Usa: donne arrestate costrette a spogliarsi davanti alle telecamere

Fermate per guida in stato di ubriachezza, rinchiuse in cella e obbligate a spogliarsi mentre una telecamera riprendeva tutto.

Riprende una detenuta che si spoglia

Si profila l'abuso sessuale per gli agenti di polizia americani che, dopo averle arrestate, hanno costretto undici detenute a spogliarsi nelle loro celle, riprese dalle telecamere, fino a rimanere completamente nude. L'episodio è avvenuto a Puyallup, nello stato di Washington. Le donne erano state portate in galera per guida in stato di ebbrezza. Sono state costrette a spogliarsi e ora hanno intentato causa perché non erano state avvertite di telecamere in funzione.

Una delle detenute ha detto: "Mi hanno trattato come un animale, con un pezzo di carne. La cosa grave è che le persone colpevoli di questi abusi sono lì per far rispettare la legge". L'avvocato James Egan sta studiando il caso. Altre 25 donne sarebbero state costrette a subire gli stessi abusi. Non solo: le immagini delle telecamere di sorveglianza sarebbero state consegnate all'avvocato solo dopo mille peripezie e impedimenti.

"Gli agenti intimavano alle donne di cambiarsi tutti i vestiti, compreso l'intimo, per indossare l'uniforme della prigione. Ma queste donne non avevano idea che quei momenti fossero ripresi dalle telecamere e osservati da quattro agenti di custodia e da un uomo arrestato. Quelle che si sono rifiutate di togliersi i vestiti, sono state punite con un periodo di detenzione prolungato".

Il procuratore della città di Puyallup, Kevin Yamamota, rimanda al mittente tutte le accuse: "Piazzare telecamere nelle prigioni e nelle celle è una pratica comune in America. La nostra città non ha in programma di cambiare questa abitudine. Quanto ai video in questione, essi non mostrano nessun comportamento scorretto da parte degli agenti". Il polverone, però, ormai è stato sollevato.

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