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Da "Non so perché, non so come è successo" siamo arrivati a "l'abbiamo fatto per dispetto", di bene in meglio. Arrivano a spizzichi e bocconi le confessioni dei due romeni autori dello stupro della ragazzina al parco della Caffarella.
In più alle spalle di Alexandru Isztoika Loyos/Loais o come si faceva chiamare ci sono ben due arresti per rapina con lesioni e furto aggravato, più una denuncia per ricettazione collezionati nel giro di sole due settimane due anni fa. C'era stata una condanna a cinque mesi di carcere l'anno scorso con decreto di espulsione. In totale è stato fermato nove volte(foto Corriere).
Ma era ancora qui, libero. Potremmo stare ore a discuterne. Non tanto perchè era straniero, ma perchè in Italia non riescono a tenere i criminali in galera. L'ultimo furto quello del 14 febbraio, ai danni di due ragazzi che volevano solo fare una passeggiata.
E giusto per spassarsela un po' la decisione lucida e razionale (non prendiamoci in giro con le favolette dei raptus) della violenza sessuale.
I giudici avevano motivato così il suo rilascio come riporta Repubblica
non appaiono sufficienti a integrare l'ipotesi della minaccia concreta, effettiva e grave ai diritti fondamentali della persona ovvero dell'incolumità pubblica, e tale da determinare l'ulteriore permanenza sul territorio incompatibile con la civile e sicura convivenza
Sempre Repubblica segnala che
Una volta a Bologna, assistito dall'avvocato Immacolata Troiano, il romeno convince il giudice Mariangela Gentile ad annullare il decreto di allontanamento con tre paginette di motivazione. Gli argomenti - si legge nel provvedimento - sono tre. Il primo: "Prima che il decreto prefettizio venisse emesso, il cittadino straniero non era mai stato destinatario di provvedimenti di allontanamento". Il secondo: "I fatti non circostanziati, ma solo genericamente indicati nel decreto prefettizio, non appaiono sufficienti ad integrare l'ipotesi della minaccia concreta, effettiva e grave ai diritti fondamentali della persona o dell'incolumità pubblica". Il terzo: "La precisazione relativa alla sentenza emessa dal tribunale di Roma l'8 febbraio 2008 non fornisce al giudicante l'indicazione di fatti circostanziati idonei a giustificare l'allontanamento"
Alla faccia!
L'altro complice Karol Racz forse è addirittura anche implicato nello stupro di Primavalle, visto che aveva la stessa menomazione testimoniata dalle donne violentate.
è una vergogna. non me ne frega niente che a quei magistrati 2 sentenze non bastavano. che vadano a dirlo a quella povera ragazzina. e che gli serva di lezione per capire che se uno è un delinquente la devono piantare di dargli attenuanti. quelli non hanno niente da perdere e continuano a delinquere. quindi o in prigione o espulsione con la certezza che paghino x ciò che hanno fatto
e ora di finirla con questa gentaccia anzi è anche tardi,chi dice di perdonare o di non generalizzare è perchè non è stato toccato direttamente e quindi non capisce,io spero che in prigione non li mettano in isolamento ma insieme agli altri detenuti
il giudice che ha scarcerato il Romeno si chiama Mariangela Gentile ed ha dichiarato: "Ho una paura terribile. Ma per il nostro tribunale due sentenze non bastano per dichiarare la pericolosità sociale di un uomo. Né tantomeno delle denunce. Noi siamo magistrati cauti. Certo, con il senno di poi mi dispiace"
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alle 12:41
giovannitalleri
mi ripeto: PENA DI MORTE Per tutto ciò che porta distruzione e morte la risposta può essere una sola. Premesso che la polizia, ed ora anche le ronde di volontari, non servono, infatti possono solo acchiappare i delinquenti mettendo a rischio la propria vita, e poi assistere al loro rilascio da parte dei giudici, i quali devono applicare le relative leggi che sono tantissime e troppo permissive verso chi aggredisce, ruba, violenta, stupra, troppo tutto. Mentre, al contrario, per la brava persona che si difende e reagisce, la legge è semplice e severissima, a cominciare con l'obbligare l'aggredito a misurare la forza dell'aggressore e il tipo d'arma che usa, ed avere la certezza che veramente voglia usarla, in modo da poter regolare la propria reazione che deve mantenersi nei limiti dell'azione dell'aggressore, essere cioè proporzionata. Se non sono disposizioni da deficienti, lo sono da folli. E chi ci rimette è soltanto la brava gente. E i delinquenti si sentono incoraggiati, e le vittime si sentono intimorite. Dal male al peggio.Una sola dunque la risposta adeguata: ripristino della pena di morte e condanne ai lavori forzati. Girarci intorno è da deboli, da ipocriti.
www.giovannitalleri.it