Siria: rapiti sei cooperanti della Croce Rossa

Uomini armati hanno portato via anche un volontario della Mezzaluna Rossa.

La Cicr chiede l'immediato rilascio

Sei cooperanti della Croce Rossa sono stati sequestrati in Siria: un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco contro il convoglio di una delegazione, sulla strada Sermin - Saraqib, e poi ha rapito i cooperanti. Con loro, è stato sequestrato anche un operatore siriano della Mezzaluna Rossa. Tra le persone rapite, fa sapere la Farnesina, non ci sono italiani.

Il Cicr (Comitato della Croce Rossa Internazionale) ha chiesto "l'immediata e incondizionata liberazione" dei rapiti, di cui non ha reso noti i nomi per motivi di privacy. I sette, ha precisato in un comunicato l'organizzazione con sede a Ginevra, "sono stati sequestrati questa mattina da uomini armati non identificati, nella provincia di Idlib".

La squadra si era recata a Idlib lo scorso 10 ottobre per valutare la situazione medica negli ospedali della provincia e per consegnare forniture mediche a Sarmin e proprio a Idlib. "Il convoglio, che stava tornando a Damasco, era chiaramente contrassegnato con l'emblema del Cicr, che non è un simbolo religioso", precisa il Cicr, temendo forse che la croce possa essere equivocata in tal senso da miliziani jihadisti musulmani.

La Croce Rossa, precedentemente, era riuscita a evacuare 1.500 civili, in maggioranza donne e bambini, da Muaddamiya, un sobborgo a sudovest di Damasco, in mano ai ribelli e sottoposto da mesi ai bombardamenti e a un assedio da paerte delle forze governative. Muaddamiya, lo scorso 21 agosto, era stata colpita da un bombardamento con armi chimiche, con centinaia di morti. Successivamente, proprio a causa dell'assedio, sono deceduti per fame anche molti bambini.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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