John F. Kennedy, fu il fratello Bob a rubare il suo cervello? In un libro la presunta verità

Lo scrittore James Swanson ha in pubblicazione un nuovo libro sull'assassinio di John Fitzgerald Kennedy in cui svela la verità dietro il furto del cervello del defunto Presidente.

Sulla e della morte di John Fitzgerald Kennedy, 35esimo presidente degli Stati Uniti, si è detto e scritto tutto e anche di più e periodicamente spuntano nuove teorie e nuovi complotti che sostengono di svelare cosa accadde quel a Dallas quel 22 novembre del 1963.

L'ultimo in ordine di tempo a cavalcare l'onda del 50esimo anniversario dell'omicidio di JFK è lo scrittore James L. Swanson, che a onor del vero si occupa da anni di quel tragico episodio della storia degli Stati Uniti e ha già scritto svariati libri sull'argomento.

Swanson ha un nuovo libro in uscita dieci giorni prima dell'anniversario, End of Days: The Assassination of John F. Kennedy, e per promuoverlo ha lanciato l'ultima bomba: il cervello di John F. Kennedy, o meglio ciò che restava della sua materia cerebrale, non fu fatto sparire dai servizi segreti statunitensi per eliminare ogni possibile traccia di complotto, ma fu preso in consegna dal fratello del Presidente, il procuratore generale Robert "Bob" Kennedy.

Che il cervello di JFK non venne sepolto insieme al corpo il 25 novembre dello stesso anno è un dato di fatto e la sua sparizione è uno dei tanti misteri o pseudo tali che circondano l'assassinio del Presidente.

Ora Swanson sostiene di conoscere la verità, o almeno questa è la conclusione a cui è arrivato: Bob Kennedy fece sparire il cervello del fratello per paura che si scoprisse la verità sulla malattia di John o la quantità di farmaci che stava assumendo in quel periodo.

Durante l'autopsia, scrive Swanson, il cervello del Presidente fu messo in un contenitore metallico con un coperchio:

Per un periodo quel contenitore rimase in possesso dei Servizi Segreti, poi fu spostato ai National Archives e messo in una stanza dedicata a disposizione della devota ex segretaria di JFK, Evelyn Lincoln, mentre quest'ultima si occupava delle varie scartoffie presidenziali. Nell'ottobre del 1966 si è scoperto che il cervello e altri materiali dell'autopsia erano scomparsi. E da allora non sono mai stati ritrovati.

La teoria di Swanson si basa su qualche indizio, ma come potete immaginare non esistono prove concrete a supporto di questa versione, secondo la quale Robert Kennedy, aiutato dall'assistente Angie Novello, riuscì a trafugare quei resti e li fece sparire.

Teoria folle creata ad arte per vendere un libro? Può farsi. Quello che è certo è che l'ultima opera di Swanson farà faville in libreria e i cospirazionisti avranno un bel da fare per ricamarci sopra una teoria ancor più elaborata.

Via | New York Post

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