Belen Rodriguez video hard: attenzione alle vendette online, si rischia il carcere

Avete caricato il video hard di Belen Rodriguez sul web? State attenti. La legge italiana punisce il reato di trattamento illecito dei dati personali. Ecco cosa rischiate.

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Il traffico web, per quanto riguarda la giornata di oggi è stato totalmente monopolizzato dal video porno di Belen Rodriguez, diffuso in rete dal suo ex fidanzato argentino Tobias Bianco dopo aver tentato - inutilmente - di venderlo (pare).

Si è trattato, come è avvenuto in altri casi di 'vendette online', di un'azione ignobile: Belen o non Belen, si tratta della pubblicazione di un video privato, girato nell'intimità di una camera da letto (un fatto analogo accadde a Laure Manaudou) e, che lo si voglia o no, mettere in rete un filmato hard senza il consenso della persona immortalata è un reato.


Inoltre pare che la showgirl fosse addirittura minorenne al momento del fatto, anche se la cosa non è stata ufficialmente confermata. Il fidanzato attuale di Belen, Fabrizio Corona, ha commentato:


"Belen a quei tempi era minorenne, è gravissimo quello che è accaduto. Questa storia non finisce qui. Belen si è sentita stuprata nella sua intimità. Quelle immagini sono di due ragazzi che fanno l'amore. Non è un video porno".


Ecco cosa prevede la legge italiana per il trattamento illecito dei dati personali.


Capo II - Illeciti penali

Art. 167. Trattamento illecito di dati
1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 18, 19, 23, 123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell'articolo 129, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi.

2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 17, 20, 21, 22, commi 8 e 11, 25, 26, 27 e 45, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da uno a tre anni.

Art. 168. Falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante
1. Chiunque, nella notificazione di cui all'articolo 37 o in comunicazioni, atti, documenti o dichiarazioni resi o esibiti in un procedimento dinanzi al Garante o nel corso di accertamenti, dichiara o attesta falsamente notizie o circostanze o produce atti o documenti falsi, è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Art. 169. Misure di sicurezza
1.(1) Chiunque, essendovi tenuto, omette di adottare le misure minime previste dall'articolo 33 è punito con l'arresto sino a due anni.

2.(2) All'autore del reato, all'atto dell'accertamento o, nei casi complessi, anche con successivo atto del Garante, è impartita una prescrizione fissando un termine per la regolarizzazione non eccedente il periodo di tempo tecnicamente necessario, prorogabile in caso di particolare complessità o per l'oggettiva difficoltà dell'adempimento e comunque non superiore a sei mesi. Nei sessanta giorni successivi allo scadere del termine, se risulta l'adempimento alla prescrizione, l'autore del reato è ammesso dal Garante a pagare una somma pari al quarto del massimo della sanzione stabilita per la violazione amministrativa. L'adempimento e il pagamento estinguono il reato. L'organo che impartisce la prescrizione e il pubblico ministero provvedono nei modi di cui agli articoli 21, 22, 23 e 24 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, e successive modificazioni, in quanto applicabili.

(1) Comma così modificato dall'art. 44, comma 9, lett. a), del decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207 convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14.

(2) Comma così modificato dall'art. 44, comma 9, lett. b), del decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207 convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14.

Art. 170. Inosservanza di provvedimenti del Garante
1. Chiunque, essendovi tenuto, non osserva il provvedimento adottato dal Garante ai sensi degli articoli 26, comma 2, 90, 150, commi 1 e 2, e 143, comma 1, lettera c), è punito con la reclusione da tre mesi a due anni.

Art. 171. Altre fattispecie
1. La violazione delle disposizioni di cui agli articoli 113, comma 1, e 114 è punita con le sanzioni di cui all'articolo 38 della legge 20 maggio 1970, n. 300.

Art. 172. Pene accessorie
1. La condanna per uno dei delitti previsti dal presente codice importa la pubblicazione della sentenza.


Senza contare le possibili richieste economiche per danni.


(immagine da archivio infophoto)


LINK UTILI:
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