Buon 2013 Milano: i milanesi ti amano

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Secondo una ricerca della Camera di Commercio meneghina, 2 milanesi su 3 amano Milano. Certo, la città ha ancora tanti problemi da risolvere ma la maggior parte dei suoi abitanti è ottimista e crede che ci sarà una Milano migliore.

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Secondo una ricerca della Camera di Commercio meneghina, a 2 milanesi su 3 piace vivere a Milano, un po’ perché ci sono nati, un po’ perché offre, ancora, diverse chance, un po’, udite udite, per la sua architettura e per il carattere dei suoi abitanti. Un dato in controtendenza rispetto all’atteggiamento snobistico di molti che non perdono occasione per dimostrare il loro disprezzo per il capoluogo lombardo, considerando, a torto, i suoi cittadini cinici e freddi per antonomasia.

E’ vero, Milano ha le sue pecche, come quella di vendersi solo come città della moda e del design, quando ha un’anima culturale pulsante di lunga tradizione. Di milanesi doc ne sono rimasti pochissimi e i nuovi cittadini forestieri, forse, non riescono, o non vogliono, scoprire i lati nascosti della metropoli lombarda: ne resterebbero incantati. E quel 5% che la vede bella crescerebbe a dismisura.

Stando ai dati forniti da Camera di Commercio, nonostante un milanese su 3 consideri Milano foriera di molte opportunità, il 16,1% desidera trasferirsi altrove, sia in Italia che all’estero. Tra i motivi per restare, la dinamicità della città e il fatto che sia il cuore economico d’Italia. Tra i motivi per andarsene, invece, la frenesia e l’inquinamento. E per convincerli a non partire? Secondo gli intervistati sarebbe necessario intervenire immediatamente sulla mancanza di lavoro, sulla congiuntura economica e sul tema sicurezza, riflesso di una situazione nazionale e internazionale degenerata. In fondo alla classifica, gli interventi per la cultura, la ricerca e l’università.

Purtroppo, Milano rimane, ancora, legata agli stereotipi dell’happy hour serale e dello shopping. Agli ultimi posti la frequentazione di cinema e teatri, l’informazione e i libri, il volontariato. Per quanto riguarda cinema, teatro e libri, spesso i prezzi non sono abbordabili come quelli di un aperitivo, complice, anche, la crisi economica. Sulla cultura incombe la scure dei tagli sempre drastici contro i costi sempre più alti. Nonostante questo, però, si può ovviare con le offerte proposte da alcuni teatri come il biglietto scontato se si viaggia in bicicletta o con i mezzi pubblici; i libri si possono acquistare con le promozioni proposte a rotazione dalle librerie o prendendoli in prestito in biblioteca.

Lo scorso anno Milano ha dato prova di avere ancora caldo il suo leggendario cuore in mano quando frotte di cittadini si sono sparpagliate per la città, coordinati da diverse associazioni, per portare soccorso ai numerosi senza tetto meneghini, durante l’emergenza freddo. Anche questo inverno si è presentato rigido, puntuale come i disagi e i bisogni di coloro che vivono per strada, sempre più numrosi per colpa della crisi, ma la risposta dei milanesi non è stata altrettanto forte, anche se grande generosità e nuova partecipazione non sono mancate.

Se una buona qualità di vita deve garantirla la strana triade istituzioni locali, famiglia e imprese, per vivere dignitosamente, a Milano servono 4.000 euro al mese a famiglia, ma c’è chi si accontenterebbe anche solo di 2/3.000. Al momento, però, lo stipendio medio è di 1.200/1.400 euro al mese.

Nonostante i disfattisti siano sempre in agguato, paventando una città grigia, inospitale, in balia della povertà, la maggior parte dei milanesi è ottimista: Milano uscirà dalla crisi, diventerà una vera città europea multietnica, si rimodellerà a misura d’uomo e la cultura avrà gli spazi che si merita. Milano sarà una città migliore perché tutti i milanesi avranno imparato ad amarla.

(Photocredit: Salvatore Innocente)

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