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UPDATE! 7 aprile 2009
Tutti gli aggiornamenti continuano qui
UPDATE! h. 22.21
Il premier Silvio Berlusconi è intervenuto telefonicamente a "Matrix" e "Porta a Porta". "Per la ricostruzione delle zone distrutte dal sisma che ha colpito l’Abruzzo sono immediatamente disponibili 30 milioni di euro. Serviranno ingenti somme. Arriveranno qualche centinaia di milioni". Per ora non servono gli aiuti offerti da 35 Paesi stranieri: "Nell’immediato intaseremmo la situazione, non desideriamo questi aiuti internazionali. Tutto quello che è umananamente possibile fare lo stiamo facendo. Stiamo facendo tutto il possibile per recuperare le persone ancora sotto le macerie - ha aggiunto - Seguiamo col cuore in gola alcune situazioni particolari. E si sta facendo tutto a mano e non con mezzi meccanici, per evitare crolli". Poi una richiesta al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, a mobilitare per domattina altri 1.200 vigili del fuoco: "Quelli in azione ora lavoreranno fino a domattina e saranno stanchissimi, in Italia abbiamo 28mila vigili del fuoco, per domattina ne servono 1.200 e io credo che se ne potrebbero mobilitare 12mila per i turni". "Va assolutamente bene, noi siamo operativi dalle 3.40 di questa mattina" ha replicato Maroni.
UPDATE! h. 22.13
Paesi distrutti, edifici crollati, oltre 150 morti, 1.500 feriti, 250 dispersi.
In 100mila sono senza casa. Per gli sfollati sono stati allestiti diversi centri di raccolta e sono stati creati 25 mila posti tra alberghi, attendamenti e ripari di fortuna realizzati grazie alle carrozze con cuccette messe a disposizione da Trenitalia.
UPDATE! h. 18.47
I sei ragazzi sono stati estratti vivi dalle macerie.
UPDATE! h. 18.30
Come riporta Dagospia i morti secondo i soccorritori potrebbero superare i 100 e per Maroni si potrebbe arrivare a 150. Al momento è in atto una violenta grandinata sulla zona.
UPDATE! h. 18.04
Sono stati individuati sei ragazzi vivi sotto le macerie della Casa dello Studente, hanno resistito 15 ore.
UPDATE! h. 17.09
Aperta l'autostrada A25 per le auto. Su Facebook sono stati aperti 500 gruppi di solidarietà. Altri link utili per gli aiuti qui.
UPDATE! h. 16.30
Almeno 100 sono le vittime, non si sa il numero esatto dei dispersi. Catepol ha pubblicato un post con tutti i link per gli aiuti. Registrati alcuni episodi di sciacallaggio.
UPDATE! h. 14.30
92 morti accertati. Milano 2.0 e Torino 2.0 segnalano che le regioni Lombardia e Piemonte sono pronte a mandare gli aiuti; Mysterium, Teledicoio, Ecoalfabeta, Petrolio e Format rilanciano sulla questione delle previsioni di Giuliani; Rush Hour, Reporters, La pulcediVoltaire, Usatv e Olimpiadi manifestano il loro cordoglio. Rugby 1823 racconta del salvataggio delle anziane fatte da alcuni giocatori della squadra L'Aquila Rugby mentre Scheggedivetro continua gli aggiornamenti.
Sempre Rugby 1823 segnala tra le vittime un giocatore di rugby, Lorenzo Sebastiani.
UPDATE! h. 14.00
Aggiornamento sul numero di morti: 70
UPDATE! h. 12.30
I morti sono 50
UPDATE! h. 11.30
Il bilancio sale a 40 morti
L'Abruzzo è in ginocchio dalle 3.30 di questa mattina, quando una forte scossa di terremoto, di magnitudo 6,3 Richter, ha colpito la zona intorno a L'Aquila. La notizia è comparsa immediatamente anche su Twitter (molti gli stranieri con amici e parenti italiani o in Italia che hanno espresso la loro preoccupazione) come riporta anche Mantellini. Alcune testimonianze si possono trovare su OkNotizie (principalmente dal Lazio).
L'epicentro è a 95 chilometri da Roma (la scossa è stata avvertita anche nella capitale e nelle Marche, nella provincia di Ascoli Piceno) e ci sono decine di morti nei paesi. Persino edifici solidi e in cemento armato sono stati lesionati. Danni anche alla Casa dello Studente in via XX Settembre, all'edificio della Prefettura e all'hotel Duca degli Abruzzi. Le scosse di assestamento continuano da ore. Testimonianze anche da ScheggediVetro.
Il capo del Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso ha parlato di "peggiore tragedia dall'inzio del millennio" (pari a quella dell'Umbria e dell'Irpinia), 27 ad ora (9.10) i morti. Ma il bilancio è destinato a salire di ora in ora perchè si sta ancora scavando, anche con le mani. E' stato dichiarato lo stato d'emergenza. Format segnala che i video dei cittadini colpiti vengono trasmessi da Youreporter.
Una delle situazioni più drammatiche, secondo Adnkronos, sarebbe da segnalare a Onna, dove il 50% delle case è crollato, Roio Poggio e a Paganica. Gli sfollati a l'Aquila e nei paesi vicini per i danni provocati dal terremoto potrebbero arrivare a 45-50mila, gli edifici inagibili potrebbero essere tra i 10 e i 15mila. Si sta allestendo una tendopoli e si stranno trasferendo gli sfollati allo stadio de L'Aquila, visto che è più sicuro. Il blogger di Pollicino ha raccontato la sua testimonianza dato che abita nelle Marche.
La Protezione civile invita a non mettersi in viaggio nella zona colpita dal terremoto per non intralciare i soccorsi, anche se al momento non vengono segnalati problemi particolari a ferrovie e autostrade.
Come segnalano da Autostrade per facilitare le operazioni di soccorso sono chiusi:
- sulla A24 Roma-Teramo il tratto tra Tornimparte e Assergi in entrambe le direzioni
- sulla A25 Torano-Pescara il tratto tra Pratola Peligna-Sulmona e Bussi Popoli verso Pescara
Per i mezzi pesanti, la A24 e la A25 sono chiuse completamente in entrambe le direzioni. Sono in corso controlli alle strutture nei tratti interessati dal sisma.
La situazione all'ospedale dell'Aquila diventa sempre più drammatica perchè è stato parzialmente evacuato. C'è necessità di sangue e di medici, chiunque sia in quelle zone è invitato a dare una mano.
Cominciano però a esserci polemiche (nonostante il dirigente della Protezione Civile Agostino Miozzo abbia detto che "Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, non era possibile prevedere la scossa che ha colpito oggi l'Italia centrale").
Nelle scorse settimane l'Abruzzo è stato colpito da uno sciame sismico con decine di piccole scosse e qualcuno aveva ipotizzato la possibilità di un evento più consistente. Sembra infatti che negli ultimi giorni di marzo Giampaolo Giuliani, tecnico e ricercatore presso il laboratorio nazionale di fisica del Gran Sasso aveva sostenuto che lo sciame sismico in corso poteva essere il preannuncio di un evento più forte. E' stato denunciato per "procurato allarme". Qui sotto una sua intervista recentissima trovata su Youtube.
Io nn sono dell'Abruzzo , mi chiamo Emanuele Mancuso di Palermo e mi dispiace molto per tutte quelle persone che non ne sono uscite vive da quel disastro naturale.
Le mie sincere condoglianze a tutte le famiglie che anno perso delle persone alloro care.....
mi dispiace tanto x voi vorrei aiutarvi
Ecco qualche indicazione per gli aiuti (come riporta il sito dell'Avis per il sangue sono a posto)
http://magazine.excite.it/news/17680/Le-associazioni-per-aiutare-i-terremotati
BANCO ALIMENTARE
siamo davvero addolorati per tutto quello che è successo è davvero un incubo anche se stiamo un po lontani ma vorremmo fare qualcosa per aiutarvi siamo a completa disposizione per contattarci chiamateci 335/7150221
Ragazzi! Come posso andare in zona per dare il mio aiuto,mi sento di andare li,se qualcuno sappia dove posso presentarmi come volontaria,scrivetemi pùre, sono libera x 15 giorni e potrej fare qualcosa x i vittimi, magari la mia sangue può salvare ancora la vita....Vi prego aiutatemi partire!!!
ero nel mio letto a portorecanati, all'improviso al terzo pianao 3,30 (-+) non finiva più questo ''''incubo, tutto si dondolava avanti mie'!!!!! occhi, :...allora ancho io gondolai con il terremoto, ma, un drama che non finiva più,. Abruzzo sono insieme a vostro dolore.
Dedicato alla popolazione colpita dal terremoto in Abruzzo
Il terremoto è un’esperienza traumatica, questa osservazione è ovvia certamente. Ma il terrore che genera l’evento, la paura, la disperazione in chi lo subisce non sono per niente ovvie. Si viene assaliti letteralmente, all’improvviso, con inganno, da una terra ferma e solida fino a quel momento, ma che a un certo punto perde la sua stabilità e comincia a tremare. Ti assale con un rombo spaventoso, una forza brutale, un mostro che squarcia le rocce, e si espande, si ingigantisce. Un mostro invisibile, che avvolge le case, le scuote. Immobilizza le gambe di quanti cercano la fuga, qualcuno soccombe sotto le pietre che rotolano, rimbalzano, s’ammucchiano, sotterrando la vita. Grida di bambini che piangono, madri che li avvolgono tra le braccia, che s’incurvano sui loro corpicini spaventati, per fare scudo con i loro corpi, per coprire i loro occhietti umidi di lacrime, che non meritano la vista di un male così forte che li attacca e li minaccia. Minuti di panico, dove le sensazioni sono smarrimento e speranza che tutto abbia fine.
Nel terremoto che ha colpito L’irpinia nel 1980, io ero a casa, un paesino esteso sulla cima di un colle. Era una sera calda di novembre. Era domenica, un giorno di festa. L’aria era stata appena oscurata da una tenebra ancora fievole. Era chiara la sera, stranamente. Noi ragazzi sedevamo sulle panchine, in piazza. Si rideva, vestiti con gli abiti della festa. Qualcuno dava i segni di voler fare rientro a casa per la cena. Il juke box cantava, oltre le vetrine del bar sul lato della piazza. Tutto era sereno. Poi dal bar giunsero grida e strepiti del proprietario, che gridò: “Il terremoto! Il terremoto, Madonna mia!” . Le poche bottiglie di liquori cozzarono sui ripiani, con un rumore cristallino insistente. “Il terremoto”. La terrà si rivoltò, tutto cominciò a perdere stabilità. “Oh, oh!” gridarono i primi che avevano tentato la fuga, traballando sul terreno scosso dal mostro, sorpresi dall’impossibilità di muovere un passo. Altre grida si udirono in lontananza, e pianti di gente che chiamava qualcuno, i parenti, gli amici. Qualcun altro volgeva il pensiero ai genitori anziani, che erano a casa, urlando subito dopo. “Mio padre, mia madre!”. Le case piegavano i tetti in un balletto macabro. Quaranta secondi di inferno, interminabili. Il rombo cupo e mortale cessò. Un gelo di attese e silenzio scese sulla terra, sui volti annebbiati dallo spavento, gli occhi tremuli di incredulità a guardare in alto le case che avevano recuperato l’altezza e l’immobilità, malconce però, squarciate nelle pareti, che mostravano i letti fuori dai balconi sventrati; a guardare in basso, la terra ferita da solchi e pieghe che l’avevano deformata, un’onda terribile del passaggio del mostro. Pochi attimi dopo tutti di corsa verso le proprie case, scavalcando cumuli di detriti, che avevano lasciato le viuzze strette comunque libere, segno che c’era ancora speranza di poter abbracciare i genitori, che fossero ancora vivi. Per le strade si incontrarono i parenti più giovani, i fratelli e i figli. I genitori erano vivi, nonostante lo spavento. Un trambusto di voci e di trattori gommati si confuse dopo gli abbracci di quanti si ritrovarono. “Al campo sportivo! Andiamo al campo sportivo” urlavano i reduci che si arrampicavano sulle sponde dei carrelli trainati dai trattori. Un corteo inconsueto, una processione inedita di mezzi e di uomini si avviò per raggiungere il largo del campo sportivo. I vecchi si coricarono per terra, sotto le coperte che i figli avevano raccolto dalle case. I giovani si misero alla ricerca di amici e parenti che non avevano ancora visto. Si incontrarono, c’erano tutti. “Menomale”.
Attaccato alla batteria di un trattore certi avevano collegato un piccolo televisore in bianco e nero, che uno di loro aveva portato dalla masseria. Arrivarono le prime notizie dai telegiornali: “Calitri, Lioni, Sant’angelo dei Lombardi, Conza, Teora, Torella dei Lombardi rasi al suolo. Si calcolano decine di migliaia di morti.” Sospirarono i vecchi nascosti sotto le coperte, tremando, piangendo quei morti. Magari erano amici, parenti che si erano sposati in quei paesi, fratelli e sorelle che non avrebbero rivisto più. Sospirarono i giovani, impensieriti, piangendo insieme ai vecchi.
Oggi, 7 aprile, mi ha chiamato al telefono mio padre, con la voce rotta dal pianto, sforzandosi di trattenersi, per non apparire troppo sentimentale. Ma non era sentimentalismo il suo, era dispiacere: “Hai sentito, c’è stato il terremoto in Abruzzo? Che dispiacere per quella gente! Quelle immagini fanno piangere!”
Ho sospirato, incoraggiando quel pianto. Ho mormorato: “Ho sentito. Certo che fanno piangere quelle immagini”
Si è liberato, singhiozzando: “ Povera gente! Dio mio! Povera gente! Chi meglio di chi l’ha vissuta può capire una sciagura come quella?!” poi ha recuperato un po’ il respiro, come per voler ritrovare un decoro: “Mah, va bene, volevo solo sapere se avevi visto anche tu quelle immagini!”
“Certo che le ho viste, papà, certo… Le ho viste…”
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alle 14:07
ALESSANDRA
GRAZIE DI CUORE A TUTTI PER I MERAVIGLIOSI PENSIERI!LA COSA PIù STRANA PURTROPPO PERò è CHE CONTRO LA PAURA NON SI VINCE MAI!SPERO DI DIMENTICARE UN GIORNO E DI TORNARE SERENA!!!!!