Classe di soli stranieri a Bologna, è bufera

Il Preside: "Soluzione temporanea per aiutarli nell'alfabetizzazione". Ma la polemica monta

Una classe di 22 alunni tutti stranieri: succede a Bologna, nel quartiere San Donato, alle scuole Besta, sezione A della nuova prima media a indirizzo sperimentale; per esigenze di alfabetizzazione, o almeno così viene spiegata dall'amministrazione scolastica, la classe di 22 alunni, tra gli 11 ed i 15 anni, è stata formata da soli stranieri.

Una scelta che fa discutere tutta la città e che non sarebbe passata attraverso il Consiglio d'Istituto, che ha così deciso di dimettersi e scrivere una lettera/denuncia al Coordinamento dei Consigli d’istituto, recante una critica severa alla decisione presa dal preside Emilio Porcaro. Il Consiglio, composto da Roberto Panzacchi, ex consigliere comunale, Alessia Orsi, Stefania Santini, Stefano Iotti e Teresa La Torretta, ha scritto:

"Gli alunni stranieri non parleranno in aula con altri italiani e avranno come unico riferimento italiano solo l’insegnante, annullando tutte le potenzialità dell’educazione tra pari. Una scelta del genere contrasta con i principi di inclusione e di confronto a cui la scuola si deve ispirare. [...] Questa soluzione non sarà l’anticamera della riproposizione delle classi differenziali? Educheremo i nostri figli in modo da far capire loro che la separazione insegna meglio dell’integrazione?"

Le accuse di aver formato una vera e propria classe-ghetto però vengono rispedite al mittente dal preside dell'istituto, che secondo gli insegnanti non avrebbe consultato nessuno nella sua decisione di istituire la classe composta da 22 alunni tutti di nazionalità straniera. Secondo Porcaro non ci sarebbe nessun tentativo di isolamento dei ragazzi ma, anzi, un'incentivo ulteriore per velocizzare la loro alfabetizzazione italiana:

"La 1^A sperimentale è stata istituita per dare una classe a ragazzi arrivati ad agosto in Italia e per evitare l’abbandono scolastico. [...] Alle Besta sono arrivate 18 famiglie che, con il ricongiungimento familiare, avevano appena riavuto i figli, la maggior parla poco la nostra lingua. Stavano cercando di iscriverli in diverse scuole e alle Besta c’era lo spazio. Quindi ho chiamato l’Ufficio scolastico e ho chiesto l’autorizzazione per le ore, che ho ottenuto, e ho chiesto agli insegnanti se volevano assumersi l’onere di un progetto di formazione e integrazione. Ne è nato un piano, grazie alla voglia di mettersi in gioco dei miei docenti, che va nella direzione di aiutare quei ragazzi."

ha spiegato il preside, cercando di gettare acqua sul fuoco e spiegando che la mancata consultazione del Consiglio d'Istituto è un mero problema di competenze, spettanti al Collegio docenti, che sarebbe stato invece interpellato. La notizia però è arrivata subito nelle polemiche politiche cittadine, entrando di diritto nel dibattito in Consiglio Comunale.

I più accaniti sono i consiglieri di Sel, indignati per "il classismo" ed il "razzismo" dimostrato nella composizione delle classi, chiedendone una revisione.

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