Emergenza cani randagi in Sicilia: ancora grave la turista tedesca, non si placano le polemiche

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Cani killer. Quei cani siamo noi? L'interrogativo è aperto.
Nel frattempo è ancora allarme in Sicilia (Ma non solo. E' di poco fa -ore 16,15- la notizia di un bimbo azzannato a Parma). Sono riprese tra Scicli e Marina di Modica, nel Ragusano, le ricerche dei cani randagi, apartenenti al branco che, ieri sul lungomare di contrada Pisciotto hanno dilaniato a morsi una turista tedesca di 24 anni, Marya M. e che, tre giorni fa, a poche centinaia di metri dallo stesso luogo avevano ucciso Giuseppe Brafa, di 10 anni.

La donna, ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale Cannizzaro di Catania, è in condizioni gravissime sia per lo shock emorragico che per il rischio di infezioni.

Stamane la donna è stata sottoposta a un secondo intervento chirurgico per la vascolarizzazione del braccio sinistro, che presenta vaste lacerazioni da strappo e necrosi. Precedentemente era stata 4 ore in sala operatoria per la ricostruzione del viso, dilaniato dai morsi degli animali, che inoltre le hanno devastato anche il seno, il torace, l'addome e le gambe. Il quadro clinico, secondo i medici del Cannizzaro, rimane gravissimo per il grave shock emorragico e il rischio infezioni ancora alto.

Non si ferma la cacccia ai cani ma nemmeno le polemiche. LAV, Animalisti Italiani ed Enpa affermano che non è nè giusto nè risolutivo scaricare le colpe su un gruppo di cani senza accertare le responsabilità, esclusivamente umane, nella gestione del fenomeno randagismo.

Inoltre, in un comunicato stampa, l'Ufficio Legale della Lav, insieme ad Enpa, ha formalmente diffidato Prefettura, Procura della Repubblica e Asl di Modica (Ragusa) dal sopprimere i randagi, ritenendo gravissima una eventuale decisione in tal senso.

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