Innocence of Muslims: i misteri sul film che ha scatenato la guerra di Bengasi

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Su Youtube inserito un filmato di 14 minuti in lingua araba. Tutte le curiosità sul film che ha scatenato una guerra di religione.

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Il mondo musulmano contro gli Stati Uniti per il film “Innocence of Muslims”, la pellicola che in realtà non esiste e che rischia di scatenare una guerra. Dopo l’uccisione dell’ambasciatore americano in Libia, Chris Stevens, e l’invio di due navi da guerra da parte di Barack Obama, sono infatti proseguite le proteste contro il nemico occidentale: dall’Egitto allo Yemen è tutto un corteo con cori ostili contro l’America.

In Egitto, pietre contro il cordone di polizia che difendeva l’ambasciata Usa al Cairo. A Sanaa i manifestanti sono riusciti a entrare nell’ambasciata appiccandoil fuoco ad alcune auto. Cortei anche a Gaza e in Iran. In questo caso, è stata l’ambasciata svizzera a venire minacciata perché difende gli interessi americani nel Paese. In Bangladesh, mille islamici hanno marciato verso l’ambasciata Usa; Tunisia, Sudan e Marocco non sono state immuni al sentimento anti-Usa.

A Berlino, è stato parzialmente evacuato il consolato dopo l’arrivo di una busta sospetta e tre uomini che hanno avvertito difficoltà respiratorie. Alla fine, però, si è rivelato un falso allarme.

Le navi di Obama, equipaggiate con missili Tomahawk e 300 persone, sono state inviate verso Tripoli: “E’ una misura precauzionale - hanno spiegato dal Pentagono”. Obama ha aggiunto: “Nessun crimine resterà impunito”. Il segretario di Stato, Hillary Clinton, è stata ancora più dura: “Le violenze scatenate dal film anti-Islam sono inaccettabili. Il film è disgustoso e riprovevole, ma gli Stati Uniti non hanno niente a che vedere con la pellicola. La violenza non ha posto nella religione e non è il giusto modo per onorarla”.

Obama, oltre ad armarsi, continua a praticare la via diplomatica. Ha telefonato ai leader di Yemen, Egitto, Libia e Afghanistan chiedendo di aumentare la vigilanza davanti alle ambasciate americane. Ha invitato la Libia a collaborare e ha ringraziato lo Yemen per aver collaborato nella difesa della sede diplomatica di Sanaa. Il presidente egiziano ha ribadito l’impegno a difendere gli interessi Usa, ma nel contempo ha detto: “Maometto è una linea rossa che nessuno deve toccare”.

Quello che risulta assurdo è che la guerra di religione - con vittime nei due schieramenti - si è scatenata per un film che con tutta probabilità è un falso. Esistono solo 14 minuti di filmato povero, stupido e dilettantesco, costato poco più di alcune migliaia di dollari. Solo che tutto il mondo ha potuto vederlo in rete su Youtube. Occidentali e arabi. Sam Bacile, sedicente produttore del film, è stato contattato dall’Associated Press e ha dichiarato: “E’ un film politico. Dopo l’11 settembre 2001, tutti devono presentarsi davanti al giudice supremo. Anche Maometto, anche Gesù Cristo. Il film l’ho fatto per dimostrare che l’Islam è un cancro, ed è un film interamente americano. Dura due ore, è costato 5 milioni di dollari, ed è stato finanziato da più di cento investitori ebrei. A questo punto, penso che non lo farò nemmeno uscire. Voglio realizzare una serie televisiva di 200 ore sull’argomento”.

Se il film non esiste, pure Sam Bacile potrebbe essere un falso. Nessuno sa chi è e quanti anni abbia. Avrebbe parecchi altri nomi: Sam Bassiel, Erwin Salameh, Nicola Bacily. Qualcuno dice che è un ex marine, o forse un agente immobiliare. No, fermi tutti: è un truffatore in carcere da tempo. Nel corso della ricerca, un giornalista della Associated Press si è imbattuto, alla periferia di Los Angeles, in un egiziano di 55 anni, tale Nakoula Basseley Nakoula, che ha ammesso di aver lavorato come direttore di produzione nel film The innocence of Muslims. Questi ha dato al giornalista il numero di telefono di Bacile, che ha poi risposto come riportato sopra.

Ma la voce di Sam Bacile era in tutto e per tutto simile a quella di Nakoula Basseley Nakoula e anche quel numero di telefono era intestato allo stesso Nakoula. Il reporter è tornato da Nakoula chiedendogli di dimostrargli la sua identità. Nakoula gli ha fatto fotografare la sua patente di guida, ma una volta davanti all’obiettivo ha coperto con il pollice il nome di mezzo, vale a dire Basseley, dal quale - guarda caso - derivano gran parte dei suoi alter ego. Subito dopo, si è reso irreperibile.

Un vero rompicapo. Nakoula Basseley Nakoula è stato in carcere per 21 mesi per una truffa da un milione di dollari. E’ residente negli Stati Uniti dal 2001. E’ amico con un connazionale che vive in Usa, Morris Sadek, che ha fondato un’associazione che predica l’odio verso i musulmani. Proprio Sadek avrebbe messo su Youtube la versione araba di “The Innocence of Muslims”. La versione inglese, infatti, è online già da mesi, passata inosservata. Sadek dice di averlo fatto per dovere di cronaca e di non conoscere personalmente Bacile, ma di averlo sentito solo al telefono. Da 36 ore ha cancellato il suo profilo su Facebook. Eualcuno di rightwingwatch.org è riuscito a estrarlo comunque dal web. Morris Sadek risulta aderente a tutte le associazioni islamofobiche possibili e immaginabili, è iscritto a Warriors of Christ (”I guerrieri di Dio”), è un seguace del famigerato reverendo Terry Jones, è membro di molte associazioni repubblicane ed è un fan sfegatato di George Bush jr. Anche lui ora è uccel di bosco. E immediatamente è nato su Facebook un gruppo denominato: We are all Morris Sadek! (”Siamo tutti Morris Sadek!”).

Il film? Esiste ancora in rete un provino di convocazione per gli attori, datato luglio 2011. Il titolo della pellicola era “Desert Warriors”, budget basso e attori non protagonisti. La Cnn è riuscita a contattare una fotomodella di provincia, una delle interpreti, Cindy Lee Garcia. Piangendo, nell’intervista, ha svelato che tutti gli attori sono stati successivamente doppiati e sono state messe in bocca frasi che non erano in copione. “Non avevo la minima idea di ciò che avessero in mente. Per tre durissimi giorni di lavoro mi hanno dato appena 500 dollari”. Il film sarebbe stato anche proiettato per intero due mesi fa in un vecchio cinema di Los Angeles, il Vine Theater, ma nessuno lo ha visto perché pare si trattasse di una proiezione privata dedicata a spettatori al di sotto dei 10 anni di età.

Il produttore della pellicola risulta essere Sam Bassiel (la variante più vicina a Sam Bacile) e il regista si firma Alan Roberts. Questo sì, almeno questo, è un nome vero. Nessuno lo ha ancora rintracciato, forse perché nell’industria hollywoodiana esistono ben 12 Alan Roberts. L’Alan Roberts in questione dev’essere piuttosto anziano, e fa da più di quarant’anni film porno soft a basso costo (”Lady Chatterley Junior”) e film horror di serie C (”Zombie Wars”). Nel 2003, però, ha firmato un film diverso dal suo genere: “Lost in the Usa”, la storia di due egiziani arrivati in America e accolti come terroristi. Uno dei due protagonisti è Khaled Nabawi (ma anche lui in questo film usa uno pseudonimo, Khaled El Nabaoui), attore di fama in Egitto, poiché ha lavorato anche con Youssef Chahine, maestro indiscusso del cinema egiziano scomparso nel 2008 all’età di 82 anni.

 

LINK UTILI

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11 settembre 2001 2012 anniversario: Barack Obama e Mitt Romney uniti contro il terrorismo.

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