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Carla Bruni contro la lapidazione di Sakineh: ma Sarkozy non è il principe dei diritti civili

Eleonora Bianchini avatar Martedì 24 Agosto 2010, 15:23 in Cronaca estera di Eleonora Bianchini
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Ormai la première dame di Francia, Carla Bruni, è ambasciatrice ufficiale presso il marito delle imprese umanitarie e delle missioni, specie nei paesi del Terzo Mondo o in via di sviluppo, che le stanno a cuore. Forte del suo carisma agli occhi del consorte Nicholas Sarkozy - che ricordiamo di recente in preda a un raptus di gelosia causa film di Woody Allen - e della sua popolarità, ha firmato l'appello contro la lapidazione di Sakineh, la donna irachena in carcere con l'accusa di adulterio e di concorso nell'omicidio del marito.

Anche noi possiamo firmarlo, scrive Andrea Garbin su Pollicino, ma Carla Bruni ha assicurato che il marito e la Francia non l'abbandoneranno.

Nobile frase, peccato che di questi tempi la Francia  e tantomeno Sarkozy siano i paladini dei diritti civili.

Continua a leggere su Pollicino.  

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26 Ago 2010
alle 14:18

Giulia

A parte il fatto che non capisco come mai ogni starnuto di Carla Bruni venga ripreso e commentato in abbondanza dalla cronaca italiana (mentre in Francia la prémiere dame non è evidentemente oggetto di gossip quotidiano)...

Che Sarkozy non fosse il principe dei diritti umani ed il paladino degli indifesi si era già capito con la sua - posso dirlo? - vergognosa politica nei confronti dei Rom...

Comunque, ben venga ogni sforzo volto a salvare una donna innocente. Sperando che serva a qualcosa, al di là delle belle parole e delle facili passerelle.

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