Processo Costa Concordia. Domnica: «Ero l'amante di Schettino»

Interrogati anche i due maitre di bordo

Nuova giornata dei processo a Grosseto per il naufragio della Costa Concordia, e nuovo valzer dei testimoni. Oggi erano attesi alla sbarra i due maitre di bordo, e soprattutto Domnica Cermotan, la moldava che la notte del naufragio era a bordo della nave da crociera assieme al comandante Schettino.

La testimonianza di Domnica ha movimentato non poco l'udienza, che in un primo momento è stata sospesa dopo che la donna si era rifiutata inizialmente di rispondere alle domande del Pm sul suo rapporto con Schettino. Alla fine la moldava si è convinta e ha confessato di aver avuto una relazione con il comandante della Concordia, e di essere salita a bordo della nave senza biglietto.

"Quando sei l'amante di qualcuno non ti chiedono il biglietto", è stata la risposta della ballerina, che ha testimoniato con l'ausilio di un interprete, quando le parti civili le hanno chiesto perché non fosse stata imbarcata regolarmente. Domnica è salita a bordo della Concordia a Civitavecchia la sera del 13 gennaio 2012. Domnica ha passato la sera del naufragio al tavolo con il comandante, che poi le ha promesso che l'avrebbe portata sull'isola.

Schettino non mi ha detto niente riguardo all'avvicinamento. Non ho mai saputo niente del tragitto della nave. Alla fine mi hanno invitato ad andare a veder l'isola. Sono salita in plancia con Onorato. C'erano tutti gli ufficiali, sono rimasta da una parte.A un certo punto un ufficiale ha sbagliato l'ordine del comandante. Lui lo ha redarguito e ha ripetuto l'ordine. Dopo pochi minuti è successo quello che è successo. Non ho sentito l'impatto ma ho visto le luci di emergenza. Dopo 10 minuti è iniziato l'allarme vocale

Testimonianza confermata dal maitre Ciro Onorato (fratello dell'ex direttore generale della Costa Crociere), che ha raccontato di aver preparato la cena per Schettino e Cemotan, e di essere andato poi con i due in plancia per il "passaggio" accanto all'isola.

Ha testimoniato anche l'altro maitre Antonello Tievoli, originario del Giglio, l'uomo che avrebbe chiesto in prima battuta Schettino di fare "l'inchino". Inchino che sarebbe avvenuto un'altra volta durante la crociera prima del naufragio, il 6 gennaio. In quell'occasione Schettino non era stato soddisfatto perché la nave era rimasta troppo lontana dall'isola.

Schettino non fu entusiasta della distanza, pensava che non fosse abbastanza ravvicinata. A me sembrava già abbastanza rispetto alla consuetudine. Dopo il comandante disse al vice Ambrosio di prendere nota e stabilire una rotta per la settimana dopo

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