Carretta: uccise i genitori in preda alla follia e ora ne riscuote l'eredità

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Riempie oggi le prime pagine dei giornali la cronaca vintage. Pietro Maso, colui che  massacrò a sprangate i suoi genitori per entrare in possesso dell'eredità, ha ottenuto la semilibertà. Sempre oggi Ferdinando Carretta (foto Emmevi) è entrato in posseso dell'eredità dei familiari da lui stesso uccisi. E che eredità: l'appartamento dove vivevano i genitori e 38mila euro, per un valore totale di 350mila euro.

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire e ricordare chi è Ferdinando Carretta. Ferdinando Carretta, spiega Corriere, "19 anni fa uccise i genitori e il fratello, a Parma, nella casa di via Rimini ". Dopo l'omicidio Carretta andò a Londra e lì vi rimase impunito, per nove anni intraprendendo la carriera di pony express. Successivamente confessò in tv la sua notte omicida. Una volta processato, nel 1999 fu assolto poichè giudicato incapace di intendere e di volere.

Da ieri Carretta è entrato in possesso dell'eredità di famiglia e lo racconta in un'intervista alla Gazzetta di Parma.

Carretta oggi vive in una comunità a Forlì e lavora come impiegato in una cooperativa nel centro della città, e proprio da Forlì vuole ricominciare non a Parma, chiosa:"Non me la sento. Per ora, visto che l'appartamento è affittato, riscuoterò i canoni. Poi è probabile che lo venda". Carretta racconta di avere avuto già alcune offerte e che la vendita futura della casa potrebbe consentirgli di vivere in maniera indipendente, magari di formare anche una famiglia.

Sulla sua condizione di semilibertà, Carretta spiega di desiderare di "ottenere la libertà definitiva in tempi brevi. D'altra parte, prima della comunità, avevo già trascorso sette anni e mezzo in un ospedale psichiatrico giudiziario e non ho mai dato problemi. Ho fatto il mio percorso di riabilitazione, come era giusto che fosse e ora mi sento pronto ad affrontare la vita".

Rispetto ai suoi familiari spiega "Continuo a pensare al fatto che la tragedia poteva essere evitata. Se io mi fossi curato, quello che è successo non sarebbe mai accaduto. È un pensiero costante. Ma c'è anche un altro peso enorme con cui fare i conti: il fatto che i corpi di mio padre e mio fratello non siano stati trovati".

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