F1 sotto choc, trovata morta a Siviglia Maria De Villota

L’anno scorso aveva subito un grave incidente nel quale aveva perso un occhio

La ex-pilota Maria De Villota, che aveva fatto sfrecciare i colori della Marussia sui circuiti di tutto il mondo, è stata trovata morta nella sua stanza d'albergo a Siviglia: De Villota, 33 anni spagnola, avrebbe dovuto incontrare la stampa per raccontare la sua storia personale.

L'ex pilota infatti era rimasta vittima, circa un anno fa, di un brutto incidente in pista, in occasione del quale aveva perso l'occhio destro: durante un test aerodinamico la sua vettura era andata a sbattere contro la ribaltina di un camion che le aveva sfondato il vetro del casco danneggiandole irrimediabilmente l'occhio.

Dopo una lunga serie di operazioni chirurgiche Maria De Villota era tornata a sorridere, seppur con una scenografica benda da pirata sull'occhio offeso e con un look completamente rinnovato, più aggressivo, ma la salute non sembrava essere completamente recuperata: secondo molti negli ultimi tempi lamentava spesso fortissimi e costanti mal di testa, che spesso le complicavano enormemente la vita nel quotidiano.

Una morte che, secondo un breve comunicato emanato dai parenti stretti, sembrerebbe quasi annunciata:

"Cari amici, Maria se n’è andata. Doveva andare in cielo come tutti gli angeli. Ringraziamo Dio per l’anno e mezzo che l’ha lasciata ancora con noi."

Il corpo del pilota è stato trovato poco prima delle 7 di questa mattina in una stanza di un albergo di Siviglia; non c’erano tracce di violenza né di farmaci, il che fa pensare a una morte naturale.

Indovini a parte, la vita di Maria De Villota è sempre stata sopra le righe, in un eterno dualismo tra vita e morte lungo il filo di un rasoio chiamato automobilismo: la notizia è arrivata fino a Suzuka, l'autodromo giapponese in cui il circo della Formula 1 correrà domenica, ed ha sconvolto tutti.

"E’ una notizia terribile, preghiamo per lei. Abbiamo corso insieme per sei anni nella Maserati Cup. Le avevo parlato di recente, mi aveva detto che stava bene. Sono sconvolto."

ha detto Marc Gené, collaudatore della Ferrari, suo amico che aveva scritto l’introduzione del libro autobiografico.

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