Omicidio Yara Gambirasio: è morta di stenti

Il medico legale ha chiesto una proroga di dieci giorni per consegnare la relazione sull'omicidio di Yara Gambirasio. La bambina non sarebbe stata violentata.

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Un colpo alla testa, sei coltellate, ma soprattutto il freddo dell'inverno: tre le cause che avrebbero concorso alla morte di Yara Gambirasio, uccisa lo scorso 26 novembre nelle campagna bergamasche poco dopo essere uscita dalla palestra di Brembate Sopra.


Yara, che aveva 10 anni, sarebbe stata colpita prima con una pietra che l'avrebbe tramortita, facendole perdere i sensi; quindi l'assassino si sarebbe accanito con sei coltellate (alla gola, alla schiena e alle braccia, tutte superficiali, anche se quella alla gola potrebbe aver provocato una crisi respiratoria), lasciandola nei prati di Chignolo d'Isola, dove il freddo l'avrebbe portata a una morte molto lenta.

La perizia sull'omicidio di Yara è stata affidata al medico legale Cristina Cattaneo, che ha già chiesto una decina di giorni in più per consegnare la relazione. Quelle che filtrano sono dunque indiscrezioni, tra cui la più crudele: alla fine, la piccola sarebbe morta "per gli stenti".


Si dovrebbe fare chiarezza anche sul dna trovato sugli slip di Yara: non sarebbe liquido seminale, ma apparterrebbe all'assassino. Anche se, finora, delle 4mila persone che si sono sottoposte al test, nessuna è risultata compatibile con il dna trovato. L'omicidio a sfondo sessuale, dunque, regge fino a un certo punto: "Forse il movente dell'aggressione è stato quello, ma l'atto non è stato sicuramente portato a termine" dice la fonte.

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