Ruby Rubacuori diva sulla scalinata di Palazzo di Giustizia: "Usata per colpire Berlusconi"

E a Milano arrivò il giorno di Ruby, che in una conferenza stampa (senza domande da parte dei giornalisti) ha letto un comunicato in cui rivendica la propria dignità di donna, accusando magistrati e stampa di averne stravolto l'immagine

RubyRubacuori223949.jpg Eccola lì, o meglio, cerco di intravederla, perché di lei si vede molto poco. Vedo un nugolo di telecamere, macchine fotografiche, registratori e taccuini che si levano pronti a cogliere la sillaba volante. Ruby Rubacuori detta il proprio sconforto al mondo, e lo fa con voce rotta, quella l'ho sentita, anche se non ho fatto a tempo a rielaborare le sue parole, preso com'ero a cercare di puntare il microfono da una parte e la telecamera dall'altra, mantenendo peraltro un equilibrio precario sulla scalinata del Palazzo di Giustizia di Milano.

Alla ricerca della dignità perduta, o negata, se preferite. Karima El Mahroug, al centro dei processi sulle presunte feste a luci rosse ad Arcore, uno dei quali a carico di Silvio Berlusconi, ha chiesto di essere ascoltata al processo che porta il suo nome. Curioso che nessuno, forze dell'ordine comprese, che pure erano presenti a guardare con le braccia conserte, si sia peritato di transennare la zona dell'improvvisata (si fa per dire) conferenza stampa. Un macello, una tonnara, un gruppo di lemming che si gettano dalla roccia, questo era il gruppo di fotoreportergiornalisti che si spingevano l'un altro per cogliere l'inquadratura migliore. Io, coniglio come sono, ho preferito far parlare lo zoom.

E allora via con la ressa da stadio, con Ruby che ha letto un comunicato (senza rispondere ad alcuna domanda) in cui ha denunciato di avere subito una tortura psicologica da parte dei magistrati, un atteggiamento investigativo apparentemente amichevole, dice, poi mutato quando è stato chiaro che non avrebbe accusato Berlusconi. E così ecco partire le accuse alla stampa, che per colpire il leader del Pdl avrebbe attaccato lei, manipolando la verità fino a farla apparire ciò che non è, afferma la giovane marocchina, ovvero una prostituta. Un insulto subito alla Messa di Pasqua alla presenza della figlioletta sarebbe stata la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso. La giovane ha così voluto indire l'incontro con i giornalisti, in cui ha confermato di non avere mai avuto rapporti sessuali con Berlusconi, di essersi inventata di essere la nipote dell'ex presidente egiziano Mubarak per potersi costruire una vita parallela e di voler chiarire tutto perché sua figlia possa essere fiera della propria madre.

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