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Oggi parliamo nuovamente di Eluana Englaro. Lo facciamo commentando la scelta di ItaliaOggi in merito a un articolo di Selvaggia Lucarelli. La blogger e opinionista televisiva tiene settimanalmente una rubrica intitolata "Corsara". Questa volta il pezzo riguardava la morte di Eluana che ha diviso l'opinione pubblica e la politica italiana. Data la delicatezza dell'argomento il direttore Franco Bechis ha deciso di chiedere consiglio agli iscritti al gruppo di Facebook "Io leggo ItaliaOggi". Alla fine l'articolo è stato pubblicato solo in parte sull'edizione cartacea, in versione integrale sul sito online.
Ma Selvaggia Lucarelli come l'ha presa?
"Non c'è nessun problema - ha detto a Blogosfere - Era un argomento davvero delicato".
Da blogger come commenti l'accaduto?
"Ho sollevato un polverone. E' successo per caso, infatti anche questa volta non c'era nessuna strategia nascosta. Ho sentito il desiderio di scrivere un pezzo su Eluana e così ho fatto".
Da opinionista televisiva cosa aggiungi?
"Dico che volevo far sorridere, ma molti mi hanno detto di avere pianto. Volevo strappare un sorriso amaro, invece la gente che l'ha letto si è commossa".
Ma come hai preso i tagli su ItaliaOggi?
"Non sono arrabbiata. Il mio era un articolo delicato e Bechis si è comportato in modo impeccabile. Non voglio elogiarlo in modo gratuito, ma Bechis è davvero un direttore moderno. Ha chiesto su Facebook a molti lettori cosa ne pensavano e poi ha deciso di pubblicarlo solo in parte sul cartaceo. E' andato in versione integrale sul sito online. In pochi avrebbero fatto una cosa del genere. Molti avrebbero risolto ogni problema cestinandolo. Bechis ha affrontato la situazione senza remore. Non era facile, perché bisogna tenere conto che l'articolo è stato pubblicato il giorno del funerale di Eluana".
Bechis ha chiesto il parere agli utenti su Facebook. Un bel modo di interagire con i lettori...
"Come ho detto è un direttore moderno. Non usa Facebook perché deve, ma perché ci crede. Altri non sanno neanche cosa sia internet, figuriamoci un social network".
Allora il web è davvero utile?
"Dipende dall'uso che se ne fa. Internet è libertà, ma bisogna evitare di abusarne. Molti fanno informazione, altri imparano e accrescono la propria cultura, ma c'è anche qualcuno che si comporta male. Ci sono persone invadenti e irrispettose che si nascondono dietro l'anonimato. E' un mezzo dalle grandissime potenzialità, ma che va utilizzato nel modo giusto. Come ha fatto Bechis". E come fanno molti blogger ogni giorno.
Io avrei pubblicato integralmente; l'articolo non ha offeso la mia sensibilità quanto le parole di certi pasticcioni che, microfonati a puntino, si sono mostrati per quel che sono.
Suggerisco di léggere la poesia che Guido Ceronetti ha dedicato a Eluana; la trovate in Blogosfere, pubblicata su Nuvole parlanti.
Roberto Gualducci. Genova.
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alle 14:53
michelangelo
Alla poetica di Guido di Ceronetti contrapponco quest'altra da una dimensione che trascende la logica del senso comune.
Il mio testamento:
A coloro che mi mancano, ai fuggitori del male come del bene, a chi nutre o paventa peccati e vizi, ai venditori e ai compratori di fumo, a chi resta per ritrovarsi a chi va per la stessa ragione, ai trascinatori e ai trascinati, a chi vive nel delirio di giorni disuguali e a chi si spegne nell'interminabile piattezza di un solo giorno, a chi ostenta e baratta il frontespizio del santo, del sognatore, del tutto-lavoro-e-famiglia, ad ogni famiglia sana o malata, pura o corrotta, ai bevitori di veleni e di bugie, ai martiri di ogni idea, ai fautori di stragi e genocidi di ieri, di oggi e di domani, a tutti i miei fratelli, ai miei genitori: il cielo è di nebbia, leoni ruggiscono lontano ed e quasi notte. Non vedo ma posso ascoltare tutto il fragore degli elementi scatenati dentro di me. C'è che dopo tutto sono viva, ancora. Ed ho un sogno, oggi, negli occhi, per tutti, repente, in questa ORA dilatata e non consumabile, dove ogni vicenda non presenta stati mobili ne precedenti ne successivi. Non evoluzioni ne medicine. Non vi fluisce alcunché, ne rischi ne speranze. E qui è l'Immobilità Catartica , per una statua di sale in formazione: l’Unico possibile Atto che si costituisce e non è vicenda, che dal Nulla viene e in esso si compie, creandosi in virtù di quel che non mi è dato sapere per ora. E qui io sono la fucina e non è possibile ripararne il condotto, abilitarne la soffiera..... Da qui io vedo. Nudi, i piedi nel fango e i capelli al cielo. Occhi, per scrutare l'Insondabile, cercano lo spiraglio. Braccia, per smuovere l'inamovibile, brancolano nella nebbia.Sospesa nel vuoto, indifesa, persa nell’oscuro labirinto della sorte, là dove sono i confini della vita terrena, e dove l’oscuro mistero trasmuta i mali della carne in gioie supreme, ed esse gioie sciolgono la mente in Spirito che involar si deve quando il tempo è reso, non figlia ma Sorella, nella Luce”.
Rammentate : “QUANDO IL TEMPO E’ RESO” Solo questo vi chiesi.