I tifosi del Verona violano il minuto di silenzio per le vittime di Lampedusa

Ma gli scaligeri respingono le accuse di razzismo













È successo domenica pomeriggio, ma la vicenda ha cominciato a far parlare di sé a bocce ferme e la polemica continua a montare. Siamo a Bologna, e poco prima dell'inizio della gara di serie A tra i padroni di casa e l'Hellas Verona (gara peraltro iniziata in ritardo per i tafferugli tra le tifoserie) si dovrebbe tenere il minuto di silenzio – come su tutti gli altri campi – per ricordare le vittime del naufragio a Lampedusa. Uso il condizionale perché di minuto di silenzio non si è trattato, visto che dalla curva dei tifosi scaligeri è partito un coro.

Purtroppo non è insolito che i minuti di silenzio vengano violati quasi sistematicamente per un motivo o per un altro, ma ovviamente la cosa ha fatto scalpore sia per la gravità di quanto accaduto a Lampedusa, sia per il sospetto che la matrice dell'interruzione fosse razzista, cosa che renderebbe ancora più atroce il gesto. Gli ultras del Verona sono tristemente noti per posizioni, diciamo così, contro l'immigrazione, perciò il loro coro è stato accusato di razzismo anche se apparentemente si trattava d'altro.

Ad ascoltare la registrazione, si riconosce infatti il canto religioso Io credo risorgerò, un inno al Signore che però accompagna spesso le funzioni funebri, e quindi la possibilità che gli ultras stessero facendo della feroce ironia sulle vittime del naufragio schermandosi dietro un canto sacro si è trasformata in qualcosa di più di un sospetto. Sul web e sui giornali sportivi è quindi scoppiata la polemica, con richieste di sanzioni esemplari contro gli scaligeri, anche perché recidivi.

Da parte loro, i veronesi hanno avuto gioco facile a respingere le accuse dichiarando che non c'era nulla di razzista in quel coro. Si è spinto ancora più in là il tecnico scaligero Andrea Mandorini, non nuovo a difendere l'indifendibile (l'anno scorso rischiò la squalifica per aver insultato i tifosi del Livorno), che ha addirittura sostenuto che il canto religioso fosse una "preghiera" dei tifosi dell'Hellas per i morti nel naufragio. "Non era razzismo. Non penso fosse ironia gratuita, penso si dovesse interpretare alla lettera", ha dichiarato Mandorlini, non si sa se con ingenuità o con qualcosa di peggio.

È vero che il beneficio del dubbio va concesso a tutti, ma visti i precedenti – e la foga con cui i tifosi scaligeri sono intervenuti a interrompere il minuto di silenzio – è davvero difficile pensare a un'improvvisa conversione (è il caso di dirlo) degli ultras del Verona. Senza contare che, a parte tutto, il minuto di silenzio serve, appunto, per fare silenzio.

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