Attentato in Libia: bomba all'ambasciata francese, feriti

Parigi pagherebbe l'intervento armato in Mali a favore del presidente Bamako contro i jihadisti del Nord.

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"E' stato un atto terroristico". L'Eliseo non ha perso tempo per definire l'autobomba che ha colpito l'ambasciata francese in Libia. L'ordigno è esplosa davanti all'entrata dell'edificio, a Tripoli, ferendo due addetti alla sicurezza (uno è in gravi condizioni) e facendo molti danni. Gli abitanti del quartiere residenziale di Gargaresh hanno detto: "Alle sette di questa mattina si è sentita una forte esplosione". 


La bomba aveva un potenzialmente assolutamente distruttivo, tanto che sono state danneggiate anche altre due auto che si trovavano nelle vicinanze, parcheggiate vicino alla sede diplomatica transalpina. Una parte del muro di cinta è stata distrutta completamente. 

Il ministro degli Esteri libico ha condannato l'episodio: "Condanniamo con forza questo atto, che consideriamo un atto terroristico nei confronti di un Paese fratello che ha sostenuto la Libia durante la rivoluzione". Secondo le prime informazioni, l'attentato è stato confezionato utilizzando gelatina esplosiva C-4, il plastico. Materiale che si trova con facilità nei depositi militari saccheggiati e abbandonati dall'esercito di Gheddafi in fuga durante la rivolta.


Secondo gli esperti internazionali, la Francia paga il suo intervento in Mali. Parigi era stata minacciata ripetutamente da al Qaeda e dai gruppi islamici del Maghreb per il sostegno diretto a favore del presidente Bamako contro i jihadisti nel Nord del Mali. E' stata istituita una commissione mista per le indagini e gli ambasciatori europei si sono riuniti per analizzare l'accaduto. 


Foto | © Getty Images

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