Stamina, manifestazione a Milano: malati e parenti bloccano il traffico

Sit-in di protesta del Comitato lombardo pro Stamina, in tilt per ore il traffico in centro

Questa mattina il traffico di Milano è andato in tilt per ore nella zona tra Pirellone, Stazione Centrale e Corso Buenos Aires, conseguentemente ad alcuni sit-in di protesta organizzati dal Comitato lombardo pro Stamina, il discusso 'metodo' ideato da Davide Vannoni (e ampiamente pubblicizzato nella trasmissione tv Le Iene) che fa forse più parlare per la guerra in atto dopo il blocco della sperimentazione che per la sua reale e comprovata efficacia.

I manifestanti si sono riuniti davanti al Pirellone, ma alcune persone si sono sedute in strada, sull'incrocio tra via Fabio Filzi e via Galvani, e hanno bloccato i tram 9 e 5 e l'autobus 60. I manifestanti hanno bloccato il traffico anche davanti alla Stazione Centrale, e, dopo aver percorso via Vitruvio, il corteo ha interrotto il traffico in corso Buenos Aires. La situazione si è sbloccata solo alle 14.30, quando gli organizzatori del sit-in sono tornati davanti all'ingresso del Pirellone.

In seguito il vice presidente e assessore alla Salute della Regione Lombardia Mario Mantovani ha ricevuto una delegazione, e ha spiegato che gli Spedali Civili di Brescia hanno

"difficoltà a dar corso alla lista d’attesa [...] Motivo per cui tempo fa ho chiamato con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, i governatori del Veneto e del Piemonte Cota e Zaia e ho chiesto loro di darci una mano. Ci siamo mossi affinché si potessero distribuire i pazienti anche in altre strutture"

Il problema di fondo però, che rimane insoluto, è che nonostante i politici si prodighino, nessuno ha ancora preso una decisione ferma (probabilmente perchè in un momento così teso qualsiasi opinione contraria risulterebbe impopolare).

Al momento la situazione è surreale: i Tribunali vengono presi d'assalto con ricorsi su ricorsi (e presumibilmente ogni Tribunale prenderà la sua decisione in modo autonomo), e gli Spedali Civili di Brescia non riescono a smaltire tutte le richieste per accedere a Stamina.

Secondo quanto riporta IlGiornale, Elena Cattaneo, neosenatrice e direttrice del Laboratorio cellule staminali dell'Università di Milano, è decisa ad avviare un'indagine conoscitiva e ad istituire una Commissione Parlamentare di inchiesta "per capire come sia stato possibile ignorare il blocco della terapia ordinato dall'Aifa dopo un'ispezione dei Nas". Tale indagine è stata chiesta anche dall'Associazione Luca Coscioni.

Ancora su Stamina:

1. non è stata ancora testata e certificata l'efficacia del 'metodo' che quindi non può essere considerato una 'cura', nè men che meno potrebbe essere assimilabile alle 'cure compassionevoli' previste per legge ai malati terminali - non è chiaro il perchè gli Spedali Civili di Brescia effettuino le infusioni di cellule -. All'atto della bocciatura Lorenzin ha riportato: "Dall'esame delle cartelle cliniche dei pazienti non è risultato nessun tipo di miglioramento dal punto di vista medico e scientifico" (fonte IlGiornale).

2. la sperimentazione è stata bloccata da una commissione di esperti che ha definito "pericoloso" il metodo. Contraria alla sperimentazione anche l'associazione Luca Coscioni: "Accogliamo con soddisfazione la proposta di destinare i 3 milioni di euro allo studio delle malattie rare, come noi dell'Associazione Luca Coscioni avevamo più volte proposto. Ma siamo dispiaciuti per tutte le famiglie e i pazienti. Sono stati illusi fin dall'inizio: la politica e parte della stampa hanno giocato sulla speranza di molti".

3. la rivista Nature, numerosi esponenti della comunità scientifica italiana, Shinya Yamanaka, presidente della Società internazionale per la ricerca sulle cellule staminali (Isscr) e Premio Nobel per la Medicina 2012: molti in questi mesi hanno espresso dubbi sul Metodo Stamina. Ma di fronte alla pubblicità televisiva e alle immagini dei bambini malati sembra che nessuno voglia dar loro ascolto.

4. Vannoni ha spesso fatto riferimento ad un 'brevetto'. Ma ci sarebbe soltanto una richiesta di brevetto in Europa, Canada e negli Stati Uniti. Ritirata in seguito, secondo la ricostruzione di Wired.

5. secondo l'inchiesta di Nature nel testo di questa richiesta di brevetto ci sarebbe materiale di una ricerca russa. La ricercatrice Elena Shchegelskaya ha detto di non aver mai concesso a Vannoni il permesso di usare le foto inserite nel brevetto, ma lui ha negato ogni accusa, riferendosi ad una loro collaborazione.

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