Bando per il Servizio Civile Nazionale 2013: la cittadinanza italiana e l'integrazione impossibile

Polemiche per la presenza del requisito della cittadinanza italiana, già dichiarato "discriminatorio" nel 2012 dal Tribunale di Milano

Sono stati pubblicati (qui) i bandi 2013 del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, delle Regioni e Province autonome, per la selezione di 15.466 volontari da impiegare in progetti di Servizio civile in Italia e all'estero.

C'è tempo fino alle 14.00 del 4 novembre per inviare le domande.

Gli enti accreditati hanno già fatto alcune stime, e si attendono 80-90 mila domande. Anche perchè, visto il periodo di crisi, con il Servizio Civile i giovani dai 17 ai 29 anni possono guadagnare circa 450 euro al mese e acquisire delle competenze spendibili in futuro a livello lavorativo.

L'apertura del bando è stata ricordata su Twitter anche dalla ministra per l'Integrazione Cecile Kyenge:


Ma c'è un 'ma', che viene sottolineato anche dal Corriere: il bando richiede come requisito la cittadinanza italiana.

Perchè?

Eppure c'è una sentenza del Tribunale di Milano datata 2012. Il giudice Carla Bianchini aveva all'epoca accolto il ricorso presentato da uno studente pachistano la cui domanda di partecipazione al "Bando per la selezione di 10.481 volontari da impiegare in progetti di servizio civile in Italia e all’estero" pubblicato il 20 settembre 2011, era stata respinta perché il giovane, che era residente in Italia da 15 anni, era "privo del requisito della cittadinanza italiana".

Perchè questo requisito è ancora presente nel nuovo bando, se è, evidentemente, "discriminatorio"?

Il giudice aveva infatti riconosciuto che può essere esteso "il dovere di difesa della Patria quale dovere di solidarietà politica, economica e sociale" previsto dalla Costituzione anche a chi risiede regolarmente in Italia, e appartiene "in maniera stabile e regolare alla comunità".

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO