Libia, liberati i due tecnici italiani rapiti a gennaio

Francesco Scalise e Luciano Gallo, rapiti in Cirenaica lo scorso 18 gennaio sono stati liberati quest’oggi

È durata venti giorni la prigionia di Francesco Scalise e Luciano Gallo, i due tecnici italiani che erano stati rapiti lo scorso 18 gennaio e sono stati liberati quest’oggi.

La liberazione dei due tecnici è il frutto della collaborazione fra le autorità libiche e italiane e l’azione di coordinamento fra l’unità di crisi, l’ambasciata e altri organi dello Stato.

Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha dichiarato di provare “gioia e soddisfazione” per la liberazione dei due tecnici:

Desidero esprimere un sentito ringraziamento, a tutte le donne e gli uomini della Farnesina e delle altre istituzioni che hanno consentito di giungere a un esito favorevole della vicenda in un contesto ambientale difficile.

I due connazionali sono attesi all'aeroporto di Ciampino, con un volo che dovrebbe atterrare alle ore 17:30.

I due operai edili si trovavano in Libia per conto della General World, una società edile che costruisce grandi opere pubbliche. Lo scorso 18 gennaio i due uomini furono fatti scendere dal loro furgone e caricati su di un altro veicolo a Martuba, un villaggio situato fra Derna e Tobruk, in Cirenaica.

I due tecnici sono calabresi. Francesco Scalise è originario di Pianopoli, mentre Luciano Gallo è di Feroleto Antico, nel Catanzarese. "C’è grande gioia. Siamo veramente contenti". Così i familiari di Scalise dopo aver appreso la notizia della liberazione del loro congiunto. Il figlio in una conversazione telefonica all’ANSA ha affermato: "Siamo davvero contenti. Siamo felicissimi".

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