Roberto Formigoni lascia Regione Lombardia, addio al 'comunicatore' per eccellenza

Roberto Formigoni cede a Roberto Maroni lo scranno di presidente di Regione Lombardia: se ne va a Roma uno dei grandi comunicatori della politica settentrionale. Un grazie sentito va al suo ufficio stampa, sempre attivo e cortese

RobertoFormigoniBordignon.jpg Roberto Formigoni oggi ha tenuto la sua conferenza d'addio. All'11° piano di Palazzo Lombardia, quel palazzo ammirato e premiato dal mondo e che tanto lo ha reso orgoglioso, ha guardato i giornalisti lombardi per l'ultima volta prima di tuffarsi nel mondo rutilante del Senato, dove se ne andrà dopo le elezioni di quest'anno. E a me mancherà.

Già. Tutti a darsi di gomito per la goduria nel vederlo 'defenestrato' dagli 'alloggi forti' di Regione Lombardia. Senza rendersi conto che il binomio potere-Formigoni è più che mai garantito, grazie appunto a quell'essere 'secondo in lista' alle ultime consultazioni elettorali, secondo solo dietro a Sua Maestà Silvio Berlusconi. Ma va bene così. La 'mancanza' di cui sopra non ha alcuna motivazione di carattere politico, ma squisitamente lavorativo. Formigoni era (cioè, è) un perfetto comunicatore, e il suo ufficio stampa ha sempre lavorato benissimo e in perfetta armonia con noi giornalisti. Che fosse in Regione o fuori sede, il contatto con la responsabile della sua comunicazione era sempre facile, la risposta sempre sincera e 'collaborativa'. "Il presidente può", oppure "adesso non può ma potrà alla data ora al dato posto". Nulla di meglio per me, a caccia della 'dichiarazione necessaria' della quale non si può fare a meno. E, a volte, perfino l'opportunità di rivolgere la domanda 'faccia a faccia', lontano dalla calca nella quale era normale infilarsi quando Formigoni passava. Per lui il rapporto con i media è sempre stato fondamentale.


Spesso ironico, capace di rispondere a tono anche alle provocazioni più smaccate, l'ho trovato divertente anche all'atto finale della sua carica. Credo che non sia durato meno di mezzora il suo monologo in cui ha snocciolato tutta una serie di cifre per 'dimostrare al mondo' di come il suo (eterno) 'mandato' sia stato fruttifero e benevolo per la Lombardia: "Dopo 18 anni lascio i conti in ordine", questo il succo della lettura di diverse pagine piene di cifre e di commenti da parte di soggetti terzi come quello dell'agenzia Moody's. Insomma, dal punto di vista strettamente lavorativo, il 'Celeste' mi mancherà parecchio. Auguro davvero a Roberto Maroni (e soprattutto 'mi' auguro) di instaurare la medesima facilità d'approccio con la stampa. Quando l'ho intervistato alla sede della Lega Nord pochi minuti dopo le elezioni pareva assai disponibile. Ma aveva appena vinto la corsa allo scranno presidenziale. Mi raccomando, se lo ricordi, presidente... (foto Bordignon)

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