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La vittima aveva 20 anni e stava lavorando all'allestimento del palco per il concerto di Jovanotti a Trieste.
Crolla l'impalcatura del Palazzetto dove si sarebbe dovuto svolgere l'esibizione di Jovanotti, a Trieste, e muore uno studente-operaio di 20 anni, Francesco Pinna. Uno studente-operaio da 5 euro l'ora. Sono i suoi colleghi a raccontare della paga del loro amico: "Sai quanto guadagna un ragazzo come lui? Guadagna cinque euro l'ora. Non si diventa ricchi; si può morire per questo? Per cinque euro l'ora? È una follia".
Francesco lavorava per una cooperativa che aveva subappaltato i lavori per l'allestimento del concerto. Il manager di Jovanotti, Maurizio Salvadori, non si capacita di ciò che è successo: "I motivi del cedimento della struttura sono al momento sconosciuti e incomprensibili dato che il piano di lavoro era stato redatto, come sempre, da un ingegnere abilitato. I prossimi concerti sono al momento sospesi e verrà data comunicazione entro domani sera delle decisioni prese riguardo agli stessi".
Il sindacato Sic-Cgil ha così commentato l'accaduto: "A noi rimane la sensazione che, in questo settore, troppo spesso i lavoratori vengano chiamati con una sostanziale leggerezza e disattenzione per l'applicazione delle norme sulla sicurezza (per non parlare delle tutele sindacali e contrattuali) e gli incidenti sono scongiurati solo dalla professionalità dei tecnici e dalle maestranze di scena coinvolti". E ancora: "Cosa che chiaramente può venire meno quando vengono chiamati ragazzi inesperti sottopagati e sfruttati". "Speriamo che gli inquirenti accertino in tempi brevi le eventuali responsabilità delle società coinvolte nell'allestimento del tour, ma è ora di far luce su un settore troppo spesso senza regole".
Per il resto, i giornalisti che sono a Treste parlano di molta omertà. Nessuno vuole parlare: "Non possiamo dire nulla, rischiamo di perdere il lavoro". Da parte dell'organizzazione c'è invece una decisa smentita: "Le compagnie o cooperative di servizi a seconda della regione pagano dai 13 ai 16 euro l'ora. Assomusica precisa che la notizia che il costo del lavoro di facchinaggio è di 5 euro non è esatta. I nostri associati - come in questo caso il promoter di Trieste che ha un'esperienza più che trentennale - si rivolgono a compagnie o cooperative di servizi alle quali a seconda della regione pagano dai 13 ai 16 euro l'ora per il personale impiegato. Nel caso specifico di Trieste il costo di un operatore è pari alla cifra di 13,50 euro l'ora. La professionalità dei nostri associati è certificata dalle migliaia di spettacoli che si svolgono nel nostro territorio ogni anno. Qualsiasi speculazione sull'accaduto è fuori luogo".
E oggi Fiorello ha deciso di dedicare la sua rassegna stampa su Twitter proprio al ragazzo morto, ma non solo a lui: "Dedichiamo questa rassegna a Francesco Pinna, a lui e a tutti gli altri lavoratori che muoiono nel silenzio", sono le parole che accompagnavo le immagini. Qualcun altro continua: "Ce ne sono tanti altri che muoiono in queste disgrazie che non dovrebbero succedere. E poi di queste disgrazie, di queste morti bianche se ne parla poco". Francesco lavorava a progetto, con contratti a brevissimo termine. E alternava il lavoro allo studio.
...in questo articolo spicca una parola: OMERTA' ... si sta facendo quadrato perchè l'icona del buonismo progressista e terzomondaio non sia neanche sfiorata dal mare di fango e liquami che ricoprirebbe qualsiasi altro imprenditore si trovasse in questa situazione... rmane la vittima, sola, povero ragazzo, vent'anni, morto schiacciato come un insetto per permettere al bel mondo radical-chic e cooperativistico di continuare a autoincensarsi!.. una tristezza infinita, non ci sono parole sufficienti per esprimere un cordoglio così grande...
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alle 00:19
lisu
Io abito vicino a Trieste e quindi conosco bene gli stipendi che si pagano in zona. E confermo che in effetti gli operai vengono pagati sui 13-15 euro all'ora.
Si, ma LORDI. Il ragazzo non lavorava per 5 euro all'ora, ma per non più di 7 di sicuro. Perchè oltre alla tassazione incredibile che c'è nel nostro paese, le cooperative si prendono sempre un tot per la gestione della stessa, tot che a volte è un vero e proprio furto legalizzato. Tuttavia anche nel nordest purtroppo non ci sono molte alternative per lavorare. Anzi, da ringraziare che essendo in regola la famiglia dovrebbe accedere a qualche fondo e all'assicurazione (che non ti restituirà mai il tuo caro, ma dovrebbe evitare certi "danni collaterali" alla famiglia del povero ragazzo).