporzioni, un  autentico  insulto  all'intelligenza  dei  più. L'assassino-sfregiatore, sempre  appostato  al  freddo  e  al  gelo, forse  travestito  da  lichene  per  non  dare  nell'occhio, brandisce  in  mano  un  sabot  valdostano  o  un  altro  oggetto (non  importa  quale, non  servono  indizi, l'importante  è  inventare  'sta  panzana) e  penetra  nella  camera  dei  Lorenzi  per  fare  il  suddetto  sfregio. Resta  da  capire  che  genere  di  sfregio  si  voglia  commettere  con  un  sabot  o  uno  zoccolo  o  un'arma  impropria. Col  sabot, al  massimo, si  può  portare  cattivo  odore  nella  stanza. Ma  va  beh, tanto  c'è  chi  beve  anche  questo.

Giunto  nella  stanza  e  visto  il  bambino, l'autore  del  fantomatico  sfregio  cosa  fa? Non  scappa, non  batte  in  ritirata, ma  si  accanisce  con  inaudita  ferocia  sulla  testa  dell'innocente, compie  un  massacro. Naturalmente dopo  la  mattanza esce  indisturbato, sporco  di  sangue, con  l'arma  impropria  in  mano, e  corre  su  e  giù  per  i  monti  a  grande  velocità, senza  che  anima  viva  lo  scorga, senza  lasciare  tracce, a  parte  quelle  tarocche  del  garage,    costate  persino  una  denuncia  per  frode.

In  sette-otto  minuti  si  è  verificato  tutto  questo (o  sfregiatore  o  violentatore)  e  nessuno  ne  ha  avuto  il  minimo  sentore. Niente  indizi, niente  tracce, niente  di  niente. Ogni  commento  è  superfluo.


Altra  ipotesi  pittoresca  sul  "vero"  omicida, ipotesi  inventata  dalla  stessa  imputata: oltre  al  violentatore  e  allo  sfregiatore-di-non-si-sa-cosa, ci  sarebbe  la  pista  del  voyeur, cioè  del  guardone. Si  tratta  di  un  guardone  assai  strano, una  nuova  tipologia  da  studiare. Dunque, siccome  il  guardone  voleva  appunto  "guardare", magari  qualcosa  di  scabroso, qualcosa  che  avesse  attinenza  con  la  sfera  sessuale (in genere  capita  questo), cosa  fa  per  soddisfare  le  sue  voglie? Spia  forse  Annamaria  mentre  si  toglie  gli  zoccoli  e  il  pigiamone  sexy? La  spia  forse, di  notte, guardando  attraverso  la  finestra, appollaiato su  un  trespolo, per  coglierla  in  flagranza  d'intimità  con  il  marito? La  spia  mentre  si  fa  la  doccia? No. Questo  è  un  guardone  particolare: invisibilmente  appostato  in  un  paesaggio  privo  di  vegetazione, il  guardone  aspetta  che  lei  esca, proprio  come  il  violentatore, poi  si  precipita  in  camera  da  letto. Per  guardare  cosa, se  lei  non  c'è? Forse  per  annusare  il  suo  pigiama  o  il  profumo  delle  lenzuola  calde? Non  si  sa. Però, visto  Samuele, il  guardone  sicuramente  gli  spacca  la  testa  con  ferocia (con  quale  arma, essendo  un  guardone? Se  l'era  portata  con  sé?) e  dopo  fugge, sempre  senza  essere  notato  da  anima  viva, e  sempre  correndo  per  monti  e   per  valli.

Al  colmo  della  disperazione, i  Franzoni  inventarono  che  il  misterioso  e  vendicativo  omicida  poteva  essersi  nascosto  dentro  alla  loro  casa  addirittura  fin  dalla  serata  precedente. Ci  domandiamo  allora: da  dov'era  entrato? E  dove  si  sarebbe  appostato  per  tante  ore  senza  essere  visto  da  nessuno? Ha  trascorso  la  notte  in  soffitta  o  in  garage? O  magari  sotto  al  divano  del  salotto? Ha  resistito  così, per  tante  ore, senza  essere  scoperto  da  nessuno? La  casa  di  Cogne  è  forse  una  villa  con  cento  stanze?
E  poi, dopo  aver  colpito  il  bambino, è  fuggito  via  baldanzoso  correndo  per  monti  e  per  valli  e  senza  essere  visto  da  anima  viva? 

Non  è  il  caso  d'insistere, a  mio  avviso  perché  si  rischia  di  cadere  nel  ridicolo. 

Eviterei, poi, la  leggenda  metropolitana  della  UNO-bianca. Una  cosa  del  genere, se  vera, sarebbe  stata  attentamente  vagliata  dagli  inquirenti. 

41
04 Nov 2007
alle 20:29

Claudio Sauro

Successivamente su Internet ho trovato un sito che mi dava Stefano Lorenzi non come supertestimone ma come infiltrato della "uno bianca". comunque sta al RIS verificare questa ipotesi.

Che io abbia cambiato di opinione è vero, ma questo l'anno fatto in molti e non per disonorare la scienza o per rendersi ridicoli , basti pensare all'illustre Viglino, che iniziamente fissa l'ora delle percosse alle 8,16, successivamente sposterà l'ora delle percosse alle 7,30.

Relativamente alla morte per cause naturali io mi sono reso conto dell'impossibilità solo quando ho visto la disposizione del comodino troppo distante dal letto, altrimenti avrei potuto tranquillamente sostenerla: non so se lei ha mai visto una crisi tonico clonica e la violenza con cui si sbatte la testa.

Mi dica piuttosto se è proprio sicuro che nessuno potrebbe entrare ed uscire da quella casa alle 8,20 del trenta Gennaio, in quella vallata quando c'è ancora un pò buio?

Sauro

40
04 Nov 2007
alle 18:44

Empirista

  Non  capisco  una  cosa: lei, dott. Sauro, cambia  versione  a  seconda  della  necessità. Prima  ha  dichiarato  valida  la  pittoresca  teoria  della  morte  naturale; in  seguito,  si  è  appellato  all'omicidio, rispolverando  le  fantasiose  invenzioni  di  Lavorino (guarda  caso, consulente  dei  Lorenzi); infine nel  commento  38   ci  ripropone  persino  la  tesi  della  banda  della  Uno-bianca, pur  di  scagionare  l'assassina:

Ecco  le  sue  parole: Stefano lorenzi era capitato in quella vallata perché era un infiltrato della “uno bianca”, cosa più complessa di quanto pare.


Le  riporto  allora  il  suo  commento  numero 22, in  cui  risponde  a  Zorzi: "Poi lei invoca la vendetta, essendo stato Stefano Lorenzi supertestimone della uno bianca; io ho fatto un approfondita ricerca su Internet ma in tal senso non ho trovato nulla.
Poi mi dica, come avrebbe potuto l’ipotetico assassino sapere che proprio quella mattina Samuele rimaneva a casa, visto che tutte le mattine si recava a scuola con il fratellino?

Cosa  aggiungere?

39
04 Nov 2007
alle 18:40

Claudio Sauro

Vorrei comunque far presente che le mie restano pure ipotesi che non vogliono assolutamente sostituirsi alle considerazioni ed alle ricerche del RIS; vorrei inoltre anche far presente che sono pronto ad interrompere qualsiasi mio intervento relativo al caso di Cogne; se possibile chiederei alla Redazione di cancellare il mio ultimo intervento.

Distinti saluti  Sauro

38
04 Nov 2007
alle 18:34

Empirista

Sauro  Claudio  34@ Ha fatto un sogno nel quale il sindaco di Cogne Ruffier Osvaldo...

Chi  è  che  ha  fatto  un  sogno? Dal  suo  intervento  non  si  capisce: lo  ha  fatto  la  Franzoni? Lo  ha  fatto  Lei? Lo  ha  fatto  Lavorino?  Senza  contare  che  è  altamente  inquietante  sentire  un  medico  che  parla  di  sogni  citando  anche  Lombroso. E'  molto  grave  affermare   " il sindaco di Cogne Ruffier Osvaldo, fisionomia che Cesare Lombroso non avrebbe esitato classificare da assassino, non riusciva a dormire bene da parecchio tempo, cioè da quando Stefano Lorenzi era entrato nel Consiglio Comunale come assessore.

In  primo  luogo, l'appello  a  Lombroso  e  ai  sogni non  ha  alcuno  spessore  scientifico, ma  è  pura  fantasticheria. E  da  un  medico  non  ci  si  aspetterebbe  mai  un'argomentazione  come  questa.

Brillante  e  bello  Stefano  Lorenzi? Bella  Annamaria?  Mmh...Solo  l'educazione  m'impedisce  di  commentare  affermando  ciò  che  penso. Mi  limito  a  rassicurare: credetemi, nessuna  persona  sana  di  mente  può  invidiare  gente  simile, nemmeno  per  un  nanosecondo. E  qui  mi  fermo, anche  se, vista  la  loro  arroganza, non  meriterebbero  questo  riguardo.

Alcuni  dati:

- Il  sindaco  Ruffier  ha  semplicemente  affermato  di  non  poter  credere  all'esistenza  di  un  assassino  a  Cogne. Tuttavia, contemporaneamente, ha  anche  affermato, nei  primi  giorni  dopo  il  delitto, di  non  credere  alla  colpevolezza  di  Annamaria. La  dichiarazione  di  Ruffier  non  è  stata  affatto  inopportuna, in  quanto  il  sindaco  ha  risposto  alle  pressanti  domande  dei  giornalisti  che  gli  chiedevano  un  parere. Ha  detto  ciò  che   sentiva, e, le  dirò, è  stato  anche  molto  ingenuo  a  difendere  i  Franzoni  in  quel  modo. 

- Carmelo  Lavorino  è  stato  denunciato  dalla  signora  Ferrod  per  averla  provocata  con  gesti  osceni. L'ha  provocata  sperando  in  una  sua  reazione  violenta, in  modo  da  poterla  fotografare  e  da  farla  passare  per  pazza. Un  uomo  disposto  a  comportarsi  in  questo  modo  non  è  un  criminologo  serio. Nessun  professionista  serio, degno  di  questo  nome, scenderebbe tanto  in  basso. Si  è  completamente  squalificato  da  solo.

Inoltre  le  sue  ricostruzioni  di  casi  criminali  sono  troppo  elaborate  e  macchinose, al  limite  della  fantasia, pertanto  prive  di  valore  scientifico. In  realtà, entia  non  sunt  multiplicanda  praeter  necessitatem, un  principio  investigativo  fondamentale. Lavorino, però,  a  volte  sembra  ignorarlo.

- Non  è  il  caso  di  chiamare  in  causa  tal  Fuffy  solo  perché  ogni  mattina, fra  le  8,15  e  le  8, 20  passa  sopra  la  casa  dei  Lorenzi. In  cinque  minuti  è  entrato  in  quella  casa? E  come  faceva  a  sapere  che  proprio  quel  giorno  Annamaria  aveva  lasciato  la  porta  aperta? Fuffy  è  veggente, aveva  previsto  la  porta  aperta? E, ponendo  che  abbia  doti  da  veggente, una  volta  entrato  in  quella  casa, con  quale  arma  avrebbe  colpito? Con  il  suo  scarpone? Ha  colpito  Sammy, si  è  schizzato  con  il  sangue, poi  è  corso  subito  fuori, magari  rimettendosi  lo  scarpone  inzaccherato, e  ha  raggiunto  il  bar, correndo  allegro  e  baldanzoso? Dove  sono  le  tracce  del suo  passaggio  nella  casa? E  mentre  usciva  trafelato  da  là  nessuno  l'ha  notato? Nemmeno  la  martire  Annamaria  che  stava  affrettandosi  a  tornare  indietro? Non  c'era  lussureggiante  vegetazione  a  Cogne, in  pieno  inverno, e  quindi  il  poveretto  non  avrebbe  potuto  celarsi  dietro  le  fronde.

- Altra  assurda  ipotesi, più  che  ipotesi  calunnia: Robioglio, l'inquilino  dei  Ferrod. Per  quale  motivo  avrebbe  dovuto  entrare  in  casa  dei  Lorenzi? Li  odiava? E  perché? Secondo  Lavorino, per  la  fascia  oraria 8,16-8,24  non  ha  alibi. Ora, qui  verrebbe  davvero  da  ridere  forte,  se  non  si  trattasse  di  un  infanticidio. Anche  Robioglio  è  un  veggente, ossia  aveva  previsto  che  la  signora  Franzoni  non  avrebbe  chiuso  la  porta? Dunque:  in  cinque  minuti, e  senza  essere  scorto  da  anima  viva, avendo  magicamente  previsto  che  Annamaria  avrebbe  lasciato  la  porta  aperta, sarebbe  uscito  dalla  casa  dei  Ferrod  e  sarebbe  entrato rapidamente  nella  villetta  della  vittima; una  volta  giunto  in  loco,  si  è  forse  tolto  lo  scarpone? No, forse  ha  preferito  montare  sul  cranio  di  Sammy, fare  quel  che  ha  fatto, e  poi, tutto  insanguinato,  ma  ovviamente  senza lasciare  impronte  del suo  passaggio,  sarebbe  tornato  a  casa, correndo  senza  essere  visto  nemmeno  sulla  via  del  ritorno...perché  continuare  a  smontare  una  tesi  facilmente  smontabile? 

In  sintesi: non  c'era  modo  che  qualcuno  potesse  entrare  in  quella  casa  senza  essere  visto. E  le  gravi  illazioni  su  Ruffier  sono  al  limite  della  diffamazione, passibili  di  denuncia, perché  non  fondate  su  elementi  concreti. 

37
04 Nov 2007
alle 17:12

Claudio Sauro

Mi scusi INNOMINABILE, ma anche la madre secondo la teoria del PM avrebbe dovuto muoversi con le caratteristiche di Superman; dati gli schizzi di sangue prodotti dall’arma contundente si sarebbe sicuramente sporcata anche i capelli ed è noto che il sangue fra i capelli coagula in fretta.

Con i piastroni di sangue fra i capelli si sarebbe cambiata e si sarebbe recata in completa tranquillità al pulmino per poi ritornare rapidamente a casa dove avrebbe inscenato una telefonata al 118 degna dei migliori attori ma dimenticandosi però le ferite che erano la cosa più evidente.

Infatti al 118 non mi risulta dica che le è scoppiata la testa, ma che sta molto male, vomita sangue, è tutto insanguinato.

La frase “le è scoppiata la testa” mi pare la pronunci poi quando arriva la Dott.Satragni (ho la registrazione della telefonata al 118.)

Ma perché tace le ferite:” episodio di rimozione diranno gli psicologi”; mi pare che la Franzoni sia abbastanza intelligente da capire che comunque appena fossero arrivati i soccorsi avrebbero capito che si trattava di percosse e quindi avrebbero allertato subito anche le forze dell’ordine.

Allora perché tace le ferite: forse perché qualcuno la obbliga a tacere le ferite affinchè le forze dell’ordine non si allertino subito le e quindi aver modo di scappare.

Forse questo la Franzoni non l’ha mai detto perché gli era stato minacciato anche l’altro figlio; forse non l’ha mai detto perché non conosceva chi fosse la persona che la minacciava e che intrallazzi avesse.

Stefano lorenzi era capitato in quella vallata perché era un infiltrato della “uno bianca”, cosa più complessa di quanto pare.

Forse una vendetta !!!!!! (sono pronto comunque a ricredermi se l’INNOMINATO mi dirà il contrario)

Per quanto riguarda i cervelli bacati che ci sono in giro dopo la chiusura dei manicomi, io non sottovaluterei che un terzo possa essersi introdotto in casa (forse con delle chiavi pas-par tu), uscendo poi di retro (mi risulta che vicino al basculante di retro ci sia una macchia ematica, particolare che mi ha rivelato Antonello Assalvai nelle nostre discussioni su Medforum.)

Lei non sa quanti TSO sono costretto a fare, e a quanti devo somministrare il Moditen Depot oppure l’Haldol Decanoas.

Non penso che Cogne sia diverso da Badia Calavena

Io non avrei puntato il dito subito ed esclusivamente verso la madre, ma avrei cercato di allargare un po’ le indagini.

Mi corregga se sbaglio     Sauro

36
04 Nov 2007
alle 15:53

PER FAVORE!

 Dottor SAURO,

-          Perché lo stesso RIS non ha tenuto conto dell’impronta ematica di un grosso scarpone sul piumone

I RIS hanno considerato la macchia ematica ma hanno escluso si trattasse di impronta attribuibile alla suola di uno scarpone.

L'arma non è mai stata trovata quindi oggetti più disparati potrebbero essere stati in grado di provocare schiacciamento del frontale ,quindi giustificare la frattura parieto occipitale e l'edema cerebrale maligno.

-          Siamo proprio sicuri che i Franzoni-Lorenzi non avessero nessun nemico o qualcuno che li volesse far sloggiare da Cogne (faccio presente che il Lorenzi era assessore in Comune con idee molto avanzate che forse a qualcuno non piacevano)

 Mi perdoni,Dottore,ma il movente che lei ipotizza mi sembra veramente sproporzionato di fronte a tanto scempio.Lei pensa veramente che il Signor Lorenzi possa aver attirato su di se un odio tale da scaturire addirittura un infanticidio ,cosi efferato e violento,collocato in una situazione in cui l'omicida avrebbe dovuto muoversi con le cratteristiche di un Superman?

Samuele stranamente solo in casa, il portone stranamente lasciato aperto,cinque minuti per aspettare di entrare non visto,entrare in casa,scendere le scale, cercare il bambino,compiere l'atto omicida sferrando colpi ripetuti con accanimento,tornare all'uscita e allontanarsi in perfetta tranquillità....se propro vogliamo trovare un'alternativa alla madre per pacificare le nostre italiche coscienze, continuiamo pure a fantasticare ,ma secondo me sarebbe più giusto a questo punto ,pensare invece al dramma calato su questa sfortunata famiglia augurandoci che possa se pur in parte recuperare una vita degna di questo nome.

35
04 Nov 2007
alle 15:35

Claudio Sauro

Avete voluto che scoprissi le carte e le ho scoperte.

Come vedete sono aperto a qualsiasi ipotesi.

Avrei qualcos'altro da dire, e si riferisce a quella famosa telefonata al 118; preferisco soprassedere dal momento che nessuno ha capito niente.

Sauro

34
04 Nov 2007
alle 15:34

Claudio Sauro

Avete voluto che scoprissi le carte e le ho scoperte.

Come vedete sono aperto a qualsiasi ipotesi.

Avrei qualcos'altro da dire, e si riferisce a quella famosa telefonata al 118; preferisco soprassedere dal momento che nessuno ha capito niente.

Sauro

33
04 Nov 2007
alle 15:13

Claudio Sauro

Tratto da "Cogne delitto infernale" scritto dal Dr. Carmelo Lavorino"
"...Ruffier Osvaldo, sindaco di Cogne (all'epoca). ha dichiarato di
avere percorso migliaia di volte in vita sua il "canalone" che passa
accanto alla casa dei Lorenzi..."

E' l'autore, in qualità di Sindaco di Cogne, della famosa
dichiarazione diretta alla famiglia che allontanando i sospetti degli
inquirenti alitava dubbi su persone di Cogne...
Qui aprirei uno spaccato, a me sembra normalissimo che se a Cogne
succede ciò che è successo, cioè un bimbicidio, sia logico pensare
ANCHE a qualcuno degli insospettabili Cogneins che a circa 3-4 minuti
di macchina risiedono a valle, è assolutamente coerente con l'accaduto
anche se a compiere l'ipotetico misfatto sia stata ipoteticamente ed
effettivamente Annamaria Franzoni...
Quindi io ritengo la dichiarazione dei coniugi Lorenzi assolutamente
MATURA, LOGICA, LEGITTIMA e COERENTE oltrechè verosimile..
Il fatto che il Ruffier si premuri, con improvviso panico, di
diffondere la sua dichiarazione a tutti i mass media che stavano
circondando sempre più la zona è, NON POCO, sconvolgente, io mi
ricordo quella dichiarazione, egli negava con CERTEZZA ASSOLUTA che
qualche Cogneins potesse essere rimasto implicato nella vicenda,
scusate ma qua io non ci sono più...
è chiaro, ANCOR PIU' ORA, l'inopportunità della dichiarazione fatta
all'epoca dal Sindaco di Cogne...
a me sembra che POSSA rappresentare un messaggio diffuso in tutti i
media ma DIRETTO alla famiglia e ancor più alla Sig.ra Franzoni,
questo perchè ho notato che lo stesso sdegno che io percepivo in
seguito alle parole del Sindaco non è stato pubblicamente manifestato
dalla Sig.ra Franzoni stessa, se ben ricordo solo Stefano Lorenzi
commentò la dichiarazione...
L'ipotetico messaggio, diretto ad Annamaria, potrebbe essere
stato..."Io e te sappiamo, non diffondere sospetti su alcuno perchè
altrimenti parlo..."
Chiaro che io IPOTIZZO, ma è anche leggibile che si parla di
percezioni più che giustificate dai fatti, non solo ma subito dopo lo
stesso Stefano Lorenzi partecipa ad una riunione comunale in qualità
di Assessore in carica, sarebbe interessante avere il verbale di
quella seduta, magari cela l'esplicita e orgogliosa  risposta dei
Lorenzi ai sottili ma più che pubblici messaggi inopportuni, secondo
me, di Ruffier...
Inoltre, la do con beneficio d'inventario, qualcuno aveva ipotizzato o
ventilato che fra i due, Ruffier Osvaldo e l'allora Sig.ina Annamaria
Franzoni vi fosse stata, in passato e prima del matrimonio, una storia
sentimentale, io non ci credo molto a questa insinuazione ma la
riporto per completezza.

32
04 Nov 2007
alle 15:08

Claudio Sauro

Tratto da "Cogne delitto infernale" scritto dal Dr. Carmelo Lavorino
"...Robioglio Marco, età 33 anni, cuoco, locatario dei Guichradaz,
vicino dei Lorenzi. Abitava al piano inferiore di quello della Ferrod
e lavorava presso il ristorante "Luo Ressignon" di Cogne. Annamaria
Franzoni non mi ha parlato di questa persona, la quale, in ogni caso,
era stanziale a 40 metri di distanza.
Robioglio ha dichiarato che quella mattina si è svegliato alle 08,00,
che è uscito alle ore 08,25 dopo le operazioni di toilette, che alle
08,40 era a fare benzina, che alle 09,00 era al posto di lavoro, DI
NON ESSERSI ACCORTO DI NULLA. Allera Arturo, proprietario del
ristorante, conferma. Per la fascia oraria 08,16 - 08,24 NON HA ALIBI.
Il fatto che non abbia percepito il rumore di alcun motore proveniente
dalla strada CGuichardaz ha quattro spiegazioni: 1) nessna macchina è
arrivata, 2) era posizionato in modo da non udirlo, 3) preferisce
farsi i fatti propri, 4) HA DEI BUONI MOTIVI PER MENTIRE.

Perchè non si è approfondito il personaggio e l'eventualità...???
IPOTESI possibile...


31
04 Nov 2007
alle 15:04

Claudio Sauro

Tratto da "Cogne delitto infernale" scritto dal Dr. carmelo Lavorino
"...Guichardaz Gino, detto Fuffy, cinquantenne tipo taciturno, magro,
scattante, pensieroso, solitario. Fuma tre pacchetti di sigarette al
giorno, abita a Gimillan, sopra Montroz. Ogni giorno percorre per
diverse volte la strada che da Gimillan porta a Cogne. Ogni mattina,
fra le 08,15 e le 08,20 si trova sulla strada immediatamente sopra la
villa dei Lorenzi, USA ANCHE SERVIRSI DEI SENTIERI. Gino è il fratello
di Guichardaz Silvano, soggetto condannato per molestie verso i
bambini e che fu sospettato e controllato, ma quel giorno era in una
comunità a moltissimi chilometri di distanza.
Fuffy esce di casa alle 07,15 da Gimillan. Compra le sigarette alle
08,10 circa al negozio di Carlo Perratone e si avvia a piedi, come
ogni giorno, verso Cogne. Arriva in paese verso le 08,30 e si ferma al
Bar Liconi in Via Burgeois dove prende un caffè. Verso le 08,30 è
visto da Guichardaz Ottino che si sta recando su a Montroz. La barista
Schiavina Marisa e la proprietaria del bar Liconi, Panello Maura, che
lo danno per certo presete alle 08,30 al bar, dichiarano: "...erano le
08,30, Fuffy era al bar, lo ricordo perchè qualche minuto dopo, alle
08,40 si è sentito l rumore dell'elicottero...". In realtà
l'elicottero è arrivato alle 08,50...."
Annamaria rientra in casa alle 08,24, telefona al 118 alle ore
08,28,17....
La fisionomia di Fuffy è particolare...
Anche fosse arrivato alle 08,30 al bar, ma è arrivato, dopo, alle
08,40 circa visto che appena arriva si sente l'elicottero arrivare che
è stimato sia arrivato alle 08,50....Perchè non si è approfondito il
personaggio e l'evetualità...???
IPOTESI Possibile...

30
04 Nov 2007
alle 12:58

Sauro Claudio

D’accordo, l’ipotesi della morte per crisi comiziale si può smontare, ed io stesso nelle mie precedenti interviste su Medforum ho formulato numerose altre ipotesi compatibili con l’infanticidio.

Samuele è stato trovato disteso nel letto in posizione supina, composto e completamente coperto da piumone.

Impossibile che abbia sbattuto nel comodino provocandosi le ferite, dal momento che avrebbe lasciato striscie di sangue sul cuscino, mentre il sangue formava una grossa chiazza proprio nel centro del cuscino e in parte sul materasso.

Io sono aperto anche ad altre ipotesi purchè siano compatibili con le lesioni craniali descritte da Viglino.

-          Perché una diversa conformazione delle ferite in sede frontale ed una frattura a mappamondo in sede parieto-occipitale che non riporta a nessuna arma contundente

-          Perché l’insorgenza di edema cerebrale maligno in così breve tempo (anche se c’è stata una frattura in sede frontale i neurochirurghi ed i testi fanno insorgere l’edema in modo molto più tardivo)

-          Quale arma avrebbe potuto produrre tanti schizzi di sangue sul soffitto oltre che sulla parete antistante e retrostante; si tenga presente che il sangue colava in sottile strato lungo il capo e non possiamo appellarci all’effetto bacinella.

-          Relativamente al pigiama, se non  vuol credere al perito Dott. Binkmann mi spieghi perché era sporco anche di retro.

-          Perché lo stesso RIS non ha tenuto conto dell’impronta ematica di un grosso scarpone sul piumone

-          Non potrebbe essere stato proprio questo grosso scarpone che ha causato (indossato da qualcuno)lo schiacciamento del frontale di due cm con multiple fessurazioni del cranio e nello stesso temo molte ferite minori; un grosso schiacciamento frontale potrebbe anche giustificare la frattura perieto occipitale anche se il bambino si trovava a letto ( infatti la pressione violenta determina una rapida escursione del cranio anche se c’è materasso tanto che ad un certo punto diventa superficie dura), inoltre potrebbe giustificare l’edema cerebrale maligno da schiacciamento.

-          Siamo proprio sicuri che i Franzoni-Lorenzi non avessero nessun nemico o qualcuno che li volesse far sloggiare da Cogne (faccio presente che il Lorenzi era assessore in Comune con idee molto avanzate che forse a qualcuno non piacevano)

E qui mi fermo Dott: Claudio Sauro

29
04 Nov 2007
alle 12:00

Empirista

Dott. Sauro, ho  letto  da  cima  a  fondo  il  sito  dei  signori  Franzoni-Lorenzi  già  da  molto  tempo, comprese  tutte  le  perizie. Sito  “di  parte”, ovviamente, e  non  il  Verbo  assoluto.

E  mi  ripeto: 

- Come  mai, invece  di  scrivere  libri, pubblicarli  e  pubblicizzarli  attraverso  forum  vari, invitando  addirittura  alla  loro  lettura (cioè  ad  "acquistarli"=spendere  denaro), Migliaccio  e  la  Pozzi  non  si  sono  recati  dal  magistrato  a esporre  le  proprie  teorie? E  se  per  caso  l'hanno  fatto, cosa  gli  è  stato  risposto? Mi  piacerebbe  saperlo. Certo, vendendo  libri  si  guadagna...


- Ancora: come  mai, dopo  l'immarcescibile  Taormina,  neppure  l'attuale  avvocato  difensore ha  preso  in  considerazione  questa  tesi? Se  questa  tesi  è  così  convincente, perché  non  adottarla  in  sede  difensiva?  


- Lei  ha  scritto :"Sappiamo inoltre che quel mattino Samuele piangeva, forse  aveva un forte mal di testa, forse incubava una malattia infettiva virale, ad esempio un influenza".

Troppi  "forse"  in  queste  dichiarazioni, che  quindi  non  sono  valide  sotto  il  profilo  scientifico, proprio  perché  pure  ipotesi senza  alcun  riscontro  nei  fatti.  Addirittura  si  ipotizzano, senza  dati  empirici  di  supporto, i  motivi  per  cui  Samuele  piangeva.  Siccome  piangeva,   siamo  allora autorizzati  a  inferire  che  aveva  "forse"  mal  di  testa? Non  è  certo  un  atteggiamento  scientifico, ma  è  pura  illazione, fantasticheria.


- Io  non  ho  alcuna  "fiducia  indiscussa  nei  periti". Ma  se  non  devo  avere  fiducia  indiscussa  nei  Ris,  perché  mai  dovrei  avere  fiducia  indiscussa  nei  periti  che  negano  che  il pigiama  fosse  indossato? In  base  a  quale  criterio  devo  pensare  che  tali  periti  siano  migliori?

Quanto  allo  stato  mentale  della  signora, evito  di  commentare  soltanto  perché  non finirei  più. Una  sola  cosa: è  molto  grave  che  una donna  giovane  come la  Franzoni,  nel  duemila, non  si  sia  vergognata  di  dire  che  al  figlio  poteva  essere  "esplosa"  la  testa.

28
04 Nov 2007
alle 01:57

PER FAVORE!

@ Sauro Claudio  Samuele è stato ritrovato disteso,nel letto ,in posizione supina,composto e completamente coperto dal piumone!Basta con questa assurda storia ,rispettiamo dignitosamente la memoria di questo bambinoNon mi piace usare toni perentori ma mi pare che stiate perdendo tempo e dignità professionale.Ritengo tutto cio che lei riporta nel suo prolisso dossier un insulto gratuito alla scienza medica.

27
02 Nov 2007
alle 13:04

Sauro Claudio

Aggiungerei dicendo che l'ipotesi della morte naturale è un ipotesi, che si può smontare in ogni momento qualora si trovassero elementi che contraddicono tale ipotesi.

Sauro

26
02 Nov 2007
alle 12:50

Sauro Claudio

Riguardo agli avvocati difensori, io vorrei chiedere a quanti neurochirurghi è stata sottoposta la perizia Viglino, che non sia il Dott.Migliaccio, per aver almeno una conferma della sua ipotesi.

Perchè se i periti hanno ipotizzato il pentolino di rame, mi vengono dei grossi dubbi che le cose siano state fatte bene.

Sauro

 

 

 

25
02 Nov 2007
alle 11:44

Sauro Claudio

Mio caro Empirista, riguardo poi alla tua fiducia indiscussa dei periti vai a leggere sul sito:

www.giustiziapersamuele.it

ti renderai conto se il pigiama era indossato o meno.

24
02 Nov 2007
alle 10:17

SAURO CLAUDIO

Sono il Dott. Sauro Claudio, ed opero da trent'anni come medico di Medicina Generale

E' un libro che ho letto in ritardo; è arrivato alla cartoleria del paese solo qualche giorno fa.
In precedenza l'avevo cercato a Verona, ma non l'avevo trovato. Pur rileggendo molte parti che erano già comparse su MEDFORUM vi ho trovato anche brani nuovi ed inediti.
Questo libro è una rivelazione; è una rivelazione perché pone ipotesi e tesi diverse da quelle ufficiali, senza omettere di basarsi su dati  che, oggettivamente,  anche se in modo imperfetto, pongono non pochi dubbi sugli esiti del processo che, prima di tutto, è stato mediatico.
 La morte del piccolo Samuele non sarebbe imputabile a mano omicida, ma dovuta a cause naturali  o accidentali traumatiche. Un'affermazione  che suona come bestemmia all'ipotesi, tuttora accettata, della morte per assassinio. Il Dr. Migliaccio ha posto la tesi di morte per rottura di aneurisma. Successivamente un medico lucano,  la Dr.ssa Pozzi, ha fatto sulla perizia Viglino (fornitagli da Migliaccio) altri rilievi per quanto concerne la dinamica fratturativa  incentrando la discussione su una frattura occipitale "a mappamondo" e, pur non condividendo la tesi di aneurisma, tuttavia ritiene che fosse doveroso almeno dover escludere quest'eventualità, insieme ad altre cause di sanguinamento negli spazi subaracnoidei.
Per quanto riguarda i miei interventi in questa vicenda sono stati troppo tardivi ed improntati per la maggior parte sulla tesi ufficiale; in alcune parti ho aderito alla tesi di Migliaccio per poi discostarmene, formulando ipotesi, alla luce dei fatti, troppo remote, come quella del pedofilo. Per questo mi scuso per non aver considerato con attenzione tutti i fattori, in particolare la diversa conformazione delle ferite: H , T, Y, I , O , S , sfrangiata, triangolare,a stella ecc ecc. senza considerare la diversa forza impressa all'eventuale oggetto contundente.
Ovviamente tutto questo non riporta a nessun oggetto, ma a molti oggetti che avrebbero colpito il cranio con forze diverse. Ora è chiaro che nessun assassino potrebbe agire in codesto modo con dieci mani e dieci armi contemporaneamente.
Ma tutto questo è ampiamente spiegato nel libro e di particolare interesse è la              "contro" - perizia  della Dr.ssa Pozzi che tratta l'argomento con vera competenza.
Parte delle sue considerazioni erano già state  da lei espresse  su MEDFORUM,;  le chiedo scusa per non averla presa nelle dovute considerazioni, formulando spesso delle ipotesi remote e spesso sciocchezze. Ringrazio anche Maria Grazia Torri, la quale se non fosse andata a sbattere quel fatidico giorno contro quel vetro, che dava sulla stanza del Dott. Migliaccio, non avremmo questo libro prezioso.
So anche che la Torri ha scritto questo libro con grandi sforzi  e in spregio delle sue condizioni di salute; e neppure l'avremmo se il Dott. Migliaccio non avesse avuto l'intuizione che si trattava di morte naturale; è stato lui la prima scintilla che ha dato fuoco al falò, oltre ad aver portato tutto il suo contributo in questa triste vicenda.
Ora vorrei far presente alcune considerazioni che ho fatto e che non sono riportate nel libro.
Prima di una crisi epilettica tonico-clonica, generalmente si ha un aura, che può essere acustica, visiva, sensoria.

Le aure più frequenti sono quelle acustiche, che interessano la zona rolandica.
Queste aure si presentano in modo drammatico, possono iniziare con un fischio o con delle voci che si fanno sempre più forti; l'individuo generalmente è preso dal panico; nel caso di Samuele può essere salito sul letto, poi è intervenuta incoscienza ed il bambino può essere precipitato battendo il parieto-occipitale dx e riportando la frattura a mappamondo, successivamente, può aver sbattuto, nella fase clonica più volte il capo contro gli spigoli del letto e del comodino e riportando altre fratture frontali.
O forse, queste erano già presenti essendosi determinate come contraccolpo della primitiva frattura parieto-occipitale, come asserisce la dr.ssa Pozzi?
Credo che successivamente nel risvegliarsi, prima che intervenisse l'edema cerebrale, Samuele può essersi rialzato; ma barcollante è andato a sbattere con forza contro lo spigolo del comodino riportando quella importante ferita sfrangiata frontale dx che ha tutte le caratteristiche di uno spigolo. Potremo mai sapere come sono andate davvero le cose?
Che non avesse ematomi sul corpo, pur cadendo dal letto si spiega facilmente con il fatto che tutta la forza di impatto è stata assorbita nella frattura parieto-occipitale dx, il fatto che presentava ferite solo frontali si spiega facilmente con il fatto che se il bambino è messo di pancia durante le contrazioni cloniche tutto il corpo tende ad inarcarsi, quindi avrebbe portato in alto la fronte contro vari spigoli, se fosse stato messo con la testa all'insù, avrebbe sbattuto il capo in modo a-p, sempre contro vari spigoli. Poi il bambino si è rialzato e si è rimesso nel letto prima che si sviluppasse l'edema cerebrale.
Mi si potrebbe obiettare che Samuele non aveva ematomi o abrasioni sul mento, ma questo si potrebbe spiegare con il fatto che si è tirato dietro il pigiama e questo ha fatto da cuscino oppure si è messo di lato sbattendo la testa contro vari spigoli.
Un'altra ipotesi è che sia semplicemente caduto dal letto(sentendo l'aura), e con la testa all'insù ha continuato a sbattere con il parito-occipitale sul pavimento, con il parieto-occipitale e non con il solo occipitale perche si è inarcato con il corpo riportando la frattura a mappamondo, successivamente si è rialzato ma è andato a sbattere contro vari spigoli del comodino, probabilmente si è tirato dietro anche il pigiama riportandolo poi sotto le coperte e le lenzuola; il fatto che il bambino si aggrappasse al pigiama non deve sorprendere perchè nei momenti di panico per Samuele il pigiama essendo della madre rappresentava un motivo di sicurezza. Del resto, detto tutto ciò, è solo per apportare delle ipotesi alternative; le cose in effetti potrebbero essersi svolte come è descritto sul libro.
Si è detto che la Franzoni doveva avere in dosso almeno la giacca del pigiama dal momento che questo era sotto le lenzuola; ora è del tutto improponibile che la Franzoni abbia cercato di occultare il pigiama insanguinato sotto le lenzuola.
Inoltre l'accusa ha detto che presa da raptus la Franzoni ha indossato la giacca del pigiama alla rovescia; ora io penso che se fosse stata presa da raptus non avrebbe neppur pensato di indossare la giacca del pigiama.
Ritornando a Samuele, volevo sottolineare che anche dopo ingenti fratture craniali avrebbe potuto continuare a muoversi ed a compiere attività anche complesse; l'ho verificato io stesso, essendo chiamato come Ufficiale Sanitario sul luogo di incidenti stradali spaventosi.
Poi quando (dopo pochi minuti) è intervenuto l'edema cerebrale maligno ed il vomito a getto che è il solo che può spiegare tanti spruzzi di sangue anche sul soffitto, questo ha spinto il cervello verso l'esterno provocando, oltre allo stato comatoso, quella fuoriuscita di materia cerebrale che faceva tanta impressione.
Il fatto che il piccolo abbia riportato varie fratture è spiegabile semplicemente con la frase di Viglino, è cioè che il cranio era fragile e sottile.
Del resto l'ipotesi della crisi convulsiva trova riscontro in molti aspetti di questa vicenda:
1) Le ferite non possono essere riportate ad una sola arma data la loro conformazione
2) Se fosse stata usata una barra di ferro o altro vi sarebbero ferite molto più devastanti e si sarebbe sfondata la base cranica
3) Se come ipotizza il RIS fosse stato usato un pentolino di rame, la forza impressa in un momento di raptus omicida sarebbe stata costante per ogni colpo e comunque le ferite avrebbero conformazione abbastanza simile
4)Le ferite hanno conformazione che si addice di più a degli spigoli di diversa natura
5) La ferita parieto occipitale dx non è spiegabile con l'uso di un arma contundente ma solo causata da superficie ampia come muro o pavimento
6)La madre non è psicotica né nevrotica, né isterica e non aveva nessuna motivazione per uccidere.
Vorrei qui riportare un considerazione del noto criminologo Marco Stefano:
Usualmente gli omicidi dei figli da parte della madre avvengono nelle seguenti circostanze:
* nelle prime settimane di vita del bambino (solitamente entro 7-10 giorni) quando ancora la donna non si è affezionata alla sua prole (definito infanticidio);
* quando la madre vive un'esistenza disagiata (tossicodipendenza, alcolismo, scarsezza di mezzi di sostentamento, generale degrado);
* quando la madre è molto giovane di età (15-18 anni);
* quando il partner maschile è estremamente violento (magari pedofilo). In tali casi l'omicidio viene definito in Criminologia "complesso di Medea" ed è finalizzato a "togliere" il bambino da un'esistenza sicuramente drammatica.
* quando la madre è affetta da un quadro psicopatologico grave (solitamente di natura psicotica) in grado di alterare completamente la sua coscienza in certi momenti.
 Alcuni studi descrivono la personalità della donna infanticida come caratterizzata da depressione, distacco affettivo, tendenza all'acting-out, alterazione della realtà, ecc
In tutte le altre situazioni la madre è generalmente poco sospettabile.

Pare che il RIS e l'accusa abbiano dato importanza e preso in considerazione l'ultimo aspetto cioè quello relativo alla personalità psicopatologica, ipotesi completamente smentita dal Prof. Franco Barale e dai suoi assistenti; Barale stesso dopo lunghi colloqui con la Franzoni dirà: nessuna psicosi, nessuna nevrosi, nessun aspetto isterico, solo qualche crisi di ansia come può capitare a tutti.
Il Prof. Barale stesso dirà: "Possiamo dire che gli elementi di giudizio raccolti, non consentono di provare e neppure di ipotizzare, che seppure in relazione ad un ipotetico stato di infermità, Annamaria Franzoni abbia ucciso il figlio Samuele. Io ed i colleghi l'abbiamo sentita piangere, disperarsi, anche urlare; e quella era una sofferenza vera e profonda. Non era la finzione di una donna lucida e fredda". Inoltre il Prof. Barale dirà:" La Franzoni ricorda ogni momento, ogni dettaglio.
Le abbiamo fatto ripetere il racconto più volte, siamo andati avanti ed indietro in cerca di quel buco, ma il buco non c'era".
Barale è poi stato risentito quando è stata fatta la perizia in appello senza sentire l'imputata.
Dirà a questo proposito: "l'insieme equivoco di registrazioni, voci, chiacchiere è troppo ambiguo. Non si può fare una perizia in codesto modo, La clinica invece era chiarissima, Non c'era patolgia psichiatrica, non c'era amnesia post-dissociativa, non c'erano tracce della copertura post intenzionale di uno stato post- dissociativo." A questo punto all'accusa cosa resta:
1) Un arma che non esiste e che non può esistere
2) Una motivazione per figlicidio che non esiste
3) Una patologia psichiatrica che non esiste.

Per ultimo vorrei riportare la telefonata al 118, come io stesso l'ho registrata riascoltandola tutto un pomeriggio. Telefonata al 118 di Annamaria Franzoni
1 minuto e 30 secondi , Annamaria è agitatissima; la tachipnea che è rilevabile soli in alcuni momenti, non può essersela indotta solo in quei momenti .
7,3 secondi, Annamaria è agitatissima, non si può rilevare la frequenza respiratoria:
Franzoni:ha vomitato sangue, non respira, io abito a Cogne
Operatore: un attimo che le passo la...
Franzoni:faccia presto la prego.
Musica 5,78 secondi
Telefonata con l'operatrice di 1 minuto e 27 secondi
Operatrice: pronto
Annamaria: mio figlio ha vomitato sangue
Operatrice :no....
Franzoni: non respira (disperata)
Operatrice: devo avere l'indirizzo abbia pazienza. Numero di telefono:
Franzoni 012474220 (i primi tre numeri non si capiscono bene e potrebbero essere diversi) il numero viene detto in modo velocissimo)
Operatrice: ecco a Cogne dove?
Annamaria: frazione Montroz
Operatrice:allora con calma: Monroo
Franzoni: cosa devo fare? (agitatissima)
Operatrice:Numero Civico
Franzoni: siiiii, siiiii, la prego sta male (e si contano chiaramente due respiri, uno al secondo)
Operatrice: Signora con calma perché non risolviamo niente, allora Monroo?
Franzoni:è dalle ..? di sta notte che stavo male,sta vomitando non respira, (due respiri uno al secondo) poi lamento indecifrabile.
Operatrice:Signora abbia pazienza, Montro o Montroz
Franzoni:Montroz
Operatrice: ecco numero
Franzoni:4/a (lamento disperato)
Operatrice: allora suo figlio quanti anni ha e come si chiama.
Franzoni.: quattro anni, Samuele.
Operatrice: il cognome?
Franzoni: Lorenzi.
Rumore strano che dura circa due secondi. Sembrerebbe un interferenza telefonica.
Franzoni: la prego sta malissimo,
Operatrice: intanto se vomita non lo tenga.(viene interrotta da Annamaria)
Franzoni: è tutto insanguinato ha vomitato tutto sangue, non respira (maquita?) agitatissima , è rilevabile un respiro al secondo
Operatrice: arriviamo subito signora.
Franzoni: un lamento,( non si capisce)
Operatrice: lasci il telefono libero senò. (non si capisce.)
Franzoni: si, si, si
In questa telefonata si capisce subito che Annamaria non recita; la tachipnea che è rilevabile soli in alcuni momenti, non può essersela indotta solo in quei momenti .
E' chiaro che la tachipnea è motivo permanente di tutta la telefonata.
 Ora aspetteremo la controrisposta dell'esperta in "psicologia telefonica" Nives Calipari che ha fatto mettere a verbale che le persone prese dal panico non riescono a dare il loro indirizzo; pertanto anche questa nuova disciplina ci aiuterà a comprendere meglio le cose.
La Franzoni poi si sarebbe presentata al pulmino serena come il solito (impossibile dopo un figlicidio) come riferisce l'autista del pulmino; inoltre aveva i capelli puliti, nonostante tutto quel macello di gocce sparse ovunque, causate secondo il RIS dall'arma del delitto.
Ma come avrebbe potuto pulirsi per bene in quei 5 minuti che le restavano dopo l'omicidio: pulirsi, cambiarsi, preparare il bambino più  grandicello, ed andare serena al pulmino?
Con questo mio piccolo intervento non ho voluto togliere nulla al libro della Torri; del resto in una pagina non si possono riassumere 360 pagine.
Ho solo apportato qualche altra breve considerazione, in particolare la valutazione psichiatrica dell'imputata che ritengo particolarmente interessante.
Inoltre non capisco perchè il RIS che ha ipotizzato come ultima arma un pentolino di rame, come non possa accettare che l'arma contundente sono stati, spigoli, muri e altro durante una crisi tonico clonica. Crisi che deve essere intervenuta appena la madre è uscita, che si è risolta in sei minuti, lasciando successivamente il tempo perchè si sviluppasse un edema cerebrale maligno.
Sono a conoscenza del fatto che contro l'ipotesi del neurochirurgo Dott.Migliaccio è insorta la Lega Italiana per l'epilessia, con un numero imprecisato di specialisti neurologi che hanno dato dell'incompetente e dell'ignorante ad un ipotesi che è stata definita da favola; ma nessuno di loro però si è voluto esporre per iscritto riportando delle ipotesi alternative.
Solo  il Prof. Paolo Tinuper, mette in rilievo che non si muore per epilessia ( fatto oltretutto non vero), e il libro della Torri con le sue sciocchezze ha messo in ansia moltissimi epilettici. Vorrei far notare a codesto luminare che il  caso di Samuele è stato del tutto eccezionale. Ciò che risulta difficile da credere è che il bambino sia andato incontro ad una crisi convulsiva tonico clonica proprio in quel momento che la madre era assente. Ma come possiamo sapere se la soglia convulsiva di Samuele era alta o bassa; forse il bambino aveva già fatto delle crisi tonico-cloniche nel sonno; molto spesso infatti queste crisi si manifestano nel sonno magari e non sempre l'unico segno è una modesta enuresi notturna in corrispondenza delle crisi.
Raramente vi è il morso della lingua. In trent'anni di professione ho visto molte crisi sia in adulti che in bambini. L'adulto molto spesso quando cade riporta delle lesioni e delle fratture: personalmente ho avuto due casi di fratture del cranio in adulti che erano andati a sbattere contro spigoli; in un altro caso ho visto la completa frattura del setto nasale, le ferite poi sul volto o sugli arti sono molto frequenti quando si incontrano spigoli vivi.
In molti casi ho visto fratture da caduta agli arti sia superiori che inferiori.
Noi abbiamo ipotizzato che il bambino, sentendo l'aura,  si sia messo in piedi sul letto forse per chiamare la madre. Sappiamo inoltre che quel mattino Samuele piangeva, forse aveva un forte mal di testa, forse incubava una malattia infettiva virale, ad esempio un influenza.  Penso che anche il Prof. Paolo Tinuper sappia che in tali casi si abbassa molto la soglia convulsiva. Noi abbiamo ipotizzato che il bambino sia salito sul letto e sia caduto quindi da una certa altezza; ora vorrei chiedere all'illustre luminare se non è possibile che Samuele cadendo dall'alto si sia procurato una frattura parieto-occipitale con ripercussioni anche anteriori; tenga presente l'illustre luminare che se anche il bambino pesava poco aveva il cranio particolarmente sottile (Viglino) Per quanto riguarda le ferite in sede frontale lo invito a leggere attentamente l'esame autoptico eseguito dal Prof. Viglino; si renderà conto dell'inconsistenza di tali ferite a parte due, la numero tre e la numero sette che il bambino può essersi procurato rialzandosi, ed andando a sbattere con forza verso gli spigoli del comodino: Oltretutto la frattura parieto occipitale è quella che spiega meglio il vomito a getto per l'ipertensione endocranica che si era creata, e che ha spinto il sangue fin sul soffitto.
Pare che il RIS si sia del tutto dimenticato delle parole dell'illustre anatomo patologo Viglino che ha eseguito l'autopsia di Samuele,  il quale ipotizzando l'arma del delitto ha detto che qualunque fosse stata l'arma non sarebbe riuscita a far schizzare il sangue oltre qualche centimetro. Ora  gli schizzi di sangue si trovavano non solo sul soffitto ma anche sulla parete retrostante il letto, sulla parete antistante, sulle tende e perfino sul termosifone sotto la finestra. Il vomito a getto è risaputo che può spingere il sangue fino a 4-6 metri.
Quindi lungi da noi il mettere paura agli epilettici: è stato un episodio particolare e raro ma non impossibile, certamente probabile vista la conformazione delle ferite. Comunque lascio agli interessati tutto il piacere di leggere il libro; si faccia particolare attenzione alla Controperizia di Agnese Pozzi ed alle sue considerazioni
Sauro

23
01 Nov 2007
alle 15:05

Empirista

Sauro  Claudio@ " Ritengo molto probabile che Samuele sia salito sul letto, per poi cadere sbattendo violentemente a terra la parte fronto-occipitale e riportando la frattura a mappamondo; questa ha causato l’accelerazione-decelerazione del cervello contro la parete ossea ed in particolare contro le rocche petrose che sono particolarmente taglienti. In tal modo si è innescato l’edema cerebrale maligno".

Una  domanda  mi  sorge  spontanea: se  esiste  davvero  la  possibilità  che  Samuele  sia  morto in  questo  modo, perché  nessuno  dei  Franzoni-Lorenzi  vi  si  è  appellato? Come  mai  Taormina, uomo  privo  di  scrupoli, invece  di  ipotizzare  l'incidente, ha  preferito collezionare  figuracce  a  ripetizione, calunniare  il  povero  Ulisse  Guichardaz  e  la  Ferrod, annunciare  un  giorno  sì  e  uno  no  la  cattura  imminente  del  "vero"  assassino,   e  farsi  addirittura  denunciare  per  frode  processuale? Come  mai  Taormina  ha  seguito, sia  pure  in  maniera  molto  censurabile, la  pista  dell'omicidio, ma  non  ha  preso  in  considerazione  quest'ipotesi?

Inoltre: il  bambino  sarebbe  caduto  sbattendo  violentemente  il  capo  a  terra  e  riportando  addirittura  una  frattura  a  mappamondo (beh, non  sembra  un  evento  da  poco...), però, nonostante  ciò, si  sarebbe  rialzato  e  avrebbe  fatto  in  tempo  a  rimettersi  a  letto?  Magari  anche  sotto  le  lenzuola  e  il  piumone? Mmh...

22
30 Ott 2007
alle 17:00

Sauro Claudio

Sig. Zorzi , Viglino stesso dichiarerà che il cervello era intatto, con un semplice appiattimento dei solchi cerebrali; non parlerà mai nel suo rapporto di ferite penetranti.Immagino che lei sia un medico, perché descrive in modo corretto come avrebbe dovuto esporre in modo appropriato la ferita N. 7. Ma lei non sa quante cose descrive Viglino in modo inappropriato ; sarebbe una perizia da mettere sotto processo. Sul frontale esistevano solo fessurazioni, e nessun sfondamento, almeno quello sarebbe stato descritto nella perizia autoptica. Cioè in corrispondenza della 7 avrebbe dovuto dire “  ampia ferita perforante”, cosa che non ha fatto. Lo “sfacelo fratturativo “che lui descrive è semplicemente causa delle molte fessurazioni del frontale.

Poi lei invoca la vendetta, essendo stato Stefano Lorenzi supertestimone della uno bianca; io ho fatto un approfondita ricerca su Internet ma in tal senso non ho trovato nulla.

Poi mi dica, come avrebbe potuto l’ipotetico assassino sapere che proprio quella mattina Samuele rimaneva a casa, visto che tutte le mattine si recava a scuola con il fratellino?

Il fatto che Annamaria Franzoni non descriva le ferite è facilmente spiegabile dal momento che Samuele per le multiple ferite che si trovavano sulla fronte si era completamente imbrattato il viso di sangue e quindi la cosa che balzava più all’occhio era il vomito ematico a getto, il solo che potesse giustificare gocce di sangue anche sul soffitto.

A questo proposito voglio riportare un brano mio precedente:

  1. SAURO claudio on Settembre 21, 2007 11:30
Per far luce, relativamente al tipo di trauma che ha subito Samuele, senza nulla togliere alle Controperizie di Agnese Pozzi e di Migliaccio, volevo far presente che nessuna ferita sul capo di Samuele è penetrante. Viglino stesso dirà: Il complesso lesivo interessava il capo nella sua porzione frontale e temporo-parietale bilateralmente.
Le ferite sono 17 ma della maggior parte di pochi millimetri.
Solo dalla n3 e dalla numero 7 fuoriesce materia cerebrale in conseguenza dell’edema cerebrale maligno, ma anche in questo caso il cervello si fa strada attraverso brecce ossee
Solo dalla ferita 7 si stacca una piccola lamina ossea.
La morfologia delle ferite, molte delle quali lineari e di pochi millimetri, altre triangolari, altre a semiluna, altre a forma T altre a forma U rovesciata, altre a forma S, altre a semicurva rendono assai difficile capire il tipo di arma (se è stata un arma); più plausibile che il capo abbia battuto contro vari spigoli diversamente conformati.
Stante quanto descritto da Viglino, nessuna delle lesioni e delle fratture può essere giunta alla pia madre e quindi aver lesionato il cervello.
Il cervello si è certamente lesionato successivamente in seguito all’edema cerebrale maligno che lo ha spinto fuori anche dalle più piccole fessurazioni.
Ritengo molto probabile che Samuele sia salito sul letto, per poi cadere sbattendo violentemente a terra la parte fronto-occipitale e riportando la frattura a mappamondo; questa ha causato l’accelerazione-decelerazione del cervello contro la parete ossea ed in particolare contro le rocche petrose che sono particolarmente taglienti. In tal modo si è innescato l’edema cerebrale maligno.
Sopra l’ampia frattura fronto occipitale non vi era nessuna lesione che riportasse ad arma contundente.
Prima che insorgesse l’edema cerebrale, Samuele ha fatto in tempo a rimettersi a letto e subito dopo è insorta una grave crisi tonico clonica; probabilmente il bambino si è posizionato in basso nel letto e così col capo ha potuto urtare ripetutamente sia contro gli spigoli che gli angoli del comodino.
Non è comunque da escludere, come diceva Migliaccio, che molte fessurazioni del cranio siano una conseguenza della fortissima pressione che esercita sul fragile osso un edema cerebrale maligno; inoltre è del tutto plausibile la tesi di Migliaccio e cioè che si sia rotto un aneurisma; non si potrebbe altrimenti spiegare l’innondamento ematico dei ventricoli cerebrali.
Durante una crisi convulsiva il capo compie movimenti sia A-P che L-L e pertanto questo spiega meglio la diversa conformazione delle ferite.
Il bambino durante la crisi ha assunto varie posizioni ne letto, portando il capo a sbattere in più punti; inoltre per i movimenti incoordinati delle braccia e delle gambe ha scompaginato il letto e le lenzuola è ciò che vi stava sopra.
Quando l’edema è stato particolarmente grave, tale che il cervello toccasse la teca ossea Samuele ha perso coscienza, ed è insorto vomito cerebrale a getto che ha trascinato il sangue che colava sulla bocca, fin sul soffitto.
Non è comunque da escludere una mia ipotesi e cioè che l’edema cerebrale abbia provocato una leggera divaricazione fra il frontale e lo sfenoide non vista da Viglino il quale descrive i solchi ossei pieni di materiale ematico; questo avrebbe potuto provocare la lacerazione della mucosa delle fosse nasali con abbondante fuoriuscita di sangue: in tal caso il vomito sarebbe stato veramente un vomito ematico a getto.
Il fatto che Viglino non abbia trovato sangue nello stomaco ed in bocca è del tutto spiegabile con il fatto che dopo un vomito ematico il sangue viene tutto espulso; inoltre l’attività gastrica e salivare continua fin dopo la morte, per cui il poco sangue che rimaneva in bocca e nello stomaco veniva espulso nell’intestino tenue, dove non sono state fatte ricerche di materia ematica..
E probabile che Samuele abbia vomitato a denti quasi serrati, in tal modo il sangue passava fra i dentini con grande pressione ed usciva a spruzzo, La Franzoni stessa dirà: “Sputava il sangue fra i denti.”
Nessuna arma contundente avrebbe potuto scagliare il sangue sul soffitto e sulle tende
Nessun arma contundente, stante le caratteristiche in cui è stato trovato il cranio di Samuele (cioè senza fori di penetrazione in più punti che avessero lesionato direttamente il cervello a mo di ferita penetrante in profondità), sarebbe riuscita a causare un edema cerebrale maligno nel giro di pochi minuti. Per spiegare l’edema cerebrale maligno insorto in pochi minuti potremmo appellarci alla gravissima anemizzazione a cui è andato incontro il piccolo associato alle lesioni craniali..
La presenza della piccola particella di rame potrebbe benissimo spiegarsi col fatto che Samuele fino al giorno prima ha giocato in giardino e come si sa nella sabbia possono essere presenti anche paricelle di rame.
Comunque questo particolare è del tutto irrisorio e non tale da giustificare come arma contundente il mestolo di rame o il pentolino di rame.
Dott Sauro Claudio medico da oltre trent’anni di Medicina Generale 

21
27 Ott 2007
alle 18:21

ZORZI

Tu non hai risposto alle mie domande: perché la Franzoni non ha riferito al 118 le ferite che erano la cosa più evidente? Riferisce solo un vomito ematico che non esiste essendo poi stata riscontrata alla perizia autoptica la completa mancanza di sangue in bocca.

Per quanto riguarda i pantaloni la perizia di Schmitter è stata completamente smentita dal criminologo Brinkmann e pure dal criminologo Torre: si legga a questo proposito il sito:

http://www.giustiziapersamuele.it/presentazione/

Sugli zoccoli poi esisteva una piccolissima gocciolina di sangue grande non più di un terzo di riso, sangue che poteva essere anche antecedente all’omicidio, ad esempio conseguente ad una piccola ferita che Samuele si era fatta giocando.

Invece è ben evidente l’impronta ematica di uno scarpone sopra il piumone del letto.

Tu mi chiedi perché c’è discordanza fra quanto detto da Migliaccio relativo alle ferite e quanto detto da me.

Ora ti ricordo quanto detto da Viglino relativamente alla ferita 7: Ferita 7:”lunghezza 50mm con formazione ovalare, divaricazione dei lembi con frammento osseo nel contesto e fuoriuscita di materiale cerbrale.”Se fosse stata semplicemente una ferita lacera della cute avrebbe detto: “ ferita cutanea lacera che arriva fino al tavolato osseo con fessurazione nel suo contesto da cui fuoriesce materia cerebrale”Più avanti dirà: “La scheletrizzazione successiva delle ossa della volta cranica ha messo in evidenza sfacelo fratturativo del neurocranio caratterizzato da perdita di sostanza frontale, da fratture lineari, circolari e stellate, come rammostra la seguente documentazione”E più avanti ancora:Sono state sicuramente lese in occasione dei fatti l’arteria e la vena meningea media bilateralmente, unitamente ai suoi rami frontali e orbitari; sono stati altresì lesi il seno venoso frontale e il seno sagittale, la cerebrale media e i suoi rami frontale e temporale.”Chi ha esperienza di anatomia può rendersi conto dell’entità della lesione.

Inoltre la Franzoni potrebbe non aver parlato alle forze dell’ordine ed ai periti perché non conosceva la persona (assassino), perché non sapeva che intrallazzi avesse, in sostanza per mettere al sicuro Davide da eventuali vendette. La faccenda della “uno bianca” appare più complessa di quanto si pensi; andate a vedere su vari siti internet.



20
27 Ott 2007
alle 17:38

Pascoli

Mi spiegheresti perché c’è una discordanza fra quanto riferito dal Dott.Migliaccio sull’entità delle ferite frontali, e quanto dici tu che il frontale era completamente sfondato, il che secondo Migliaccio avrebbe causato uno sfondamento della base cranica.

In secondo luogo perché il perito tedesco criminologo Schmitter avrebbe optato per l’ipotesi che i pantaloni erano indossati, e pure gli zoccoli.

Se non è stata la Franzoni ad uccidere Samuele, quale criminale avrebbe potuto indossare durante l’omicidio i pantaloni e gli zoccoli in così breve tempo?

Perché non avrebbe parlato neppure ai carabinieri che era stata minacciata?

Mi pare che un accusa di trent’anni avrebbe comportato per il figlio più grande la perdita della madre e non mi pare una cosa da poco.

Le forze dell’ordine avrebbero potuto risalire al criminale trattandosi della uno bianca

19
26 Ott 2007
alle 18:19

Zorzi

no al 118 dice vomita sangue, è tutto insanguinato, non ha riferito delle ferite; la ferita n 7 aveva un infossamento di 5 cm ed occupova metà frontale. Come può non aver riferito le ferite? Per non allertare le forze dell'ordine? ma sarebbe stato indifferente fossero arrivati mezz'ora prima o mezz'ora dopo.

Probabilmente sotto minaccia dovava coprire qualcuno; se avesse detto al 118 "ha ferite, è stato picchiato a sangue", si sarebbero allertati subito i carabinieri e la polizia ed avrebbero fatto molti posti di blocco.

Nessuno sa che Stefano Lorenzi era fuggito in quella sperduta vallata perchè era stato un supertestimome della "uno bianca"

episodio che aveva coinvolto numerosi polizziotti e che aveva creato 23 morti anche fra le forze dell'ordine, oltre a più di 100 feriti.

Nessuno può pensare che Annamaria Franzoni soffriva di crisi ansiose perchè avevano ricevuto delle minacce.

Nessuno può pensare che non ha mai parlato, forse nemmeno con il marito, perchè dopo l'omicidio di Samuele è stata minacciata anche che gli sarebbe stato ucciso, sempre che avesse parlato, anche Davide.

Una madre che scende serena al pulmino, senza i capelli insanguinati( il sangue fra i capelli fa dei piastroni) significa che in pochi minuti non ha ucciso Samuele), ricordiamoci che schizzi di sangue erano sulla parete antistante il letto, sulla parete retrostante, sul soffitto e perfino sul termosifone sotto la finestra. Il pigiama non era indossato come ha dimostrato il criminologo Torre altrimenti come si spiegano le gocce di sangue presenti anche sul retro del pigiama, e neppure la casacca era indossata ma si trovava sul piumone; la difesa infatti ha dovuto inventarsi che in momento di raptus la Franzoni avrebbe indossato la giacca del pigiama alla rovescia (ma in momento di raptus non si indossa nessuna giacca)

Omicidio di vendetta dunque.

18
25 Ott 2007
alle 02:58

mauro

la mamma ancora piú intelligente, infatti quello che la mattina dice al 118… aiuto, aiuto a mio figlio gli è scoppiata la testa…

17
24 Ott 2007
alle 23:30

mony

Nn credo nella morte naturale di Samuele.Io una mia ipotesi o teoria sul delitto ce l'ho e vorrei farla tanto pervenire a qlcn ke possa prenderla in considerazione!!!!!

16
12 Ott 2007
alle 20:41

Empirista

L'arma  è  stata  fatta  sparire  probabilmente  dai  famigliari, che  naturalmente  sanno  tutto,  così  come  sa  tutto  il  marito  della  signora.

Non  bisogna  stupirsi  per  questi  fatti, purtroppo: gli  esseri  umani  sono  capacissimi  anche  di  questo, capacissimi  di  mentire  e  di  coprire  un'assassina  per  proteggere  la  propria  cosiddetta  rispettabilità. Senza  contare, poi, che  di  persone  borderline  o  con  vari  problemi  psichici ne  esistono  più  di  quante  crediamo, e  spesso  conducono  una  vita  apparentemente  normale, si  sposano, lavorano  e  hanno  figli. 

Quanto  all'ipotesi  della  morte  naturale, non  esistono  parole  adeguate  per  commentarla. Quelli  che  hanno  svolto  l'autopsia  sul  corpo  del  povero  Samuele  erano  forse  tutti  incompetenti? Oppure  stavano  facendo  chissà  quale  complotto  ai  danni  di  Annamaria  Franzoni? Mi  sembra  che  nel  nostro  Paese  si  stia  perdendo  il  senso  della  misura  e  del  decoro. Mi  è  persino  capitato  di  sentire  un  noto  scrittore, di  cui  non  cito  il  nome,  affermare  che  Samuele  potrebbe  essere  stato  ucciso  da  una  non  meglio  precisata  ENTITA'.

Si  resta  basiti. Un  po'  di  rispetto  per  quel  bambino, per  favore. E  basta  con  questa  tesi  della  morte  naturale!   

15
25 Set 2007
alle 13:31

Giulia

E' stata gettata via. Probabilmente dal marito terrorizzato all'idea che arrestassero la sua ottima "moglie bimba". O da qualcuno dei famigliari della Signora....

14
25 Set 2007
alle 09:34

Valentina Prencipe

Anche a me questa teoria della testa esplosa sembra una panzana.. Mi piacerebbe però sapere dove è finita l'arma..

13
24 Set 2007
alle 19:42

carmen

ah, ma che leggo quivi, che le ferite al capo non possono essere contate??! se anche materia cerebrale fuoriscisse dal lato opposto, pur sempre si possono contare..

 

12
23 Set 2007
alle 22:14

Giulia

Manca solo che dicano che persino il povero Samuele si è suicidato... D'altronde dissero persino che quelle tremende ferite poteva essersele fatte sbattendo ripetutamente il capo contro la testiera del letto (il fatto che la testiera in questione fosse relativamente "pulita" non ha mai turbato!)....

Si scade nel comico, mancando oltretutto di rispetto alla vittima.

11
23 Set 2007
alle 22:11

GIOVANNA

anche io penso sti medici stiano dicendo solo cavolate...penso che ormai nn sanno piu che fare e inventano storie...mha....

10
23 Set 2007
alle 21:52

Giulia

@anima: Chiara caduta per le scale??? E allora come mai il suo sangue è stato trovato dappertutto? No, guarda, in realtà si è menata da sola i colpi alla nuca (come non si sa, magari per operazione d'arte magica)... Per favore!!!

9
23 Set 2007
alle 21:50

Giulia

Inoltre dalla teoria di questo dottore emerge, come dire? Il solito pregiudizio per cui "le mamme sono buone" e "solo le mamme tanto tanto malate di mente ammazzano i loro bambini".... Non siamo mica in Marcellino Pane e Vino!!! Non è necessario essere pazzi, schizofrenici o borderline per uccidere qualcuno, anche se è il proprio figlio....

8
23 Set 2007
alle 21:47

Giulia

Ancora con questa storia???

Ma quando mai sono stati segnalati aneurismi "esplosivi", tali da spaccare la teca cranica in vari punti e con modalità identiche a quelle di colpi ripetuti? Con frammenti ossei e sangue e materia cerebrale che schizzano ovunque? E tutto questo così all'improvviso, col soggetto che fino a un attimo prima sta benissimo?

Del resto ho persino letto che in realtà a uccidere Samuele sarebbe stato un falco (!), a beccate... Mentre un'altra teoria voleva che nel cranio di quella povera creatura fosse stata impiantata (da chi non si sa, forse dai soliti servizi segreti deviati) una minuscola chip esplosiva...

Vorrei proprio sapere come fa un aneurisma a provocare un danno del genere. Non sono un medico, ma so che cosa significa un aneurisma... Qualche anno fa una persona a me carissima (quasi una seconda madre) è stata purtroppo colpita da aneurisma cerebrale e ne ho visto gli effetti coi miei occhi: nessun danno "fuori", il danno è tutto all'interno del cervello.... 

7
23 Set 2007
alle 16:37

alessandro

Certo che se è diventato dottore anche il signor MIGLIACCIO allora ce la possona fare tutti!

6
23 Set 2007
alle 12:58

Dubbiosa

Ohh....questo medico qui...sono anni che rompe i maroni con la sua teoria balzana! Hanno ritrovato pezzi di rame nel cranio del povero Samuele, ma che la finiscano sti CIALTRONI, SUVVIA!

5
23 Set 2007
alle 12:14

derrick

E' gia' la verita' come sempre sara' molto piu' prolifera e brutale ma sopratutto banale nella sua crudelta'.

4
23 Set 2007
alle 12:13

derrick

E' gia' la verita' come sempre sara' molto piu' prolifera e brutale ma sopratutto banale nella sua crudelta'.

3
23 Set 2007
alle 12:02

Enoch

O signore mio! Questa mancava. Prima alcuni metono in dubbio che Pacciani- Vanni e Lotti erano il gruppo che ha dato vita al Mostro di Firenze. Ora chi è che pensa una simile bufala? Se li menava da soli i colpi con lo zoccolo della madre? E la madre si metteva il pigiama all'incontrario? Cos'è che stona la possibilità che una madre psicolabile, abbia ammazzato suo figlio? Intanto anche Alberto pare riesca a scavalcare i muretti senza lasciare impronte. La verità è più oscena dell'immaginazione.  

2
23 Set 2007
alle 11:56

manon

ma andiamo, non rendiamo tutto ridicolo!!!! Le teste non scoppiano da sole!!!! Povero Samuele e povera Chiara vittime della follia umana!!!!

1
23 Set 2007
alle 11:31

anima

Io l'ho sempre pensato anche leggendo la tesidel prof. Viglino ora comincio a pensare: che Chiara sia caduta dalle scale??

 

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