Palermo, vegliano la madre morta da 6 giorni: “niente rigor mortis, è morte apparente”

Nonostante il medico legale abbia fugato ogni dubbio, i familiari della donna si rifiutano di chiudere le bara.

Curiosa notizia in arrivo dal piccolo comune di Villagrazia di Carini, in provincia di Palermo, dove i parenti della 68enne Grazia Bruno, deceduta giovedì scorso, si stanno rifiutando di seppellire la loro cara perchè, sostengono, si tratterebbe di una morte apparente.

Nonostante il medico legale abbia fugato ogni dubbio e la morte dell’anziana sia stata certificata anche da un secondo medico, un cardiologo dell’Asp, i familiari della donna si rifiutano di chiudere le bara. Per loro il rigor mortis, segno evidente di decesso, non si è verificato e la temperatura corporea del cadavere è rimasta sempre costante, come quando l’anziana era in vita.

Al di là di quello la mancata accettazione del decesso di una persona cara può portare a credere, sarebbe stato lo stesso medico legale a sottolineare alcune anomalie e notare questo curioso ritardo nel processo di rigor mortis, tanto da concedere altri quattro giorni di proroga per dare il via all’iter della sepoltura.

Questa è la versione dei familiari, smentita però dall’azienda sanitaria provinciale di Palermo, che in una nota ha precisato che

non sono previsti altri accertamenti del medico legale. Questi, infatti, lunedì ha constatato il decesso della donna e ne ha richiesto l'immediata tumulazione.

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La conclusione è chiara:

Di fronte al dolore della famiglia, tuttavia, è stata concessa una proroga di un solo giorno. A questo punto si cercherà di far capire alla famiglia che la salma deve essere tumulata.

Oggi pomeriggio, salvo colpi di scena, il corpo dell’anziana sarà trasportato nella chiesa di Villagrazia di Carini per la cerimonia funebre.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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