India, ragazza stuprata e bruciata: aveva 12 anni e non 16 come divulgato in precedenza

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Il ministro delle Finanze Chidambaram ha comunicato che sugli autobus verranno predisposte delle videocamere per evitare che avvengano altri casi di stupro

Secondo le ultime rivelazioni del quotidiano Hindustan Times, la ragazza era in realtà una bambina: avrebbe avuto infatti solo 12 anni. La scuola che frequentava ha confermato il 2001 come suo anno di nascita.

La polizia bengalese ha confermato che la giovanissima era incinta. E’ in corso il test del DNA per scoprire l’identità del padre, certamente uno degli stupratori.

La famiglia della vittima, originaria dello stato del Bihar, si era trasferita da 5 mesi nella zona di Calcutta e aveva ulteriormente cambiato casa, spostandosi nella zona dell’aeroporto, per sfuggire alle minacce di morte che i violentatori avevano lanciato dopo l’intenzione della ragazzina di testimoniare in tribunale

A Calcutta la piazza insorge

Ancora uno stupro di gruppo in India e ancora una giovane ragazza che muore. Aveva sedici anni la giovane indiana che è stata violentata per due volte lo scorso ottobre a Calcutta. È morta martedì 31 dicembre, a causa delle ustioni riportate sul corpo. La notizia è stata data quest’oggi dalla televisione indiana. La polizia sospetta di due uomini che avrebbero cosparso la giovane di cherosene dandole fuoco, perché si era rifiutata di ritirare la denuncia per stupro.

La prima violenza è avvenuta lo scorso 25 ottobre, quando un “branco” composto da sei uomini l’ha attaccata nei pressi della sua abitazione di Madhyamgram, nei pressi di Calcutta. Il giorno successivo la violenza si è ripetuta, proprio mentre la ragazza rientrava dal commissariato nel quale aveva denunciato l’abuso subito.

Due giorni prima di Natale la ragazza è stata ricoverata per gravi ustioni su tutto il corpo: subito gli inquirenti avevano pensato a un tentativo di suicidio, ma la ragazza prima di morire ha accusato i suoi aggressori, spiegando come siano stati loro ad appiccare il fuoco ai suoi vestiti.

Lo scorso 26 dicembre due uomini sono stati arrestati in seguito alla denuncia del padre. Dopo la morte della ragazza, avvenuta il 31 dicembre, il padre ha chiesto alle autorità il permesso di organizzare un corteo funebre pubblico. La negazione del permesso ha scatenato una rivolta da parte di diversi esponenti politici. La polizia avrebbe tentato di portare il cadavere della ragazza al crematorio, contro la volontà dei genitori.

Nel Bengala occidentale ea Calcutta i difensori dei diritti delle donne hanno accusato la polizia di non avere protetto la ragazza dopo la prima aggressione e migliaia di persone sono scese in piazza. Non è la prima volta che episodi di questo genere scatenano la protesta. Il caso è diventato una questione politica, tanto che oggi il ministro delle Finanze P. Chidambaram ha fatto sapere che la commissione del governo per gli Affari economici ha approvato la proposta di installare videocamere di sorveglianza sugli autobus e sugli altri mezzi di trasporto pubblici. Il progetto sarà finanziato con i soldi del fondo istituito nei mesi scorsi, dopo che nel dicembre del 2012, a Nuova Delhi, una ragazzina venne stuprata, picchiata e torturata da un branco su un autobus e morì dopo alcuni giorni in seguito alle ferite riportate.

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