Incendi in Australia, cresce il numero delle vittime: è caccia ai piromani

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Brucia l'Australia. Il paese è sotto choc. Prima la siccità e le temperature sopra i 40 gradi, hanno creato la situazione ideale. Poi la mano umana, quella dei piromani, ha concluso l'opera, appiccando decine e decine di focolai.

Il bilancio attualmente è molto preoccupante: oltre 170 i morti, 30 mila gli ettari di territorio distrutti, intere cittadine rase al suolo. E nei prossimi giorni è destinato a salire, spiega la polizia australiana.

Sia perchè all'appello mancano un grande numero di persone, sia perchè in serata è previsto un forte vento che non farà altro che alimentare le fiamme dei 30 incendi ancora in corso.

E' caccia quindi ai piromani. La polizia federale ha annunciato che contribuirà alle indagini e che molte delle aree devastate sono trattate come scene di reato, per la possibilità di incendio doloso. Il premier Kevin Rudd ha definito il loro crimine "omicidio di massa", garantendo, spiega Ansa, che ogni sforzo sarà fatto per portarli di fronte alla giustizia. Già ieri un uomo di 31 anni e un ragazzo di 15 sono stati arrestati per questo reato. 

L'emergenza è senza precedenti. Almeno 750 case sono state rase al suolo, e quasi 3.800 persone si sono registrate con la Croce Rossa dopo aver lasciato le loro proprietà.

E proprio al fondo ufficiale di soccorso della Croce Rossa migliaia di australiani hanno prontamente donato milioni di dollari.

Nel frattempo avanza la distruzione, sotto un torrido caldo estivo.

Foto di fotograf1v2

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