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Cerchiamo di capire un po' di più di questo scandalo derivati. Leggiamo su Repubblica che le quattro banche coinvolte nella faccenda (Jp Morgan, Deutsche Bank, Ubs e Depfa Bank) avrebbero approfittato dell'incompetenza di alcuni funzionari per spillare commissioni occulte alle casse di Palazzo Marino.
Questi funzionari collaboravano con il direttore generale pro tempore del Comune, Giorgio Porta e con Mauro Mauri, consulente esterno.
Il giudice Giuseppe Vanore motiva il sequestro dei 479 milioni di euro
"Gli artifici e i raggiri sono ravvisabili in ragione della qualifica di arranger assunta dalle banche coinvolte nell'operazione"
Le banche avevano il compito di realizzare il rifinanziamento del debito secondo la normativa vigente (che concede agli enti di chiudere i vecchi prestiti e di aprirne di nuovi, purché i nuovi siano più vantaggiosi dei vecchi).
Il giudice spiega che
"Le banche, tuttavia, hanno formulato la loro proposta di rinegoziazione del debito senza prendere in considerazione il contratto derivato stipulato con Unicredit in data 2 marzo 2002"
Questo artificio sarebbe stato commesso in danno del Comune con la complicità del funzionario Giorgio Porta come spiega sempre Repubblica.
"Quel derivato doveva essere chiuso contestualmente alla nuova emissione, peccato però che conteggiare quel costo, circa 100 milioni di euro, avrebbe reso l’operazione sconveniente e più gravosa della precedente. Eppure, dalla documentazione sequestrata dal Nucleo tributario della guardia di finanza, emerge che la banche sapevano dell’esistenza di quel derivato fin dal gennaio 2005, ben quattro mesi prima"
Repubblica prosegue
"In una presentazione spedita da Jp Morgan al Comune, la banca d'affari prende atto della necessità di 'gestire' il derivato con Unicredit insieme alla nuova emissione obbligazionaria e dichiara che l'operazione suggerita 'incorpora il valore di unwind (pulizia) della struttura attualmente in essere (100 milioni di euro)' "
Angela Casiraghi, il direttore centrale del settore Ragioneria del Comune dichiara a verbale il 19 gennaio 2009 che non si voleva far conoscere l'esistenza e il costo del derivato. Il regista dell'operazione sarebbe stato proprio Porta, e ne era a conoscenza anche Mauri. Conclude Repubblica che il direttore della Ragioneria Elfo Butti firmò i contratti, non sapendo una parola d'inglese e non sapendo nulla di derivati.
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