Bolivia, arrestati 18 italiani: sono accusati di frode

In stato di fermo insieme a due boliviani, cambiavano i marchi a macchinari prodotti in Cina e li rivendevano come tedeschi a prezzi tripli e quadrupli

Diciotto italiani e due boliviani sono stati arrestati dalla polizia di La Paz con l’accusa di frode ai danni di quindici clienti che avevano acquistato da laoro macchinari e attrezzature fabbricati in Cina, ma venduti come originali tedeschi e, dunque, a prezzi eccessivamente maggiorati.

Ieri, giovedì 6 febbraio, due camionette della polizia boliviana hanno condotto presso la sede della Forza speciale per la lotta contro la criminalità i venti fermati.

Le operazioni sono state effettuate dalle forze di polizia nella notte di mercoledì a El Alto, località situata alla periferia di La Paz: lì sono stati scoperti gli strumenti e i macchinari ri-assemblati in diversi depositi. In uno di questi – ha riferito Jorge Perez, viceministro per la Sicurezza – sono stati ritrovati 487 macchinari e banconote (dollari e boliviani) per un valore complessivo di 26mila euro.

Gli italiani – che vivevano in alberghi di lusso della capitale – sono già stati riconosciuti da una quarantina di persone divenute vittime dei loro raggiri. La loro strategia era semplice: acquistavano macchinari cinesi a basso prezzo, cambiavano loro la marca e le etichettature e li rivendevano al triplo o al quadruplo del loro valore.

La truffa è stata scoperta dai clienti, quando hanno scoperto nei mercati locali gli stessi oggetti venduti a un prezzo fino a cinque volte più basso. Secondo il quotidiano locale La Prensa, la rete criminale non si limiterebbe alla sola La Paz, ma sarebbe ramificata in altri due Paesi confinanti con la Bolivia: il Cile e l’Argentina.

Via | La Prensa

Video | Youtube

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