Tesi shock: Adolf Hitler è morto in Brasile

Hitler sarebbe morto e sepolto in sudamerica con il nome di Adolf Leipzig: lo rivela il libro “Hitler in Brasile, la sua vita e la sua morte”

Axis Leaders

E' un libro che pretende di riscrivere una buona parte della storia del "Secolo Breve" ma, in realtà, ha tutta l'aria di essere una gran bufala: si chiama “Hitler in Brasile, la sua vita e la sua morte” ed è stato scritto dall'insegnante di educazione fisica Simoni Reneè Guerrero Dias.

La tesi, decisamente ardita, è che Adolf Hitler non si sia suicidato nel bunker berlinese con l'amante Eva Braun ma che, grazie al sistema segreto di tutela ed estradizione dei criminali di guerra tedeschi, Odessa, sia stato aiutato a fuggire dalla Germania che crollava di fronte l'avanzata americana ad ovest e russa ad est.

Hitler, grazie alla complicità del Vaticano, sarebbe fuggito in Argentina e, da qui, prima si sarebbe stabilito in Paraguay e, solo successivamente, in Brasile.

Qui Hitler si sarebbe stabilito nella regione del Rio Grande do Sul per poi trasferirsi definitivamente nel cuore della regione del Mato Grosso, in una cittadina dal nome di Nossa Senhora do Livramento, 11mila abitanti che lo soprannominarono “o alemao velho”, “il vecchio tedesco”, e dove sarebbe sepolto con il nome di Adolf Leipzig.

Addirittura Hitler avrebbe "mitigato" le sue tesi sulla razza fidanzandosi e sposandosi con Cutinga, una donna brasiliana dalla carnagione scura che sarebbe anche immortalata in una foto con l'ex Fuhrer.

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La foto che vi mostriamo sarebbe stata scattata dall'autrice del libro, che ne detiene il copyright, Simoni Reneè Guerrero Dias.

La tesi contenuta nel libro si fa grottesca, al limite del ridicolo, quando la scrittrice arriva a sostenere l'ipotesi che il Vaticano avrebbe consegnato ad Hitler la mappa di un tesoro nascosto dai gesuiti nel XVIII secolo in una caverna di Nobres, cittadina turistica del Mato Grosso, a "garanzia" e "risarcimento" per l'inevitabile conseguenza delle sue azioni in Europa.

Travolta da aspre critiche (nonostante esistano tante altre teorie che ipotizzano un esilio sudamericano del Fuhrer tedesco nato in Austria), l'autrice afferma di aver anche identificato un presunto discendente del Fuhrer in Israele al quale chiederà di sottoporsi all’esame del DNA per compararlo poi con i resti del “vecchio tedesco” vissuto nel Mato Grosso.

Un mistero fantasy che pretende di assurgere a verità storica: chi vivrà vedrà.

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