Novi Ligure, Omar Favaro esce dal carcere. Erika? Dimenticata

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Erika De Nardo aveva fatto parlare di sè nel 2006, quando aveva partecipato con le compagne di detenzione a una partita di pallavolo nell'oratorio di Buffalora. Oggi sui giornali ricompare il nome del suo ex fidanzato, Omar Favaro, che nel 2001 fu suo complice nel massacro di Novi Ligure dove uccisero insieme a coltellate la madre e il fratello di Erika. 

A nove anni dal duplice omicidio avvenuto il 21 febbraio 2001, il magistrato di sorveglianza, riporta il Corriere, ha concesso a Favaro i 45 giorni di libertà anticipata relativa all'ultimo semestre di pena espiata. La pena sarebbe scaduta il 17 aprile. Favaro fino a oggi ha lavorato ad Asti come giardiniere - in regime di semilibertà - a seicento euro al mese e si è comportato, come dicono gli agenti della questura incaricati di seguirlo, un detenuto modello.

La condanna era stata di 14 anni di carcere per lui e 16 per lei, entrambi alleggeriti da sconti di pena. E per Omar, nel carcere di Asti, è arrivata la concessione del regime di semilibertà. Ha prestato servizio per un mese come giardiniere in una cooperativa di Asti dove ha lavorato dalle 8 alle 19 sia nelle serre che per la manutenzione della aree verdi della cità. Uscito dal carcere, però, vorrebbe occuparsi di informatica e durante la detenzione ha ottenuto la Patente europea.

Dice di avere ormai dimenticato Erika e il primo desiderio è stato quello di nuotare. Ma c'è il fil rouge che accomuna le storie di detenzione di Erika e Omar: nessuno dei due è stato abbandonato dalle rispettive famiglie. I genitori di Omar si sono trasferiti da Alessandria ad Asti per rimanere vicino al figlio e il padre di Erika, Francesco De Nardo, non ha mai abbandonato la figlia, detenuta nel carcere di Verzano.  

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