L'appello di Larry Flynt: "Non uccidete l'uomo che mi ha sparato"

Il fondatore di Hustler contro la condanna a morte di Joseph Paul Franklin

Larry Flynt, fondatore della rivista per adulti Hustler, è stata la sua 'vittima' più famosa. Vittima tra virgolette, perchè Larry non è morto e 35 anni dopo che il serial killer Joseph Paul Franklin gli ha sparato (il fatto è avvenuto all'esterno di un'aula di tribunale in Georgia, il 6 marzo del 1978), costringendolo per sempre su una sedia a rotelle, Flynt ha lanciato un appello affinchè l'uomo non venga giustiziato.

Franklin è infatti rinchiuso dal 1980 in un carcere del Missouri per aver ucciso 5 persone per motivi razziali e la sua condanna a morte è prevista per il prossimo 20 novembre. L'uomo è anche ritenuto responsabile del ferimento di diverse persone, tra cui lo stesso Flynt, che considerava un promotore, attraverso la sua rivista, di "relazioni fra razze diverse" (per questo gesto Franklin però non è mai stato processato).

"Odiava i neri, odiava gli ebrei, odiava tutte le minoranze"

spiega Flynt in una lettera inviata all'Hollywood Reporter. L'editore, che oggi ha 71 anni, aggiunge:


"In tutti questi anni non sono mai stato faccia a faccia con Franklin. Vorrei stare una sola ora in una stanza con lui e avere un paio di cesoie e di pinze, per infliggergli gli stessi danni che mi ha procurato. Ma non voglio che sia ucciso né voglio vederlo morire"

Forse, spiega, una pena peggiore è l'ergastolo:

"I sostenitori dell'esecuzione capitale affermano che essa sia un deterrente per potenziali criminali ma io credo che passare il resto della vita in una cella di un metro per due sia una punizione molto più severa rispetto a una morte con un'iniezione letale"


© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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