Russia: corteo anti immigrati a Mosca, 380 fermati e 29 feriti

I nazionalisti russi hanno spaccato vetrine e tentato di incendiare un edificio in cui lavorano molti immigrati.

Scontri e feriti

Si è concluso con 380 fermati il corteo anti immigrati di Mosca. Ci sono infatti stati scontri ieri sera, con un bilancio di 29 feriti, tra cui anche agenti della polizia. I tafferugli sono esplosi nel quartiere di Biryulovo, dopo l'omicidio di un 25enne residente nella zona, accoltellato secondo gli abitanti del rione da un clandestino "dai tratti non slavi".

Durante il corteo, alcuni nazionalisti hanno spaccato le vetrine di un centro commerciale e tentato di incendiare l'edificio dove lavoravano molti immigrati, prima di iniziare una specie di caccia all'uomo nei confronti di un immigrato, accusato di essere stato l'autore dell'omicidio. La destra xenofoba ha scandito lo slogan: "La Russia ai russi". I 380 fermati dopo alcune ore sono stati rilasciati dalle autorità di Mosca. Due persone sono state invece trattenute e ci sono state 70 citazioni in tribunale.

Il blogger anti-Putin, Alexiei Navalni, noto per le sue posizioni nazionaliste, ha chiesto le dimissioni dei vertici della polizia moscovita e l'introduzione dei visti. La polizia ha offerto 20 mila euro per chi darà una mano nelle indagini per scovare l'assassino del 25enne. Prima e dopo il voto per il Sindaco di Mosca - che, naturalmente, ha utilizzato il tema della lotta all'immigrazione illegale nella sua campagna elettorale - c'erano stati diversi raid contro gli immigrati.

La Russia, a causa di una grave crisi demografica, ha bisogno di manodopera straniera e importa milioni di immigrati clandestini sopratutto dalle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale. Si tratta di persone che lavorano sopratutto in nero nei cantieri e nei mercati di Mosca o di altre grandi città russe e che vivono in condizioni estremamente precarie.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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