Sesso e abusi, Roman Polanski libero e i preti pedofili della Chiesa cattolica: le differenze

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Il regista franco-polacco Roman Polanski è un uomo libero, scrive Rosario Mastrosimone su Sostenibile. La giustizia svizzera ha respinto la domanda di estradizione degli Stati Uniti dopo che le autorità americane si erano rifiutate di trasmettere all'Ufficio Federale di Giustizia elvetico gli atti concernenti l'interrogatorio del pubblico ministero dell'epoca, Roger Gunson, in relazione al comportamento del giudice che si occupò negli anni '70 del caso Polanski.

Nel 1977, Polanski si era reso colpevole di atti sessuali su una bambina di 13 anni. Dopo oltre 30 anni, le autorità svizzere avevano deciso di arrestarlo su richiesta statunitense, e tutto lasciava pensare che il regista sarebbe stato estradato e processato.

Il mondo del cinema si era schierato quasi compattamente in favore del regista, mentre in molti facevano notare la disparità di trattamento mediatico tra Polanski e tanti comuni cittadini colpevoli di abusi sessuali su minori per i quali oltre alle porte del carcere si aprono sistematicamente le porte della pubblica gogna. Anche Kay Rush su RushHour ricostruisce la vicenda Polanski e segnala le differenze abissali tra i casi di stupro e violenza compiuti dalla Chiesa cattolica ed emerse con lo scandalo dei preti pedofili e il caso del regista.

Continua a leggere su Sostenibile e RushHour.  

 

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