Cina: arrestato per corruzione il sindaco di Nanchino, nuovo caso Bo Xilai

L'uomo è accusato di tangenti da due milioni di euro, ma qualcuno parla di regolamento di conti interno al Partito comunista cinese.

Ai tempi felici del 2010

Nuovo caso Bo Xilai in Cina. Il Partito Comunista ha infatti rimosso dall'incarico e poi arrestato Ji Jianye, sindaco di Nanchino, per corruzione. L'uomo è già stato inviato a Pechino per un'inchiesta su presunti crimini economici. Secondo i media di Stato, si tratta dell'ultima mossa nella crociata anti - corruzione da parte del presidente Xi Jinping. Alcuni analisti parlano di un regolamento di conti all'interno del Partito, dato che Ji sarebbe molto vicino all'ex presidente Jiang Zemin.

Ji, prima di diventare sindaco di Nanjing nel 2009, è stato primo cittadino e poi capo del partito a Yahgzou, la città natale dall'ex leader comunista. Secondo quanto trapela dalle indagini, per il 56 enne Ji le accuse sono partite da Zhu Xingliang, famoso industriale del Jiangsu, arrestato per bancarotta lo scorso luglio e che ha deciso di collaborare con le autorità.

L'ex sindaco di Nanchino deve rispondere di circa 22 milioni di yuan (due milioni di euro) di tangenti. Dicevamo della crociata anti corruzione da parte di Xi Jinping, chiara a tutti fin dal suo insediamento. Nel primo discorso, disse infatti di voler colpire "tigri e mosche", una metafora per avvertire tutti: ogni grado di potere sarebbe stato punito in caso di mazzette.

Negli ultimi mesi, effettivamente, in Cina è scoppiata una vera e propria tangentopoli, con arresti eccellenti e indagini ad altissimo livello. Willy Lam, grande analista, sottolinea però che i proclami del Partito contro la corruzione sarebbero solo un modo per affermare il potere del nuovo presidente Xi Jinping. Che starebbe tra l'altro eliminando gli avversari più scomodi.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO