Germania: sì alla comunione per i divorziati a Friburgo

La rivoluzione della Chiesa cattolica parte dalla Germania e dall'arcivescovo Robert Zollitsch, presidente della conferenza episcopale tedesca.

Apre ai divorziati

Non siamo alla rivoluzione, ma la Chiesa cattolica tedesca viaggia più veloce di quella di Roma. La diocesi di Friburgo, guidata dall'arcivescovo Robert Zollitsch, presidente della conferenza episcopale tedesca, ha infatti deciso di concedere, a breve, la possibilità di ricevere l'eucaristia anche a quelle coppie divorziate che hanno scelto di contrarre un nuovo matrimonio. Non solo: queste persone potranno anche occupare incarichi nei consigli parrocchiali.

Il responsabile dell'ufficio per la cura delle anime di Friburgo, il decano Andreas Möhrle, ha spiegato: "Si tratta di rendere visibile l'atteggiamento umano e rispettoso di Gesù nel contatto con le persone divorziate e con chi ha deciso di risposarsi con rito civile. La fiducia e la misericordia di Dio valgono anche per coloro il cui progetto di vita è fallito. Vogliamo offrire un luogo aperto alle persone coinvolte, dove le si possa ascoltare e accompagnare". La lettera inviata dall'arcivescovo ha il valore di una direttiva valida per tutto il Paese.

Sei mesi fa il consiglio delle diocesi aveva a lungo discusso che atteggiamento tenere nei confronti dei fedeli risposati. Una lettera firmata da oltre 300 sacerdoti della diocesi di Friburgo - la seconda per estensione in Germania -aveva aperto la questione: si chiedeva appunto di cambiare le disposizioni. Alla fine dello scorso mese, poi, Zollitsch aveva in un certo senso anticipato la direttiva, in occasione della conferenza episcopale, dicendo: "I fedeli risposati appartengono alla chiesa".

Zollitsch si muove dunque nella direzione indicata da Papa Francesco nel corso dell'intervista a "La civiltà cattolica". Ne anticipa la svolta, probabilmente. D'altronde, proprio l'arcivescovo di Friburgo è considerato in liberale, molto vicino alla gente. Noto il suo impegno per avvicinare la chiesa cattolica e quella evangelica. Nel 2008, in un’intervista allo "Spiegel", Zollitsch aveva anche invitato a non accostarsi al tema del celibato per i religiosi con un atteggiamento di divieto assoluto: la relazione tra il sacerdozio e il celibato, aveva detto, non è "una necessità teologica".

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