Salva la tua birra: la campagna on-line contro l'aumento delle accise sulla "bionda"

La battaglia contro le tasse sulla birra



Il nuovo aumento delle accise sulla birra deciso dal governo, stavolta a copertura del Ddl Scuola e il Ddl Cultura, porterà da dopodomani a un aumento del prezzo della "bionda" del 12,5%. Altri rincari sono previsti per il gennaio 2014 e poi per il 2015, quando il peso del fisco potrebbe toccare i 45 centesimi di tasse su un euro di birra. Una situazione che ha portato la AssoBirra, l'associazione di categoria, a lanciare la campagna "Salva la tua birra", con una raccolta firme, una pagina Facebook e un sito.

Con l'aumento dell'accisa salgono i prezzi dei prodotti e a rimetterci sono sempre i consumatori.


Si presenta così la campagna, che finora ha raccolto circa 35.000 firme di appassionati della birra preoccupati per l'incidenza che la nuova accisa avrà sul prezzo di una serata in pizzeria ("uno dei pochi piaceri che gli italiani possono ancora permettersi"), nonché su tutto il settore e l'indotto.

Si parla spesso dell'aumento delle accise sulla benzina, ma anche la birra è stata molto bersagliata dagli interventi del fisco, e il sospetto è che spesso quando non si trovano adeguate coperture per delle manovre finanziarie, si cerchi di fare cassa attingendo sempre agli stessi settori. La birra è senza dubbio uno di questi, visto che negli ultimi 9 anni le accise sono aumentate del 114%, e la pressione fiscale sul settore birrario del 70%.

Nel 2004 l’accisa era 1,395 Euro per HL/Plato, al primo gennaio 2015 (11 anni dopo), l’accisa sarà più del doppio (2,99 Euro), per esattezza il 114% in più. Dal 2004 a oggi i consumi delle famiglie italiane sono scesi del -7,6% con un PIL in calo del -8,9%, una produzione industriale in flessione del -25,1% e una occupazione che è scesa del -7,2%. Eppure, nonostante questo contesto, il Governo ha deciso di chiedere sempre più soldi a quei 2/3 di Italiani che bevono birra.

Spiegano dalla AssoBirra, che lamenta come tra pochi mesi praticamente un sorso di birra su due finirà nelle casse dello Stato. Un altro punto contestato dalla campagna è la disparità di trattamento all'interno del comparto degli alcolici. Infatti si lamenta come birra e superalcolici siano soggetti ad accise, anche piuttosto alte, mentre vino e spumante no.

Una posizione che però rischia di confinare la battaglia, sicuramente motivata, di AssoBirra in una "guerra tra poveri", visto che è giusto far notare quello che a ben vedere sembra un paradosso della tassazione, ma non è reindirizzando le accise su altri tipi di alcolici che si risolveranno i problemi, visto che la campagna si presenta in difesa del consumatore, e in quel caso sarebbe sempre il consumatore a uscirne danneggiato. Anche perché, come sottolineato dagli stessi promotori, quando aumentano le accise diminuiscono i consumi, quindi gli introiti nelle casse dello Stato restano uguali.

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