Giancarlo Siani: l'impegno contro la camorra di un giornalista 'giornalista'

Il 23 settembre del 1985 il giornalista Giancarlo Siani veniva ucciso per il suo impegno civile contro la camorra.

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Poche righe, pubblicate il 10 giugno 1985, hanno firmato la sua condanna a morte.


"Dopo il 26 agosto dell'anno scorso il boss di Torre Annunziata (Valentino Gionta ndr) era diventato un personaggio scomodo. La sua cattura potrebbe essere il prezzo pagato dagli stessi Nuvoletta per mettere fine alla guerra con l'altro clan di 'Nuova famiglia', i Bardellino. I carabinieri erano da tempo sulle tracce del super latitante che proprio nella zona di Marano, area d'influenza dei Nuvoletta, aveva creduto di trovare rifugio. Ma il boss di Torre Annunziata, negli ultimi anni, aveva voluto 'strafare'"


Giancarlo Siani, giornalista pubblicista del Mattino di Napoli, è stato ucciso sotto casa il 23 settembre dello stesso anno, nel quartiere residenziale del Vomero. Aveva compiuto 26 anni il 19 settembre, ma la camorra aveva scelto il suo destino.

Fino all'ultimo Giancarlo ha raccontato storie di malavita, forse troppo 'scomode'. E per questo è stato tolto di mezzo, e dimenticato per molti anni.


Per riscoprire il suo impegno civile vi segnaliamo, insieme al film "Fortapasc", il sito ufficiale che raccoglie la sua storia, e che merita una visita ancora oggi, 26 anni dopo.


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