Maria, la bambina trovata in Grecia, è figlia di due rom bulgari. La conferma dall'esame del Dna

Si tratterebbe di una donna bulgara, che avrebbe affidato la piccola alla coppia arrestata nei giorni scorsi

Dall'esame del Dna è emerso che Sasha e Atanas Rusev sono effettivamente i genitori biologici della piccola Maria. Sono due rom bulgari che hanno vissuto in Grecia fino al 2010. Hanno avuto la bambina nel 2009, a Lamia, poi l'anno dopo sono tornati in Bulgaria e hanno lasciato Maria alla coppia di rom greci che l'ha cresciuta fino a quando la polizia gliel'ha sottratta.

Ora i genitori naturali sono accusati di vendita di bambini, ma loro hanno detto di averla lasciata all'altra coppia perché erano in gravi difficoltà economiche. Ora la piccola è stata affidata all'organizzazione per l'assistenza all'infanzia "Hamogelou Tou Paidiou", ma potrebbe essere trasferita in una casa-famiglia bulgara.

Maria, la bambina trovata in un campo rom in Grecia: rintracciata la vera madre


Giovedì 24 novembre 2013

20.05
Secondo quanto riferiscono i media bulgari sarebbe stata rintracciata nel Paese la famiglia di origine di Maria. Si tratta di una coppia rom (Sasha Ruseva e Atanas Rusev) che si trova a Nikolaevo, e che avrebbe deciso di affidare la bambina alla coppia greca per "indigenza". Sarebbe così confermata la versione sostenuta dai due arrestati.

Sarebbe stata rintracciata la vera madre di Maria, la bimba bionda trovata in Grecia in un campo rom che non era risultata la figlia biologica della coppia che ne rivendicava la paternità.

La bambina sarebbe nata il 31 gennaio 2009 in Grecia e si attende il test del Dna con la donna, una 35enne bulgara. Il sito internet greco che ha dato la notizia sostiene che Sasha Ruseva, che è stata fuori dalla Bulgaria tra il 2008 e il 2010, al momento dovrebbe essere nel suo paese d'origine.

Il capo della comunità locale rom Haralambos Dimitriou aveva dichiarato qualche giorno fa alla CNN che la coppia aveva preso la bambina perché la madre non poteva portarla con sè e i due (Christos Salis ed Eleftheria Dimopoulou, di 39 e 40 anni) che erano stati arrestati con l'accusa di rapimento, avevano tirato su la piccola "come la loro propria figlia".

Il caso della piccola Maria aveva portato nei giorni scorsi a migliaia di segnalazioni di bambini scomparsi o presunti rapimenti, una vera e propria psicosi. Panagiotis Partalis, portavoce internazionale dell'associazione "The smile of the child" aveva raccontato di aver ricevuto decine di migliaia di contatti da Usa, Canada, Paesi scandinavi, Regno Unito, Sudafrica e Australia. L'Interpol aveva confrontato la descrizione di Maria con quelle di 38 bambine scomparse, senza trovare corrispondenze.

Addirittura la responsabile dell'ufficio dell'anagrafe del Comune di Atene, la sua vice e altri due impiegati erano stati trasferiti ad altri incarichi per ordine del sindaco di Atene, Giorgos Kaminis, perché apparentemente coinvolti nel caso.

Insomma, si tratterebbe dell'ennesimo - insieme ad altri poi smentiti - allarme infondato.

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