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Ago 08 8

Trapani, un aliscafo si schianta contro gli scogli nel porto: 68 feriti. Aperte due inchieste

Pubblicato da Francesca Airaghi, Blogosfere staff alle 09:26 in Cronaca italiana


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Ennesimo incidente nel porto di Trapani (nella foto), proprio a un anno di distanza dallo schianto dell'aliscafo Giorgione della Siremar che costò la vita a Paola Romano (qui il blog dove prosegue l'inchiesta sulla sua morte), la tragedia si ripete e nel medesimo punto.

Alle 21.25 di ieri (giovedì 7 agosto), quando era già calato il buio, un imbarcazione in arrivo dall'isola di Favignana è finito contro una barriera frangiflutti del porto trapanese.

Questa volta, a sbattere sulle rocce, è stato l'Ettore Morace della compagnia Ustica lines, che, entrando nel porto, è disastrosamente incappato contro una barriera frangiflutti, vicino al molo Santità.

L'imbarcazione, secondo alcune prime testimonianze, dopo lo schianto si è adagiata lentamente sulla barriera frangiflutti. L'aliscafo ha colpito in pieno la diga e riporta un enorme squarcio a prua.

Dei 144 passeggeri trasportati dall'Ettore Morace, 68 sono rimasti feriti. Quest'ultimi sono stati subito trasportati all'ospedale di Trapani per i ricevere i primi soccorsi. La maggior parte riporta contusioni o verte in stato di shock: nessun ferito grave. Tra i ricoverati c'è anche uno dei sei membri dell'equipaggio.

La procura di Trapani sull'incidente ha aperto un'inchiesta, mentre un'indagine è stata avviata dalla Capitaneria di Porto.


Tornano quindi la paura e il terrore nel porto di Trapani, proprio nel pieno della stagione estiva, quando molti vacanzieri si apprestano a partire. E con esse si torna a parlare di sicurezza: per i lavoratori in primis che spesso sono costretti a turni di lavoro impossibili, tutele sindacali inadeguate, controlli superficiali; e per i passeggeri ai quali dovrebbe essere garantita una traversata serena e tranquilli.

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Commenti

1. mariano sisimbro, Sabato 9 Agosto 2008 ore 16:00

Come vedete il dramma si ripete di nuovo, allo stesso punto ed alla stessa ora. Questo deve farci trarre delle conclusioni: i capitani degli aliscafi sono tutti incompetenti? Certo di no, possiamo dire per gli orari giornalieri a cui vengono sottoposti,  equipaggio ridotto all'osso, infatti è solo lui alla conduzione della navigazione (timone, radar, vedetta) e tutto va bene di giorno quando tutte le manovre si fanno a vista, ma la sera entra in funzione il radar il quale ha i suoi tempi di elaborazione e di lettura, troppi per un aliscafo a piena velocità e quindi ripeto, come per il caso del segesta. ci vuole una velocità ridotta, dettata da un decreto legge.

Ma per il caso del Giorgione e del Ettore Morace dico che la colpa è del tipo di lavoro di allungamento del frangiflutti.

Infatti, come vedo dalla foto dell'ultimo incidente, il braccio di banchina non è alto e poi non vi sono i classici scogli, ma bensì  quei tetrapiedi in cemento armato e tutti tondeggianti. Si incastrano fra di loro (non bisogna sistemarli uno alla volta come i classici scogli) sono una buona barriera alle onde, ma oltre a frangere i marosi, frastagliano anche le onde elettromagnetiche del radar per cui  non si ha un eco di risposta sul radar  o un eco debolissimo, ecco come un comandante crede di navigare in acque libere. La Capitaneria del porto di Trapani dovrebbe installare un riflettore radar come hanno le piccole imbarcazioni a vela e di vetroresina per farsi vedere al radar delle navi in vicinanza

2. aldo d'esposito, Martedì 12 Agosto 2008 ore 16:38

A trapani non esiste un serviio di avvistamento e controllo delle navi in movimento del corpo piloti.A Napoli esiste una torre con una sala di avvistamento alta 36 metri sul livello del mare con apparecchiature sofisticate per questo controllo.  La cosa incredibile è che gli armatori pagano regolarmente questo servizio ma lo stesso  non è effettuato. L'AUTORITA'  MARITTIMA se ne frega altamente. A Napoli attraversano l'imboccatura centinaia di navi al giorno, contro le poche unità del porto di Trapani. Lascio a chiunque le conclusioni. Aldo d'Esposito ex capo pilota del porto di Napoli.

3. Roberto cugino di Carmela, Giovedì 14 Agosto 2008 ore 09:40

ma come si fa a dire che non ce nessun ferito grave quando una donna di 38 anni sta rischiando la possibilità di rimanere paralizzata!!!!!!!!! l'unica solo un Miracolo potrà aiutarla speriamo............VAI CARMELA IMPEGNATIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

4. Pietro Spataro, Venerdì 15 Agosto 2008 ore 03:55

Sono un C.L.C. in pensione .Con grande tristezza e rabbia  ho appreso l'incidente dell'aliscafo "Ettore M." nell'impatto alla nuova diga frangiflutti durante la manovra di entrata in porto. Nello stesso punto in cui l'anno prima è andato ad urtare l'aliscafo "Giorgione" della Siremar.

Coincidenze : stessa diga, stesso punto, stessa ora,circa. Il che fa riflettere. La costruzione di questa diga,era proprio necessaria? Aveva tutte le autorizzazioni? Avevano sentito il parere degli esperti e soprattutto i pareri "veri" dei Piloti del porto, della gente di mare navigante? Ammesso che fosse tutto in regola, come mai i limiti di testata della diga non erano  dotate di radar reflector? Il fanale verde era posizionato sull'estremità della testata? la sua altezza era posizionata  in modo da non confondersi con le luci della città? Mi auguro che l'inchiesta in atto esamini bene queste domande che vengono spontanee a chi è stato in mare per lavoro per più 40 anni.

I comandanti degli aliscafi sono gente altamente qualificata per la conduzione dei mezzi veloci, ciò nonostante l'errore umano può accadere  per la stanchezza, per lo stress aggravato dalla riduzione del personale di bordo, per la velocità che si è costretti a mantenere, dati i tempi imposti dalle società stesse  e approvate dalle Capitanerie. Di notte può capitare che un fanale può essere erroneamente stimato nella sua vera posizione e che la sua luce può essere confusa con le luci di terra.Inoltre il radar senza l'ausilio di un reflecor posizionato sull'estremità della diga può dare adito a cattiva stima sulla distanza di sicurezza nell'entrata. Di tutto questo il Comandante è responsabile e come si è visto nel precedente incidente dell'anno scorso è stato condannato. E gli altri non hanno nessuna responsabilita?La diga con i segnali è rimasta uguale come l'anno scorso? La responsabilità degli altri la vogliamo controllare si o no? O dobbiamo sempre condannare il Comandante , appenderlo alla croce come Cristo in remissione dei peccati degli altri? Mi auguro che il presidente della commissione faccia un buon lavoro e ....non si lavi le mani come Pilato.

Un C.L.C. in pensione 

 

 

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