In Italia la salma di Di Lisio, il parà ucciso in Afghanistan: uno dei feriti rischia la paralisi

salmadilisio.jpgE' rientrata stamane alle 8.50 all'aereoporto di Ciampino la salma di Alessandro Di Lisio, il militare italiano morto a seguito di un attentato martedì in Afghanistan, a circa 50 chilometri dalla città di Farah

Ad attendere la bara avvolta nel tricolore la famiglia, straziata dal dolore. La madre Addolorata, il padre Nunzio, la fidanzata Mariangela e le sorelle Maria e Valentina. Tra le personalità presenti sul piazzale dell'aereoporto, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Poi alcuni parà che tenevano su un cuscino il basco amaranto e le decorazioni del loro compagno. Infine un trombettiere della Folgore che suonato il Silenzio.

alessandrodilisio5.jpgIn mattinata la salma del giovane parà verrà trasferita all'Istituto di medicina legale per l'autopsia e successivamente al Policlinico militare del Celio. Poi sarà trasferita a Campobasso, dove domani sono in programma i funerali solenni.

Nella notte sono giunti in Italia i tre militari rimasti feriti nello stesso attentato: il tenente Giacomo Donato Bruno, il caporal maggiore scelto Andrea Cammarata e il primo caporal maggiore Simone Careddu. Nessuno dei tre è in pericolo di vita, anche se Careddu rischia la paralisi a causa della frattura di alcune vertebre.

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