Afghanistan, rientra in Italia la salma del parà Alessandro Di Lisio

alessandrodilisio.jpg

"La guerra è uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farla...", scriveva così l'8 luglio, nella bacheca del suo Facebook Alessandro Di Lisio, il 25enne militare italiano morto martedì in Afghanistan, a circa 50 chilometri dalla città di Farah. Era in missione da quattro mesi, il caporal maggiore Di Lisio ma nel 2005 era già stato in Iraq con compiti analoghi a quelli che svolgeva a Farah: come la bonifica delle strade da ordigni o altri pericoli. Poi ieri il terribile attentato e il decesso.

Domani mattina la salma del parà sarà rimpatriata a Ciampino con  C-130 dell'Aeronautica militare. Mentre rientreranno invece in Italia all'alba, a bordo di un Falcon 900, i tre paracadutisti rimasti feriti - il tenente Giacomo Donato Bruno, il primo caporal maggiore Simone Careddu e il primo caporal maggiore Andrea Maria Cammarata - che si trovavano con Di Lisio al momento dell'incidente.

Chiusa nel silenzio e nel dolore la famiglia del giovane che ieri ha ricevuto la visita del sindaco di Campobasso Luigi Di Bartolomeo, che ha affermato: "Alessandro è un eroe di guerra". A Oratino (Campobasso), città di origine di Alessandro, sono giunti oggi da Legnago (Verona) alcuni commilitoni. "Era un bravissimo ragazzo, un militare serio e professionale", ricorda il capitano Silvestro Cittadino ex comandante dell'8/o Genio guastatori di Legnago dove prestava servizio il militare ucciso.

Sulla missione di pace in Afghanistan non mancano le polemiche. È lunga, infatti, la lista degli attentati contro i militari italiani.

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO