Caso Marò in India: revocate le restrizioni imposte all'ambasciatore Daniele Mancini

La Corte suprema indiana ha revocato le restrizioni che erano state imposte all'ambasciatore italiano.

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Sono state revocate le restrizioni che la Corte suprema indiana aveva imposto all'ambasciatore italiano Daniele Mancini (ovvero il non poter abbandonare il Paese fino al rientro dei due marò) dopo che la Farnesina aveva annunciato che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non sarebbero tornati al termine della licenza che era stata loro concessa per votare in Italia.

L'udienza sul caso marò è stata aggiornata al 16 aprile e il governo dovrà presentarsi con proposte concrete: riporta la stampa locale - fonte Corriere - che New Delhi potrebbe "fare pressione sulla Corte suprema e spiegare che non c'è più bisogno di un tribunale ad hoc perché l'Agenzia nazionale di investigazione (Nia) dispone già di un tribunale speciale tanto in Kerala che a New Delhi".


Le indagini indiane sui due militari italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani il 15 febbraio 2011 ricominceranno da zero, dopo l'esclusione dello Stato del Kerala dal caso.


Fonti del ministero dell'Interno locale hanno fatto sapere ieri che l'inchiesta sarà affidata - anzichè, come si pensava, all'Ufficio centrale di indagini (Cbi) - alla cosiddetta Nia (National Investigation Agency): si tratta dell'organismo nato dopo l'attentato terroristico di Mumbai, avvenuto nel novembre 2008. La Nia è specializzata nei reati contro la sicurezza nazionale.


Intanto Latorre e Girone il giorno di Pasqua, come leggiamo su LaStampa, hanno assistito a una messa celebrata dall'arcivescovo di New Delhi, Salvatore Pennacchi, nella chiesa ospitata dalla Nunziatura, e hanno poi pranzato e trascorso parte del pomeriggio nella residenza dell'addetto militare Franco Favre.


Foto | Getty Images

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