Milano, ucciso a sprangate un giovane di colore: forse un episodio di razzismo

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Ucciso per avere rubato un pacco di dolciumi da un chiosco mobile. E' morto così Abdul Salam Guibre, 19 anni, cittadino italiano originario del Burkina Faso, in via Zuretti a Milano nella prima mattinata di domenica. "Un tragico fatto di cronaca" scrive Passi nel deserto, "in una società che non può considerarsi civile", mentre Imago Romae si domanda se l'Italia non è un paese razzista.

I suoi aggressori, Fausto e Daniele Cristofoli, padre e figlio di 51 e 31 anni sono stati fermati e arrestati e oggi dovranno rispondere di concorso in omicidio volontario.

Secondo quanto spiegato dagli agenti della Squadra Mobile, il giovane sarebbe stato aggredito nell'ambito di una lite in quanto, con due suoi amici, dopo aver trascorso la serata avrebbe arraffato alcuni dolciumi dal furgone bar di cui sono proprietari i due fermati.

Apparentemente non sembrerebbe un episodio a sfondo razzista riporta Corriere.it, anche se le ingiurie rivolte dagli aggressori come "ladro, negro di merda, etc" alimentano numerosi dubbi.

Sabato sera Abdul Salam Guibre, con i due amici aveva trascorso la serata in zona Porta Romana e, a bordo dei mezzi pubblici, i tre si erano poi recati in Stazione Centrale per avviarsi, a piedi, verso il centro sociale Leoncavallo.

Nel tragitto la sosta fatale. Secondo quanto riportato da i due titolari dell'esercizio pubblico, i tre avrebbero arraffato dei dolciumi senza pagarli, per poi allontanarsi.

Padre e figlio allora sono saliti a bordo del loro chiosco mobile e li hanno inseguiti. Qui la rabbia è esplosa. Un bastone preso da terra e una spranga sono stati i mezzi per la violenta morte. Abdul, colpito al corpo e alla testa, è stato portato all'ospedale Fatebenefratelli dove hanno cercato di salvargli inutilmente la vita.

E ora Milano e la politica si interrogano su questa drammatico episodio. Parla anche di razzismo il segretario dei Ds Piero Fassino mentre il sindaco di Milano, Letizia Moratti invita a isolare "sempre e comunque ogni forma di violenza". L'assessore alla Sicurezza della Provincia, Massimo Grancini, condanna invece il  "sistema di giustizia fai da te, tollerato da diverse parti, che deve cessare".

Alla famiglia di Abdul è giunta la solidarietà del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e del vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato.

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