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UPDATE! h.15.20
Forse identificati i due romeni che sarebbero gli autori dello stupro di Roma.
Non si può più uscire di casa. Se sei una donna. Pare che ci siano stupratori in ogni dove. E allora eccoli, come a Guidonia arrivano i maschioni che con le ronde e i pestaggi casuali e preventivi dei rumeni ci proteggono (foto Flickr di Pi.Rita). Ma per favore. Ne parla anche Blogosfere Politica e Società.
E lo sottolinea persino il sindaco Alemanno: non si deve scadere nel far west
"C'è chi vuole speculare sulla paura della gente, sulla voglia di riscatto e sulla rabbia e noi dobbiamo dire con chiarezza che non è pensabile di farsi giustizia con le mani proprie"
Roma, Bologna e Milano, un filo rosso che unisce le tre città: lo stupro. Preferibilmente commesso da un extracomunitario che-viene-a-casa-nostra-cacciamoli-via-tutti così ci si lava la coscienza come sottolinea Milano 2.0.
Solo a Bologna la bestia è stata identificata mentre a Milano e Roma è scattata la caccia all'uomo. Per lo stupratore del parco della Caffarella poi c'è anche un identikit.
Il governo, dopo aver fatto scappare i buoi, corre ai ripari e vuole risposte concrete: si va dalla proposta della castrazione chimica e le ronde antistupro (formate da personale della Guardia Nazionale padana, degli Alpini padani e dei Volontari verdi) al ddl mentre dall'altra parte si denunciano i vuoti organici delle procure e si vuole promulgare una legge che non permetterà più di intercettare reati come stupro e pedofilia.
E'una contraddizione insomma. Ed è inutile continuare a puntare il dito sullo straniero come scrive Scheggedivetro, perchè solo il 10% degli stupri è commesso da stranieri.
Slasch16 si chiede se non sia solo un problema del momento (passata la marea nessuno si ricorderà di queste povere ragazze violentate) e NonsiamoBambole critica la logica maschilista del possesso. Lea Melandri sottolinea che come ogni volta per ogni caso di stupro si dimentica di interpellare la diretta interessata. Gintonic76 invece è d'accordo con il farsi giustizia da sè.
La percezione dello stupro come reato è talmente misera che dal Giappone arriva nientepopodimeno che un videogioco che si chiama RapeLay, in cui chiuque può provare per un giorno ad essere uno stupratore.
Se lo stupratore è straniero diventa mostro. Gli stupratori nostrani vengono invitati da Vespa a spacciare come "rapporto consensuale" qualcosa che ha richiesto 20 punti interni (lacerazioni vaginali) alla ragazza. O, se sono padri-mostri, vengono sostenuti dai figli che sono a loro volta accusati di stupro.
Lo stupro è percepito come reato se lo fa lo straniero. L'italiano non stupra ma "si prende ciò che è suo". Era così ai tempi di Processo per stupro e così anche oggi. Anche perché lo stupratore, nel 90% dei casi italiano, spessissimo è il fidanzato padre o marito. E si sente proprietario della persona che brutalizza.
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alle 09:48
Arianna, Blogosfere staff
Tina Lagostena Bassi (che appare nel film che citi) è sempre stata una donna "con le palle"...non per nulla è stata lei a difendere le vittime del mostro del Circeo (ragazzi di "buona famiglia"). Uno dei mostri, Angelo Izzo, era talmente una brava persona che dopo essere uscito dal carcere ha ucciso ancora