Internet e banda larga: inizia la risalita dell'Italia

Dopo le polemiche relative alla relazione di Corrado Calabrò che vedeva l'Italia in Serie B per lo sviluppo della banda larga il Governo inizia a smuovere le trattative

Telecom_Italia_Fibra_Ottica.jpg


Proprio ieri ti parlavo delle allarmanti dichiarazioni rilasciate da Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che classificavano le infrastrutture italiane di rete fissa e mobile in Serie B rispetto a quelle europee. Le polemiche che si sono create hanno finalmente sbloccato i lavori, in stand-by da oltre un anno, che prevedono la conclusione dell'asta per l'assegnazione di frequenze di banda larga alle reti mobili e la creazione di una società pubblico-privata che si occupi dello sviluppo e dell'installazione delle reti di nuova generazione (Ngn).

Sembra essere vicina alla conclusione, dopo uno scontro tra Governo e Tv locali, l'asta per l'assegnazione di frequenze di banda larga alle reti mobili che, altrimenti, rischierebbero l'intasamento. A confermarlo è il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani che, entro il 25 Giugno, pubblicherà il disciplinare di gara definitivo e, nelle sue dichiarazioni, ha previsto una conclusione della trattativa entro Settembre.


Lo spiraglio per una conclusione positiva dell'asta arriva dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa che ha messo a disposizione le frequenze a 2.6 GHz fino ad ieri ad esclusivo uso militare. Il Ministro ha acconsentito a liberare solamente le frequenze "non strettamente necessarie alle operazioni militari", una mossa attesa dall'Agcom visto il sottoutilizzo che i militari fanno di queste frequenze. A questa decisione si aggiungerà la possibilità di mettere all'asta frequenze tra i 1800 e 2000 MHz per un totale di spettro di 255 MHz. L'incasso previsto dal Ministro Romani è di 3,1 miliardi di euro.


L'aspetto più spinoso per la conclusione dell'asta rimane l'accordo con le tv locali che dovrebbero cedere al Governo le proprie frequenze. L'offerta proposta dal Governo è ferma a 240 milioni di euro ma le Tv hanno espresso un netto rifiuto. Il Ministro Tremonti per ora è impassibile di fronte alla richiesta di aumentare l'indennizzo ma si attendono sviluppi nelle prossime settimane.


Pochissimi passi avanti sono stati invece effettuati nella trattativa tra Telecom e il Governo per la creazione di una società pubblico-privata che si occupi dello sviluppo sul territorio per le reti di nuova generazione, in particolare per la diffusione della fibra ottica.


La società (che doveva essere creata già a Marzo), dovrebbe portare sul 50% del territorio italiano la rete a fibra ottica entro il 2020 ottenendo un finanziamento dalla Cassa depositi e prestiti che è però disposta a finanziare l'operazione solo in cambio di un sicuro profitto. Profitto che può arrivare solo se la copertura non si limiterà a zone di fallimento di mercato come invece chiede Telecom.


Sembra davvero lontana quindi la conclusione di questo accordo anche perchè Telecom, in quanto proprietaria della rete in rame e delle centrali, continua a fare la voce grossa, dimenticandosi, però, che il futuro dell'Italia passa anche dalla conclusione di queste trattative.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO