Perchè No Tav: ecco le ragioni della protesta in Val di Susa

Scopri qui le ragioni dei manifestanti No Tav.

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La lotta contro la Tav non è cosa recente. Se ne parla infatti da ben 22 anni, come leggiamo su Repubblica. Da due decenni gli abitanti della Val di Susa si oppongono alla costruzione della tratta ad alta velocità Torino-Lione, che prevede un megatunnel di 57 chilometri sotto le Alpi, di cui 14 in Italia.


La linea, come riporta il quotidiano, passerebbe dalla montagna dell'Orsiera per quasi 20 chilometri, attraverserebbe la pianura sotto la Sacra di San Michele per poi infilarsi nella collina, entrare allo scalo ferroviario di Orbassano, toccare Torino per poi correre nella pianura padana.


La nuova versione però, nelle intenzioni, cercherebbe di ridurre l'impatto sul territorio, realizzando solo 28 chilometri sugli 81 previsti. Il resto si farebbe dopo il 2023.

Chi si oppone alla Tav?


Sono 23 i comuni della Valle che, insieme a migliaia di cittadini, da anni si oppongono al cantiere. Dopo aver messo sotto accusa l'amianto e l'uranio presenti nelle rocce - che potrebbero provocare gravi rischi per la salute - oggi si criticano soprattutto 1.costi e 2.motivazioni dell'opera (che cambierebbe radicalmente l'aspetto del territorio).


1. La Torino-Lione in tutto costa 14 miliardi di euro: 10,5 per la tratta internazionale, da dividere tra Italia, Francia e Unione Europea. L'Italia dovrebbe mettere i 4,3 miliardi della tratta da Chiusa San Michele a Torino mentre la Francia pagherebbe i 6 miliardi previsti per la linea oltreconfine. L'Europa contribuirebbe al 30% dei costi della tratta di confine (2 miliardi di euro, di cui 671 già previsti, ridotti a 662 a dicembre per i ritardi accumulati sul progetto). Ma per l'erogazione dei fondi ci sono condizioni ben precise da rispettare.


Nella nuova versione comunque si risparmierebbero 4 miliardi, e si rimanderebbe al 2035 il resto della spesa.


2. Secondo i No Tav la linea ferroviaria attuale è più che sufficiente per assorbire il traffico, perché oggi è sottoutilizzata. Con i ritmi odierni la saturazione arriverà "non prima del 2025-30".


Chi è a favore della Tav?


Secondo i sostenitori della Tav l'infrastruttura metterà il Piemonte al centro dell'Europa e, continua Repubblica, "consentirà una crescita di 1,5 punti di Pil l'anno e 7 mila posti di lavoro [...] Sarà un treno per Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Paca e Rhone Alpes: 17 milioni di abitanti, un Pil da 500 miliardi, 1 milione e mezzo di imprese e scambi commerciali per 11 miliardi di euro".


I lavori a Chiomonte dureranno fino al 2015, mentre nel 2013 dovrà partire il buco per il megatunnel sotto le Alpi (i lavori finiranno nel 2023).

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