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Gen 0813

Italia, il paese dei raccomandati

Pubblicato da Matteo Failla, Blogosfere staff alle 09:00 in Cronaca estera, Cronaca italiana


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di Massimo Brignolo

Sono giorni nei quali l'immagine italiana all'estero è ai suoi livelli più bassi: prima la nuova povertà, poi le scene da terzo mondo con la crisi dei rifiuti a Napoli ed ora ci si mette anche International Herald Tribune pubblicando un articolo che parte dalla recensione dell'ultimo libro di Giovanni Floris, Mal di merito. L'epidemia di raccomandazioni che paralizza l'Italia. per trasformarsi in una analisi del mercato del lavoro in Italia.

"La cultura del favoritismo diventa radicata" è il sottotitolo dell'articolo "Italia: una sinfonia di raccomandazioni": usando le parole di Floris, International Herald Tribune osserva come "in Italia la cultura del favoritismo si sia gradualmente trasformata in una epidemia che, dopo aver colpito la nazione ad ogni livello, sta lentamente trasformando il suo DNA".

E continua, sempre sfruttando Floris, "non vi è nulla di sbagliato nell'evidenziare i meriti di un candidato per una posizione, ma la raccomandazione italiana si basa sull'affermazione del proprio potere imponendo qualcuno senza meriti. Se vi riesci in Italia hai potere mentre all'estero perdi credibilità".

L'articolo cita quindi un rapporto dell'Isfol secondo il quale "un terzo di tutti gli italiani sono entrati nel mondo del lavoro grazie ad amici, pareti o conoscenze e solo il 5% lo ha fatto attraverso agenzie o cacciatori di teste". Bisogna dire che in modo obiettivo International Herald Tribune pubblica anche le parole di Ellen Hansen, esperta al International Labor Organization di Ginevra che sottolinea come "anche in Nord America i contatti personali continuino ad essere il mezzo più seguito per trovare un lavoro".

Il fatto più grave come sottolineava nel 2006 il Censis, ripreso da IHT, è che "il merito non è riconosciuto come un valore in Italia: più del 60% degli italiani ritengono che le risorse economiche e le relazioni personali contino di più per fare strada nella vita".

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Commenti

1. MiFra1, Domenica 13 Gennaio 2008 ore 10:47

La raccomandazione è un male antico. L'abbiamo ereditata, credo, dai Borboni ed ha invaso tutta l'Italia, anche quella settentrionale.  Nel meridione d'Italia, tutto, senza esclusione alcuna, anche nel più piccolo paese, esiste l'oscuro innominato "Onorevole". Dispensatore di privilegi e risolutore dei problemi delle famiglie. 

Esso è rappresentato dal "segretario dell'onorevole".   Il suo nome non viene mai pronunciato, tantomeno ad un forestiero. Ad esso si ricorre per ogni aiuto: se il figlio, la figlia, la famiglia, hanno bisogno di un lavoro, oppure di un vitalizio, magari tramite una pensione d'invalidità. Ma anche se il figlio ha compiuto una stupigaggine, ladro di polli, spaccio di sigarette o di peggio: si può tirarlo fuori dalla galera e poi farlo votare per l'onorevole.

Finisco qui, ma  la storia  potrebbe essere infinita. Non possiedo prove di questo che scrivo e ripeto semplicemente le esperienze di vita vissuta nei miei viaggi e le chiacchiere con la gente comune.

La gente, le famiglie, dicono di essere stanche di questo e continuanoper necessità a perpetrare il sistema.

A nulla è riuscito il Socialismo Fascista, nulla la Cristiana Democrazia, nulla i 4 anni di Centro e i 40 anni di Centro Sinistra, nulla hanno potuto e voluto i 4 anni di Centro Destra Berlusconiana: ben venga scriverne e parlarne, forse la vergogna per questa inciviltà ne porterà una lente evoluzione 

 

2. MiFra1, Domenica 13 Gennaio 2008 ore 10:54

La raccomandazione è un male antico. L'abbiamo ereditata, credo, dai Borboni ed ha invaso tutta l'Italia, anche quella settentrionale.  Nel meridione d'Italia, tutto, senza esclusione alcuna, anche nel più piccolo paese, esiste l'oscuro innominato "Onorevole". Dispensatore di privilegi e risolutore dei problemi delle famiglie. 

Esso è rappresentato dal "segretario dell'onorevole".   Il suo nome non viene mai pronunciato, tantomeno ad un forestiero. Ad esso si ricorre per ogni aiuto: se il figlio, la figlia, la famiglia, hanno bisogno di un lavoro, oppure di un vitalizio, magari tramite una pensione d'invalidità. Ma anche se il figlio ha compiuto una stupigaggine, ladro di polli, spaccio di sigarette o di peggio: si può tirarlo fuori dalla galera e poi farlo votare per l'onorevole.

Finisco qui, ma  la storia  potrebbe essere infinita. Non possiedo prove di questo che scrivo e ripeto semplicemente le esperienze di vita vissuta nei miei viaggi e le chiacchiere con la gente comune.

La gente, le famiglie, dicono di essere stanche di questo e continuanoper necessità a perpetrare il sistema.

A nulla è riuscito il Socialismo Fascista, nulla la Cristiana Democrazia, nulla i 4 anni di Centro e i 40 anni di Centro Sinistra, nulla hanno potuto e voluto i 4 anni di Centro Destra Berlusconiana: ben venga scriverne e parlarne, forse la vergogna per questa inciviltà ne porterà una lente evoluzione 

 

3. Massimiliano, Domenica 13 Gennaio 2008 ore 19:47

Mi pare che le percentuali siano esagerate. Il fenomeno esiste e riveste una importanza da non sottovalutare. A mio avviso, per lo meno nella mia regione, la Sardegna, l'impatto delle raccomandazioni a persone non "adatte" a ricoprire un posto x, non è tale da paralizzare il sistema isolano.

4. roberto, Mercoledì 30 Gennaio 2008 ore 14:21

Le percentuali a me sembrano reali, se non addirittura sottostimate. Con tanti buoni amici in Italia si arriva molto in alto.

5. zero tolerance, Domenica 3 Febbraio 2008 ore 14:57

non sono affatto stupito.... la colpa perchè noi italiani produciamo poco è perchè ci sono troppi raccomandati che non sanno fare un cazzo !

questa è la verità ! 

6. laura russo, Domenica 25 Gennaio 2009 ore 22:10

con i miei studenti vogliamo fare uno studio sul fenomeno. Nel Sud il lavoro è sempre o quasi un regalo ,un'elargizione ,mai un diritto.

 mi fa piacere avere altri articoli sul tema . sarebbe una rassegna stampa da leggere in classe

7. TIGRE REALE, Domenica 15 Febbraio 2009 ore 02:46

COME HO DETTO PARECCHIE VOLTE L' ITALIA E' UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO E SULLE RACCOMANDAZIONI; LA FAVOLA DEL DIPLOMA E DELLA LAUREA E' SOLTANTO UNA COPERTURA(VISTO CHE ALLA MATURITA' COPIANO TUTTI E PER LA LAUREA OFFRONO MAZZETTE). QUESTO DETTO SUONA BENE "CON AMICI,CONOSCENTI E PARENTI SI ARRIVA IN ALTO, SENZA DI LORO RIMANI UN MEDIOCRE". IO IL LAVORO LO CERCO AL CENTRO PER L' IMPIEGO O SU INTERNET.  

8. giorgio, Giovedì 18 Giugno 2009 ore 16:04

purtroppo è sempre peggio. a me è capitato spesso che mi dicessero direttamente in faccia anche in aziende private che se non ho una raccomandazione politica non posso aspirare che a lavori squalificanti (tipo call-center) nonostante la laurea. che quello che conta è avere un "cognome". mi sono visto passare davanti persone decisamente incompetenti, ai quali è permesso tutto. ci sono due pesi e due misure purtroppo...dopo tante umiliazioni sto cercando lavoro all'estero

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