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Immigrazione, Malta respinge una nave militare con 69 persone a bordo

Francesca Airaghi avatar Lunedì 11 Maggio 2009, 11:30 in Cronaca italiana di Francesca Airaghi
migranti1.jpgFuggono dalla loro terra a causa della fame e dalla povertà, alla ricerca di una vita migliore. Della felicità. Ma spesso, sulla loro strada, non trovano che ulteriori sofferenze. Sono i migranti, e arrivano dal mare. Le loro storie? Tutte simili, tutte drammatiche.

Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nei loro confronti, ha deciso di adottare la linea dura, quella dei respingimenti. Non senza polemiche.

Ma veniamo alla cronaca odierna . Il governo maltese, come si apprende dall'agenzia Ansa non ha autorizzato l'ingresso nel porto della Valletta della nave Spica della Marina Militare Italiana, con a bordo 69 migranti, tra i quali 16 donne, recuperati domenica nel canale di Sicilia (in acque di competenza malteseper quanto riguarda le operazioni Sar di ricerca e soccorso). Il pattugliatore stava facendo rientro da Tripoli, dove aveva trasferito domenica mattina altri 162 extracomunitari respinti in Libia dalle autorità italiane.

Ora la nave "Spica" sta facendo rotta verso Porto Empedocle. La decisione è stata presa dalle autorità italiane, d'intesa con quelle maltesi che hanno coordinato le operazioni. Infatti, dopo gli scontri diplomatici tra Italia e Malta legati alla vicenda della Pinar (di seguito vi invitiamo a vedere l'incursione fatta dalla Iene), il mercantile turco rimasto fermo per quattro giorni con 144 migranti a bordo in attesa di un accordo sulla loro destinazione finale, La Valletta aveva detto di condividere pienamente la linea dei respingimenti adottato dal governo italiano.

Di seguito i video delle Iene:

 
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11 Mag 2009
alle 15:33

Geri Steve

I barconi carichi di persone che tentano di migrare in Europa evidenziano tristemente le enormi differenze che ci sono fra diverse parti del mondo, differenze che secondo me non si possono risolvere aprendo le porte a tutti i migranti, differenze di cui non penso debba sentirsi colpevole chi sta meglio.
Sono convinto che vadano rispettate le regole, ma se queste sono inappropriate, è il caso di pensare come cambiarle: secondo me il concetto di diritto di asilo è da rivedere. E’ giustamente nato come diritto individuale del singolo perseguitato politico, ma non si può applicarlo a popolazioni oppresse.
Se, dopo l’eccidio di piazza Tien Ammen, qualche milione o qualche centinaio di milioni di cinesi avessero chiesto asilo politico in Italia, avremmo dovuto darglielo?
Secondo me, proprio il non porsi razionalmente queste domande apre inevitabilmente la strada alla xenofobia e all’imbarbarimento della nostra società e purtroppo, nell’ambito della sinistra italiana, non vedo gran dibattito su questi temi.

Geri Steve

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